Nobilta’

La scelta di Boris Johnson non e’ dettata tanto dal cinismo, o dal fatto che la sanita’ inglese, reduce da decenni di privatizzazioni, sia messa molto peggio di quella italiana. Non puo’ avere una strategia perche’ non ha alcuna capacita’ di affrontare il problema.

Ma la scelta di Boris, dettata da un tizio il cui titolo comincia con “Sir”, affonda le radici nel modo col quale la classe dirigente britannica pensa a se’ stessa. Per tutta la sua storia, l’nghiterra ha avuto una sola dottrina del potere, ed era quella dei nobili.

Durante le epidemie, i nobili si ritiravano nelle loro tenute in campagna, insieme ad una selezionatissima e fortunata servitu’, mentre i cittadini venivano lasciati a morire. Questo non significa che si facesse il possibile per salvarli: significa che per i nobili, i cittadini non valevano niente. Erano come l’erba o la pioggia. L’erba sarebbe ricresciuta e sarebbe tornato a piovere.

Questa visione era evidente nel caso della grande fame irlandese, ma fu tipica di ogni pestilenza , di ogni carestia britannica. “Salvate la corona e i nobili”, e gli altri si fottano pure.

Questa dottrina del potere permea moltissimo le classi dirigenti anglosassoni, che si dividono ancora tra nobili e quelli cui piacerebbe essere nobili.

La scelta di Boris Johnson di lasciar morire circa 400.000 persone (nello scenario migliore, perche’ se la sanita’ UK performasse come quella italiana sarebbero ~2.400.000) mentre ovviamente tutti i nobili e i potenti stanno facendo le valige per andare a vivere in qualche rich-shire , non e’ altro che il riflesso della piu’ pura e antica tradizione politica inglese.

Tutti sono uguali, il paese e’ democratico, ma i nobili sono piu’ uguali.

Se quello e’ il modello politico e democratico che dovremmo seguire, c’e’ da ringraziare che il brexit abbia espulso un paese almeno tossico dall’Unione.

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