Lockdown per Facebook e Twitter?

Lockdown per Facebook e Twitter?

Mentre si moltiplicano le voci di un lockdown completo (che non serve, perche’ osservando le statistiche possiamo sapere dove si infettano le persone. Avete le statistiche, vero?) , emergono ovviamente tutti quei gruppi che, spinti dalla teoria complottista di turno (5G, Bill Gates, etc) scendono in piazza contro qualsiasi cosa credano di combattere.

Questi eventi poggiano su due pilastri.

  • in assenza di informazione scientifica approfondita, che i mass media tradizionali NON fanno (nel senso che si sa -almeno il R. Koch ne parla – quali luoghi siano quelli ove succedono i contagi, ma non si dice) ovviamente vince la teoria complottista. Ma la teoria complottista vive nel vuoto di competenza STEM e di stampa di approfondimento. Il complottismo e’ la prova provata dell’inutilita’ della stampa e della TV come fonti di informazione.
  • se la stampa e’ disfuzionale, e collassano i rapporti sociali, il risultato e’ che le persone rimangono isolate avendo a disposizione solo i social network. I quali sono il luogo ove proliferano e si diffondono le teorie del complotto e le fake news, che poi portano le persone a scendere in piazza durante un’epidemia.

Quindi, e’ necessario valutare , a mio avviso, una misura.

IL LOCKDOWN DEI SOCIAL NETWORK.

Se possiamo chiudere i ristoranti, i cinema, i negozi, non esiste niente che ci vieti di chiudere i social network. Con la sola differenza che i social network:

  • impiegano poche persone rispetto a tutte le imprese con lo stesso fatturato.
  • sono letteralmente seduti su una pila di soldi, per cui possono sopravvivere agevolmente ad un lockdown.
  • sono tutti cavoli loro: essendo dei privati lo stato non ha responsabilita’ nei loro confronti, e nemmeno la societa’.

Perche’ dovremmo?

Dovremmo perche’ abbiamo una popolazione che ha gia’ MILIONI (dai due ai tre in Germania, cifre simili in Italia) di persone che sono depressi cronici. A questi si aggiungono quelli che vengono, che sono venuti e che verranno col lockdown, e lo stress di un’epidemia.

E su tutto questo vogliamo lasciar lavorare dei social network che sono gestiti da maiali senza coscienza che badano solo ad ingrassare, qualsiasi numero di persone muoia?

I social network centralizzati sono stati un esperimento interessante. Ed e’ gia’ chiaro che hanno degli svantaggi tremendi, che i legislatori stanno faticando a regolare. Ma se questi svantaggi (la polarizzazione, le notizie false, l’impossibilita’ di fermare attori di stato, etc) si innescano su una pandemia, mi sa che stiamo esagerando un pochino.

Nel momento in cui la gente scende in piazza contro le misure sanitarie, e lo fa senza mascherine o accorgimenti, e’ gia’ chiaro che il virus si diffonde. Se questo viene organizzato tramite o a causa dei social network, possiamo tranquillamente includere i Social Network generalisti come causa di diffusione del coronavirus, o almeno come agente.

Risposta: vanno messi in lockdown.

Non morira’ nessuno (sono inutili) , non morira’ di fame nessuno (se un programmatore dei GAFAM pagato centinaia di migliaia di $ ogni anno non ha messo da parte soldi per un anno, che impari a stare al mondo!!) , le aziende sopravviveranno (sono sedute su una pila di soldi e hanno pochi dipendenti), e almeno i Generali Pappalardi avranno la vita meno facile a diffondere il virus nelle piazze.

Per cui, ripeto, e’ consigliabile

IL LOCKDOWN DEI SOCIAL NETWORK.