Trump e la senilita’.

Trump e la senilita'.

Il rapporto tra potere e anziani e’ cosi’ sbilanciato che oggi in Italia (e in molte parti del mondo) e’ impossibile leggere il comportamento di Trump, se non entro i ranghi di un individuo qualsiasi in preda a cose che i giornali definiscono come “narcisista”, “bugiardo”, e viene sempre classificato come “narcisista che si crede onnipotente”, o “prepotente”, o “infantile”.

Aha.

Ma potrebbero anche risparmiarsi tutta la fatica che fanno , se usassero la parola giusta: senilita’. Il concetto di senilita’, con tutte le sue caratteristiche, e’ noto a tutti coloro che hanno mai avuto a che fare con un anziano, specialmente se non autosufficiente.

Ma in Italia e’ anche un tabu’, al punto che su wikipedia l’unica voce per “senilita’ ” e’ quella del libro di Svevo: il significato del termine in se’ appare quasi ignorato, come se non se ne dovesse parlare.

La senilita’, da non confondere necessariamente con la demenza senile, e’ l’insieme di caratteristiche psichiche attribuite, oppure osservate, nelle persone che sono palesemente anziane. Perche’ la senilita’ e’ un attributo esclusivo di una classe precisa di persone, che sono appunto gli anziani: un adulto non anziano che si comportasse allo stesso modo verrebbe chiamato infantile, narcisista, intollerante, capriccioso, prepotente, ma non “senile”, a meno di non voler tirare in ballo la senilita’ precoce.

Ma la senilita’ e’ anche un taboo, specialmente in nazioni ove chiedere un leader giovane e’ ancora “giovanilismo”, ma poi non si capisce quale sia la ragione di avere a tutti i costi dei leader anziani. Non vecchi: anziani.

Quando si propone di dare il voto ai sedicenni l’obiezione e’ sempre che gli adolescenti non hanno ancora sviluppata quella parte del cervello che predilige il principio di realta’ al principio di piacere. Il che e’ noto.

Ma nessuno va dagli stessi neurologi a chiedere cosa succede alla mente degli anziani quando diventano senili. I giovani, quindi , sono incapaci di pensare a lungo termine, si dice. Bene. E gli anziani?

Uhm. Tutti sani di mente li’? Tutti saggi? Tutti concentrati sul lungo termine?

La risposta e’ no: nel migliore dei casi, gli anziani non pensano al futuro, ma al “dopo di me”. Che e’ futuro, ma indica la morte, la fine. Nel peggiore diventano, come nel caso di Trump, un branco di infantili egoisti, monomaniaci , narcisisti e prepotenti.

Trump non e’ narcisista, prepotente o infantile. E’ “senile”.

Ma applicare la categoria della senilita’ in paesi che hanno ancora un “senato”, attribuendo alla vecchiaia maggiori capacita’ intellettuali, applicare la categoria della senilita’ ad una religione ove il Papa viene chiamato “giovane” quando ha quasi settant’anni, beh, non e’ solo “un taboo”.

E’ uno scandalo.

Non potete dire “ma cosa volete che diriga quel branco di vecchi rincoglioniti”, ma potete tranquillamente sputare sul sedicenne che non deve votare. Gli stessi sindacati che hanno storto il naso a vedere i tredicenni che manifestano per l’ambiente, non si fanno scrupoli nel portare in piazza i pensionati.

Trump e’ senile.

Ed e’ un rischio fortissimo che si corre quando si elegge un anziano al potere: il rischio che diventi senile mentre e’ in carica.

La senilita’ non e’ una colpa: e’ un effetto dell’eta’. E’ biologia. E’ fisica.

Ma scegliere una persona gia’ vecchia (come Biden) al governo significa esporsi al rischio che diventi, a sua volta, senile. E l’esempio di Trump non e’ l’unico: in Italia ci fu Cossiga.

Perche’ la senilita’ non e’ invalidante. E’ solo un periodo patetico, ridicolo, infantile, egoista, egocentrico e prepotente. Che e’ la stessa descrizione che si applica ai bambini, e spesso diciamo che i vecchi diventano come i bambini proprio perche’ ne riconosciamo le caratteristiche.

Ma il punto rimane questo: quello che abbiamo visto in Trump e’ un leader senile.

La parola che nessuno ha il coraggio di pronunciare, perche’ si potrebbe evitare un leader senile (nella maggior parte dei casi) eleggendo leader piu’ giovani.

Esiste anche un paradosso: gli stessi che chiedono una camera di senatori, cioe’ di persone sagge perche’ vecchie, quando discutono di innovazione tecnologica rispondono “si, ma la vecchietta di 73 anni poi non sa usare la carta di credito, che ne capisce di cose moderne?”.

Bene. Proviamo a fare le debite sostituzioni, e abbiamo “si, ma i senatori poi non sanno usare la carta di credito, che ne capiscono di cose moderne?”. Ed ecco che l’idiosincrasia viene svelata: la senilita’ e’ saggezza, ma anche incompetenza.In che modo le due cose stiano insieme, lo capiscono solo i sostenitori della senilita’ al potere.

Parlare di senilita’ come fattore che ti preclude il potere, non e’ saggio. IN un mondo ove il potere e’ senile in qualche misura, e’ come se fossimo andati nel 1780, in Francia, a dire che la nobilita’ ti dovrebbe precludere il potere. Non avrebbe funzionato bene. Luigi era permaloso. Poteva funzionare solo dal 1789 in poi.

