Distrazione Minibot

Una delle parole piu’ impiattate e sopravvalutate negli scorsi giorni e’ “Minibot”. E’ una parola impiattata perche’ se andiamo a vedere cosa ci sia dietro alla “presentazione” e a tutto l’impiattamento, dei famosi “bot” che preludono l’uscita dall’ Euro rimane ben poco, e difficilmente preluderebbero all’uscita dall’ Euro.

Punto primo: se voleste usare i btp (i titoli di stato italiani che costituiscono il debito pubblico) al posto della moneta dal vostro fornaio, nessuno ve lo vieterebbe a patto che il fornaio accetti. Certo, e’ un taglio “un po’ grossino”, ma il punto e’ semplice: gia’ oggi nessuno vi vieta di scambiarvi dei btp, dei santini di Padre Pio o fotografie di Cicciolina alla guisa del denaro stampato.

Se quindi il problema fosse “abbiamo bisogno di un bond da usare al posto del denaro”, non ci sarebbe assolutamente bisogno dei “minibot”: a patto che tutti accettino lo scambio, potreste gia’ usare i btp attuali. Il guaio e’ che non tutti lo accetterebbero.

Se voi andate in banca a comprare dei btp, infatti, la banca li acquista e voi ne risultate proprietari. Ma guarda caso, quel valore non e’ in un conto corrente. E se volete cambiarli in denaro contante, dovrete prima venderli, ovviamente al “prezzo” del momento.

Quindi la “creazione di minibot” non sarebbe altro che un obbligo delle banche a cambiare questi minibot in Euro al valore cartolare del momento dell’emissione. Interessante, perche’ per prima cosa vi stanno fregando: il vostro minibot e’ una forma di debito pubblico, ad interesse zero. Non ci guadagnate nulla.

Il poveretto che si trovasse a comprare il minibot si troverebbe a comprare dei btp , ma senza guadagnarci nulla, cioe’ dei btp che offrono una resa nulla. E bravo pirla.

A quel punto, voi direte: si, ma cosi’ il minibot potremmo usarlo per gli acquisti. E la risposta e’ “esticazzi?”.

Il motivo di questa risposta e’ semplice: la massa di denaro stampato, e’ enormemente piccola rispetto al prodotto interno, il quale si muove per la stragrande maggioranza in formato elettronico, sotto forma di bonifico bancario, o altri sistemi che non scambiano bigliettoni. Potete verificare i valori delle banconote stampate qui:

https://www.ecb.europa.eu/stats/policy_and_exchange_rates/banknotes+coins/production/html/index.en.html

Potete trovare il valore complessivo della massa in monete e banconote che circolano, qui:

https://www.ecb.europa.eu/stats/policy_and_exchange_rates/banknotes+coins/circulation/html/index.en.html

Come vedete, rispetto al PIL dell’ Eurozona, sono quantita’ microscopiche.

Quindi, anche se voi stampaste della carta, non potreste poi stamparne cosi’ tanta. L’impatto sull’economia sarebbe irrilevante. Per una ragione: se quella quantita’ di moneta e’ sufficiente per fare cio’ che facciamo, la domanda di carta stampata e monete coniate e’ molto piccola rispetto al PIL.

Che cosa succede se per caso stampate molta piu’ moneta e carta di quanta l’economia ne richieda? Beh, la risposta la danno le leggi di mercato: se l’offerta supera di molto la domanda, il valore scende. Quindi, a meno di non voler stampare carta straccia, di minibot ne potrete stampare quantita’ limitatissime rispetto al PIL. Forse un paio di miliardi in valore.

Adesso vediamo cosa succede ai nostri minibot una volta stampati. Si tratta dell’equivalente dei vecchi gettoni telefonici, che valevano 200 lire. Sicuramente potrete usarli dentro il territorio nazionale, esattamente come usate i buoni pasto per comprare al supermercato.

Il governo puo’, per legge, obbligare le banche ad accettarli come soldi e versarli sul conto in banca, al valore cartolare del momento della vendita? Certo. Solo che a quel punto le banche si trovano ancora piu’ stracolme di titoli pubblici italiani. E come se non bastasse, avete costruito un titolo pubblico finanziariamente tossico: parliamo di un titolo pubblico che paga zero in cambio del rischio. Cioe’ voi prestate X, e ricevete indietro X alla vendita, senza nessuna cedola e senza nessuna resa finale. Siccome pero’ un rischio esiste, il possessore di questi minibot si e’ accollato per intero il rischio.

Se quindi portate i vostri minibot in banca per versarli sul conto corrente, la banca si intossica. Se oggi le banche hanno il problema di essere stracolme di titoli italiani, che gia’ sono imbarazzanti, non state facendo altro che intossicarle con un titolo ancora peggiore dei btp. Un titolo che , in parole povere, offre gli stessi rischi del btp, ma non ha alcuna resa.

Allora potete stare freschi che una banca italiana qualsiasi accetti il minibot come 1:1 rispetto all’ Euro. Non e’ nemmeno un problema legato alla BCE che fa i controlli e guarda la qualita’ del credito. Non e’ un problema della BCE che non li accetterebbe come contropartita nel caso E’ che state proponendo agli azionisti di una banca di dare soldi buoni in cambio di carta che offre un rischio senza dare alcuna resa: il contrario di un investimento. Se ti va bene pareggi.

Allora gli statalisti dicono: ehi, ma lo stato li costringe ad accettarli.

