Associazioni di.

Volevo parlare di una tedenza deleteria che sta prendendo piede in Italia, e nel farlo raccontero’ una scena alla quale ho assistito. La tendenza e’ quella che hanno gli italiani ad aggregarsi in associazioni dall’intento benefico, le quali tuttavia per motivi di principio iniziano a difendere anche gli indifendibili, screditando tutti gli altri. L’esempio classico sono le associazioni dei consumatori, ma mi sono arrivate rimostranze da parte di un’associazione di persone “licenziate in tarda eta. ” Ecco cosa ne penso.

La storia inizia qualche anno fa, quando vengo chiamato a sostituire alcuni apparati dentro una rete telefonica. Succede questo: i maggiori rivenditori di apparati per telefonia (Nokia, Siemens, Lucent, etc etc) vendono a prezzi spaventosi (come tutti i cartelli) gli apparati che servono a gestire i contratti degli utenti: se considerate che la rete di trasporto telefonico contiene a livello di trasporto il modello di business, (1) ognuna di queste piattaforme permette ad uno specifico contratto commerciale di essere riconosciuto dalla rete internazionale e ne contiene la logica di pagamento (verso gli altri contratti, verso gli altri operatori, le altre nazioni, etc).

Il problema era questo: che dopo 3 anni il supporto per il sistema veniva tolto, e bisognava scegliere se sosstituirlo oppure dismetterlo. C’erano, sul sistema, poche migliaia di utenti. L’uso che questi utenti facevano del loro vecchissimo contratto era quello di ricevere solamente telefonate, e le rare telefonate che facevano erano brevissime. Non e’ una cosa strana, l’utente “abbastanza attento” al proprio contratto non fa altro che aggiornarlo con una certa regolarita’, mentre anziani, cellular-agnostici e altri no.

Cosi’ si decise che non si sarebbe rinnovato quel sistema, in quanto non c’era abbastanza traffico da sostenere le spese. Gli utenti vennero migrati su altre piattaforme contrattuali: una volta condotta una simulazione sul traffico reale si vide che gli altri contratti, sebbene apparentemente peggiori (a leggere solo le condizioni) non erano peggiorativi per quel modello di consumo reale. Quegli utenti, cioe’, sebbene avessero un contratto “vantaggioso” , usavano il cellulare in modo tale da rendere piu’ vantaggiosi i nuovi contratti.

Lo stesso fecero, evidentemente, le altre aziende di telefona (la cosa non deve stupire: Lucent/Nokia/Siemens(chipperloro)  esce con un nuovo apparato, lo vende un poco a tutti,  e quando toglie il supporto produce gli stessi problemi un pochino a tutti.

Insomma, gli apparati vengono spenti e gli utenti migrati verso altri contratti che, sebbene apparentemente peggiori, nella media danno dei vantaggi agli utenti.

La risposta delle “associazioni dei consumatori” fu incredibile: comunicati stampa su ogni possibile giornale, nei quali si asseriva che un malvagio cartello di operatori telefonici (in realta’ questo e’ dovuto, si, ad un cartello di produttori di apparati di telefonia) aveva oppresso le famiglie italiane (in tutto rimanevano si e no 9500 contratti) , caricando su di loro spese incredibili dei nuovi contratti vampiro.

Iniziarono a uscire storie sui giornali del tipo “Wind mi ha cambiato il contratto e una giraffa mannara mi ha strappato l’utero con dentro un gattino vegetariano”, “TIM mi ha cambiato le condizioni di contratto e per colpa loro oggi sono un geometra”, “Vodafone ha trasformato mia madre in  una lambretta del ’73”. Ovviamente nulla di tutto questo era vero: tutte le simulazioni mostravano che il movimento ai nuovi contratti era, rispetto all’uso che gli utenti facevano del cellulare, assolutamente vantaggioso.
La verita’ e’ semplicemente che queste associazioni devono difendere l’indifendibile, sostenere l’insostenibile, e specialmente devono apparire come San Giorgio che combatte contro un drago: guai, guai, guai, ad ascoltare la controparte. Guai a sentire l’altra campana.
La pura e semplice verita’ e’ che i costi della telefonia cellulare sono scesi  , e solo scesi, negli ultimi decenni. E’ aumentato l’uso, e quindi la spesa, ma non il costo del servizio. Se prendiamo un momento T0 e introduciamo una nuova offerta, essa avra’ successo solo se e’ piu’ vantaggiosa di quelle precedenti. E quindi, quelle del momento T1 sono ancora piu’ vantaggiose, e cosi’ via: poiche’ le vecchie offerte vengono ritirate solo quando gli apparati corrispondenti non si pagano piu’ con gli utenti che hanno sopra, e’ chiaro che il processo non puo’ che essere vantaggioso per gli utenti.

Ma queste associazioni NON permettono alla controparte di parlare: se la controparte avesse voce in capitolo (non ce l’ha, dal momento che multinazionale->male) , potrebbe spiegare che, essenzialmente, le simulazioni sono state fatte (e non sono costate poco) proprio a quello scopo, e che quel modello di traffico era conveniente.

Il problema e’ che la costituzione di un’associazione per la difesa di qualcosa e’ un ottimo posto per inventare un posto di lavoro che non richieda particolari competenze, che non richieda troppo sforzo, e che rischi persino di trovare un cadreghino politico ai suoi dirigenti.

