Il Babau

Dopo aver osservato la prevista  radicalizzazione di Grillo (dire che l’italia buona vota per noi e quella cattiva vota contro e’ radicalizzazione), c’e’ da porsi una grossa domanda, ovvero per quale motivo sia cosi’ importante il destino di M5S, anche per i media, da ostinarsi cosi’ tanto ad attaccarlo. La risposta “M5S e’ scomodo” puo’ sembrare sensata, ma considerata la “conventio ad excludere” realizzata dagli altri partiti , e’ sostanzialmente neutralizzato nella palude romana.

Certo, convincere 9 milioni di persone che Roma sia una palude irredimibile con le maniere buone e’ rischioso, perche’ adesso e’ molto facile convincere quei 9 milioni che servano le maniere forti. Se un giornalista normalmente morigerato come Massimo Fini inizia ad esporsi fino a parlare di metodi “non proprio gentili” in un post, significa che praticamente chiunque sia leggermente piu’ estremista o violento di Massimo Fini (e non ci vuole molto, visto che Massimo Fini e’ una persona piuttosto pacifica) e’ oggi convinto che serva la forza.

Ovviamente, rispondere alla domanda “quanti di quelli che si astengono dal voto sono ormai convinti che solo col la forza si possano cambiare le cose” e’ competenza del ministero degli interni. Il che e’ allarmante, dal momento che il ministero degli interni sta consigliando tutti i politici di non mostrare la loro faccia in pubblico, nemmeno per un comizio elettorale.

Dunque, dal momento che era (ed e’ stato) cosi’ facile isolare M5S, non si spiega l’attenzione.

Il problema non era M5S in se’ . Il problema era la differenza tra una situazione priva di novita’ ed una situazione carica di novita’.

Se tutto va nella merda ma non ci sono novita’, il problema normalmente passa a mani diverse. Passa a mani diverse significa che si tenta di risolverlo con metodi e persone diverse. Quando era chiaro che la politica italiana non potesse risolvere il disastro economico italiano, si e’ cercato di reagire consegnando alle masse quello che i Postmodernisti come Baudrillard chiamano “un simulacro”.

http://en.wikipedia.org/wiki/Simulacrum

Il simulacro si chiamava Monti. Esso era la pura espressione di quel potere finanziario Italiano, Italianissimo che stava devastando il paese, essendo stato il maestro di praticamente ogni manager italiano – insegnava alla Bocconi, la fabbrica di finanzieri cocainomani italiana – e in seguito addirittura preside della stessa scuola. Nonostante fosse chiaro che Monti fosse la summa dei problemi del paese , un loro distillato allo stato purissimo ed esplicito, esso e’ stato presentato come simulacro, ovvero come falsita’ che esiste senza una sottostante realta’, e che trae forza dalla propria FALSITA’.

Monti era un simulacro di soluzione , privo di qualsiasi verita’ sottostante, e per questo era credibile. Era sostenuto dagli stessi partiti responsabili del precedente disastro, soggetto alle stesse lobbies, figlio della stesso cancro finanziario che sono i “salotti bene” dell’italia che marcisce, ed essendo completamente falso era un simulacro perfetto.

Ottenuti i prevedibilissimi disastri, che peraltro avevo anticipato sul blog, (non che fosse difficile (1)  ), e’ arrivato M5S. Il problema di M5S non era quello che diceva o non diceva, era quello che ci vedevano gli altri.

Perche’ un altro simulacro, dopo Monti, non era piu’ possibile, e dal momento in cui e’ stato chiaro a Monti di non poter continuare lui ad essere il simulacro, c’erano due soluzioni:
  • Passare il problema ad altre mani. Nove milioni di italiani convinti che la sola soluzione sia la violenza, se sono un ex ceto medio – che storicamente e’ il ceto che detiene le armi ad uso privato, circa 4 milioni – arrabbiatissimo ed affamato. In quel caso, un leader che proponga una violenza “necessaria” e “razionale” potrebbe convincere un 100.000 persone, circa l’1% di loro , a prendere le armi. L ‘1% non e’ un consenso difficile, e 100.000 persone in armi a Roma bastano ed avanzano per prenderne il controllo.
  • Caricare OGNI speranza su M5S. E quando dico OGNI speranza , non intendo solo le speranze di chi crede nel movimento grillino. Intendo OGNI speranza di cambiamento.

