Dad, studenti e vite rubate.

Dad, studenti e vite rubate.

C’e’ una grossa narrativa, oggi, sugli studenti che vogliono tornare a scuola. E c’e’ una gigantesca gara, a mio avviso, a travisare il contenuto delle loro rivendicazioni. Non ho piu’ l’eta’ per pretendere di essere un traduttore delle loro emozioni, quello che posso fare e’ correggere altri adulti che (piu’ o meno alla mia eta’) stanno scrivendo narrative altrettanto stupide, e posso farlo iniettando una robusta dose di fatti.

Per prima cosa, la scuola viene vista come la scuola del Tempo delle Mele. Si studia, ci si fanno amici e perche’ no, anche le prime cotte. Ok, ma il Tempo delle Mele era un film che usci’ , diciamo, tanto tempo fa. La Francia era ancora un paese che parlava ai giovani, Sophie Marceau era ancora una ragazzina, e via dicendo. Tutto ok.

MA.

Ma “scuola” non era e non e’ solo quello. Quando i ragazzi dicono che gli manca la scuola , parliamo di una quantita’ di cose MOLTO piu’ estesa. Che offre solo la scuola, e nessun altro posto. E sul fatto che la scuola sia l’ UNICO luogo ad offrire le stesse cose, bisogna discutere.

  • la scuola e’ un luogo materiale di socialita’, ed e’ gratuita o quasi. Se escludiamo di andare a vedersi di persona in una piazza (che comunque prima o poi richiedera’ di consumare qualcosa, cioe’ soldi), ci si vede a scuola ogni giorno, e non e’ richiesto di spendere soldi per esserci e partecipare. Questo ci pone la domanda: “ma come e’ possibile che OGNI altro luogo di socialita’ sia ormai un posto ove vai a spendere soldi (ristoranti, bar, se avete le tasche vuote non potete praticamente frequentare alcun altro posto di socialita’).
  • la scuola offre, sempre gratuitamente, un certo grado di sicurezza. per questo potete lasciare andare i vostri figli a scuola ragionevolmente (a parte situazioni estreme e rarissime) , credendo che non verranno ammazzati a calci da uno spacciatore fanatico di arti marziali. Sul perche’ la scuola sia il solo posto sicuro per i ragazzi bisogna riflettere.
  • la scuola e’ l’unico posto ove un adolescente puo’ dialogare con un adulto che non sia un genitore. E’ vero, ci sono anche i luoghi sportivi, dove ci sono gli allenatori, e una volta esistevano le chiese. Ma se parliamo di decine di ore a settimana di dialogo continuo con una dozzina di adulti di formazioni e prospettive diverse, oltre alla scuola non c’e’ altro. Anche se includessimo il dialogo coi genitori, rimarrebbe comunque minimo (in termini di tempo) rispetto al dialogo continuo coi gli insegnanti. Parliamo di 7-8 mesi all’anno, cinque/sei ore al giorno. Quale genitore passa tanto tempo coi figli? E anche qui bisognerebbe farsi delle domande.
  • la scuola prescinde dalla geometria familiare e geografica. E’ vero che tutti vanno nella scuola piu’ vicina, ma se i ragazzi fossero lasciati allo stato brado, farebbero quello che si faceva ai nostri tempi senza internet: starebbero coi ragazzi del quartiere, dell’isolato, forse del baretto. A scuola (se parliamo di superiori) bene o male incontri persone in un cerchio che, per racchiudere tutti gli studenti, puo’ essere grande quanto una provincia.

In definitiva, quindi, agli studenti manca tutto questo. Loro lo esprimono elencando “le cose che non possiamo fare” perche’ erano le cose che facevano dentro la scuola, e questo fa comodo a quel mondo sindacale che vuole ridurre tutto il problema a Dad/Non Dad.

