I compiti a casa.

I compiti a casa.

Negli ultimi giorni, ora che lo “smart working” e’ diventato praticamente obbligatorio, tutti noi che lavoriamo nell’ IT siamo sommersi dalla stessa richiesta. “Per favore, venite qui e in 5 minuti fate quello che non abbiamo fatto noi negli scorsi 15 anni”.

Sia chiaro, non tutte le aziende sono messe cosi’, e nemmeno la maggior parte. La trasformazione verso l’Industria 4.0 aveva gia’ costretto i piu’ ad aggiornarsi. Ma esistono, qui e la’, aziende che avevano si’ il telelavoro, ma erano dimensionate per il 20% degli utenti.

Ora viene loro chiesto di scalare al 100%, e ovviamente si trovano in difficolta’.

Ma la cosa stravagante e’ che il management non batte ciglio di fronte ai prezzi. Ormai i VPN concentrator sono introvabili, quindi stiamo di fatto installando ovunque cloud di server con dentro software opensource che fa da VPN concentrator. Ma il costo e’ comunque alto.

Il motivo per il quale il management non ha alcun problema di budget e’ semplice: non appena saranno abituati a lavorare cosi’, salteranno i costi di trasferta per i meeting, salteranno i costi degli uffici , e quindi alla fine rientreranno facilmente.

Ma il problema e’: se era cosi’ semplice e indolore, perche’ non si e’ fatto prima? Perche’ milioni di persone sono state costrette ad andare in ufficio, venendo rapinate di tempo e soldi?

Le risposte sono semplici:

  • Immobiliare. Causare un collasso dell’immobiliare liberando uffici sarebbe stato critico per tutta l’economia.
  • Sindacati. Accusavano le aziende che vogliono fare smartworking di voler minare la socializzazione dei lavoratori.
  • Sindacati. Accusavano le aziende di voler controllare i lavoratori mediante gli strumenti di home office.
  • Catering. Il lavoratore che rimane a casa cucina il proprio pasto. La maggioranza dei ristoratori vivono di lavoratori.
  • Trasporto. Parcheggi, carburante, automobile, trasporto pubblico. Le strade libere e il traffico scorrevole (qui non e’ vietato girare e non ti ferma la polizia, lo svuotamento e’ stato ottenuto mediante “nudge” mediatico) sono una catastrofe per l’industria dei trasporti.

Insomma, uno spreco immane era giustificato e giustificabile per la sola e semplice ragione che teneva in piedi delle industrie dello spreco.

Questa e’ la ragione per la quale non si sono fatti i compiti a casa. Per anni le scuole non hanno usato sistemi di e-learning (che pure avevano) perche’ si diceva che gli studenti dovevano socializzare. Solo oggi si stanno accorgendo che gli studenti sono perfettamente in grado di socializzare per via telematica.

Non so per quanto tempo la cosa durera’. Secondo un calcolo fatto usando il modello SIR, per maggio/giugno dovremmo esserne fuori.

Ma se durasse di piu’, tutto questo diventerebbe la nuova normalita’.

E se diventa la nuova normalita’, l’economia avra’ brutte sorprese.

Prendiamo anche i negozi. Moltissimi paesi avevano gia’ virato verso la grande distribuzione, la cui logistica sta tenendo in piedi la popolazione (cibo, generi di prima necessita’). I paesi che hanno tenuto milioni di negozietti aperti adesso hanno dovuto chiuderli. Per quanto tempo dureranno chiusi, mentre le spese vive procedono?

Molti prima o poi daranno il loro numero di cellulare e vi porteranno le cose a casa. Ma molti chiuderanno.

Le cose che stiamo facendo contro il coronavirus , tutte in un colpo, erano le cose che avremmo dovuto fare PRIMA e non abbiamo fatto, per pura pigrizia e per tenere in piedi le economie parassite.

Adesso siamo nelle condizioni per cui qualcuno ci ha informato che le vacanze finiscono domani, e bisogna avere tutti i compiti dell’estate fatti.

E tutti corrono, corrono, corrono… a fare i compiti che dovevano essere fatti prima.

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