Cosi’, mi viene detto (in risposta al post precedente) che esiste addirittura un’associazione che difende i cinquantenni licenziati, i quali sono stati licenziati nonostante una resa lavorativa altissima, una professionalita’ enorme ed un alito profumatissimo.

Onestamente, le trovo stronzate. Sappiamo benissimo che l’ Italia abbonda di “sistemati” di ogni genere, e sappiamo benissimo che sono quelli piu’ avanti con la carriera i piu’ inutili e costosi. Sappiamo benissimo che liberarsi di loro sara’ difficile e doloroso, specialmente per loro.
Queste associazioni , come le associazioni dei consumatori, raccontano storie del tipo “mi hanno licenziata a 50 anni e adesso sembro Franco Califano in calore” , “ho un curriculum ricchissimo ma nessuno mi assume” , “so fare tantissimo ma ormai non mi vogliono piu’”. Ovviamente, le malvagie aziende hanno licenziato queste persone dandosi la zappa sui piedi, perche’ al loro posto hanno preso “giovani precari” (ma come? Non avevano esperienza e competenza preziosissima ed insostituibile?) che lavorano per pochissimi soldi (ma come? Non avevano una resa altissima?) e possono venire licenziati in qualsiasi momento (ma come? Non ricoprivano ruoli essenziali?)
Il controsenso in queste affermazioni e’ evidente. Se nel corso degli anni hai accumulato un’esperienza ed una perizia insostituibili, non puoi essere sostituito con il primo precario che passa. Se un ragazzino appena laureato arriva e fa le stesse cose che fai tu,  negli ultimi 20 anni di lavoro non devi aver accumulato in granche’. Se ti hanno licenziato per questioni di costi, non eri tanto produttivo. E’ vero che il ragazzino costa meno, ma all’azienda importano i ricavi: se tu costi 1000 ma produci 10000, vali piu’ di uno che costa 50 ma produce 51. Il rapporto costi/ricavi deve essere migliorato, altrimenti avrebbero assunto te. E il tuo ruolo non doveva essere neppure cosi’ essenziale, se ti hanno sostituito con un alano etiope epilettico in ritenuta d’acconto.
La pura e semplice verita’ e’ che le aziende meccaniche stanno cercando disperatamente tornitori esperti, e non ne trovano. Stanno cercando disperatamente operai esperti, e non ne trovano. E sanno benissimo che quando dicono “esperto” intendono un 40 enne.
Ma siamo in un altro campo, quello ove ti chiedono di saper fare. Non e’ il caso di questi 50 anni. Il caso di questi cinquantenni e’ il caso del nientificio  , dell’economia dell’immagine, nella quale essere giovani conta piu’ di avere esperienza, perche’ tutto quello che serve della persona e’ l’immagine: parliamo di un nientificio, di una fabbrica di parole.
Tutte queste persone hanno la stessa parabola della prostituta: tutto quello che ti serve e’ un bel corpo, e vivi sino a quando una piu’ giovane non ti soffia il posto;  ma la prostituta sa che deve arrivare a quella data con un gruzzolo da parte, perche’ sa di avere una certa durata, che non cresce nel tempo. Tutti questi rampantelli di bella presenza e immagine fichissima , invece, non hanno capito che quando un’azienda ti assume dando come requisito “bella presenza”, ti sta dicendo che ti licenziera’ quando non ce l’avrai piu’. Quando l’azienda inizia a fare offerte con “giovani, dinamici, entusiasti”, sai benissimo che appena sarai “adulto, ponderato,riflessivo”,  sarai fottuto.
Chi entra in queste macchine spennapolli e si diverte a fare lo yuppie di successo per i primi 20 anni di carriera, sa benissimo che raramente trovera’ una figura corrispondente nella quale cadere finiti i 20 anni di grazia. Cosi’ come la soubrette, la prostituta, e tutte le arti femminili che richiedono avvenenza, sanno bene che devono vendersi al meglio subito, accumulare una riserva per la vecchiaia e prepararsi ad uscire di scena. “Giovane manager” e’ una figata, ma dura finche’ si giovane. Dopo dovrai essere un “senior manager”, ma pochissimi ci arrivano. E se non ci arrivi? Dovevi venderti meglio.
Il macellaio del mio paese va a fare week end in nero nelle macellerie dove lavorano carni. Conosco vecchi tornitori che ormai in pensione vengono chiamati in continuazione dalle aziende, in nero, per fare pezzi difficili. E sono tutti stra-pagati. Ma sono impieghi ove saper fare conta piu’ della “bella presenza”.
Se voi a 50 anni non avete nessuno che vi cerca, e’ perche’ siete entrati in un ambiente ove quel che sapete fare e’ meno importante della vostra eta’, del vostro vestito, del vostro culo, delle vostre tette, della vostra immagine.
E che cazzo volete adesso? Dovevate vendervi meglio prima e accumulare in vista del futuro. L’ultima delle bagascie da viale lo sa. Imparate da loro.
E specialmente, smettete di creare inutili associazioni apologetiche: come successe per le tariffe telefoniche, quando si ando’ di fronte all’autorita’ ed entrambe le parti poterono parlare, tutto il cancan si sgonfio’ subito.

Uriel

(1) E’ come se il modello TCP/IP comprendesse, tra il SYN e l’ ACK, una richiesta ad un database per capire se quel pacchetto IP sia pagato. Dopodiche’, stessa cosa tra ogni PSH e PSH-ACK. Come,  cioe’, se qualcosa che nel mondo IP sta a livello applicazione venisse abbassato al livello di trasporto.