Uccidendo Batman

Sto leggendo un pochino a distanza i giornali italiani, e leggo di un sacco di cose buffe, tipo che -finiti i soldi- la politica italiana si starebbe riformando e che alcune regole, cambiando, impediranno a venti regioni di essere altrettante copie di Roma, con tutti i suoi difetti. Addirittura Weltroni si sarebbe ritirato dal parlamento, e altri dirigenti del PD starebbero pensando di farlo.

C’e’ tutta una italica ipocrisia in questo genere di comportamenti. Non mi riferisco tanto al fatto che dei politici escano dal parlamento o che con il pacchetto “anticorruzione” cambino alcune regole. Sono cose irrilevanti, perche’ quando hai un cazzo di classe di parassiti da eliminare, il problema e’ che devi in qualche modo capire che fine faranno.
Il motivo per il quale le grandi riforme della politica e della societa’ falliscono, quando sono orientate ad eliminare figure parassitali, poco produttive oppure semplicemente paracriminali, sta nel fatto che se avvengono in tempi troppo brevi esse producono una classe di persone che domani avra’ il problema di sbarcare il lunario. Non c’e’, insomma, una “strategia di fine vita” per questa classe di persone; vogliamo toglierci di mezzo Er Batman, ma non sappiamo di preciso dove diamine metterlo.
Prendiamo per esempio Weltroni. Weltroni si ritira dal parlamento -probabilmente non ha la certezza o la speranza di essere rieletto- e quindi adesso andra’ a fare “Politica fuori dal parlamento”, qualsiasi cosa voglia dire. Ma il problema e’ proprio questo: che diavolo significa?
Supponiamo cheWeltroni in parlamento fosse uno spreco. E facciamo 100 il reddito che Weltroni prendeva dalle sue posizioni parlamentari. Ora, se Weltroni esce dal parlamento, i casi sono due: o ha indennita’ /vitalizi in tale misura dal vivere senza essere parlamentare -e allora parliamone, di quanto abbiate risparmiato , oppure deve sbarcare il lunario in qualche altro modo.
Abbiamo detto che Weltroni non sia piazzabile, per canali normali, sul normale mercato del lavoro. La sua figura non vale letteralmente nulla. Cosi’ la domanda e’: come fara’ a mantenere il reddito?
Evidentemente, in qualche modo, “fare politica fuori dal parlamento” significa due cose:
  • Non ricevera’ piu’ la stessa cifra di prima.
  • Dovra’ ottenerla sfruttando le proprie conoscenze/attivita’ politiche
Se queste due frasi sono vere, che cosa significa nel contesto la mossa di Weltroni? Se si tratta di ottenere la stessa quantita’ di soldi pubblici, significa partecipare -a pagamento- ad attivita’ pubbliche (convegni, simposi, conferenze, etc) , ovvero consumare ancora soldi pubblici.
Se invece non si tratta di soldi pubblici, allora sara’ il solito misto di Fondazioni, Consorzi, Cooperative che hanno bisogno del Weltroni -in qualsiasi veste, purce’ Weltroni- e lo pagano per questo. Anche se si tratta di fondi privati, o almeno di non facile attribuzione allo stato, il punto e’ sempre questo.
Weltroni pesera’ IN QUALCHE ALTRO MODO, per quanto complesso, sulla vita economica nazionale, dando in cambio lo stesso NULLA , e prendendo dal sistema economico, dalla collettivita’, dalla comunita’, esattamente quanto prendeva prima.(1)
Sinche’ si tratta di Weltroni, cioe’ di un caso isolato, o si aggiungano anche la Bindi, D’Alema e altri, conta poco.  Ma adesso andiamo in basso, e prendiamo l’esempio del Batman.
Come ricollocare un elemento simile, se lo sbattessimo fuori dalla politica?
Il problema non e’ “il Batman”, ma “quanti Batman abbiamo?”. La risposta e’ che dal 1992 al 2002, il numero di impiegati statali e’ cresciuto da 2.600.000 a 3.600.000. E qui siamo solo al pubblico impiego. Se ci aggiungiamo tutta la schiera di consulenti , baciapile, persone che vivono dentro il comune, in giro per i corridoi, che vivono offrendo il caffe’ a tizio, caio e sempronio, a rotazione, in un corridoio diverso, ogni giorno, saliamo probabilmente a 2.500.000 persone.
Ora, secondo voi, Batman andra’ a fare , che so io, il fornaio , alzandosi alle 3 ogni notte per fare il pane,e  tutto quanto di faticoso ci sia? No. Non lo fara’.
