TERF

TERF

In questi giorni il parlamento italiano e' impegnato (si fa per dire) nella discussione di una legge che punisce la propaganda di odio quando si rivolge contro alcune preferenze sessuali delle persone. Siccome sono coinvolte anche le persone transessuali, questo ha causato la discesa in campo delle “attention whores” del mondo femminista, cioe' le lesbiche TERF.

Per prima cosa chiarisco il mio bias: non credo abbia senso seguire la strada che si segue ultimamente nel mondo della politica italiana, per il quale occorre una legge speciale per ogni cosa. Per esempio, il “femminicidio” era gia' punito , e se proprio si pensava di arginare la minaccia usando una pena piu' alta , sarebbe stato meglio usare un'aggravante. Altrimenti ora bisognera' costruire una nuova fattispecie, tipo il fontaniericidio (uccisione di idraulico perche' idraulico), il gianpiernaikicidio (uccisione di un milanese modaiolo in quanto tale) , eccetera, perche' si pensa che le motivazioni dell'aggressore definiscano il fatto avvenuto. Allora se uccido una donna perche' donna sono femminicida, ma se la uccido perche' negra sono… un razzista un femminicida? Queste applicazioni della logica intersezionista alla legge sono, a mio avviso , un errore. Sono un errore perche' adesso che abbiamo una legge contro la propaganda contro le razze, le religioni e ora anche gli orientamenti sessuali, cosa mi vieta di fare propaganda di odio verso i vegani, gli interisti o i complottisti?

Intendiamo aggiungere una legge ad hoc? O forse sarebbe meglio una legge che punisce qualsiasi hate speech , come fa §130 del codice penale tedesco: non puoi propagadare odio contro gruppi di persone , punto. Qualsiasi gruppo, dai nani ai bavaresi. (poi i teologi si stanno ancora chiedendo se i bavaresi siano “persone”, cosa che dal dialetto non si direbbe, ma questo e' un altro problema). Le motivazioni, al massimo sono un'aggravante.

Detto questo , vediamo cosa succede.

Ma andiamo al dunque. Succede questo:

TERF al lavoro

In pratica, le femministe TERF vogliono bloccare la legge perche' non punisca l'odio contro le varie identita' di genere, in quanto se diciamo identita' di genere', secondo loro le persone potrebbero dimenticare che sei una donna solo se hai mai avuto le mestruazioni almeno una volta.

Ora, qual'e' la ragione del contendere? La ragione del contendere si chiama “moda”: le femministe sono di sinistra, e come tali seguono ciecamente qualsiasi moda arrivi dall'estero. Dove la parola “estero” si riferisce per loro ai paesi anglosassoni, i quali per ragioni linguistiche faticano a capire la differenza tra sesso e genere.

E siccome negli USA e' nato tutto un disastro politico che si basa su questo equivoco linguistico, allora bisogna fare la stessa cosa in Italia, anche se la lingua italiana NON consente tale equivoco.

Capiamoci: in inglese si usa il neutro per ogni cosa, tranne quando si usa un pronome (she/her, per esempio) , che pero' si fa solo per soggetti oppure oggetti che abbiano un sesso riproduttivo chiaro .

Quindi userete “The” per qualsiasi oggetto, e solo nel caso sia necessario un pronome userete un riferimento al sesso. Ma questa e' una peculiarita' della lingua inglese, che non distingue benissimo tra sesso e genere.

Potete discutere quanto volete con un anglofono della differenza tra sesso e genere, non la capira' perche' la sua lingua NON vi consente di passare il messaggio. L'inglese, lingua di merda in quanto tale, non ha la potenza (tantomeno la cardinalita') che serve a descrivere il problema in termini logici.

Ma l'Italiano, come quasi tutte le lingue, e' molto piu' sofisticato e potente.

Innanzitutto perche' distingue tra sesso e genere.

“La Casa” non ha alcun sesso biologico , come “Il Palazzo”, ma noi usiamo un genere femminile o maschile , a seconda dei casi. In qualche modo, quindi, abbiamo deciso che le case, le forchette, le biciclette, le camicie, sono femminili, ma sia chiaro che nessuno si sognerebbe di assegnare un ruolo sessuale , cioe' riproduttivo, a questo termine.

Quindi casa, forchetta, bicicletta, camicia sono di genere femminile, ma non hanno alcun sesso. La lingua italiana, come tantissime altre, ha la potenza per distinguere sesso e genere, gia' dentro la sintassi.

Allo stesso modo, e' assolutamente chiaro che a differenza del sesso riproduttivo, il genere viene assegnato dalla societa'. E societa' diverse assegnano generi diversi alla stessa cosa.

La Luna (femminile) –> Der Mond (Maschil)
Il Sole (maschile) –> Die Sonne (Femminile)
La ragazza (femminile) –> Das Mädchen (Neutro!!!!)