Ma M5S si presentava con un partito difficile da comprendere, dalla direzione poco chiara, e lasciava spazio a moltissime speranze.

Avete presente i punti che il programma M5S NON copriva? Ecco, chiunque lo avesse letto ci metteva i SUOI desiderata.

IN pratica, OGNI aspettativa -legittima o meno, sensata o meno- di cambiamento era riversata li’. Quello che si pensava di M5S era che fosse “Il Babau”. Questo Babau avrebbe “dato una scossa”, ovvero costretto i vecchi partiti a muoversi. E una volta mossi, ogni cosa sarebbe stata possibile.

Se una montagna sta ferma, possiamo discutere su come spostarla in una singola direzione, e discuteremo su come spostarla in quella unica direzione. Con la forza o meno. Ma se il gigantesco masso si mette a rotolare , possiamo pensare di spostarlo aggiungendo una piccola spinta in una direzione.

L’importanza che i media danno ad M5S non e’ legata ai contenuti del movimento in se’ , ma alla speranza che esso potesse costringere i partiti a muoversi, a cambiare, a staccarsi dallo stallo attuale. Questa era la ragione per la quale nessuno ha investigato troppo – tranne gli avversari – sui difetti interni del movimento. A quasi nessuno importava della competenza o dell’esperienza dei parlamentari grillini, perche’ quello che si desiderava era un effetto sistemico, ovvero costringere i partiti a mettersi in movimento.

Se osservate la stampa, anche quella avversa (ovvero un giornale a vostra scelta), noterete che si’, obbedivano al padrone e spalavano merda, ma contemporaneamente usavano M5S come coi bambini si usa(va) il Babau: “se non fai la tal cosa arriva il BAbau”, si dice ai bambini, e allo stesso modo “se non cambiate arriva M5S e prende l’ 80%”, si diceva ai partiti.

M5S in questo senso e’ apparso non come la soluzione , non come il partito che avrebbe cambiato le cose, ma come il partito che le avrebbe costrette a cambiare.

Questo ha reso M5S popolare e degno di attenzione anche presso coloro che NON ne approvavano le idee: sebbene M5S non sembrava volere le cose che volevano gli avversari, era chiaro che la sua comparsa sulla scena stava COSTRINGENDO , o forse avrebbe costretto, gli avversari a cambiare, migliorandosi.

Nel momento in cui gli altri partiti hanno spudoratamente eseguito una conventio ad excludere, e M5S e’ stato completamente reso inoffensivo, tale speranza non la si puo’ piu’ attribuire ad M5S. Se anche prima chi era convinto che occorresse cambiare non amava le idee di M5S ma sperava che avrebbe portato cambiamenti, oggi la speranza e’ finita.

Non importava tanto che avessero un programma o meno, che fosse buono o meno, che i suoi parlamentari fossero ragazzini, che la scelta su internet avvenisse con un filmatino insufficiente persino come colloquio in un Call Center. Il problema era che, se avesse preso abbastanza voti, qualcosa sarebbe cambiato.

Al contrario, M5S ha preso davvero molti voti, ma NULLA e’ cambiato: TUTTE le componenti della vecchia politica  (compresa una stampa da terzo mondo: se Putin vuole estendere il metodo Politovskaja in Italia, avra’ solo i miei applausi) si sono coalizzate in una conventio ad excludere, e hanno “incistato” l’intruso.

E dal momento che la popolarita’ di M5S era dovuta alla sua capacita’ di forzare il cambiamento, nel momento in cui gli italiani si sono resi conto che nessun cambiamento sarebbe avvenuto ne’ avverra’ , neanche come simulacro, l’interesse ha iniziato a calare.