La pura e semplice verita’ e’ che nessuno tra i parassiti attuali accettera’ MAI di ridurre il proprio reddito. Nessuno di loro accettera’ MAI di iniziare a guadagnarsi il pane onestamente. Nessuno di loro iniziera’ MAI a faticare, ad andare a lavorare ogni giorno.
Questa e’ la ragione per la quale NON si puo’ fare quel che sogna Di Pietro – e che e’ fallito gia’ la prima volta- ovvero lo tsunami di inchieste che ripulisce ogni cosa.
Mani Pulite, oltre che per aver usato metodi discutibilissimi sul piano dei diritti umani falli’ proprio per questo. Io iniziai a lavorare qualche anno dopo Mani Pulite. Quando arrivai, pero’, ne osservai gli effetti.
Il 1992, oltre che per il quasi-default italiano e le successive privatizzazioni, fu caratterizzato da un fenomeno terribile: i fuggiaschi di Mani Pulite, che avevano perso il PSI e la DC (ma anche il PLI e il PRI) , furono quasi tutti sistemati, a furia di favori alle aziende, in qualche azienda privata.
Chi ha trovato lavoro in quel periodo ricorda bene chi c’era dentro gli uffici “alti”. Ricordate bene chi fossero gli “intoccabili” che gestivano uffici improbabili e facevano scemenze che tutti gli altri dovevano poi rimettere a posto.
Nel distruggere 2600 politici, Mani Pulite lascio’ nella merda circa un centinaio di persone a politico, per un totale di , circa 260.000 persone abituate ai redditi enormi dei portaborse. Ognuno di questi gestiva un patrimonio di 2000/3000 voti locali, tramite uno/due fiduciari  per ogni migliaio di persone. Il risultato di tutto questo fu che circa 600.000 persone, dopo Mani Pulite, usarono tutte le vecchie amicizie per sistemarsi dentro le aziende PRIVATE.
Esse portarono all’azienda due cose:
  • Appalti pubblici piu’ facili.
  • Rimozione facile di misteriosi “blocchi” nella pubblica burocrazia.
La fase che segui’ Mani Pulite fu la fase di impoverimento dell’economia italiana, percepito come declino, perche’ gli orfani di Mani Pulite si infilarono tutti dentro le aziende private abbastanza grandi da aver bisogno di rapporti con la PA.
Contemporaneamente, l’arrivo di Berlusconi creo’ una nuova classe di parassiti al posto di DC e PSI, col risultato di raddoppiare il problema. Non per nulla, la foga di sistemare gli orfani fu tale che dal 1992, cioe’ dopo Mani Pulite, al 2002, il numero di impiegati della PA aumento’ di UN MILIONE DI UNITA’ sui 2.600.000.
Questo vi da’ la misura dello sconquasso prodotto da Mani Pulite: 600.000 persone risistemate nelle imprese, 1.000.000 sistemati nella PA.E quindi vi dara’ la misura dei costi di questo fallimento.
Perche’ di preciso questo fallimento? Per una ragione: se buttiamo sulla strada un Batman , e lui chiede “ehi, ma io come faccio a fare le feste coi maialini ?” , possiamo dirgli “cazzi tuoi, caro”. Ma se buttiamo in strada un milione di Batman, abbiamo una forza POLITICA di dimensioni ELETTORALI, che se chiede “ehi, ma io come faccio a fare le feste coi maialini ?” , bisogna rispondergli “aspetta, qualcosa lo troviamo”.
La discriminante, cioe’, sta nel buttare un mezzo alla strada TROPPI parassiti alla volta. Se adesso facciamo “la rivoluzione della fine dei soldi” e buttiamo in piazza 300.000 Weltroni, e 800.000 Batman della situazione, essi risulteranno in una spaventosa forza politica di dimensioni elettorali , che OGNI politico si trovera’ a dover soddisfare per non rischiare per davvero la cadrega.
Si pone quindi un problema di “strategia di fine vita”, nel senso che non serve semplicemente produrre un grande evento traumatico che butti fuori i Batman ed i Weltroni dal mondo della politica e del politicame: occorre farlo in modo che queste persone non si trasformino in una massa elettorale omogenea e dotata di una identica unita’ di intenti: “ricollocarsi tra le pieghe della spesa pubblica/paraprivata”.
Di tutti gli strateghi del “cambiamento” di oggi, da Obama a chiunque altro, non ho mai sentito discutere di queste cose, e per questa precisa ragione tutte quelle belle ramanzine sul “change” falliscono regolarmente in maniera costosissima.