Quindi prima eliminiamo la questione DAD:

se la didattica a distanza non funziona e’ perche’ la scuola italiana e’ fatta da persone che sono intrinsecamente incapaci di pensare in maniera digitale. La DAD puo’ essere fatta in modo diverso.

La didattica si basa su un’idea di insegnante che non si fida dello studente e quindi deve controllarlo. Controllare che stia attento, controllare che non stia copiando, controllare che non abbia letto su internet, controllare che, controllare che, la didattica e’ basata sul professore poliziotto.

Aneddoto: mia figlia frequenta una scuola Montessori/Dalton. Non tutti i licei tedeschi lo sono, ma una cosa e’ certa: e’ misurabile che la Dad li danneggia meno. Perche’? Perche’ il clima di sospetto poliziesco non e’ presente nel metodo Montessori. (non sto facendo apologia della Germania, la Montessori era italiana, ricordate?). Persino col fatto che in Germania il liceo comincia a 10 anni e dura sino ai 18, nemmeno nei primi anni di liceo montessori ho visto professori partire dall’idea che i ragazzi che hanno fonti aggiuntive stiano “barando”. Ok, l’ha letto su Wikipedia. L’ha capito? Lo sa? Bene.

Morale della storia: la DaD funziona solo se la scuola abbandona la visione del poliziotto sospettoso e dei processi fatti per essere sicuri che “sia davvero farina del tuo sacco”. Uno dei professori di mia figlia mi ha detto che se non vuole che i ragazzi copino uno dall’altro, semplicemente gli chiede un lavoro di gruppo, coi contributi marcati (tipo i titoli di coda: chi ha fatto cosa). E sarebbe da spiegare come mai un lavoro di gruppo non sia “copiare”. RIsposta: nella scuola del libro Cuore non esistevano lavori di gruppo.

Quindi mi spiace: il fallimento della DaD secondo me misura la difficolta’ che la scuola ha nell’adottare metodi meno antichi del 1800. La scuola del libro cuore non funziona con la DaD. La Dad mostra semplicemente che il seguente dialogo:

  • mi laureo in storia del sacripante medioevale.
  • e poi che lavoro farai?
  • faccio il concorso per insegnante: il vero ascensore sociale degli inutili, la discarica dell’universitario pigro.

non produce una scuola capace di resistere alle prove della realta’.

Detto questo, andiamo al dunque: la scuola e’ molto piu’ dell’insegnamento. Chi si illude che i ragazzi abbiano nostalgia di Carlo Magno e del Dolce Stil Novo non hanno capito davvero i fatti materiali della scuola che ho elencato sopra.

E andiamo a vederli nel concreto, perche’ non voglio fare il traduttore. Elenchiamo fatti.

  • abbiamo trasformato OGNI posto di socialita’ giovanile in un posto dove si spendono soldi . Se vado indietro alla mia infanzia, ricordo che potevamo stare nel cortile del bar tutto il tempo che volevamo, anche senza consumare. Certo, ogni tanto consumavamo, ogni tanto qualcuno andava a giocare col videogioco, ma uno giocava e altri 5 guardavano. Oggi l’obbligo di consumazione e’ implicito. Potevamo stare nei luoghi pubblici praticamente a piacere, e non tutti i luoghi pubblici erano un centro commerciale, o popolati come un centro commerciale. All’epoca esistevano le sale giochi, ove alcuni giocavano ogni tanto, ma era un rapporto tipo 1:10 in media. I gestori sapevano che dovevano avere un bivacco di 100 giovani per averne 10 che giocano.

Ovviamente i ragazzi oggi hanno la scuola come UNICO posto ove possono bivaccare in 100 senza dover consumare tutti. Se vanno in 100 in una scuola di calcio, in una palestra, in qualsiasi altro posto, devono pagare tutti e 100.

Chi ha la responsabilita’ di aver trasformato ogni luogo in un posto ove c’e’ un negozio, un centro commerciale, un locale, e aver rimosso (con la scusa dei barboni) persino le panchine ove i ragazzi si sedevano per vedersi? Il Covid?

