Diritti acquisiti, due.

E’ difficile spiegare cosa significa “avere diritto a” quando si parla di cose banali come “cambiare idea”, o come “avere degli interessi” o “avere delle opinioni”. Perche’ in Italia vige un metodo molto semplice per togliere i diritti: la continua pressione verbale. Una pressione che trasforma la tua vita in un continuo combattimento, sfinente, che ti porta alla stanchezza. Probabilmente questa email che ho ricevuto per chi di voi mi assomiglia e’ la solfa normale. Per gli altri, intendo mostrare cosa intendo quando dico che sto inziando a sentirmi libero, significa solo che non sento questa pressione, quella che descrivo nel post, non la sento addosso.

Ma voglio anche spiegare ai demotivatori in che modo e per quale motivo tutto quello che possono ottenere e’ di infastidire una persona sino a quando se ne va dall’orribile carcere a cielo aperto nel quale hanno trasformato un paese che era arrivato ad un passo dalla normalita’. Ma ha mancato l’ultimo passo.

Caro Uriel, mi sento in piacere di commentare il tuo ultimo intervento sul blog. In tutta onesta’, penso che si tratti di un’esagerazione

Ecco come iniziano. Lui si sente “in piacere” di scrivermi. Il fatto che NON possa farlo sulla mailing list non gli fa sospettare che io non abbia lo stesso “piacere”, o forse glielo fa sospettare eccome. Ma parliamo pure di esagerazione: davvero e’ cosi’ “normale” scrivere ad un tizio che non si conosce nemmeno per spiegargli la vita? Io lo trovo un comportamento ossessivo al limite della psicopatia, una nevrosi che ti porta a voler controllare gli altri, magari diventando il loro … confidente? prete? Guru? Maestro di vita, come disse Moretti in Palombella Rossa? Boh.

Sara’, ma io trovo esagerato invece scrivere ad un tizio che non si conosce per convincerlo che sbaglia a scrivere quel che scrive sul SUO blog: basta non leggere piu’ il blog, dopotutto.

. Alt prima di incasellarmi con etichette tipo comunista o democristiano o chissa’ che altro, metto subito le mani avanti:

Ok, siccome non ho chiesto alcuna giustificazione, una vecchia regola dice che le scuse non richieste sono confessioni : sto parlando con un cattocomunista. Il che fa il tono col tono mellifluo. Percepisco
residui di sindacalismo democristiano.

ho opinioni personali sulle cose, cambio idea a seconda delle situazioni, evito le persone sgradevoli, ho vari interessi, vivo all’estero, ho letto circa 200 libri tra asimov, sagan, lovecraft, jung, i vangeli, jared diamond, luttwak, machiavelli, tucidide, verne, grof, platone, etc. Apolitico, agnostico, single.

Accidenti, hai dimenticato un particolare. Devi sempre dire che hai un amico ebreo. Tutti quelli che devono giustificarsi hanno un amico ebreo. A te manca un amico ebreo. MAle, male. E’ come una frase “premetto che non ho nulla contro gli ebrei”, o “premetto che non sono nazista”: ok, ok, funziona. MA senza un amico ebreo non vai da nessuna parte, oggi come oggi.

Anche un amico negro va bene, ma come un amico ebreo non ce n’e’, per essere buoni e aperti.
mi chiedo: veramente, ma VERAMENTE non sei MAI riuscito, anche solo una volta, a far valere questi diritti?

Ora, il punto e’ che io miei diritti li ho fatti valere eccome: il problema e’ che ho dovuto lottare per questo. Ovvero, ho dovuto lottare, perdere tempo della MIA vita, per fare cose normalissime, mentre qui per fare cose normalissime basta farle. E quindi, la lotta diventa un costo. Sai, non siamo su Salusa Secundis, ove solo per vivere devi essere il miglior guerriero dell’universo.

Dico, ti devono aver stuprato psicologicamente per tutti questi anni se la tua opinione finale e’ questa.

Ho proprio bisogno di un dottore, di un confidente, di un prete, di un maestro di vita, non e’ vero? La spiegazione e’ molto piu’ semplice: ho dovuto sentire ogni fottuto giorno la stessa lagna di questa lettera, e il tizio che la scrive crede di essere parte della soluzione, quando e’ parte del problema.

E si illude davvero di aver scoperto la tattica giusta, quella definitiva: mando la mail, e Uriel Fanelli e’ cera nelle mie mani.
Devi fare un pochino di meglio , figliolo.

