Il nome di Draghi.

E’ ridicolo vedere come la UE stia reagendo alla sentenza della corte costituzionale tedesca. In fondo, i giudici hanno solo constatato che la BCE non ha mai fornito la documentazione che serviva a dimostrare che il suo operato rispettasse il proprio statuto. Se la BCE fosse soggetta alle leggi che regolano qualsiasi banca, si tratterebbe di un reato, perche’ avrebbe nascosto comunicazioni sociali ai propri soci.

Del resto, per chiudere la questione basterebbe alla BCE fornire ai giudici quel che chiedono: le valutazioni economiche e finanziarie che dimostrino che il suo operato non ha mai finanziato alcuna nazione, e le veline delle riunioni ove sono state prese le decisioni. Di per se’ si tratta di documentazioni sociali che ogni banca fornisce ai membri del CDA, per cui non si vede dove sarebbe il problema.

Ma per capire il problema bisogna chiedersi: come mai la BCE ha nascosto questi dati, o li ha secretati, al punto che nemmeno la Bundesbank, il suo socio piu’ grosso, puo’ fornirli alla corte costituzionale? Voglio dire, in Germania QUALSIASI ente dello stato DEVE obbedire alla Corte Costituzionale. Se il governo tedesco avesse le prove che la BCE ha valutato nulli gli impatti economici e finanziari del programma di QE, basterebbe alla corte un ordine di fornire tali documenti. Stessa cosa, se la Bundesbank, che e’ un socio della BCE, avesse avuto copia di quella documentazione, alla corte costituzionale di Karlsruhe basterebbe ordinare alla Bundesbank di consegnarli.

Invece la corte ha incaricato il governo tedesco di farsi consegnare la documentazione dalla BCE, segno che nemmeno il governo tedesco ha queste valutazioni, e ha chiesto alla BCE di consegnarle, pena il blocco della Bundesbank. Che cosa significa?

Significa che la BCE ha nascosto al socio tedesco e alla Germania le valutazioni sull’impatto economico e finanziario dei provvedimenti che ha preso. Se la BCE fosse una banca normale, Draghi sarebbe gia’ in carcere. E da tempo.

Questo e’ il punto. Perche’ i casi sono due:

  1. I documenti ove si valuta se le azioni sono compatibili con lo statuto esistono ma non sono mai stati rivelati al socio tedesco. In queste condizioni, in una banca normale Draghi sarebbe finito in tribunale.
  2. I documenti ove si valuta se le azioni sono compatibili con lo statuto NON esistono, questa valutazione non e’ stata fatta, e in questo caso sarebbe una catastrofica mancanza di due diligence . In una banca normale, i soci chiedono la decadenza del CDA e si riservano azioni legali.

In entrambi i casi, il nome di Draghi e’ distrutto. Per via del suo statuto la BCE non puo’ essere processata e Draghi non finira’ mai sul banco degli imputati, ma il suo nome (in un mondo ove la reputazione e’ tutto) puo’ finire sulla graticola.

I tedeschi non sono mai riusciti ad ucciderlo mentre era il capo, e lo massacreranno ora che non lo e’ piu’. Perche’, ripeto: per togliersi dall’impiccio , se fosse vero il caso “1”, per la BCE basterebbe dare la documentazione ai giudici e dire “tante scuse se non l’abbiamo data prima, ecco qui i documenti che cercate”.

Ma se c’e’ tutto questo imbarazzo, ritengo molto piu’ verosimile un imbarazzante caso “2”. In tal caso, abbiamo una banca che gestisce il capitale dei soci SENZA curarsi di rispettare il proprio stesso statuto, ne’ si e’ curata di capire SE il proprio operato lo rispettasse.

Le scuse con cui le istituzioni europee si stanno difendendo, del resto, sono patetiche.

  • La Corte Costituzionale e’ competente in Germania, ed e’ competente a rispondere del risparmio dei tedeschi tanto quanto in Italia. Quando nella costituzione esiste un articolo ove si dice che lo stato difende il risparmio (come esiste anche nella costituzione italiana) allora la corte costituzionale puo’ essere investita della richiesta di chiarire se la tale decisione difende il risparmio.
  • Si dice che la Corte Costituzionale deve sottomettersi al diritto europeo. Ma questo non e’ vero in Germania, ove per definizione la Corte e’ completamente autonoma da qualsiasi istituzione statale, comprese quelle tedesche. Del resto, la corte non ha abolito alcun trattato, quindi non si e’ sostituita a nessun organismo europeo. Ha solo chiesto documentazione DOVUTA per decidere se il comportamento della BCE sia conforme allo statuto, e ha minacciato di fare una cosa che e’ in suo potere fare, cioe’ dare ordini alla Bundesbank. Non c’e’ alcuna ribellione al diritto europeo, visto che la sentenza della Corte Europea di Giustizia NON conteneva la documentazione in questione.
  • La minaccia di sottoporre la Germania ad una procedura di infrazione per una sentenza della sua corte costituzionale non ha senso, visto che il governo tedesco non ha alcun mezzo per influire sulla corte stessa, che ne e’ completamente indipendente.

La verita’ e’ che “whatever it takes” Draghi e’ stato colto con le mani nella marmellata. Con ogni probabilita’ le decisioni che ha preso erano illegittime e mal formate, e i tedeschi , cosi’ come la EU, sanno bene che la documentazione richiesta non arrivera’ mai.

La posta in palio e’ la testa di Draghi. Che in questo momento non e’ piu’ proponibile come leader di NIENTE, perche’ prima o poi qualcuno dovra’ ammettere che le valutazioni NON sono mai state fatte da Draghi, e che le decisioni “ prese all’unanimita’ “ (cit. Mario Draghi) erano state prese con una sedia vuota , quella della Germania. Cosa ancora piu’ grave.

Questa diatriba e’ destinata a durare a lungo, perche’ prima o poi qualcuno comincera’ a dire alla LAgarde “eh, insomma, dagli sta documentazione e tappagli la bocca”, e prima o poi qualche giornalista chiedera’ alla francese che aspetta a dare tutti gli studi che , per due diligence, devono essere stati fatti prima delle decisioni di Draghi.

E quando sara’ chiaro che non esistono, il nome di Draghi avra’ lo stesso valore della carta igienica usata.