Quando l’analfabetismo informatico pesa.

Nella mia esperienza del fediverso sto seguendo diverse istanze di anarchici, perche’ trovo che spesso il loro atteggiamento nichilista verso la politica sia la cosa piu’ vicina al mio.

La cosa che mi riempie di tristezza e’ notare che, pur essendoci tutti gli ingredienti per ottenere i cambiamenti che desiderano (milioni di persone a casa, che hanno tempo per pensare, tempo per parlare, gli strumenti elettronici per comunicare, il malcontento, una crisi economica in arrivo, e un governo palesemente incompetente da criticare) , non riescono a farsi sentire.

E non riescono per una semplice ragione: le masse che vorrebbero raggiungere sono collegate mediante strumenti tecnologici che essi non sanno utilizzare, nei quali non sanno insinuarsi, ove sono completamente pesci fuor’ d’acqua. Tra un pochino sentiro’ parlare di ciclostile e di veline, suppongo.

Il problema e’ che queste persone non hanno capacita’ costruttive. Hanno scritto tonnellate di cartaccia inutile sul capitalismo digitale e sull’ industria della sorveglianza, ma non riescono a mettere in piedi una rete mesh.

Provate a pensarci: si compra un amplificatore wifi da 8W, che costa dai 50 ai 60 euro, un’antenna ad alto guadagno, e si illumina un intero quartiere, o isolato. In questo momento l’Arpa ha altro da fare che controllare il livello di db di una WiFi. La nostra rete ha accesso aperto, senza password, e come captive page ha un Pleroma o un Mastodon.

Se considerate una popolazione intera di persone che stanno chiuse in casa, e’ solo una questione statistica che prima o poi proveranno questa rete civica aperta.

Ma … e qui viene il bello, nessuno di loro lo saprebbe fare. Perche’?

Perche’ la critica al sistema del capitalismo digitale NON insegna nulla.

Se pensate alla critica del capitalismo tradizionale, nei movimenti anarchici ed operai c’erano i lavoratori , gli stessi che costruivano le industrie e le infrastrutture cruciali per il capitalismo stesso.

Ma gli stessi ambienti non sono mai riusciti a coalizzare con le stesse classi di lavoratori del mondo IT. Per diversi motivi:

  • Accusare di continuo qualcuno di stare costruendo un regime fascista non aiuta a conquistare il consenso. E’ come se i rivoluzionari comunisti avessero insultato i lavoratori accusandoli di collaborazionismo perche’ avevano lavorate per costruire le industrie.
  • Una pletora di sedicenti “hacker” (termine che significa tutto e nulla e non viene certificato da nessuna esperienza professionale) ha preso il comando del segmento “informatica&tecnologia” di quegli ambienti. In un congresso di poeti, saper piantare un chiodo nel muro sembra magia nera, e nei loro ambienti politici saper installare linux su un portatile sembra “hacker”.
  • Tutti i leader di questi movimenti vengono da una formazione filosofica/umanistica di stampo idealista. E nell’idealismo, come insegna Gentile, non c’e’ posto per i biechi tecnici tra la classe dirigente. Nemmeno nella classe dirigente degli anarchici.

E cosi’, ora che milioni di persone sono paralizzate nelle loro case, ora che milioni di persone avrebbero il tempo di leggere, pensare e discutere, ora che tutti hanno almeno un’attrezzatura digitale minima a casa, o in tasca, questi personaggi passano il tempo a chiedersi “si, dobbiamo organizzarci, ma come facciamo se siamo chiusi in casa”?

Solo i piu’ bravi di loro sanno installare Linux, quasi nessuno dei loro “hacker” saprebbe costruire una mesh network usando tinc, i loro siti di “hardware alternativo OSS” non menzionano quelli che funzionano davvero, perche’ si limitano a racimolare informazioni qui e li’. Moltissimi non conoscono nemmeno cose come tinc, syncthing, i2P, sanno a malapena installare Tor con apt, e in generale stanno buttando via la loro grande occasione. Il militante medio, che doveva “essere pronto” quando fosse arrivata l’occasione, e’ tutto tranne che pronto.

La classe dirigente di questi ambienti anarchici non ha alcuna ragione di mollare la leadership : meglio essere i capetti di un piccolo pollaio, che rischiare di perdere il posto per colpa di una tecnocrazia anarchica , anche se magari quest’ultima sarebbe piu’ efficace per la causa.

Se gli ambienti della Alt-Right sono gli unici a praticare l’hacking in maniera davvero efficace, non e’ un caso.

Potevate fare la rivoluzione del 2020. E invece state ancora cercando di fare quella del 1917.

https://boseburo.ddns.net/notice/9tCCy7udP8qNC7ihCS