E no, non mi ha stuprato proprio nessuno. Non e’ POSSIBILE farlo. Chiedi al primo vescovo namaita che incontri come funzioni questa cosa.

Hai avuto la sfiga di nascere e vivere in una provincia proprio di merda, il peggior buco di culo della storia mi par di capire, peggio che essere finito tra mani dei Vietcong e su questo eh beh, c’e poco da fare, condoglianze.

Ho bisogno di condoglianze quanto di un asteroide. E ovviamente,seconto quelli come te ” io sono nato nell’ UNICO posto d’Italia che era una fogna”. Il fatto che io abbia vissuto e lavorato in posti molto diversi , come piemonte, lombardia, emilia, sicilia ed altri, conta poco.

Ma lo scopo del mellifluo demotivatore e’ innanzitutto quello di dirti: “tu sei solo, noi siamo TUTTI. E casomai ti venisse in testa di accusare tutti di fare schifo, ti ricorderemo che gli unici a fare schifo li hai conosciuti solo tu. E questa, ovviamente, e’ colpa tua. Ma siamo buoni, e la chiamiamo sfiga.”
Di fronte a tanta bonta’ e comprensione, non dovrei forse baciare le mani al boia?

Non lo faro’, purtroppo. Questa merda e’ troppo vecchia, so come reagire. Ti credi troppo furbo.
Anzi, sto pubblicando questa lettera per aiutare altri a gestire quelli come te.
Veramente non hai mai potuto affermare le tue opinioni, i tuoi diritti? Questo e’ un problema grave Uriel, mi viene da pensare che sia un problema tuo.

Aaaaah, dilettante! Hai colpito troppo presto! Avrei saputo reagire a 15 anni, figurati oggi. Sei una specie di Alvaro Vitali che va su Dune e cerca di colpire un fremen usando una forchetta di plastica.
Innanzizutto, anche ammesso che tu sappia fare qualcosa come “pensare”, di quel che ti viene da pensare me ne frega meno di zero. Figuriamoci se accetto la diagnosi da un dottore che NON ho scelto. Ma il mellifuo ha scoperto subito le sue carte: siccome bisogna difendere “tutti”, occorre semplicemente dire che le tue accuse a “tutti” sono poco valide, perche’ se non vai d’accordo con “tutti” allora sei in errore tu: e la prova e’ che tu sei solo e loro sono tanti.
Come finisce questa roba? Il paesello ti dice che sei sbagliato tu, e siccome loro sono TUTTI e stanno “bene” insieme e invece tu non stai bene, sei tu ad avere il problema. Allora ti muovi in una citta’ piu’ grande e metropolitana, dove “TUTTI” stanno bene sul serio, e tu stai bene , e loro nel loro paesello fanno ancora schifo; cosi’ tu sei felice, MOLTI PIU’ DI LORO sono felici, e il loro “TUTTI” diventa un “ALCUNI” molto , molto piccolo.
Si, figliolo, non e’ un problema mio: ho lavorato in diverse nazioni FUORI dall’italia, e mi sono sempre trovato BENE. Lavoro con persone di 27 nazioni diverse, e sto ancora BENE. Mentre gli italiani che mettono piede qui iniziano a lamentarsi che il tempo e’ brutto (e magari vengono da Milano, nota localita’ balneare), che il cibo fa schifo (e vanno a mangiare “spaghetti bolognese” da un italiano di terza generazione) e tornano a casa piagnucolando. Com’e’ che appena uscite dal vostro recinto, il problema ce l’avete solo voi?
Noi tutti, circa 7 miliardi di persone, stiamo tutti benissimo! Com’e’ che solo voi 60 milioni di italiani avete problemi, appena uscite dai confini? Parlo di quelli comunali, eh.

Cazzo, ci sara’ del conflitto, e’ vero, con gente che rientrera’ nelle categorie da te citate. O forse sono io straniero in terra straniera (veneto nel mio caso). Eh si, ne ho conosciute di teste di minchia e ci sara’ combattere con la gente fossilizzata nei loro preconcetti, nelle loro piccole e sterili opinioni del cazzo, nella loro ignoranza. Necessario.

No, non e’ necessario. E qui siamo al punto. Non devi stare in guerra solo per vivere. Non siamo Fremen che solo per sopravvivere devono praticare la vita come guerra. Non e’ Salusa Secundis o Arrakis. Il punto e’ che la societa’ italiana permette all’ignorante di essere molesto perche’ non lo segrega. E questo costringe ogni induviduo a scansare tutte le badilate.

