Segreto istruttorio.

La questione del segreto istruttorio e della pubblicazione delle intercettazioni e’ stata volutamente distorta dalla stampa fino a farla sembrare una questione di privacy degli imputati. Sembra quasi che si voglia impedire la fuga di notizie per impedire alla stampa di sputtanare l’imputato.

A parte il fatto che agli imputati non importa di venire sputtanati, e ai loro elettori neppure, vorrei ricordare che il giudice Livatino e’ stato ucciso perche’ qualcuno ha saputo su cosa stesse indagando. Il segreto istruttorio, specialmente nei processi per mafia, e’ una delle piu’ grosse assicurazioni sulla vita dei magistrati.

Quando una notizia che dovrebbe essere segreta esce dalla procura, qualche volta finira’ nelle mani del solito Travaglio, che sputtanera’ gli indagati per benino. Se invece siamo sfortunati, finisce nelle mani di un Brusca, che ammazza il giudice. E’ successo a Dalla Chiesa, e’ successo a Livatino: qualcuno ha saputo che le indagini avevano preso una piega pericolosa, ed ha provveduto.

Gli incartamenti , le intercettazioni e le notizie non devono uscire dalle procure fino ai termini di legge. E non perche’ ci sia di mezzo la reputazione degli indagati. Perche’ c’e’ di mezzo la vita dei magistrati. Che non indagano sempre su Dell’ Utri e Previti: qualche volta indagano su gente che li puo’ ammazzare, per esempio.

Uriel

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