Oh, certo. E cosi’ la vostra banca ha i cassieri malati. Vi alza le spese nel caso vogliate depositare btp. Vi chiede 300 giorni di valuta quando li depositate. Qualsiasi cosa, per scoraggiare il debosito di minibot sui conti correnti. Perche’ state cercando di rifilargli merda, come se fossero soldi. E’ come se una legge costringesse la banca ad accettare i vostri buoni pasto.

Ma ammettiamo pure che le banche, masochisticamente decidano di riempirsi di titoli senza resa con un rischio. La loro posizione finanziaria si deteriora, ma loro sono spartani e resistono. Gli azionisti fuggono, ma non gli importa: la Patria prima di tutto. Si tratta di una nota mentalita’ dei banchieri, mettere la Patria prima dei profitti. Lo sanno tutti, no?

Allora, le banche si riempiono di questi titoli. Che fuori dall’Italia vengono semplicemente derisi come sub-sub-sub-sub-prime tossici di livello “Pompino di Sandra Milo con dentiera appena lavata”.

Una volta riempite le banche di queste porcherie, adesso si trovano a lavorare con aziende italiane che commerciano con l’estero e vogliono comprare cose. Quindi lo straniero vuole degli euro veri. Ma l’Azienda italiana pagata in minibot rifila alla banca questa immondizia. Da dove tirano fuori i soldi buoni per il bonifico che avete chiesto?

Eh, bella minchia, perche’ devono tornare alla BCE a comprare soldi. La quale BCE e’ anche accomodante e li sta vendendo a costo basso, ma non li regala. Occorre dare alla BCE dei titoli pregiati come contropartita. E sfortunatamente il vostro minibot, che paga zero ma contiene rischio, e’ il contrario di pregiato.

Quindi, che fate? Il governo italiano implora la BCE di accettare i minibot in garanzia, se vuole salvare le proprie banche, cioe’ l’economia reale. E meno male che lo avevate fatto per diventare “indipendenti”.

Allora arriva il genio della situazione e mi dice: “si, pero’ lo stato i minibot li accetta come contante, quindi ci pago le tasse”. E se trovate geniale questa cosa, proviamo ad immaginare il flusso di cassa:

  • Gli italiani comprano minibot il 6 gennaio 2020.
  • Lo stato incassa euro buoni il 6 gennaio 2020.
  • Gli italiani usano i minibot per pagare le tasse il 27 maggio 2020.
  • Il governo si vede restituire i minibot che ha venduto il 6 gennaio, ma non da’ niente in cambio.

Sapete che significa? Significa che gli italiani hanno pagato in anticipo le tasse, perche’ il momento in cui lo stato ha incassato gli euro buoni e’ il 6 gennaio.

In pratica, se usate i minibot per pagare le tasse non fate altro che pagarle in anticipo.

Il problema del minibot e’ quindi irrilevante, perche’:

  • La quantita’ di minibot stampabili e’ piccolissima rispetto all’economia reale.
  • Le banche subiscono un danno ad averli in pancia e/o pagarli in contanti.
  • Se li usate per pagare le tasse non fate altro che anticipare il momento del pagamento.

Adesso arrivano i sovranisti e gridano: ehi, ma questo pero’ e’ un momento storico di indipendenza del paese dalla BCE.

Esattamente il contrario. Innanzitutto perche’ non potete stamparne molti, dal momento che la domanda di moneta corrente e’ piccola rispetto al PIL. Quindi, tendenzialmente la BCE se ne fotterebbe dal momento che si tratta dell’ennesimo circuito di buoni pasto.

Secondo, se ne stampate di piu’ e ci saturate le banche, poi dovrete andare in ginocchio di fronte alla BCE pregandola di accettarli come contropartita , nonostante il fatto che – a differenza dei normali btp – rendono zero a parita’ di rischio. Dopodiche’ dovrete convincere , sempre pregando in ginocchio, i soci delle banche ad investire soldi in banche che hanno come contropartita per i prestiti dei titoli che definire tossici e’ un complimento, dal momento che hanno lo stesso rischio dei btp ma non hanno la stessa resa.

Quindi il problema del minibot come ribellione alla BCE non e’ un problema reale:

  1. Se ne stampate pochi, la BCE se ne stracatafotte, come se ne fotte dei buoni pasto e dei buoni spesa della esselunga.
  2. Se ne stampate abbastanza da diventare economicamente rilevanti, i vostri banchieri dovranno presentarsi a pecora di fronte alla BCE implorandola di vendergli ancora gli euro buoni.

Capite perche’ questa opzione e’ una non opzione. A Francoforte se ne fottono altamente di un simile velleitario autolesionismo. O stampate piccole quantita’ che non contano una cippa, e vi limitate e vendere un titolo supertossico alla gente spacciandolo per moneta , oppure il vostro titolo supertossico diventa un problema per le banche italiane, che sono costrette a vendersi a banche estere per trovare gli euro buoni.

In tutti i casi, a Francoforte se la ridono. Non devono fare nulla, i minibot sono una tale inculata per le banche italiane e per i cittadini italiani che alla fine dei conti devono solo aspettare che la genialata si ritorca -ed e’ inevitabile – verso chi l’ha sostenuta.

Al massimo, il problema lo avrete col povero pensionato che tiene i soldi sotto il materasso, ed emergera’ quando gli dovrete spiegare che quelli non sono soldi. E’ soltanto un btp:

  • che non rende nulla.
  • che ha lo stesso rischio dei btp normali.
  • non ha scadenza definita.

In pratica, una varieta’ scadente di carta igienica.