Karlsruhe….

Karlsruhe...

Sto leggendo le reazioni stizzite della stampa italiana (in particolare quelle del giornale dei finanzieri, il Corriere), riguardo alla decisione dei giudici della corte costituzionale tedesca. (Ebbene si, anche la Germania ha una costituzione, non e’ un alveare con la Merkel come ape regina, che prende le decisioni).

Il primo problema che noto e’ , come al solito, una traduzione perlomeno “furba”. La parola che in italia viene tradotta come “sproporzionata” lascia intendere che la corte tedesca abbia obiettato circa la dimensione. Ma le cose non stanno cosi’.

Il termine viene usato quando non si rispettano le proporzioni rispetto all’insieme, cioe’ quando si disegna (per esempio) un uomo con la testa tra volte piu’ grande del corpo.

Quello che la corte sta facendo notare e’ che gia’ oggi non si stanno rispettando delle proporzioni che erano obbligatorie. La BCE, infatti, e’ una banca che ha dei soci , che sono le banche centrale. Ogni paese partecipa in percentuali diverse. Il punto e’ che, per statuto, le misure di acquisto devono essere proporzionali a questa percentuale.

La BCE quindi puo’ fare tutto il QE che vuole, ma se compra X titoli italiani, deve comprare Y titoli francesi, K titoli tedeschi, e via dicendo. Ma non e’ quello che ha fatto: attualmente ha in pancia una quantita’ grande di titoli italiani, che sono piu’ del doppo della proporzione che dovrebbe esistere coi titoli tedeschi.

Perche’ lo ha fatto? Lo ha fatto perche’ negli ultimi anni i titoli tedeschi in commercio sono diventati piu’ rari, visto che il debito tedesco e’ sceso sino al 68% del PIL. Comprarne “a forza” significherebbe portare il rendimento sotto lo zero. Ma portare il rendimento sotto lo zero farebbe crescere lo spread col BTP.

Quindi, per attenuare lo spread, sin dal tempo di Draghi si era iniziato ad escludere la Germania dai benefici del QE, comprando troppi titoli italiani rispetto ai titoli di altri paesi. (Francia, Germania, Olanda ed altri). Questo ha l’effetto di far scendere lo spread, ed e’ quindi una manovra economica, e non piu’ monetaria, perche’ impatta sui bilanci degli stati.

Oggi la corte costituzionale tedesca ha deciso di rimettere a posto le cose, dicendo che siccome la BCE e’ andata oltre il suo mandato, ha tre mesi di tempo per chiarire la sua posizione. Un termine che in tedesco puo’ essere usato anche per indicare quando pagate per tornare in regola. Per esempio, Steuererklärung indica sia la vostra dichiarazione fiscale, ma l’atto con il quale il governo vi restituisce dei soldi per rimborsarvi, o l’atto con cui voi pagate una differenza dovuta per rimettervi in regola.

Di per se’ questo non e’ un dramma: significa che la BCE dovra’ mettere mano al portafogli e ordinare l’acquisto di una grossa quantita’ di debito tedesco , sia statale che aziendale, sino a riportare le proporzioni ad essere quello che devono.

Ma il problema e’ diverso:

  1. Se la Lagarde sperava di poter usare la BCE per stabilizzare lo spread, sogna. Infatti, per comprare titoli italiani dovrebbe comprarne ancora di piu’ di tedeschi facendo andare sottozero l’interesse, e lo spread rimarrebbe invariato.
  2. Se si vuole di piu’, occorrera’ modificare radicalmente i trattati europei. Questa e’ una cosa che la Merkel vuole da anni, ma i tempi sono lunghi e non sono compatibili con l’urgenza dei paesi del “sud europa”.
  3. Il governo tedesco e’ stato “cazziato” dalla corte costituzionale, che ha detto “ehi, ma possibile che non ve ne siate mai accorti?” e la Merkel dovra’ andare a spiegare per quale ragione non hanno mai protestato attivamente contro questa cosa.

In definitiva , cioe’, le speranze di chi voleva che l’ Europa diventasse la nuova Cassa del Mezzogiorno sono state disintegrate. In realta’ per dare 10 all’Italia , la BCE deve dare 12 alla Francia e 14 alla Germania.

Questo puo’ sicuramente giovare all’ Italia, ma bisogna chiedersi cosa fara’ l’ Italia con 10 e cosa faranno la Francia con 12 e la Germania con 14. Se, per esempio, banche e industrie fossero concorrenti.

Non c’e’ da stupirsi se i finanzieri italiani siano cosi’ arrabbati.

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