Uk, Democrazia oppure Ordalia?

Quando un politico inglese da’ le dimissioni, tutti in Italia cominciano a parlare di dimissioni come simbolo e sintomo di democrazia, anche se onestamente non sembra che chi scrive abbia qualche teoria logoca da proporre. Il legame tra democrazia e necessita’ di dimissioni, infatti, e’ poco provato e non e’ molto consistente.

Come sapete, i perdenti delle scorse elezioni si dimetteranno, e quindi tutti sono li’ a guardare ammirati l’inghilterra che da’ “prova di democrazia”. In realta’ questa cultura proviene dall’origine germanica della popolazione, precisamente dall’idea di Ordalia, che deriva dal germanico Ur-Teil. L’ordalia era un processo che , quando si svolgeva mediante duello, assegnava la colpa al perdente: anziche’ giudicare le prove, si credeva che la giustizia fosse una forza fisica dell’universo, quando non una manifestazione divina, ragione per cui nel dubbio si sottoponeva l’imputato ad una difficile prova, convinti che se innocente l’avrebbe superata. Una di queste prove poteva essere lo Zweikampf, il combattimento a due, ovvero il duello. In questo modo e per questa ragione, la sconfitta veniva associata ad una colpa da espiare. L’ordalia rimase legge nel sistema di common law britannico sino all’ 800, quando i duelli vennero vietati.

Sostituite al popolo che vota la legge divina, e alla condanna una qualche responsabilita’ da espiare con le dimissioni, e la ragione per cui si dimettono gli sfidanti di Cameron sono chiare.

Nell’ordalia, infatti, ad essere sconfitto nel duello (quando si faceva per duello) era un preciso individuo: questo identificava in lui, ed in lui solo, la persona avversa a Dio. Di consegnenza, questo ne faceva l’unico colpevole. Allo stesso modo, sarebbe impossibile dire che quando un intero partito perde le elezioni l’unico responsabile sia il capo.

Eppure, e’ quello che si dice, in quasi tutti i paesi la cui legge derivi dal diritto normanno o germanico, Germania compresa. Andiamo a vedere le motivazioni dei sostenitori delle elezioni.

Il candidato sfidante deve dimettersi perche’ il partito ha perso sotto la sua guida

Affermare che lo UKIP abbia perso per via della guida di Farage e’ un attimino sospetto. Sia perche’ il sistema elettorale inglese e’ maggioritario, e quindi si basa sul candidato che vince in una data zona, sia perche’ i subalterni di Farage si sono prodotti in un “turbinio di cazzate” al cui confronto leggere di Salvini da pensare alla filosofia cartesiana. Mi meraviglia che non abbiano citato Evola, ma non seguo molto la stampa inglese. Del resto, Farage e’ un brillante oratore , unica dote che ha, mentre i suoi scagnozzi che aprono bocca sembrano usciti da un delirio maccartist-monarchico.

Andando in Germania, accusare Steinbrück di essere responsabile della sconfitta quando SPD ha perso principalmente sul territorio, sia come distribuzione dei voti che come struttura (federale) dello stato, e’ semplicemente ridicolo. Una sconfitta del genere, razionalmente, dovrebbe portare ad una epurazione interna del partito: una sola persona non puo’ causare, neanche volendo, l’offuscamento di OGNI candidato sul territorio.

Il presidente del partito deve dimettersi perche’ perdendo ha mostrato di non avere le capacita’ di capire il paese

A questo punto, sarebbe sensato chiedersi chi diavolo lo abbia messo al proprio posto. Non e’ stato per caso un comitato di partito, o un direttivo, o un processo detto “primarie?”. E perche’ allora l’accusa di non aver capito il paese reale non vengono fatte anche a coloro che hanno nominato ed acclamato il candidato?

Come mai lui non ha capito il paese reale, mentre chi lo ha eletto pensava che lui avesse capito il paese? Come mai non ha alcuna responsabilita’ chi ha eletto questo personaggio, e come mai il vice – che prendera’ il suo posto quasi inevitabilmente – vice che era pure presente durante le elezioni, non e’ stato messo subito alla guida?

Se le elezioni dimostrassero che la persona non ha capito il paese reale, le dimissioni dovrebbero riguardare anche il suo direttivo, chi lo ha eletto, e la gerarchia che ha creduto in lui. Chi crede nell’uomo sbagliato era nel giusto?

