Tipi umani.

Il fatto di aver lanciato un progetto per hobby mi ha esposto alla conoscenza di alcuni tipi  umani presenti in rete. A quanto pare, con poche eccezioni, l’Italia e’ un paese di poeti, santi, navigatori e polemici rompicoglioni, con una maestosa sovrabbondanza  dell’ultimo tipo. Non so dire se l’ultimo tipo di persone sia la causa del relativo sottosviluppo dell’ OpenSource nel nostro paese. In ogni caso, cerchero’ di classificare alcune delle email che ho ricevuto.

Andiamo per tipo di personaggi, in ordine di frequenza.

  • Il vecchietto pensionato dell’ IT. Assiduo lettore di giornali di informatica che sanno tutto ma non insegnano a fare nulla, si comporta come quei vecchietti che circondano ogni impresa che faccia lavori in strada,  proponendosi di dare consigli non richiesti, idee geniali e ovviamente di spiegarti dove stai sbagliando. A questa categoria appartiene l’email che ti dice, chesso’ io “dovresti portare il progetto su mainframe IBM usando VTAM e CICS. Sono tecnologie piu’ collaudate, e secondo me le QT non hanno futuro.E’ tutto facile, per voi giovani, avete gli uni e gli zeri. ai miei tempi facevamo tutto con gli zeri, e certe volte non avevamo neanche quelli”. Ovviamente, non daranno alcun contributo al progetto. Sanno tutto, non pretenderete mica che facciano anche qualcosa? Normalmente ignorati, non ha senso discuterci. Gli stradini si difendono dai vecchietti saccenti dicendo loro di stare lontani mentre usano una ruspa e usando pantaloni che mostrano la fessura del culo, arma micidiale seconda soltanto al topless di Alda D’Eusanio.
  • Il tifoso di qualche piattaforma. Egli passa la vita su forum nei quali si discute se il tale linguaggio/sistema operativo/ toolkit /sistema di sviluppo sia migliore degli altri, in una continua megalorcheomachia. Non avendo mai lavorato, ignora il fatto che le specifiche vengono di solito fornite dal cliente e no, non puoi sempre scegliere quello che vuoi. Abituati a lavorare sul PC di casa , quando si puo’ parlare di lavoro, essi sono incapaci di fare quello che viene loro chiesto: le uniche specifiche che conoscano sono quelle che si sono dati da soli,e  lavorano solo quando possono scegliere da soli le specifiche, limitate alle permutazioni delle 3 cose che sanno fare. Quando non sapevano usare qualcosa hanno semplicemente tolto la cosa dalle specifiche del PC di casa, e hanno trovato un workaround. Completamente inadatti al mondo del lavoro per via dell’incapacita’ di usare specifiche fornite da altri, sfogano la loro frustrazione spiegando agli altri quanto e’ figo il software che hanno usato sul proprio PC. L’unico che sanno usare, BTW. LE loro email sono come “il C++ e’ un linguaggio di merda (perche’ io non lo so usare), le librerie QT sono delle librerie di merda (perche’ io non le so usare), per non parlare di Google (io uso hotmail).” Non rispondo neanche a queste email , tanto a volte la mia azienda mi chiede di fare colloqui a questa gente, e mi limito a scartarli. Solo il Cliente e Sarenna Lee possono scegliere tutte le specifiche del software che commissionano. Gli altri le specifiche le ricevono, oppure lavorano in un call center. Personaggio inutile e dannoso.
  • L’evangelista di una piattaforma. E’ una persona meno negativa rispetto al semplice tifoso, nel senso che magari lavora e il suo lavoro gli piace. Ha come scopo convincerti a passare alla sua piattaforma preferita, ma ovviamente non partecipera’ al progetto. Gli piace, essendo un esperto della piattaforma che usa, pensare che tu gli scriverai chiedendogli consigli, cosa che aumentera’ le dimensioni dei suoi genitali interiori. Il suo scopo non e’ quello di contribuire, ma quello di aumentare la propria autostima, nel momento in cui dimostrera’ (a se stesso) di avere motivazioni tecniche stringenti per le quali dovresti fare il programma in Python, Intercal, Cobol, aramaico antico su argilla.(1)