Per operare grandi cambiamenti su grandi gruppi umani, quando questi cambiamenti comportino un peggioramento dello status di molte persone, occorre tenere conto di alcuni fattori POLITICI:
  • Se non sappiamo come salvare il culo a queste persone, esse non possono essere MOLTE. Se la nostra intenzione e’ quella di buttare in mezzo alla strada Batman, ogni Batman del paese, dobbiamo farlo “pochi Batman alla volta”. Se ne buttiamo in strada 1000 , e loro strillano, diciamo “fottiti” e per 1000 voti non ricattano nessuno.
  • Se i 1000 Batman gestiscono 1000 voti a testa, anche buttarli in mezzo ad una strada tutti e 1000 diventa un problema. E quindi, occorre una precisa strategia per toglierli di mezzo. Buttarli in galera puo’ essere una strategia, ma il problema e’ che questi hanno dei gregari un livello sotto di loro, i quali non staranno fermi e si comporteranno come una forza politica.
  • Se il Batman della situazione riesce a sistemarsi in qualche esilio, tipo ad Hammamet, puo’ ancora gestire le cose “da remoto” e sistemare tutti i gregari in qualche posto.
  • I batman saranno un problema per molto tempo, perche’ saranno sempre orientati ad offrire voti in cambio di favori a qualsiasi politico.
Quindi, se si intende produrre un cambiamento simile, ci sono dei prerequisiti. Come diceva Clausewitz, se non sappiamo cosa vogliamo e come ottenerlo, siamo condannati alla sconfitta.
  • Occorre innanzitutto una lista razionale di quante persone si troveranno senza reddito o con un reddito peggiorato dopo il cambiamento.
  • Dopo una valutazione del numero, occorre una strategia di uscita. E’ impensabile che migliaia o milioni di persone se ne vadano con le buone, ed e’ impensabile che si possa ignorare una simile forza politica quando ci sono di continuo elezioni politiche o amministrative.
  • Una volta deciso come toglierli di mezzo e cosa fargli fare dopo, occorre che la situazione sia duratura, ovvero che queste persone siano divise e non possano piu’ avere accesso al mercato dei voti.
La ragione per la quale falliscono le grandi stagioni di riforme, di fronte a marciumi consolidati di una societa’, e’ proprio questa: ci si aspetta che il Mani Pulite della situazione, o l’ Obama della situazione, possano cambiare le cose, quando esse vanno cambiate in molto piu’ tempo smaltendo un blocchetto per volta.
C’e’ una lezione da cui l’ Italia dovrebbe imparare?Si, l’ Ancien Regime.
La dinamica che porta alla rivoluzione francese e’ per certi versi simile a quella italiana di oggi. Il Re di Francia ad un certo punto nota i costi enormi dei nobili, e la loro spaventosa inefficienza. Essi si sono riprodotti, si infilano ovunque, gestiscono poco e male , e quando falliscono e’ difficilissimo punirli.
Il Re si pone lo stesso medesimo problema che mi pongo io, ma decide una strategia che fallisce in un punto, ovvero nel diminuire il reddito.
Il Re di Francia decise di creare una gerarchia parallela di funzionari dello stato, presi tra i civili che la nuova borghesia stava producendo con qualita’ molto scolarizzate, e inizia a togliere il potere reale ai nobili. IL cittadino, anziche’ chiedere qualcosa al nobile ed asservirsi ad ogni richiesta, puo’ andare da un funzionario che , ad un prezzo fissato dal Re ed uguale per tutti, gli dara’ quanto richiesto.
I nobili, pero’, non accettano di perdere il potere o almeno di perdere il rispetto dei cittadini. Non vogliono che i loro sudditi li vedano come decaduti e insignificanti. Cosi’ il Re di Francia inventa l’etichetta reale, ovvero una serie di regole di comportamento, che vanno dal vestito al numero di inchini, dal colore dei cavalli delle carrozze sino ai nomi con cui essere chiamati, per la quale i nobili vengono annunciati sulla strada da N trombettieri, si festeggia il loro compleanno d’obbligo, e si fanno continue feste in loro onore. Come se non bastasse, la cosa si ripercuote a corte, ove si dovra’ seguire un incredibile protocollo che e’ teso a mostrare pubblicamente chi e’ chi: il Marchese sta a tot passi dal re, in ordine di importanza tra marchesi, i Baroni devono portare la spada anche ai balli, i Conti stanno in seconda riga tranne le dame che -se favorite – possono seguire il Re a due passi durante la passeggiata nei giardini, e tutta una serie di cose simili.
