Se il giornalismo politico fosse onesto.

Se il giornalismo politico fosse onesto.

Immagino che molti italiani si staranno chiedendo per quale motivo occorra far cadere il governo proprio nel mezzo di una pandemia. Ma nessuno vi dira’ per quale motivo sta succedendo questa cosa. E il problema e’ molto semplice: se e quando i fondi per il Recovery fund arriveranno (i progetti devono essere ancora vagliati ed approvati) occorre qualcuno che sappia fare a realizzare quelle opere. Altrimenti i finanziamenti si fermano.

Perche’ delle condizionalita’ il Recovery le ha: le opere devono essere realizzate , e bene, altrimenti il programma si interrompe. E come se non bastasse, gli obiettivi dell’investimento devono essere raggiunti. E devono essere raggiunti in tempi definiti.

Ora, il problema e’ che se parliamo di cose astratte, cioe’ cose da powerpoint, tutto va bene. “Digitalizzazione” suona bene. Ma sappiamo bene come funzionano le cose. Non appena qualcuno dira’ (che so) di digitalizzare di piu’ i pagamenti delle tasse, diciamo con un sistema Digitax, arriveranno i No Digitax.

Green e’ bello, ma se qualcuno proporra’ una ferrovia ad idrogeno che deve bucare una collina, diciamo la CircumCollinare, arriveranno i NO-CiCo e via di ricorsi, proteste, blocchi, magistrati che sequestrano per finire sui giornali, e tutto quanto.

Poi arriveranno quelli che “il Mose non puo’ funzionare perche’ il progetto e’ sbagliato” (salvo funzionare quando il progetto e’ finito), e tutto il solito circo di quelli che si tecnicizzano e se ne escono coi “rapporti costi-benefici”, con le “fattibilita’ a meta’ progetto” e altre boiate che sembrano comprate su Wish.

Si e’ visto col ponte di Genova: gia’ esistevano i NO-Gronda che impedivano passaggi alternativi, e il motivo per cui non sono esistiti i NO-RenzoPiano e’ solo che i genovesi li avrebbero linciati per via dei disagi dovuti alla mancanza di ponte.

Ma si e’ anche visto quale sia il punto: alla fine per far funzionare la cosa occorre saltare la burocrazia che ferma tutto. Se la citta’ e’ in emergenza (e il governo anche) si puo’ fare, ma su 209 miliardi ci sono troppi che stanno aspettando il piattone in cui tuffarsi.

C’e’ poi un precedente: Renzi. Durante la sua legislatura il debito italiano e’ aumentato di circa 250 miliardi di euro. Voi li avete visti? Cioe’, quei governi si sono fatti prestare 250 miliardi. Per fare cosa? Avete visto opere? Avete visto investimenti infrastrutturali? Quali?

Insomma, c’e’ un precedente di un Renzi che si e’ mostrato incredibilmente capace di “investire in segreto” liquidita’ per 250 miliardi, senza mai rendere conto: il suo governo continuava a vantare il basso deficit, ma non forniva molte spiegazioni riguardo a 250 miliardi di nuovo debito (insomma, qualcuno ha messo 250 miliardi cash in mano al governo), dei quali non si capisce bene a quali investimenti corrispondano. (del resto, il debito a tasso X si fa solo se si fa un investimento a tasso maggiore di X, altrimenti e’ buttare via i soldi). E 250 miliardi di investimenti si notano.

Non viene da stupirsi che la contestazione di Renzi nasca proprio da come si vuole implementare il recovery fund: per una classe dirigente capace di “investire in segreto”, 250 miliardi senza che il PIL si impenni (cioe’ portarli all’estero, perche’ altrimenti il PIL si sarebbe dovuto gonfiare almeno di quella cifra) , avere altri 209 miliardi non deve sembrare vero. Ma occorre che passino per le mani giuste.

Sia chiaro, non sto dicendo che siano stati “rubati”: sono stati “investiti in segreto”, ecco tutto.