  • L’esperto demotivazionale gufante di mercato. Egli non sa un cazzo di nulla di software, e non capisce neanche una sega di informatica, ma sa molto bene cosa ci voglia nel mondo dei computer. E ovviamente, non e’ quello che stai facendo tu. Il tuo progetto non ha speranze, e non serve a nulla spiegargli che sia un hobby e che non hai certo intenzione di fondare una Microsoft, ma di giocare un pochino e di imparare un sacco. Da quel momento ti dice che questa idea romantica di hacking e’ superata e che la buzzword of the day e’ di “lavorare per il karma proattivo”. E quindi, a maggior ragione fallirai, il quinto angelo suonera’ la tromba , il sesto suonera’ la batteria e l’ Armageddon avra’ un vago suono come di Jazz freddo. Anatrema su di te, che non lo ascolti. Ovviamente, non si risponde a questa gente, mai. lavorano tutti in un call center che vende merda di Wanna Marchi come pate de fois gras , ma li hanno assunti solo perche’ la propria suocera obesa in bigodini e ciabatte e’ l’amante del titolare. Per questo conoscono bene il mercato.
  • I supermodesti. Loro vorrebbero partecipare, ma solo perche’ hanno partecipato alla decodifica del DNA di Cervosauro per la NSA in un progetto di sicurezza con un rank DoD di 5.1 non sono certi di poterti autare. Possono finire il progetto con gli occhi bendati e un braccio legato dietro la schiena, ma nel posto di lavoro ove vengono i professionisti della visibilita’ hanno preso il sopravvento sui professionisti dell’ IT, il loro lavoro e’ sottovalutato e loro si sentono delle merde. Dopo molte insistenze magari entrano nel progetto. Di solito danno contributi importanti, ma non illudetevi che questo li convincera’ a cambiare idea su di se’ medesimi. Il self understatement e’ un vizio, e come tale (ri)produce le condizioni che lo perpetuano.
  • Gli sviluppatori di specifiche. Puo’ sembrare che i loro consigli siano utili a capire il mercato. No, non vi illudete: essi producono specifiche perche’ non sanno produrre software. Se Ferrari ascoltasse quelli come loro, il prossimo modello avrebbe una Jacuzzi al posto del seggiolino dell’autista, un serbatoio di Chanel per profumare i gas di scarico , i cingoli per i terreni accidentati,un braccio meccanico per recuperare satelliti vaganti e un’utilitaria appesa sulla fiancata a mo’ di scialuppa di salvataggio. Senza contare la roulotte di serie. Tutte cose utilissime in se’ , peccato che non c’entrino un cazzo con l’idea di Ferrari.  Ovviamente, nemmeno loro aiuteranno un minimo: vogliono solo illudersi di essere utili , e non ha senso perdere tempo con loro.

Per ultima c’e’ la gente che fa, con lo spirito di fare, di divertirsi e di imparare. Piccola minoranza, che ormai ha quasi paura a manifestarsi. Se l’ OpenSource italiano e’ fatto di manifestazioni  di centrosocialati che ti spiegano la politica dell’opensource e l’opensource per i palestinesi e l’opensource per la lotta del proletariato, e pochissima gente che scrive davvero codice, e’ dovuto al fatto che non si usino armi di calibro giusto contro queste persone.

Codice brutto, magari bacato, ma almeno qualcuno ficca la mano nella scatola invece di credere che i deliri di Punto Informatico (e relativi forum) siano il mondo dell’ IT.

Uriel

(1) I progetti in aramaico antico su argilla sono progetti one-purpose, su 10 righe di codice, durano anche 6000 anni e la fase di beta dura sei giorni. Hanno, normalmente, un sacco di bachi ma e’ difficile farlo notare perche’  i PM di questi progetti si credono dei padreterni.

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