Questo soddisfa le velleita’ di protagonismo dei nobili, con una piccola eccezione: che il Re abbassa i loro budget. Il Re, che riscuote le tasse tramite funzionari e non piu’ tramite i nobili stessi, inizia a tagliare i fondi a questi nobili che non servono piu’ . Tuttavia la vita di corte e l’esibizione del titolo sono costosissimi, e cosi’ i nobili sono a corto di soldi quasi immediatamente. Il Re pensava che, come in Inghilterra, anche i nobili francesi si sarebbero dati all’impresa, creando compagnie coloniali o comunque mettendosi in affari, oppure che come i nobili tedeschi si mettessero a fare i generali a spasso per il mondo , in pratica mercenari.
In realta’, i nobili francesi erano di altra idea. I marchesi , in quanto titolari di una “Marca”, di solito possedevano molte terra. La Marca non era altro che una contea che si supponeva essere sui confini , la prima a reggere l’urto in caso di invasioni. Questo da un lato rendeva i marchesi molto costosi per via delle fortificazioni che dovevano costruire, ma dall’altro li obbligava a colonizzare le terre per avere gente da richiamare rapidamente alle armi o al lavoro per scavare fortificazioni.
Il risultato era che i Marchesi, ed in misura minore i conti , possedevano molte terre, con molta gente sopra. Quel che fecero fu di attaccarsi ai vecchi privilegi della nobilita’, che erano caduti in disuso ma legalmente ancora validi. Iniziarono a far pagare il permesso di cacciare, di fare acqua nei pozzi e nei fiumi, di fare i barcaioli nei corsi d’acqua, di raccogliere legna, di pascolare pecore. Quando necessitavano di qualcosa , dalla manodopera per il raccolto sulle loro terre alla manutenzione di fossati e muraglie, ricorrevano alla “Corvee'”, una chiamata obbligatoria a tutti i maschi validi, per lavorare gratis per il nobile.
Questo impoveri’ enormemente le masse contadine, che si mossero verso le citta’, o rimasero a fare la fame ed odiare i nobili. Dalla cui situazione di fame si arrivo’ poi alla rivoluzione, che uccise -oltre ai colpevolissimi nobili- anche un re che tutto sommato stava cercando di disfarsene o di ridimensionarli -motivo per cui era soggetto a continui intrighi di corte dei nobili stessi.
Che cosa manco’ al Re di Francia? Manco’ PARTE della strategia di fine vita di quelle figure. Manco’ cioe’ una strategia di riallocazione duratura che risolvesse il problema economico. Mentre gli inglesi nella stessa situazione avevano messo i nobili a capo delle compagnie coloniali , della flotta e della marina, il sovrano francese aveva preferito introdurre generali ed ammiragli di formazione civile , e la borghesia nascente in Francia vedeva di cattivo occhio l’arrivo dei nobili come concorrenti.
Questo errore fu fatale: il Re aveva pensato ad un’azione veloce che togliesse potere ai nobili dando loro in cambio l’apparenza del potere, una cosa come un Jet Set odierno, ma non considero’ il lato economico della cosa.
Adesso l’ Italia e’ circa nelle stesse condizioni. Ha una casta di politici e di politicanti, puttane e ballerine che il paese vorrebbe sostituire coi tecnici. Sinora questo tentativo e’ andato fallito, ma supponiamo pure che riesca: il risultato sara’ che queste persone si troveranno senza introiti ma vorranno continuare il loro stile di vita.
Essi potrebbero attivare “vecchi strumenti” per costringere le aziende private o, in qualche modo indiretto, il solito erario a mantenerli. In tal caso, quando questo succede la popolazione viene decisamente impoverita.
Ed e’ esattamente quanto sta succedendo , o iniziando a succedere, nell’ Italia di oggi.
Detto questo, il punto e’ semplice: se non si trova una strategia di uscita efficace sul piano economico, quello che succedera’ e’ che una nuova torma di cavallette si abbattera’ su quanto resta dell’economia italiana, pretendendo antichi pribilegi -burocrazie locali e ostruzionismi “da amicizia”- , che metteranno in miseria la popolazione.
Con una piccola differenza: che la popolazione italiana non si ribella mai perche’ al codardo il bastone del padrone suscita gratitudine e rispetto, e che non c’e’ un Robespierre a disposizione.
In pratica, il tutto sfocia in miseria.
Uriel
(1) Si potra’ ribattere sul valore delle decisioni che Weltroni avrebbe preso come politico, ma non mi giungono all’orecchio racconti di sue grandi imprese.