Boys gone wild.

Boys gone wild.

Boys gone wild.

Un altro dei problemi che ci troveremo ad affrontare presto, e anche questo sta succedendo piu’ o meno ovunque, e’ quello della violenza degli adolescenti. Si parla di babygang, si parla di “bad movida”, ma la cosa che forse dovremmo chiederci e’: che cosa sta succedendo?

Proviamo a costruire un modello. Ma per farlo bisogna azzerare il tempo, come se tutto quello che precede il 2007 non fosse mai successo. Perche’ questa e’ la memoria di un 14 enne di oggi. Non possiamo certo aspettarci che sappia di Franca Viola.

Avete un figlio, diciamo 13/14 anni. Lo iscrivete ad una societa’ sportiva perche’ giochi a calcio. Lui si appassiona,  si allena per anni. Gli insegnano lo sport. I valori dello sport. Le regole. L’importanza del rispetto per le regole. Il fairplay. L’arbitro come autorita’ benevola. E  finalmente arriva “la partita”.Quella dove ci sara’ il pubblico. In un vero stadio. Quella che ha aspettato per tanto tempo. Quella dove potra’ mostrare cosa sa fare. La partita dei grandi.

Lui gioca nella Dinamo Maschi, e la Grande Partita sara’ giocata contro il Borussia Femmine. Due squadre, stesso gioco, stesse opportunita’, gli hanno detto. Benissimo.

Arriva al momento col cuore in gola. I cancelli si aprono, entrano le luci abbaglianti dagli spalti, e le due squadre entrano in campo. Ma quando entra in campo, la squadra dei maschi nota subito una cosa: non ci sono tifosi per loro. I loro spalti sono vuoti. Nemmeno i loro genitori tifano per loro: sono tutti a fare il tifo per la squadra delle femmine. Per l’altra squadra c’e’ un boato, per loro c’e’ silenzio, e qualche fischio.

Perche’ e’ di moda. Perche’ e’ opportuno. Perche’ oggi come oggi bisogna essere su quegli spalti sempre. Oggi bisogna tifare sempre e solo per la squadra delle femmine.

E quando loro, i maschi ,  prendono la palla ci sono solo fischi, mentre quando la prendono le femmine ci sono gli applausi. Se segnano loro c’e’ silenzio, se segnano le femmine c’e’ un boato. E anche l’arbitro, a volerla dire tutta, non sembra tanto equilibrato. Piano piano si rendono conto che quella partita e’ stata costruita per vederli perdere, per godere della loro sconfitta, per farli uscire umiliati dal campo.

Il ragazzo comincia a vedere un sogno che muore.

Adesso direte che “per tanti anni e’ stato cosi’ per le donne!”, “nel 1884 le donne non potevano nemmeno giocare a calcio!” e tutto il resto. Cose che hanno senso per noi adulti. Io ricordo quel mondo vecchio, quella provincia. Ma io sono un adulto. Loro non ricordano e non sanno.

Il ragazzo ha 14 anni, queste cose non le sa, lui ha cominciato a giocare in un mondo dove le ragazze giocano, e non sa proprio di cosa state parlando. E vede i propri sogni finire di fronte alla realta’.

I cazzari intellettualoidi mi diranno che questo “dovrebbe stimolarli a riflettere” e che in ogni caso “li stimolera’ ad una resilienza”. Ma questi “intellettuali” sono cazzari e vivrebbero su Marte, se soltanto Marte non esistesse.

Nella realta’ abbiamo a che fare con un 14 enne, che ha un branco (la squadra), un’identita’ (la maglia) , un leader (il capitano) , il testosterone e l’adrenalina. E ha appena capito che per lui ci sono solo fischi. Che le regole sono un’illusione, che il fair play e’ una leggenda, che i valori dello sport sono aria fritta. Che i suoi sogni erano favole. In realta’ e’ su un campo ostile, puo’ solo pareggiare o perdere perche’ le regole sono state cambiate, e niente di quello che gli hanno insegnato gli allenatori ha senso. Questa situazione non gli stimolera’ nessuna riflessione, e la resilienza dei maschi si chiama aggressione.

