Le virtu’ dei servi.

E’ inutile girarci attorno: la crisi economica e la bassa crescita del PIL riguardano essenzialmente una parte del mondo, che e’ guarda caso quella dell’alleanza atlantica. Sudamerica, Cina, Russia crescono tutti piu’ di noi.

Questo e’ dovuto, ed e’ altrettanto inutile girarci attorno, al declino economico degli USA, che sono in pieno ed aperto disfacimento finanziario e morale. Dico “morale” perche’ se pensiamo che una “casta” sia un problema, beh, negli USA c’e’ una casta, “fondi obbligazionari” che non si puo’ toccare, e anzi se combinano dei casini arriva il governo e riempie il buco. La classe politica USA non menziona neanche di striscio una via di uscita, Obama o McCain che sia, e pensa che basti essere potenti militarmente per essere potenti. Bisogna avere coraggio , e ammettere che gli USA sono al termine di una parabola , parabola che ormai e’ discendente da troppo tempo.

Ora, la posizione dei “clientes” nei confronti dei potenti, e mi riferisco all’ Italia e all’area di influenza statunitense tutta, e’ quella (scomodissima) di dover obbedire al padrone quando e’ forte. Ma e’ anche una posizione comodissima, quando diventa possibile cambiare padrone.

Si faccia una scelta: Russia, Cina, Sudamerica, chiunque abbia un PIL crescente ed una cultura vitale va benissimo. Si caccino gli USA, si chiudano le loro basi, si chiuda la NATO, e si decida di entrare in un’area di influenza diversa.

Perche’ il padrone puo’ essere potente quanto vuole, ma se non paga a fine mese mentre qualcun altro paga, sa benissimo che non avra’ piu’ nessuno a lavorare per lui.

Licenziamoci dagli USA finche’ siamo in tempo, o affonderemo con loro.

Uriel

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