Di qui, l’idea tutta cinquestelle di avere una specie di squadra di tecnici presi dal mondo privato non va proprio bene. Ma non solo a Renzi, perche’ ricordiamo che al momento dei 250 miliardi “investiti in segreto” Renzi era nel PD, e cominciamo a sospettare qualcosa.

L’idea di affidare ad un comitato di privati era moderna nel 1980, prima delle privatizzazioni che hanno mostrato quanto poco valgano i capitani d’industria italiani: nessuno di questi ha mai investito cifre di quella dimensione, che in Italia sono piu’ tipiche del governo. Quindi sarebbe stato meglio metterci dei manager di stato, che nel tempo hanno dimostrato di funzionare abbastanza bene sui grandi investimenti: i famosi privati sono piu’ dei Benetton quando maneggiano cose grandi.

Ma su questo si incastona una coppia PD-Renzi che vorrebbe tanto rimettere le mani su un paio di centinaia di miliardi.

Cosa sto cercando di dire? Cerco di dire che , alla fine, comunque funzionino le cose, il problema del PD e’ di far cadere il governo senza avere (apparentemente) colpe.

Se cade il governo , infatti, le pratiche per il Recovery Fund vanno avanti, ma il governo in amministrazione provvisoria non puo’ spendere quei soldi. Quindi se ne parla dopo le elezioni. Dove, secondo previsioni stupide (il PD e’ famoso per fare disastri basandosi su previsioni mai avveratesi) i 5Stelle scomparirebbero, la Lega sarebbe ridimensionata, e chiunque per fare un governo, tanto piu’ un governo che spenda il Recovery Fund , dovrebbe aver bisogno del PD.

Secondo le stesse previsioni farlocche, nel caso il governo continui occorrera’ far entrare in gioco qualcuno di piu’ neutrale, e si vede il giornale dei finanzieri italiani che accarezza molto Draghi.

Anche in cinque stelle fanno conti analoghi, per diversi motivi. Il primo e’ che non sanno come implementare il Recovery Fund in termini progettuali. Ma c’e’ di peggio: tutti i progetti possibili incontrano uno dei tanti comitati NO-Qualcosa che riempiono la base grillina. E se non lo fanno oggi, lo faranno domani. I grillini sanno bene che funzionano solo come partito d’opposizione, quindi in fondo gli conviene passare all’opposizione: stesso stipendio, meno esami da passare. E magari per mettere a tacere i no-qualcosa ci girano due soldi.

Quindi cosa sta succedendo?

  • Renzi sta giocando di sponda per il PD, facendo cadere il governo prima che i soldi del Recovery finiscano nelle mani di un “comitato di esperti” che impedisce di “investire i segreto” i soldi.
  • il PD lascia fare , e ci fa pure la figura del grande partito di statisti responsabili. Nel caso di caduta del governo crede di poter votare un Draghi della situazione, o una riedizione meno grillina del governo conte: ricordiamoci sempre che Renzi e’ un “ex” senza sbocchi, che sara’ felice di giocare di sponda.
  • M5S si toglie di torno lo spettro del compito in classe per il quale non ha studiato, cioe’ l’implementazione del recovery, nella migliore delle situazioni va all’opposizione del governo draghi e tutti continuano a farsi stipendiare, nella peggiore in cui si voti puo’ scegliere di allearsi col PD a livello locale e proporre un altro governo giallorosso alla popolazione.
  • Se invece Conte resiste e cambia poco, M5S viene spolpato di ministri e potere da Renzi e PD. Anche questo mica male.

In questo senso, la pandemia non c’entra nulla , recita il ruolo delle scuse con le quali si finge di litigare. Ma la pandemia esiste, per cui non cambia nulla qualsiasi governo ci sia, mentre il Recovery Fund in qualche modo arrivera’, e quindi al massimo un nuovo governo potrebbe anche prendere i soldi del Mes per le spese contingenti.

Insomma, alla fine dei conti il governo cade perche’ non c’e’ accordo su come “investire in segreto” i soldi del Recover Fund, Renzi sta giocando di sponda al PD, e i cinque stelle si stanno cagando sotto di dover rispondere di un piano che non sanno scrivere, oppure andare alle elezioni.

Il resto e’ narrativa.

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