Usul, ci sono segni di vermi come nemmeno Dio aveva mai visto prima…..”(cit.)

Di Levoivoddin aka Uriel Fanelli mercoledì, aprile 02, 2003

Usul, ci sono segni di vermi come nemmeno Dio aveva mai visto prima…..”(cit.)

Agli gli amanti di Dune, pardon Arrakis, credo questa frase non ci sia bisogno di spiegarla. Per chi non ha mai letto quel romanzo, ad un certo punto il nostro eroe richiama dei giganteschi vermi, perche’ gli servono in battaglia. Come una spece di Annibale , solo che questi “elefanti” sono lunghi fino a 4 kilometri. E prima di arrivare, lasciano dei segni. Un vago tremolio , la sabbia che si muove, cariche di elettricita’ statica. Insomma, si sente che ne sta arrivando uno.

La dialettica dei segni e’ molto comune in quasi tutte le dottrine sciamaniche. In generale e’ cio’ che produce poi quasi tutta la divinazione, tranne mischiarsi con un certo zoroastrismo nel percepire ordini di cose di importanza gerarchica. Lo sciamano sa di vivere in un mondo interconnesso, dunque non fa altro che osservare i piccoli eventi attorno a se,  per dedurre i grandi eventi che lo aspettano.

In pratica, la divinazione mediante “segni”, si basa su alcune principali affermazioni, un corpus dottrinale istintivo, che  se pero’ si potrebbe riassumere come segue.

Stabiliamo innanzitutto che un evento ha un “soggetto simbolico”, che rappresenta il soggetto vero della divinazione. Se cade lo shuttle, si tratta di un segno di sciagura che dovrebbe colpire l’america: in questo senso lo shuttle proietta il soggetto , ovvero la nazione americana, nel contesto della divinazione. La simboleggia.O meglio. Ogni segno proietta il soggetto nella prospettiva di chi lo osserva. Mi spiego meglio rimanendo nell’esempio: lo sciamano che voglia stabilire il futuro degli USA sicuramente lo considera un segno, ma anche chi volesse stabilirci il futuro dell’india o di israele. E’ come giocando a domino: bisogna accostare i tasseli perche’ siano “da ponte”.

Quando un piccolo evento puo’ essere usato come ponte verso un soggetto piu’ grande, allora esso e’ un “segno”. Quindi, essere un segno e’ conseguenza sia del soggetto del segno, sia  della domanda che l’osservatore si pone.

Inoltre, ogni evento ha una classificazione: sciagura, fortuna, eccetera. Essa s’ simbolica, e di solito e’ evidente. Gli sciamani piu’ fini riescono a leggere anche quelle meno evidenti, quelle piu’ “neutre”.

La caratteristica piu’ importante e’ quella che i matematici chiamerebbero “autosimilarita’ dialettica”, ovvero un’analogia dialettica tra l’evento e cio’ che esso prelude. Nel caso dello shuttle sarebbe evidente.

C’e’ un disastro in vista,  esso riguarda molti uomini, poche donne, ed e’ legato ad un certo menefreghismo, di una leggerezza,  all’inizio di un’impresa. Ovviamente riguarda gli usa, perche’ c’e’ una bandiera sullo shuttle ed essa e’ un simbolo. I simboli sono fondamentali e il divinatore li prende sempre alla lettera. Dicevamo, l’evento riguarda anche in parte israele e in parte l’india.

Adesso non impressionatevi, un solo segno di solito significa poco., ok ?

Ovvio che leggere un evento piu’ neutro, come che so io un sogno, o l’ordine con cui stanno nascendo le piante nel mio orto, e’ piu’ complesso. Ah, si: deve trattarsi di eventi casuali, il segno non e’ producibile da un’ente intelligente. Qui piombiamo nello zoroastrismo, ma vabbe’, e’ un discorso a parte. Comunque, il concetto e’: sono vietati i sillogismi, si accetta solo l’associazione per analogia, e l’unica cosa che si legge alla lettera e’ la simbologia dialettica: simile similibus curantur.