No, non devo combattere solo per vivere. Questo e’ il punto. Non e’ obbligatorio chiacchierare con cafoni. Non e’ obbligatorio lasciarli avvicinare abbastanza da romperti i coglioni.
Ed e’ questo “obbligatorio” che ti fa pensare di essere “in piacere” di scrivermi questa email. Fuori dall’italia, nessuno si sarebbe sognato di mandare un’email ad uno sconosciuto, piena di giudizi personali.

Saro’ sgradevole ai loro occhi? E? Possono evitarmi, io non devo certo adottarli (detto in faccia). Amo la conoscenza e mi sembra che ai miei amici e altra gente con cui ho avuto a che fare non dispiaccia questa virtu’. Tu, persona a caso, non hai un hobby o interessi interessanti? Ti senti figo perche’ fai l’aperitivo tutti i venerdi? Minchia amico, sei preso male. Sei noioso, non riesco a trovare stimoli nella tua compagnia. Che plebeo. Non cambi idea? Cattolico conservatore? Diamine amico, sei una pecora. E si, ho opinioni personali sulle cose. Tu no vero? Ma se sei un povero ignorante, che colpa ne ho? Volete scassarmi? Fatevi sotto, non vi temo (no, non sono fascista).

No, ragazzo, non ci siamo. Io non devo azzuffarmi per le strade con ogni cane rognoso che abbia voglia di infastidire gli altri. “Volete scassarmi” non dovrebbe avere altra risposta che “chiamo la polizia se non ci dai un taglio”. Lo stalker deve stare in carcere, perche’ non devo vivere una vita in guerra solo perche’ a qualche cafone arricchito piace “scassarmi”. Il cafone arricchito deve stare in un apposito quartiere, e frequentare appositi locali, e anche quando dovessi averci a che fare, devo avere la possibilita’ di tenerlo lontano. Non deve esserci un estenuante scontro, deve essere una separazione netta.

Che dire.. Hai ricevuto una tortura proprio coi controcazzi se niente e nessuno ti ha permesso di esprimerti, siamo quasi a livello di violazione dei diritti umani. Non prenderlo come un attacco personale, le sfighe capitano.

Eh, come sei comprensivo. Devo proprio fidarmi di te, allora. Eleggerti a mio guru personale, a mio psicologo… che altro?
Ah, si, “Maestro di vita”, dice Moretti.

Invece facciamo che non ti conosco proprio, e non hai mai ricevuto alcun permesso di influenzare i miei processi cognitivi, che non mi fido di te, e quindi il tuo mellifluo giudizio lo considero sospetto, interessato, e pure un attimo morboso. Io non perderei mai tempo a scrivere un’email del genere solo perche’ non sono d’accordo con quel che scrive un tizio sul suo blog. Smetterei di leggerlo.
Chiedi pure in giro, quante email hanno avuto da me, per spiegare loro la vita e il mondo e tutto quanto….

Almeno le mie impressioni leggendo i tuoi post sono queste, magari mi sbaglio. (Non pensare che ti stia sfottendo, molta gente pensa che venga sfottuta dal sottoscritto ma e’ il mio modo di fare.. probabilmente e’ un mio limite.).

Oh, si. Ho avuto a che fare , bazzicando nel mondo dell’occulto, con un sacco di ciarlatani. E niente come una strumentale dichiarazione di modestia produce un manto di falsa serieta’. “Sai, gli angeli custodi sono una cosa seria, non li prometto nulla, sono cose difficili. E magari mi sbaglio, capita anche ai migliori, non voglio dare false aspettative.”

Eh, si, e’ un tuo limite.

Ma io credo che la tua esperienza si possa tradurre con una grandissima delusione d’amore. Eh si, hai amato troppo l’Italia (da alcuni vecchissimi post si puo’ leggere) te l’hanno messa su per il culo e adesso tutte le donne sono puttane. Purtroppo a volte finisce cosi.

Ho bisogno di comprensione quanto di un asteroide. Del resto, se tutti avessero avuto questa comprensione, e se tutti l’avessero, non ci sarebbe quel carcere sociale a cielo aperto che c’e’, ove una massa di ignoranti passa il tempo a rovinare la giornata al prossimo.
E no, non discutero’ con uno sconosciuto di questioni d’amore. Probabilmente ti senti furbo e credi di aver scoperto un approccio che non ho mai visto prima, cui non so come rispondere. Mi spiace, bello: non funziona. A questa merda dilettantistica sapevo rispondere a 15 anni. E se ho voglia di un prete, vado in una chiesa, non vengo da te. E se sei un prete, tranquillo: non verro’ nella TUA chiesa.