La partita finira’ con meta’ delle femmine in ospedale, l’arbitro malmenato, gli spogliatoi vandalizzati, lo stadio in fiamme e la societa’ di calcio non vedra’ mai piu’ quei ragazzi ad allenarsi. Ovviamente la vittoria sara’ assegnata d’ufficio alle ragazze.

Questo e’ quello che stiamo facendo: non capiamo che il dibattito, se non la polemica  tra donne e uomini ha senso tra noi adulti. Adulti che ricordano il passato, e ricordano bene i soprusi di entrambe le parti. Mariti che subiscono ogni giorno abusi, anche se verbali, donne che subiscono abusi fisici, e tutto quello che noi adulti conosciamo bene.

Ma quelli sono ragazzini. Non sanno queste cose. Non ricordano un passato nel quale non erano ancora nati. Non sono mai stati sposati. Non sono mai stati sul posto di lavoro. Non sanno NIENTE di quello che stiamo dicendo quando discutiamo.

Volevano solo giocare una partita con lo stadio pieno da entrambe le parti. Era il loro sogno. Volevano vincere (o provarci) con un arbitro neutrale. Ma voi li avete fatti giocare nel mondo del #metoo, sommersi da fischi, senza nemmeno i genitori a tifare per loro, e con l’arbitro a sfavore, con un palpabile piacere maligno quando falliscono.

Si sono trovati nella partita del #metoo, dove il pubblico e’ solo e sempre e tutto per la squadra delle femmine, la regola dice che le femmine non possono mai perdere,  per i maschi  ci sono solo fischi, e se segna un goal la squadra avversaria se ne contano due.

Diventeranno feroci. Stanno gia’ diventando feroci. Sotto i nostri occhi. I maschi stanno gia’ abbandonando la scuola piu’ delle femmine. Stanno formando branchi. Diventano violenti, sempre piu’ violenti ogni giorno che passa.

E non potete richiamarli alle regole. Perche’ si sentiranno traditi proprio dalle regole. Il mister ha raccontato loro dei valori dello sport per anni ed anni, li ha illusi, hanno spiegato loro il valore delle regole, e il fair play, ma quando entreranno in campo scopriranno che le regole sono state riscritte a favore dell’avversario, che deve comunque vincere il 50% delle volte (a prescindere da quanto bene giochi) , che la squadra avversaria  non puo’ perdere per decreto, e che la partita si svolge , poco sportivamente, con il pubblico solo da un lato dello stadio. E non e’ il loro. Alle regole e ai valori , questi ragazzi hanno smesso di crederci.

Decideranno in un millisecondo che le regole sono buone per spazzarsi i coglioni, che coi valori dello sport ci fate un clistere, e che devastare lo stadio , almeno, e’ divertente e dopo ti senti meglio.  

E se il resto del mondo li giudicasse male per questo, beh: il resto del mondo tifa l’altra squadra, ricordate?

Boys gone wild.
Boys gone wild.
Boys gone wild.
Boys gone wild.

Volete chiamare la Celere?

Avete capito che il loro scopo e’ devastare quel campo ove sono stati umiliati, e una battaglia con la Celere devasta il doppio? Avete mai visto una zona residenziale dopo uno scontro con la Celere?

La violenza cui stiamo assistendo non e’ lo scoppio di violenza della domenica. Questi giovani hanno abbandonato la partita , e anche lo sport per intero, convinti di trovarsi in territorio nemico, circondati da nemici , e che qualsiasi regola e valore invocato siano disegnati appositamente contro di loro.

