L’alone viola.

Una cosa che rende straordinariamente potente la “pandemia”, oltre ad aver introdotto dei presunti tecnicismi atti a terrificare coscientemente la popolazione (la differenza tra “pandemia” ed “epidemia” esiste solo in termini globali, per il singolo non cambia nulla) , e’ l’ossessione per il numero di contagiati.

Questa ossessione non ha alcuna base razionale, dal momento che:

  1. non e’ possibile, per via del costo dei tamponi, sapere quanti siano esattamente i “positivi”.
  2. la situazione cambia cosi’ rapidamente che non e’ possibile tener aggiornata la lista in tempo reale, o almeno in tempo utile
  3. la percentuale di positivi morti oscilla tra 1% e 6%.

se non esiste la possibilita’ di avere dati certi, e l’informazione ci dice pochissimo sul nostro destino, per quale ragione e’ nata tutta questa ossessione per il problema del contagio, quando l’unico dato davvero rilevante e’ il numero dei morti, e al massimo anche quello degli ospedalizzati in cattive condizioni?

Questo fenomeno e’ l’unione di DUE fenomeni.

Il primo e’ il bisogno di adrenalina e di tutte quelle endorfine che accompagnano lo stress. Con questo intendo dire che al vecchio “panem et circensis” si e’ sostituito il nuovo “timor et desperandum”. Il popolo, soddisfatti tutti i suoi bisogno di pane e divertimento, ha sviluppato un nuovo bisogno primario, che e’ un bisogno di ansia e di disperazione. Questo e’ legato al funzionamento del cosiddetto “reward system”, che ormai e’ deformato sotto il peso di questa vera e propria dipendenza.

Il governo, quindi, per soddisfare il popolo deve fornirgli una dose sempre crescente di paura e di stress, in modo da forzare il cervello dei cittadini a produrre dosi sempre crescenti di droga.

A questo si presta molto di piu’ un numero dinamico, imprevedibile, aleatorio e di difficile reperibilita’. Ma c’e’ un altro motivo per il quale il numero di contagi viene evidenziato piu’ del numero di morti. E no, non ha nulla a che vedere con il rischio che qualcuno si faccia domande sulla bonta’ del sistema sanitario, o della reale coerenza della conta.

Il punto e’ che morire di un virus e contrarlo hanno diversi livelli di stigma sociale. Chi e’ nato in tempo ha assistito al disastro comunicativo delle prime pubblicita’ contro l’ HIV/AIDS. In una di queste “pubblicita’ progresso”, il ministero rappresentava gli infetti con un alone viola.

L’alone viola.

Il risultato fu un disastro mediatico. La societa’ veniva convinta che il contagio implicasse uno stigma visibile , una specie di marchio di infamia che era visibile e indelebile. Chi lo portava, chi aveva l’alone viola, era automaticamente emarginato, ostracizzato, diverso tra gli altri, e isolato dagli altri.

Quello che sta succedendo ora non e’ altro che una ripetizione del fenomeno: essere “positivi” al coronavirus e’ di fatto un biglietto verso la quarantena, cioe’ l’isolamento. A tutti viene chiesto di evitare i positivi, e di ostracizzarli. E a differenza di quel che accadde coi sieropositivi da HIV, nessuno si alza a dire che questi ostracismi sono disumani: la sieropositivita’ da nCovid-19 e’ una legittima causa di ostracismo ed emarginazione.

In pratica, il numero dei contagiati non e’ altro che il nuovo alone viola.

Positivo is the new alone viola.

Questo produce un senso di ansia molto peggiore. In Italia, infatti, il morto entra in una dimensione ineffabile nella quale il giudizio viene sospeso. Persone che nella vita erano considerate poco di buono vengono spesso santificate, persone disprezzate diventano martiri se vengono uccise, e in ogni caso il giudizio contro di loro si sospende. Ai funerali non si fanno polemiche.

Ma con il contagiato e’ diverso. Lo stigma e’ piu’ potente. L’alone viola fa paura. E cosi’, oggi il contagio fa piu’ paura della morte. Genera piu’ ansia.La paura del contagio genera piu’ stress. Il fatto che i tamponi per il test manchino aumenta lo stress e la paura.

Il problema di questo meccanismo di tossicodipendenza da endorfine e adrenalina e’ molto semplice: tutte queste droghe naturali danno assuefazione.

E quindi, dopo questa PANdemia, con tanto di crisi finanziaria epocale, viene da chiedersi: e come farete dopo ad aumentare ancora la dose?

Asteroidi? Guerra nucleare?

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