Neandertal, accademia e maschilismo.

Mi e’ capitato (per sbaglio) di cliccare sul fornetto di un giornale italiano, e di leggere un pippone sulle cause della scomparsa dell’uomo di Neandertal , che sarebbe stato sopraffatto dall’ Homo sapiens in una specie di deathmatch.

Tale deathmatch , secondo gli studiosi, deve per forza avere una delle due forme:

  • Guerra. Homo Sapiens avrebbe sconfitto l’uomo di Neandertal perche’ era piu’ bravo nella guerra, aveva armi migliori, strategie piu’ raffinate, e tutto quanto ti fa vincere una guerra.
  • Competizione. Homo sapiens avrebbe sconfitto l’uomo di Neandertal perche’, essendo superiore in intelligenza, conosceva tecnologie piu’ raffinate per la caccia , la pesca e l’agricoltura. Competizione sulle risorse, ovvero competizione economica.

Sebbene queste teorie siano credibili, hanno un piccolo difetto. Un evidente, mostruoso maschilismo che assegna alle dimensioni piu’ maschili (guerra e competizione economica) il “merito” di tutto quanto.

A dirmi quanto sia maschilista l’accademia , in particolare in quel settore della ricerca, e’ l’assurda ostinazione nell’escludere l’ipotesi che avrebbe dovuto essere l’ipotesi piu’ seguita.

Stiamo parlando di un fenomeno demografico. La specie A che sostituisce la specie B non e’ altro che un fenomeno demografico. E quando si parla di fenomeno demografico, l’ipotesi principe e’ sempre quella biologica, ovvero il tasso di fertilita’.

Se per esempio le donne sapiens fossero state piu’ fertili (o piu’ numerose) delle donne di neandertal, per esempio, il tasso di nascite sarebbe stato visibilmente superiore. E questo da solo basta (e avanza) a spiegare un fenomeno demografico di sostituzione.

Perche’ nel mondo della biologia una popolazione A che sostituisce la popolazione B richiede che sia vera una semplice condizione: che A si riproduca piu’ in fretta di B.

Quando si va nel mondo dei mammiferi, e si parla di tasso di crescita della popolazione, per forza di cose bisogna coinvolgere le femmine della specie nel successo della specie stessa.

Si potrebbe enunciare la seguente teoria, per ipotesi: homo sapiens e homo neandertalensis erano pari in tutto, ma le donne sapiens si riproducevano meglio, oppure (essendo piu’ intelligenti) erano molto piu’ abili nelle cure parentali, e quindi sopravvivevano piu’ bambini.

Una teoria del genere, che attribuisce alle donne la responsabilita’ biologica della sostituzione , e’ perfettamente credibile sul piano matematico. Sarebbe sufficiente che le donne di neandertal avessero avuto 8/9 ovulazioni all’anno contro le 12/13 di una donna sapiens, con un periodo di “stop” da parte della donna di neandertal, per ottenere un sorpasso drastico nella crescita della popolazione.

Del resto, anche le cure parentali sono fondamentali per la crescita della popolazione. Se per esempio una donna sapiens fosse stata piu’ competente nelle cure parentali o piu’ adatta all’allattamento (latte migliore? piu’ nutriente? piu’ anticorpi?) , e fosse riuscita a salvare dalla morte infantile un 20% in piu’ dei pargoli rispetto alla concorrente, le condizioni matematiche di una sostituzione demografica c’erano tutte.

Anche sul piano tecnologico, si attribuisce tutto il successo all’abilita’ tecnologica nel settore della guerra e della competizione economica sulle risorse. Ma se supponiamo che le risorse fossero comunque sufficienti almeno nelle zone di insediamento, possiamo introdurre una nuova tecnologia.

makeup

Benvenuti nel mondo del make-up. Gli archeologi confermano che il make-up femminile , cioe’ la cosmetica, sia in uso fin da tempi remoti. A questo punto, il problema e’ semplice: e’ sufficiente che le donne di homo sapiens fossero risultate piu’ attraenti per i maschi e abbiano avuto un 10% in piu’ di rapporti sessuali, per cambiare il tasso di fertilita’. Peraltro, se il numero di rapporti aumenta in frequenza l’equilibrio demografico si sposta verso la nascita di femmine, quindi le “tecnologie” in gioco potrebbero anche essere diverse da quelle per la caccia e quelle per la guerra. Per non parlare di altre tecnologie da “angeli del focolare”, come la conservazione del cibo, o la cucina del cibo (che cambia drammaticamente il tasso di sopravvivenza dei pargoli in alcune stagioni).

Ma a quanto vedo il focus dell’accademia, quando si parla di neandertal, poggia tutto su ipotesi meno economiche (abilita’ nella guerra senza alcuna prova ci sia mai stata questa guerra tra sapiens e neandertal per dirne una), mentre quella biologicamente piu’ economica (fertilita’ piu’ alta delle donne sapiens per motivi biologici) e’ quasi sempre tralasciata.

E questa cosa e’ stravagante, perche’ nel DNA nucleare moderno ci sono i segni genetici dell’uomo di neandertal , mentre il dna mitocondriale mostra geni africani. A quanto pare, sono stati maschi di neandertal ad accoppiarsi con donne sapiens: il DNA nucleare viene anche dal padre, mentre quello mitocondriale viene solo dalla madre.

Sarebbe stato piu’ razionale pensare che la sostituzione dei neandertal da parte dei sapiens sia stata dovuta non tanto alle caratteristiche normalmente associate agli uomini, (caccia, competizione, tecnologia ) ma alle donne (fertilita’ e cura parentale).

Ma a quanto vedo, l’accademia usa un aristotelismo dell’ 800, considerando neandertal e sapiens come due nazioni, e chiedendosi poi come una nazione abbia sconfitto l’altra. E ovviamente danno le stesse risposte che davano gli storici dell’ 800: una nazione sconfigge l’altra in una guerra o attraverso migliori capacita’ produttive.

Quindi, o sono uomini piu’ bravi alla guerra che invadono il territorio nemico, o sono uomini piu’ bravi nella caccia (no, le donne non cacciano, almeno durante la gravidanza e il puerperio. Correre e lottare contro un animale non sono cose facilissime se hai il pancione o stai crescendo un pupo) .

Storicamente, l’idea che i sapiens abbiano sopraffatto i neandertal perche’ ad essere superiori fossero le femmine, e non i maschi, e’ un’ipotesi che e’ sempre stata ignorata. Il protagonista deve essere il maschio.

Non riesco a trovare un solo documento teorico che attribuisca il successo demografico degli homo sapiens principalmente o solamente alla capacita’ riproduttiva delle donne sapiens, mentre trovo ipotesi anche molto fantasiose che vanno da qualche (uno o due) centimetri di lunghezza dei coltelli, (evidentemente gli accademici non sanno come funzioni un coltello in guerra) , e la cosa buffa e’ che diverse ipotesi su migliori prestazioni sessuali del maschio sapiens SONO state prese in considerazione.

Ma scritti che attribuiscono il successo demografico ad un successo biologico delle donne sapiens nel tasso di natalita’, sono rarissimi e ricevono peer review durissime. Mancano le prove. Invece di prove di una guerra di invasione tra nazione sapiens e nazione di neandertal ce ne sono a bizzeffe, giusto?

Eppure, quella biologica e’ l’ipotesi piu’ economica.

E questo dice molto sull’accademia, almeno in alcuni settori.