Il candidato deve dimettersi perche’ il suo programma politico e’ stato bocciato dagli elettori.

Questa strana affermazione sembra dimenticare il fatto che l’intero partito ha aderito al manifesto elettorale. A meno di non avere il capo del Klu Klux Klan a capo delle Black Panther, come mai nessuno si era accorto delle storture palesi nel programma del candidato prima della sconfitta.

Se le idee del candidato erano sbagliate, se la sua visione era quella scorretta e/o se il suo programma non era quello che serviva al paese, aveva capito tutto chi ha appoggiato il programma inadeguato? Come e’ possibile affermare che i funzionari del suo partito non abbiano colpe.

E ammettiamo pure che il programma fosse sbagliatissimo: rimane sempre quel 20-25% di persone che hanno votato il partito. Devono dimettersi anche loro per aver creduto nel programma sbagliato?

In che modo vogliamo affermare che il leader sia responsabile di un programma sbagliato quando tutti gli altri che lo hanno appoggiato e votato invece siano innocenti?

Tutte queste scuse sono patetiche. In generale, qualsiasi accusa si possa rivolgere al capo la si puo’ rivolgere anche alla nomenklatura del partito,e la si dovrebbe rivolgere anche agli elettori, pure di minoranza, che hanno comunque votato il partito col candidato/programma/ideale “sbagliato”.

La vera ragione dietro alle dimissioni dei leader perdenti non sta nella moderna democrazia ma nel retaggio barbarico dell’ordalia

E’ solo trasformando le elezioni in un duello ordalico, nella germanica Ur-Teil dellaZweikampf, poi fluita in inghilterra insieme ai sassoni, che si possono scaricare tutte le colpe sul partecipante al duello: su di lui, e nessun altro, si e’ abbattuto il pollice verso del dio-popolo.

Sicuramente, gli inglesi sono piu’ bravi a vendere l’ordalia, come sono bravi a vendere quasi tutte le loro arcaiche cazzate come “culla della democrazia”. Il paese senza una costituzione si vende come la culla della rule of law, una monarchia si vende come culla della democrazia parlamentare, un paese ove il Re si consideradefensor fidei si vende come paese laico ed equidistante.

Almeno i tedeschi cercano scuse. Quando Steinbrück si dimise a favore di Gabriel, si disse che era perche’ dovendo Gabriel entrare nel governo con la Merkel, era assurdo che ci entrasse quello che la Merkel lo aveva sconfitto. Ma la Merkel non ha sconfitto solo Steinbrück, anche Gabriel ha subito la sua pelata di voti dalla cancelliera. Tuttavia, almeno in apparenza la scusa regge, e sembra quasi un criterio pragmatico: se sei stato sconfitto non vai al governo.

La cosa ridicola dell’autocompiacimento inglese, invece, e’ che si sforzano di vendere l’ordalia non come criterio empirico, ma come altissimo esempio di democrazia. Gli elettori che in campagna elettorale che hanno votato proprio QUEL leader, pur essendo una minoranza, hanno votato PROPRIO LUI, e non il suo successore: dov’e’ la democrazia nel togliere dal vertice proprio ed esattamente l’unico ad essere stato votato alle ultime elezioni, seppure da una minoranza, PUR SEMPRE DAGLI UNICI ELETTORI DEL PARTITO, SPESSO DA TUTTI GLI ELETTORI DI QUEL PARTITO?

Il mondo si e’ gia’ visto vendere dagli inglesi un impero coloniale come “influenza culturale della lingua inglese”, una monarchia con tutti i tratti della superstizione popolare come “moderna democrazia occidentale”, un diritto consuetudinario privo di costituzione come “rule of law” , quindi adesso tutti dobbiamo sciropparci come “democrazia” il rimasuglio rimasticato dell’ordalia medioevale.

E non credo che qualche giornalista italiano perdera’ mai il complesso di inferiorita’ verso qualsiasi cosa vada di moda fare a Londra.

Per cui, ripetete con me:

La monarchia e’ Repubblica.
Il difensore della Fede e’ Laico.
La Guerra e’ Pace.
L’arancione e’ il nuovo nero.
L’ Ignoranza e’ schiavitu’.
L’ordalia e’ giustizia.

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