  • la sicurezza. Quando accompagnano i genitori a scuola, i genitori sono relativamente certi (a meno di casi terribili e rarissimi) di vederseli tornare sani e salvi. Il resto? Se e’ un paese piccolo, ancora ci si puo’ fidare perche’ si conosce il posto che frequentano. Ma sappiamo bene che quando un genitore in citta’ lascia andar fuori un figlio, e’ in apnea sinche’ non torna. La sensazione e’ stata alleviata dai cellulari, certo. Ma le strade sono TROPPO rischiose.

Chi ha trasformato le citta’ in fogne malavitose, con la sola esclusione dei luoghi ove si spende e delle scuole? Il Covid o chi voleva che le persone si irreggimentassero dentro i luoghi ove si spende ? Perche’ diciamolo, se i tuoi figli escono e vanno dentro un centro commerciale col solito metronotte all’ingresso, ti senti meglio. Ma perche’ il centro commerciale e’ piu’ sicuro, o meglio: perche’ la citta’ e’ MENO sicura? E’ il Covid?

  • il luogo del dialogo con gli adulti. Gia’. Qui siamo nella situazione in cui ci si dovrebbe vergognare. Le chiese e gli oratori sono terreni di caccia per pedofili. Se un tempo potevamo frequentare bar popolati anche da adulti, oggi gli adulti vanno all’apericena , a brunch, in luoghi troppo costosi per l’adolescente medio. Eccezioni? Certo, adulti con specifiche responsabilita’ legali: corso di musica, palestra, corso di calcio… allenatori e tutori. Tutto, indovinate un po’…. a pagamento!

Un tempo i genitori sapevano benissimo che uscendo e andando nella piazza del paese, i ragazzi avrebbero in qualche modo interagito con “adulti random incontrati sul posto”. Oggi , il pensiero “adulti random incontrati sul posto” e’ sufficiente a gelarvi il sangue nelle vene. Con ‘eccezione dell’adulto random che ha la palestra, l’adulto random che ha l’associazione di calcetto, gli adulti random dentro il centro commerciale… eccetera.

Col tempo, dopo i primi anni di scuola, i ragazzi cominciano a fare scorribande in un raggio sempre piu’ ampio. Si prendevano motorini elaborati quanto un F-14 e si andava sempre piu’ lontano. Oggi… ni. I trasporti pubblici sono posti da evitarsi, escono di servizio prestissimo, andare in scooter al buio e’ una scommessa contro i SUV sparati a velocita’ folli, a meno che non si faccia qualcosa di organizzato su un percorso organizzato. E costa. Come luogo lontano gratuito e sicuro e’ rimasta solo la scuola.

Occorre ammettere semplicemente una cosa: ai ragazzi non manca solo l’insegnamento. Manca un posto , l’ UNICO posto ormai rimasto, ove puoi esistere con le tasche vuote, parlare con adulti, stare con gli amici, uscire dall’ambito familiare, uscire dal quartiere, ed essere al sicuro.

Il resto e’ a pagamento. TUTTO il resto e’ a pagamento. Tutto il resto ha un costo.

E’ di questo che nessuno vuole parlare.

Ogni citta’ e’ , in ogni singolo metro quadrato, un luogo che si paga , se quello che si vuole e’ sicurezza, divertimento e socialita’.

Sicurezza, divertimento , socialita’ e presenza benevola degli adulti sono tutte cose a pagamento. Tranne a scuola.

L’insegnamento e’ esattamente l’ultima cosa della quale i ragazzi abbiano nostalgia. Hanno nostalgia del mondo. Che avete semplicemente ristretto alla scuola.

La scuola per loro e’ tutto, per la semplice ragione che fuori, a meno di pagare, non c’e’ NULLA.

E con questo, il Covid non c’entra NIENTE.

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