Ho messo in grassetto l'ultimo esempio per sottolineare come il genere assegnato non solo e' astratto (come capita per luna e sole, che non hanno sesso) ma puo' anche contraddire il sesso riproduttivo. In un qualche momento (il medioevo) la societa' tedesca ha deciso di chiamare le ragazze con il nome Mäd, (radice da cui deriva anche l'inglese “Maid”) , che era usato per indicare le serve. Del resto, JungFrau (giovane donna) era gia' preso e abusato, dal momento che significa “vergine”.

Ma a prescindere dalle motivazioni, il punto e' che il sesso riproduttivo e' assegnato dall'azionarsi del gene SRY, mentre il genere viene assegnato dalla societa', e ci sono pochissime eccezioni, tra cui l'orrendo dialetto idiomatico parlato a Londra. Se cercate in giro, scoprirete che quasi tutte le lingue assegnano il genere ad oggetti privi di sesso riproduttivo, e spesso hanno eccezioni ove assegnano un genere diverso dal sesso riproduttivo.

Per inciso (cosi' faccio contente le Wiccan) il tedesco considera maschio la Luna (come anche l'arabo, mi dicono) ma esiste un prestito linguistico (di solito usato nella poesia, ma poco usato colloquialmente) che e' “Die Lune”, che e' femminile. Cosi' potrete continuare a raccontare al mondo che la luna e' universalmente associata alla donna. (LOL). Quindi siamo nel caso in cui la stessa cosa ha due generi diversi a seconda del termine che usiamo per indicarla.

In inglese il problema e' terribile da affrontare, visto che The Moon, The Girl, The Sun, hanno tutti lo stesso articolo, non esiste la regola italiana della parola che finisce per -a , e i pronomi si usano SOLO per cose che hanno un sesso riproduttivo, tranne rare eccezioni.

La polemica contro “l'ideologia gender ” nasce quindi tra i barbari anglofoni, la cui miserabile parlata non consente di capire benissimo la differenza tra genere e sesso. Ma tutti gli altri popoli, che hanno la differenza tra genere e sesso gia' nella lingua, non dovrebbero avere grossi problemi a capire la differenza.

La polemica contro “la teoria del gender” quindi non e' solo ridicola in paesi dalla lingua potente, ma e' semplicemente provinciale, perche' come tutti i provinciali chi sostiene la polemica non fa altro che seguire una moda anglosassone. Ci mancherebbe solo che si legiferi riguardo a chi sta coi Beatles e chi coi Rolling Stones, e il ridicolo sarebbe completo.

E' molto semplice, per un italiano, capire che la persona transessuale M2F ha un sesso riproduttivo maschile, ma ha un genere femminile, e se qualcuno dice che il genere DEVE coincidere col sesso, lo invito a trovare l'utero nella forchetta che usa per mangiare. Che non ha sesso, ma la societa' gli assegna un genere. (a che cosa corrisponda nella prassi questa assegnazione, anche linguistica, lo decide ancora una volta la societa').

Chiarito che la polemica sul “gender” non dovrebbe uscire dalla sfera anglosassone se fossimo persone dotate di cervello, adesso torniamo alla questione delle TERF.

Immaginate di essere una donna. Venite cresciute tutta la vita con l'idea di essere preziose perche' avete le ovaie, l'utero e le mestruazioni. Questa specificita' , tipica delle societa' patriarcali, e' l'unica cosa divertente del vivere in una societa' maschilista: prima le donne e i bambini (e le donne coi bambini perche' esiste un legame uterino) , eccetera.

Adesso diventate femministe , volete sganciare il valore che avete come persone dal valore che avete tra le gambe. Che fate? Se siete persone intelligenti minimizzate quel valore, spostandolo al di fuori della sfera biologica. E cosi' potrete iniziare a parlare di parita'.

MA diciamola come va detta: rinunciare al potere di trattativa dovuto al fatto di avere un utero e una vagina non e' semplice, esattamente come non e' semplice rinunciare a qualsiasi cosa si consideri preziosa.

Cosi' costruite un'ideologia inconsistente, illogica e catastroficamente votata al fallimento, nella quale dite che per avere la parita' con gli uomini ed uscire dal paradigma patriarcale che vuole la donna come oggetto riproduttivo, occorre definire la propria identita' partendo dagli organi riproduttivi.

Insomma, bisogna gridare “oltre al corpo c'e' di piu' “, ma nello stesso tempo bisogna urlare “ma specialmente il corpo”. Bisogna emanciparsi da una condizione che deriva dall'appartenere al sesso riproduttivo, definendo la propria identita' partendo dal sesso riproduttivo.

