L’assatira.

Chiudo gli amari sfoghi su quello che il mondo dell’ IT e’ diventato, giusto perche’ c’e’ una cosa che sta iniziando a urtare un pochino, ovvero la satira come fenomeno mainstream. Quello che si sta verificando e’ piu’ o meno l’orrendo vizio degli italiani di seguire tutti il fico della situazione, trasformando in mainstream qualsiasi cosa.
Ci sono moltissime analogie, a mio avviso, tra il fallimento di tutti i movimenti di protesta italiani (universitari e non) e quanto sta succedendo al mondo della satira su Internet.
Ammettiamo (ma personalmente non lo credo) che la satira sia uno strumento rivoluzionario capace di mettere in crisi il potere. E ammettiamo (ma personalmente non lo credo) che chi fa satira abbia il potere di far uscire il lettore dal conformismo, visto che evidentemente lo status quo che si vuole combattere e’ completamente identificabile come situazione di conformismo, mentre la rottura e’ evidentemente una situazione di anticonformismo.
Inizialmente, era Luttazzi. Luttazzi e Grillo, anche se non saprei ascrivere a Grillo alcun genere di satira. Improvvisamente, una serie di comici ha iniziato a fare “satira” con contenuti politici, esattamente come un tempo esisteva la musica impegnata. Oggi esiste la comicita’ impegnata. I comici hanno preso il posto dei vecchi divi del rock.
Anche nel mondo del rock, inizialmente i pionieri erano pochi. Per questo, essi venivano visti come elementi di rottura: erano poche mosche bianche. Ovviamente, un discorso di pochi diversi che hanno un grande seguito rompe il conformismo. Ma e’ essenziale che quei pochi siano, appunto, pochi.

Se andiamo a vedere in che modo ha proceduto il “cambio” in Italia, quello che scopriamo e’ piu’ o meno che:

