Una fottuta generazione, una generazione di fottuti.

DSi, oggi non sto bene. Stanchezza e mal di gola. Vabbe’, poi passa. Non ho ancora l’eta per aver paura di queste cose. Ieri sera(notte), guardando il mio cagnolino correre nel bosco, ho partorito un’idea circa la mia “paternita” suo riguardo.

Allora, quando ho preso il cane, l’ho preso perche’ avevo lo spazio.
Quando abitavo in citta’ sognavo di avere un cane, ma non lo facevo per non condannare un essere innocentea vivere in uno spazio per lui piccolissimo.
Dunque, possiamo dire in un certo senso che PRIMA di prendere il cane mi sono preoccupato di controllare che avesse spazio vitale. E anche nutrimento e cure: se non potessi sfamarlo, non lo avrei preso. Non potessi vaccinarlo e curarlo, non lo avrei preso.

In un certo senso, posso dire che nel decidere di avere un cane mi sono preoccupato del suo futuro, del suo spazio vitale, del suo POTER VIVERE.

Non so come evolvera’ il mio rapporto col cane, ma spero bene. Perlomeno, mi sono sforzato di creare le condizioni materiali MINIME perche’ il cane sia felice: spazio, sostentamento, rispetto.

Adesso, supponiamo che io avessi deciso di occupare con cianfrusaglie mie tutto lo spazio disponibile, fino a dover far crescere il cane chiuso nel mio bidone dei rifiuti per mancanza di spazio. Che avessi sperperato le risorse al punto da farlo vivere mangiando i miei rifiuti. Anzi, OBBLIGANDOLO a mangiarli per smaltirli: non vorrai mica inquinare, cane di merda? E che non mi fossi minimamente preoccupato della sua salute.

Pensate che sarei stato un crudele bastardo egoista. Pensate che il cane non sia un’oggetto e chi ne ha uno deve prendersi delle responsabilita’. Che sono un disumano torturatore perche’ non tengo conto di lui.

Bene, se avete dai 35 anni in giu’, rivolgete la stessa accusa a chiunque sia piu’ vecchio di voi.

Prendete ad esempio le condizioni in cui VOI siete nati.
LA generazione precedente (LE generazionI precedentI) hanno sperperato e fatto debiti alla grassa pur di vivere al di sopra delle loro possibilita’. Oggi, noi siamo chiamati a tener fissi gli stipendi gia’ bassi per colpa del loro fottuto debito pubblico. Quel debito pubblico che ha permesso a 2 generazioni di porci di arricchirsi. E non erano i 4 gatti al governo, era una generazione intera. E un favorino di qui, e un raccomandato di la’, e un’amico in comune qui, e un’amico nell’esercito la’ che ci porta il formaggio destinato ai soldati di leva….

E i porci hanno ipotecato il nostro futuro. Dovremo lavorare tutta la vita, e poi essere senza pensione, per tutti quei sindacalisti che hanno avuto GRATIS o quasi delle REGGE di proprieta’ INPS. Porci della scorsa generazione, che hanno venduto il notro futuro.

Non si trova lavoro. Io ho un’azienda, ma quelli che non ce l’hanno? Si sentono dire “occupato”, “qui non si entra”, “qui c’e’ uno che ha il diritto di starci”. Oggi a noi chiedono una laurea per fare lo spazzino, quando il raccomandato che DIRIGE gli spazzini fatica a parlare italiano e usa un idioma semidialettale. Ci selezionano con criteri durissimi, come se fosse fondamentale esser il top, del top, del top. Per poi trovarci un capo incompetente, analfabeta, inadeguato, obsoleto.

RACCOMANDATO.

Una casa costa 200.000 euro , per un buco che va bene solo ad una coppia sterile. Niente spazio vitale. Niente spazio vitale. Il cane cresce nel bidone.

L’ambiente che abbiamo ricevuto in eredita’ e’ semidevastato. Io devo rendere conto di ogni fottuta goccia d’olio che uso, OGGI, su una macchina che ho pagato il triplo perche’ usasse POCO olio. E questo perche’ qualche porco negli anni scorsi riteneva di versare nei fiumi l’olio esausto di macchine a dir poco velenose. Io dovro’ ungermi come una frittella ogni volta che mi tolgo la maglietta d’estate, perche’ qualche TROIA della generazione di mia madre riteneva indispensabile spararsi la lacca libera e bella.

Il cane cresce nei rifiuti.

Noi, TU, siamo uan generazione di cani presi per vivere nel bidone dei rifiuti della generazione precedente. Per noi non sono state preparate risorse. Per noi non e’ stato preparato spazio. Per noi non e’ stato preparato alcun futuro.

Nessuno di loro si e’ preoccupato di quale mondo avrebbero lasciato a noi. Nessuno di loro si e’ fatto problemi a bruciare le risorse di 12 generazioni in 50 anni. Nessuno di loro ha accumulato qualcosa per il futuro. Nessuno di loro si e’ chiesto quale destino stesse preparando per le generazioni a venire.

Il cane era condannato a crescere nel bidone dei rifiuti.

E adesso i porci mi dicono che devo lavorare per pagare le LORO pensioni. Sapendo che IO non andro’ MAI in pensione perche’ il sistema previdenzale crollera’ molto prima. INPS non ha altri 10 anni di vita, e nessuno e’ cosi’ scemo da credere il contrario.

E dopo aver combinato questo disastro, e crapulato tutta la vita, quando INPS finira’ in liquidazione (e non manca molto, anche se non si dice) verranno a bussare alla nostra porta : dovete aiutarci, diranno.

I vecchi stronzi dicono ” ma neanche a noi nessuno aveva preparato risorse”. E invece no. A noi una casa costa 400 stipendi. A loro ne costava 75. A loro bastava aprire l’azienda. Io devo pagare tasse sui rifiuti, al solo scopo di smaltire i loro. Si, nessuno aveva preparato risorse per loro, perche’ le risorse c’erano gia’.
Loro hanno consumato tutto, hanno ridotto il pianeta ad un torsolo mangiato, e poi lo hanno lasciato a noi dicendo “beh? Rammollito, io ci ho pure vissuto, li’!”.

Si, vecchio stronzo, ma non c’era ancora la tua merda sparsa ovunque.

A volte penso a Pietro MAso. A volte penso ad Erika ed Omar.

Le loro storie vengono descritte come atroci delitti.

Ma ditemi, se facessi crescere il mio cane nel cassonetto dei miei rifiuti, se lo costringessi a mangiarseli perche’ altrimenti puzzano troppo, se gli vietassi di mettere piede in casa perche’ e’ roba mia ed e’ un mio diritto acquisito stare li’, se gli togliessi speranza nel futuro…e lui mi uccidesse, come la chiamereste?

Io la chiamerei lotta per lo spazio vitale.

Giustizia, in un certo senso.

Mi vengono in mente le storie estive di anziani abbandonati in autostrada. Non mi fanno pena. Dopotutto, il mondo che hanno lasciato a me e’ lo stesso. E’ come se io ci fossi nato, sulla stessa autostrada, abbandonato da loro.

Che cazzo vogliono, adesso, anche la medaglia?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.