Ma che cosa succede se per caso la vostra fazione di femministe che prescindono dal corpo definendosi a partire dal corpo incontra qualcuno che gli dice “ehi, allora io che sono maschio ho tutto il diritto di definire me stesso a partire dal mio corpo”? Per capire le implicazioni:

Altra moda in arrivo in Italia

La signora Rowling, che scrive libri nell'orrido idioma dei pescatori di Albione, sembra pensare che la sorgente delle sue emozioni siano le ovaie. Ma si incazzera' tantissimo se la chiamano “isterica” come faceva Charcot. 200 anni di scienza buttate via, suppongo. Ma la scienza e' roba da babbani.

Ma chiediamoci cosa potrei scrivere IO se decidessi di assegnare la mia “intelligenza emotiva” partendo dai miei genitali. Dovrei dire qualcosa come: “vero, senza i miei testicoli mancherei di senso dell'onore e di integrita'. Sarei come mia moglie, che non percepisce alcuna spinta a lavare nel sangue le offese ricevute, una bambola gonfiabile senza violenza , aggressivita' o senso di possesso. Al contrario, grazie ai miei testicoli posso essere un guerriero violento , aggressivo, cercare guai e gettarmi in imprese fisiche superiori alle mie possibilita', e non dimentichiamo tutta l'autostima e l'epica che il testosterone ci regala”.

In che modo le femministe TERF risolvono il problema? Semplicemente, si sono chiuse in una stanza con i gruppi piu' estremisti di lesbiche , e avendo la sensazione di aver cancellato il genere maschile dall'orizzonte non sono capaci di capire che , a dire la verita', non sembrano cosi' diverse da quegli uomini che dicono “l'omo addapuzza'”.

In questo modo nel mondo GLBT italiano si e' verificata una scissione vera e propria, dal momento che Arcilesbica e' diventata la Dittatura Sovietica Mestruata, fino all'inevitabile conflitto con ArciGay, che si sforza di proteggere tutti, anche le trans:

Un articolo qui

Ma il malessere si intuiva gia' da prima, tantevvero che alcune persone erano gia' fuoriuscite da Arcilesbica proprio per questo:

Napoli

Roma

Bergamo

Perugia

Questo per chiarire come sia oggi il panorama “GLBT”: in pratica dovrebbe scriversi GLBT, dal momento che i/le trans cominciano a sentirsi a disagio , i Bisessuali si sentono a disagio da mo', e le lesbiche hanno deciso di darsi all'odio verso tutte le altre lettere.

E adesso veniamo al punto: negli USA e' successo che le trans M2F abbiano cominciato a frequentare le riunioni di femministe, cosa che ha un senso perche' hanno (oltre ai problemi loro) anche molti problemi in comune con le donne. E loro si sono incazzate abbestia: “_questi maschi bianchi vogliono colonizzare anche gli spazi femminili!!! Achtung!!! Achtung!!!_ “.

A parte il fatto che non tutte le trans sono bianche (a dire il vero e' proprio il contrario, considerando la presenza dell'America Latina) , a sentire loro si direbbe che le trans stiano intraprendendo un cammino che porta il tasso di suicidio post-op al 22% , per marciare con le loro divisioni nel bagno delle femmine.

Questa teoria e' ancora piu' ridicola del definire la donna a prescindere dal corpo ma partendo dalle ovaie, e pone alcune domande interessanti. Prima tra tutte, direi questa.

  • Nessuno difende qualcosa che non sia un privilegio. Nessuno schiavo americano ha mai chiesto una legge che impedisse ai bianchi di essere schiavi. Quando sei discriminato, non ti poni il problema che i privilegiati vogliano essere al suo posto. Perche' temere che qualcuno voglia passare da una posizione di privilegio ad una di oppressione?

E qui viene il primo punto: se esiste il privilegio maschile ed esiste l' oppressione del patriarcato, come mai si difende la specificita' femminile come se fosse un privilegio? Chi sarebbe tanto pazzo da fare tutto il percorso della transessualita' M2F solo per “invadere gli spazi” delle lesbiche femministe? Beh, ovvio: quei maschi bianchi che vogliono sfilare marciando coi tacchi a spillo nel bagno delle donne. E pazienza se le donne siano il 50% della popolazione, mentre le trans siano il 28 per diecimila.

E allora scopriamo che le Lesbiche Femministe TERF hanno deciso di mettere i bastoni tra le ruote alla legge contro la propaganda di odio contro , con la scusa che se nella legge c'e' scritto identita' di genere qualcuno potrebbe dubitare di quanto sia prezioso essere una donna oppressa. O qualcosa del genere.

La mia opinione personale e' che queste NON siano le vere motivazioni di questa opposizione.

La verita' e' che una buona parte della propaganda di odio contro le donne transessuali arriva proprio da circoli di lesbiche femministe.

E con questa scusa stanno cercando di intralciare il cammino di una legge che, oltre ai fascisti, farebbe finire sul banco degli imputati anche loro.

Tutto qui. Nient'altro che fasciste in gonnella.

Perche' i fascisti arrivano in due generi: maschile e femminile. E arrivano anche in due sessi: maschi e femmine.

E alcune fasciste hanno un nome: TERF.