E l’ipocrisia della stampa e’ stata proprio questa: nascondere sempre e comunque gli effetti della senilita’, sino ad escludere persino la vecchiaia.

Ho gia’ scritto che la soluzione piu’ razionale per il covid sarebbe stata una segregazione completa dei vecchi, che sono quelli in pericolo.(l’eta’ media dei morti e’ ancora attorno agli 80, a volerla dire tutta).

Ma la stampa ha reagito a quest’idea vomitando sul paese la lista completa dei pochissimi giovani morti di Covid. Punto dimostrato?.

No.

Perche’ ora che esce il vaccino, e c’e’ scarsita’, la stampa grida “prima i vecchi che sono vulnerabili”. E siamo ancora alla stessa incoerenza: la vecchietta di 73 anni e’ un minus habens quando si tratta di introdurre la carta di credito nei negozi, ma e’ una venerabile e saggia “senatrice” se le diamo il potere. LOL.

E allo stesso modo, i vecchi non sono da isolare per proteggerli quando hanno paura di essere strappati via dal potere, ma sono sicuramente i piu’ vulnerabili quando si distribuiscono i vaccini.

MA torniamoa Trump, sul quale si applica la stessa regola: non si dice che Trump e’ senile. Eppure e’ evidente: bugiardo, infantile, egoista, egocentrico, moralizzatore ma non morale, affamato di attenzione. Sono tutte le caratteristiche dei bambini, e degli anziani senili.

Ma per dirlo bisognerebbe accettare domande come “ma gli anziani dovrebbero votare? Dovremmo mettere un limite di eta’, come per i giovani?”.

Potrei rispondere a Feltri, un altro ritratto della senilita’, che e’ incapace di capire il mondo moderno come una vecchietta di 73 anni alle prese col bancomat?

No.

Quindi “senilita’ ” e’ una parola che non si deve pronunciare. Perche’ potrebbe farmi dubitare di Mattarella. Del Papa. Di Biden.

E questo e’ davvero troppo, no?

Commenti

  1. giovanni cordioli

    Magari il problema fosse solo l’avere o non l’avere sempre delle vecchie mummie al potere.
    Il problema vero è che le mummie medesime sono fuori dai giochi della vita e del vivere, o da qualsiasi genere di competizione, da così tanti anni che sono ormai totalmente sganciati sia dalla realtà, che dalla società sulla quale però pretendono di incidere e legiferare.
    E te ne rendi conto non appena li senti parlare…… Parlano di un paese e di una realtà che esiste solo nelle loro fantasie, esattamente come fanno gli anziani senili nelle case di riposo.
    Credete che Mattarella, Napolitano, il papa, o i vari senatori a vita, si siano mai dovuti fare la spesa da soli negli ultimi 50 anni? O che abbiano mai dovuto fare una coda per una bolletta, per una pratica in comune? Per un esame medico?
    Credete forse che quando telefonano loro, ( quelle rarissime volte che lo fanno ) si sentano dire:
    ” Prema uno, prema due, prema tre, resti in attesa per non perdere la priorità acquisita………? ”

    Loro mica guidano ( hanno l’auto blu, e spesso pure la scorta )
    Loro non hanno mai nessun tipo di problema punto e basta. ( hanno un esercito di segretari, portavoce, portaborse, che glieli risolvono H24.. )
    Quindi il problema non è solo che sono troppo vecchi ( e parecchi sono palesemente senili ) ma pure che sono al potere circondati da assistenti, badanti,e segretari da talmente tanti anni da essere ormai incapaci di provvedere a sè stessi persino nelle faccende più elementari della vita e del vivere.
    Quindi loro, le loro decisioni, e il loro voto sono palesemente nelle mani di parenti e collaboratori che li accudiscono, li circondano e li tengono nel taschino.
    Come si può pretendere che chi non sa più manco vestirsi, farsi la spesa, pagarsi una bolletta, o guidare la macchina da solo possa guidare un paese?
    Ovvio che farà e dirà, solo quello che gli viene detto di fare e di dire, punto e basta.
    Oppure pensiamo all’istituto dei senatori a vita, che rende alcune di queste vecchie mummie inamovibili in eterno sottraendoli per sempre a qualsiasi giudizio elettorale ed equiparandoli “de facto” agli antichi faraoni che governavano per diritto divino.
    Per adesso almeno devono ancora sottostare alla vecchia con la falce:
    ( E meno male, perchè se potessero si comprerebbero pure la morte )
    Ma se un domani dovessero inventare la pillola dell’immortalità allora si consumerebbero le piramidi, ogni stella dell’universo si estinguerebbe, il tempo stesso cesserebbe di scorrere, e loro continuerebbero ad essere senatori a vita.
    Altra cosa:
    Quando qualcuno, chiunque al mondo, sta dentro le istituzioni e le stanze del potere per 30-40 o più anni non è più, nè si sentirà mai più un “cittadino parte di una nazione” ma solo e soltanto il garante delle istituzioni che rappresenta, che lo hanno nutrito e protetto, assicurandogli una vita di privilegi.
    Nessuno morde la mano che lo nutre.

  2. jena blindata

    SANTE PAROLE…
    questo è un problema eternamente sottovalutato,purtroppo.

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