In questo caso, il comportamento indotto del testosterone e’ semplice: “devasta, vandalizza, picchia, incendia, non avere inibizioni verso la violenza, nessuna quantita’ di violenza e’ troppa, per la semplice ragione che loro farebbero lo stesso a te. E se guardi bene, quei tizi con lo scudo e il manganello sono li’ proprio per farlo a te.”

Adesso andate pure da loro ad “educarli”: ma non potete raccontare che siete li’ per l’uguaglianza quando nello stadio si tifa solo per l’altra squadra.

Ripeto: il dibattito che si fa tra adulti puo’ avere senso, ognuno ha voce in capitolo, ognuno e’ libero di avere le proprie opinioni. Ma noi adulti ricordiamo cose che gli adolescenti non ricordano. Loro non sanno di cosa stiamo parlando: non lo hanno visto.

Tutto quello che stanno sentendo questi adolescenti e’ che bisogna fare il tifo solo per l’altra squadra, in nome dell’uguaglianza. Sono nati poco tempo fa. Non conoscono tutta la storia, tutta la politica, tutto il regresso, tutto il dibattito passato. Loro vedono solo che entrano in campo e tutto il pubblico tifa contro di loro. Per principio. E se anche gli spiegaste il perche’, se gli raccontaste del passato,  si chiederanno per quale motivo debbano pagare loro il prezzo di quanto fatto dai padri e dai nonni. Lo sentirebbero ugualmente ingiusto.

Questo e’ quello che stiamo crescendo: stiamo facendo i dibattiti tra adulti usando gli stessi social che usano gli adolescenti. Stiamo facendo di fronte a loro dei  dibattiti che hanno senso SOLO tra gli adulti. In TV. Sui giornali. Su Internet. E loro ci ascoltano. E di certo, questo magari dara’ coraggio alle giovani femmine, ma ci siamo chiesti che effetto fara’ sui giovani maschi?

Alla mia eta’, se mi dite che come maschio bianco io vado detestato e vituperato, vi rido in faccia e mi apro una birra. Fottetevi pure. Se mi parlate di Franca Viola, so chi era ma non mi sento particolarmente colpevole di questo.  Ma il ragazzino di 14 anni non sa nulla di tutto questo. Per lui Asia Argento e’ una vecchia che dice cose in TV.  Se il ragazzo  e’ un debole magari si piega per qualche tempo, ma non appena il gioco si fara’ serio e sara’ in ballo qualcosa di reale (stipendio, voti scolastici, altro di materiale), e si rendera’ conto di NON essere in una situazione di giustizia, il testosterone gli dara’  la risposta: fai branco, segui il leader, devasta, vandalizza, incendia. Comprati una pistola e spara su chiunque. E se viene la celere, la battaglia dara’ alla tua vita la narrativa epica che cerchi, oltre a raddoppiare la devastazione.

Nell’osservare quello che sta succedendo sulle strade, nel vederlo succedere, se non riuscite a capire la ragione , chiedetevi cosa avreste fatto voi e rispondetevi SENZA prendere il considerazione QUALSIASI cosa sia successa prima del 2007.

La risposta vi verra’ spontanea.

“Il territorio e’ ostile. Devasta il territorio nemico. Questo non e’ un negoziato.”.

E chi ha seminato odio, non fara’ altro che raccogliere violenza.

Non dico che succedera’ a tutti i maschi. Succedera’ solo a quelli che volevano entrare in campo. I codardi seguiranno la solita strada verso il macello. Succedera’ solo a quelli che sono arrabbiati. A quelli che prima sarebbero diventati leader o almeno classe dirigente.

E questo perche’ un dibattito/polemica che avrebbe dovuto avvenire TRA ADULTI si sta facendo , con tanto di cancel culture, coinvolgendo anche i giovani.

State trasformando in teppisti quelli dotati di iniziativa ed assertivita’,  che altrimenti avrebbero formato la classe dirigente.

Cosa potrebbe mai andare storto?

Boys gone wild.
Quello con la grossa collana al collo e’ il fesso. 

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