Ovviamente, con un po’ di abilita’ si potrebbe dire che ogni cosa sia un “segno”. Sebbene sia vero, questo produce un vero e proprio caos, che rende di fatto impossibile la divinazione.

Bisogna in qualche modo evitare che tutto finisca nello stesso grande brodo. E non possiamo certo scervellarci per TUTTO cio’ che avviene. Cosi’, occorre prima scremare gli eventi “tassello”, come nel domino, occorre individuare quegli eventi che sono un ponte tra presente e futuro. E poi, bisogna distinguere i segni dagli eventi che essi preludono.

E cosi’, lo sciamano divide gli eventi in “grande” e “piccolo”.Il rapporto e’ tra le dimensioni dell’evento e le dimensioni del soggetto.

Se cade lo shuttle, si parla di eventi PICCOLO, se vogliamo riferirlo ad una previsione riguardo all’intera nazione americana. Se vogliamo leggere la caduta del columbia come un presagio per il futuro degli usa, allora esso e’ un evento piccolo. Dunque puo’ essere un segno. Se invece la dimensione dell’evento e’ cosi’ grande da sconvolgere l’intero corpo del soggetto , allora si chiama GRANDE, ed e’ l’evento che vogliamo prevedere. Ma non bisogna farsi ingannare dalla percezione dell’evento, bisogna tener conto SOLO dell’evento. Ad esempio, l’undici settembre e’ PICCOLO, perche’ ha abbattuto due grattacieli di una nazione enorme, e ucciso solo 3000 persone su 270.000.000. Esso quindi e’ da considerarsi il segno di qualcos’altro di piu’ grande. Si, c’e’ da dire che lo sciamanesimo non tiene conto dell’amplificazione dei mass media.

Ma quando un segno e’ tale? Come si usano i segni?

Si parte da due convinzioni:

-Nei tempi lunghi precedenti di un grosso evento, si verificano un certo numero di piccoli eventi, simbolicamente analoghi. La dimensione del grande evento preceduto e’ proporzionale dal numero di piccoli segni, e dalla durata del periodo di “preludio”.

-Subito prima e subito dopo un grosso evento, si verificano altri eventi di grandezza lievemente minore ma analoghi nel giudizio.

Cioe’, se tra un’anno vi deve succedere una grande disgrazia, vedrete tanti piccoli “avvertimenti” nel periodo precedente, e la disgrazia stessa “non verra’ da sola”. Inoltre, per piu’ tempo vedrete segni, piu’ grande sara’ la disgrazia. O la fortuna, si intende.

Il secondo paradigma della divinazione non e’ cosi’ importante come il primo: in realta’ quello che conta veramente e’ il primo.Ovvero, il verificarsi sistematico di piccoli segni di un disastro.

Con l’abitudine, si riesce abbastanza bene a percepire il sentore di un disastro. Lo facciamo quasi istintivamente, percependo un’inquietudine, un nervosismo crescente. Quando avvengono i “primi avvisi”, diciamo sempre “ma cosa vuoi che sia, e’ solo un piccolo danno, ce la faremo a rialzarci”. E spesso tiriamo dritto senza badarci, anche se in noi cresce un’inquietudine che …

Se di “piccole sfighe” ne compaiono poche, l’evento non avra’ una grande magnitudo, non sara’ molto grave. Se invece ne compaiono MOLTE, per molto tempo, l’evento sara’ di grossa portata. Piu’ lunghi sono i prodromi, piu’ grande sara’ l’evento.

Tutta questa introduzione alle tecniche sciamaniche, a che pro? Per rispondere ad una domanda.

In risposta ad una persona che mi scrive circa la nuova colonna infame, per email (perche’ non usi anche tu il link “comments?”) posso dire questo:

“Ci sono segni di vermi come nemmeno dio ne aveva mai visti”

I segni sono ovunque. Un esempio…

Uhm…

provate http://www.bookcrossing.org , ad esempio.

Quello e’ un segno. O su http://www.fsf.org. Altro segno. Ce ne sono migliaia. Da anni.

Segno di un grosso evento in arrivo. Molto grosso.

Quale sia il soggetto…beh, e’ evidente.

Quale sia il presagio….esercizio per casa.

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