  • I musicisti. I cantanti e i musicisti, prima semplici elementi di svago, improvvisamente diventano “impegnati” e cantano nuove idee ai giovani. In seguito i giovani si omologano, e quello diventa il nuovo conformismo. Le nostre nonne possono ormai ascoltare i Rolling Stones. I Rolling Stones non rappresentano alcun pericolo per lo status quo.
  • Gli intellettuali. Ad un certo punto, gli intellettuali iniziano a impegnarsi in politica. I primi fanno scalpore. In seguito si uniscono altri, e altri, e altri. Il risultato finale e’ che tutti gli intellettuali dicono le stesse cose. Morale: il mondo degli intellettuali non rappresenta piu’ alcun pericolo per lo status quo.
Oggi, lo stesso accade alla satira, e specialmente alla satira online. Inizialmente, Grillo e Luttazzi iniziano ad usare la loro posizione di “comici online” per attaccare il governo, essendo banditi dalla TV. Si tratta pero’ di cose poco mainstream, perche’ nessuno dei due (con buona pace di Casaleggio) padroneggia veramente il mezzo.(1)
Ad un certo punto arrivo’ qualcosa di piu’ adatto al mezzo, come il sito di Spinoza. Spinoza essenzialmente fa satira, fa satira evidentemente schierata, ma padroneggia il mezzo e specialmente padroneggia i suoi paradigmi: social network, community, blog di gruppo, eccetera.
Cosi’ Spinoza arriva al successo rapidamente, e probabilmente con un investimento inferiore sia a quello di Grillo che a quello di Luttazzi. Il rapporto tra investimento e resa mediatica  di Spinoza e’ molto piu’ alto, evidentemente, rispetto a quello di Grillo o Luttazzi.
Fin qui, comunque, abbiamo creato i pochi anticonformisti, che in quanto tali hanno la forza di urtare il conformismo, di dare fastidio, eccetera.
Il problema e’ che Spinoza fa soldi. E laddove ci sono molti soldi con pochi investimenti, arriva la massa. Cosi’ stanno proliferando siti che si sforzano di fare quel che fa Spinoza. Ma uno dice di essere piu’ graffiante, l’altro  piu’ di sinistra, l’altro  piu’ scomodo , l’altro ancora meno schierato. Ormai le brutte(?) copie di Spinoza sono ovunque.
Cosi, ormai meta’ dei miei contatti di Facebook continua a scrivere battutine a-la-Spinoza sullo status. Si e’ creato, cioe’, un conformismo. Un nuovo conformismo, che ovviamente, come in precedenza , non fa altro che sterilizzare l’impegno. Non so se Spinoza sia “impegnato”, ma di certo se poteva graffiare l’anno scorso, oggi le imitazioni sono cosi’ tante che di certo non ha piu’ nessuna efficacia.
Il problema e’ sempre questo: prendiamo l’esempio di Letterman. In un paese come gli USA, di Letterman ce n’e’ uno. Ci sono alcune imitazioni, ma si contano sulle dita della mano. E comunque, visto il mercato USA, sono pochissime.
Se negli USA avessero una decina o una ventina di show, in prima serata, uguali a quello di Letterman, probabilmente Letterman sarebbe meno impattante. Nella blogsfera, invece, quello che si vede e’ che nasce Spinoza. E poi nasce Umore Maligno. E poi nasce Scaricabile . E poi nasce….quanti ne contate?
Lo stesso dicasi dei fumetti. Uno o due disegnatori online ci stanno. Fa piacere leggerli ogni tanto. Venti ti danno varieta’. E va bene. Cento, mille, quanti sono oggi, non significano nulla.
Oggi abbiamo , online, cosi’ tanta “satira” politica che di fatto stiamo facendo l’effetto di un libro di barzellette? Avete mai letto un grosso libro di barzellette? Nel primo capitolo, ce ne sono dieci che vi fanno ridere. Nel secondo, cinque. Nel terzo, una. Il resto, non vi fa ridere.
Adesso leggete il primo capitolo, posatelo. E dopo un mese partite dal secondo. Stranamente, ci sono ancora dieci barzellette divertenti. Non sto parlando di un effetto di assuefazione: sto parlando di appetito.
Mangiare e’ bello quando c’e’ appetito. Se siete dentro una pasticceria per due settimane, vi schifa. Oggi, su internet c’e’ troppa satira. Yawn, ha aperto un altro sito di satira. Yawn, ha aperto un nuovo sito di fumetti.
Ormai, la satira contro il governo e’ un genere mainstream, tutto qui. Cosi’ mainstream che fa l’effetto del mainstream: ti annoia quando ti viene proposto, e ti irrita quando pretende di essere nuovo e diverso.
Questo e’ il punto: il mainstream non irrita nella misura in cui e’ diffuso . Il mondo e’ sempre passato da momenti di rottura a momenti di forte omologazione. Il problema quindi non viene dal fatto che tutti siano piu’ o meno uguali, ma dal fatto che siano tutti piu’ o meno uguali E pretendano di essere una novita’ assoluta mentre fanno tutti le stesse identiche cose.
Sia chiaro, avere 1000 comici che fanno satira non e’ un problema. Risulta irritante se ognuno di loro, pur facendo circa le stesse cose degli altri, pretende di essere la vera satira graffiante e quella davvero valida. Mica come gli altri.
Luttazzi, per esempio, ha esordito circa cosi’: “signori, vi spiego che cos’e’ la satira, e guarda caso la mia spiegazione porta a concludere che solo Luttazzi fa vera satira“.
Ma Luttazzi non e’ stato il primo a fare satira. Non e’ l’unico, e neanche il migliore a mio avviso. Dunque? Beppe Grillo e’ sempre stato, comunque, un comico mediocre da TV per famiglie. Luttazzi e’ sempre stato la spalla di altri.  Pero’ pretende di essere l’unico vero a fare satira.
Nel mondo dell’ Heavy Metal, uno stanco rituale vuole che alcuni siano piu’ “tru” di altri, cioe’ piu’ veri, piu’ coerenti, piu’ autentici. C’e’ gente che giustifica Burzum, quasi, perche’ e’ “coerente”. Ma ancora, si tratta di un genere cosi’ stereotipato, quello di Burzum, che non sapreste distinguere due autori tra loro.
Nel mondo del Rap, le liti tra rapper sono liti del tipo “io sono piu’ scomodo di te, io sono piu’ contro di te, io sono piu’ gangsta di te”, eccetera. Ma ancora, non sapreste davvero distinguere due cantanti leggendo i loro testi. Ma tutti pretendono di avere i veri testi graffianti e “contro”.
Questo e’ il modo col quale la societa’ italiana assorbe gli stimoli , gli anticonformisti: li disinnesca perche’ tutti diventano uguali agli anticonformisti.
v-for-vendetta-20060221085724795
questo e’ esattamente il contrario di una rivoluzione.
Mi spiace per i fans di V for Vendetta, ma nel preciso momento in cui tutti indossano una maschera, la stessa maschera, la stessa bandiera, essa non e’ piu’ il logo di una rivoluzione, bensi’ un modo per nascondere la propria mediocrita’ vestendo la maschera di qualcosa che si suppone essere eccelente perche’ e’ almeno rivoluzionario.
Quello che fa il popolo italiano, appunto, e’ coprire di mediocrita’ gli anticonformisti, imitandoli. Ligabue non e’ un rocker come afferma. Ligabue segue una moda imitando i rockers. Qui in Germania c’e’ un club di pellerossa. Vanno fuori a dormire nella foresta nera con i teepee, che sono identici ai teepee indiani (alcuni hanno speso delle fortune per vere pelli ), e si comportano anche di conseguenza. Rimane il fatto che non sono pellerossa. Questo e’ il punto. Essi, con l’onesta’ che caratterizza il tedesco, non cercano di esserlo: sarebbero davvero irritanti se lo pretendessero.
Ora, Spinoza puo’ piacere o non piacere, ma ha lanciato un’idea , l’ha applicata con una certa conoscenza del mezzo, ha applicato i paradigmi del blog (quello di Grillo non e’ un blog, e’ un sito web aggiornato frequentemente) e ha ottenuto successo. Come satira risulta graffiante, come contenuti risultano schierati la maggior parte delle volte, ma tant’e’. Spinoza puo’ dire, comunque, di aver fatto qualcosa che non si stava facendo, e di aver raggiunto un risultato che non era stato ottenuto. E va bene.
Ma se altri cento dicono di fare quel che faceva spinoza, e di farlo meglio, e di essere gli unici che lo fanno veramente bene, allora Spinoza stesso diventa una maschera come tante.
Cosi’, la mia richiesta e’ “basta”. Non abbiamo bisogno di un altro sito di satira fatta da un gruppo di persone che scrivono brevi battute. Ce ne sono ormai 4, e direi che basti. Possiamo fare a meno del quinto, del sesto, e cosi’ via.
155_1000
Campagna contro gli incidenti domestici. 
Un pavimento scivoloso puo’ provocare delle pericolose cadute.
Uriel
(1) Per essere roba che pretende di essere 2.0, la gestione della community e’ scandalosamente povera.