Adesso Grillo ha bisogno di una svolta forte, che faccia credere agli elettori che M5S puo’ comunque pungolare il somaro perche’ si muova. Deve tornare ad essere il Babau, a dire “o vi date una mossa, oppure noi…”.

Gia’. Ma “noi cosa?”.

Vedo poche alternative L’unica credibile e’ l’ Aventino, ovvero far finire davvero le speranze con un colpo secco, producendo uno choc. Un aventino puo’ essere annunciato come “ci hanno circondati ed esclusi come facevano con l’ MSI, non serve a niente stare in parlamento perche’ il parlamento non serve piu’ a niente, il presidente della repubblica non e’ una garanzia per nessuno, quindi lasciamo vuoto il 25% del parlamento. Ci rivediamo a dopo il crack

Dopodiche’ basta raccogliere un bel dossier di porcherie false pubblicate dai giornali, un dossier di porcherie fatte in Parlamento, un dossier di come TUTTI i partiti ostili ad M5S si siano alleati occupando sia maggioranza che opposizione, e iniziare a battere a Bruxelles, con un bel buco in parlamento, grande il 25% del parlamento stesso, e mostrando come il Parlamento stesso sia completamente improduttivo.

Bastano poche settimane di questo andazzo e Napolitano dovra’ dimettersi, tirandosi dietro il governo.

La posizione politica particolarissima di Napolitano e gli occhi puntati sull’ Italia fanno di un aventino annunciato in questo modo un problema pericolosissimo, dal momento che almeno Napolitano non potra’ esimersi dal dimettersi, o confermera’ il proprio appoggio ad un vero e proprio colpo di stato: cosi’ la situazione attuale dopo un aventino apparira’ a qualsiasi osservatore straniero: governo ed opposizione occupati da partiti che si sono presentati INSIEME alle elezioni.

Finite di colpo le speranze di cambiamento , materializzato lo spettro di un crack imminente, e’ solo questione di tempo, e tutti quelli (ben oltre il 25% di votanti M5S) che speravano nell’ M5S per un cambiamento – molti anche dentro PD e PDL : non tifavano M5S, ma lo consideravano una cosa buona per il proprio immobile partito – e poiche’ questo governo non puo’ fermare il disastro economico, almeno le grandi lobbies italiane si dovranno muovere per salvarsi dal diluvio.  Non credo proprio, per esempio, che la magistratura voglia un parlamento privo di opposizione con Silvio al governo e il PD ostaggio di Silvio.

Cosi’, se Grillo vuole davvero continuare a stare al centro del ring, tutto cio’ che oggi puo’ fare e’ iniziare un aventino. Accusare la politica di essere irredimibile e bizantina, far cadere di colpo le speranze di chi ancora credeva nei cambiamenti, e rifiutarsi di rimettere piede in parlamento sino a dopo il crack economico completo, o sino a dopo le dimissioni di Napolitano.

Ancora una volta, la rivoluzione la puo’ fare dicendo “TUTTI A CASA!”, ma riferendosi questa volta ai suoi.

Un 25% di sedie vuote in parlamento significa mettere il PD dentro le mutande della Minetti, ovvero in completa balia di Berlusconi, dando a Vendola il monopolio dell’opposizione di sinistra, cosa che spaccherebbe il PD stesso. E anche a destra le cose non sarebbero migliori, visto che il monopolio dell’opposizione di destra andrebbe a partiti come la Lega, la cui base e’ molto critica verso Silvio.

Oggi come oggi, o M5S fa l’aventino e torna ad essere il Babau , il cui timore stimola il cambiamento, oppure deve davvero aspettare il crack: ma essere in parlamento nel momento del Crack, impotenti, e’ assai peggio che essere fuori dal parlamento tra la gente infuriata.

In ogni caso, l’ Aventino e’ la strategia piu’ efficace.

Anche perche’ e’ l’ unica.

Uriel
(1) http://www.keinpfusch.net/2011/11/che-serve-saperlo.html , http://www.keinpfusch.net/2011/11/monti-il-caudillo.html  . L’unica differenza con la realta’ e’ che Monti ha PROVATO a fare quelle cose, ma ha fallito.