E’ triste quando una persona viene abbruttita dalla vita. Molto. Io la vedo cosi.

E’ fondamentale, sapere come la vedi tu. Me lo stavo proprio chiedendo.

Sai qual’e’ il guaio? Che IO ho risolto il MIO problema, e oggi sono libero. Oh, si, occorre un pochino per ricominciare a respirare, ma il vento di una liberta’ nuova e’ inebriante.

Mi chiedo quanto abbruttito sia, invece, uno che si sforza di acquisire lo status di “Maestro di vita” scrivendo email del genere.

Difficile non farti stizzire. Mi sembra che la gente faccia fatica a trattarti, un po come giocare all’allegro chirurgo: una mossa sbagliata e bam, bollato o cazziato.

Si, il mondo funziona cosi: se rompi i coglioni ti tengono alla larga. Per questo in nessun paese del mondo – tranne l’ Italia – rompere i coglioni e’ considerato una strategia di pubbliche relazioni.

Mi spiace che un piccolo gruppo di 60 milioni di persone abbia difficolta’ ad accettarlo. Secondo me e’ un problema vostro: non sopportate quando qualcuno tronca i contatti. E’ come se deste per scontato che i rapporti non si possano troncare, come se fossero sacri ed intoccabili. E invece no: rompi i coglioni, e alla gente non piace piu’ la tua compagnia.
E’ come se pensaste di essere cosi’ indispensabili che nessuno oserebbe mai emarginarvi.

Ma se mi conoscessi dal vivo probabilmente andremmo d’accordo.

Lingua in bocca sotto la doccia, come minimo!

Secondo me se ti conoscessi dal vivo potresti lavorare di fronte a me 5 anni senza sapere che sono sposato. Perche’ al primo discorso come questo, ovvero alla prima intrusione in un aree personali senza invito, la distanza tra me e te crescerebbe cosi’ tanto che Messier 31 ti sembrera’ una fermata qualsiasi della U-79.

Sei entrato nel mio cerchio, o meglio, diciamo che ci hai provato maldestramente, senza il mio invito. E’ li’ che ti sei fottuto.

Vedi, io so una cosa: chi combatte col coltello e’ il killer piu’ pericoloso, ma ha un difetto. Deve avvicinarsi molto.

Tendo la mano in segno di riappacificamento, ma un cane che e’ stato rinchiuso in gabbia e picchiato per troppi anni mordera’ la mano all’umano. Mi aspetto il cazziatone finale. Non importa, grazie e saluti. In bocca al lupo, sinceramente.

Un cane liberato invece ti manda affanculo. Il che e’, essenzialmente, quel che devi aspettarti quanto sei una delle sbarre di una gabbia.Tu sei parte del problema, bello.

E no, il tuo vittimismo non cambia le cose, e’ una strategia che ho imparato a gestire anni ed anni fa. Sai come si fa quando hai di fronte una sedicente vittima? La assali e la sbrani: tu non sai perche’, ma il vittimista lo sa.

E ricorda una cosa: le vittime non si presentano mai come tali: chi premette di essere una vittima normalmente si chiama “passivo-aggressivo”, ed e’ una delle peggiori categorie di assalitori. Cercano di legarti le mani con l’empatia.

Sono quelli da togliere di mezzo prima.

Firmato: un italiano che non cerca di mettertelo in culo e che crede fermamente nel capitale umano

Ecco: “capitale umano”, “risorse umane” , sono proprio quel genere di espressioni che onestamente ti lasciano identificare per un preciso tipo di pezzo di merda. Quello che pensa di poter gestire gli altri. Come fossero risorse, capitali.
Devi essere MOLTO piu’ bravo di cosi’. Oppure aspettare che a furia di stare qui mi rammollisca. Ma sai, e’ come nella boxe: puoi anche smettere. I muscoli se ne vanno.

Ma i riflessi rimarranno per sempre.

E cosi’, ho soddisfatto anche la curiosita’ di chi mi chiede di pubblicare “le migliori” email che ricevo.
Uriel

P.S: prima che inizi a scocciare, nel momento in cui l’email arriva sul MIO server, e’ mia al 100%. Non esiste alcun limite legale alla divulgazione di lettere non sollecitate, una volta ricevute legittimamente.