Teoria dello stato.

C’e’ gente che mi ha chiesto per quale ragione teorica lo stato dovrebbe avere il diritto di pretendere tasse. Ora, la risposta ovviamente e’ del tutto nulla, per la ragione che lo stato non si basa su ragioni teoriche, bensi’ pratiche. Non esiste alcuna ragione teorica per la quale la forza di gravita’ agisce: e’ un fatto pratico che agisca. Allo stesso modo, e’ un fatto pratico che lo stato finira’ con l’esistere, e nel momento in cui esiste non c’e’ piu’ scelta.

Innanzitutto, che cos’e’ lo stato? Lo stato e’ la fazione militarmente piu’ potente di un determinato territorio. Mediante la forza militare puo’ delimitare i confini ed assegnare un certo territorio al suo uso esclusivo, e puo’ decidere chi entra o chi no. Mediante la forza militare (la polizia e’ una forma di forza militare) lo stato mantiene il rispetto delle sue leggi, che non sono altro che la volonta’ dello stato stesso (comunque sia amministrato, democraticamente o meno).  Una volta costituito, lo stato identifica un governo, la cui volonta’ prevale per definizione sui cittadini, e si finanzia imponendo -mediante la forza militare- (questo e’ esplicito in italia, dove la Guardia di Finanza e’ un corpo militare).

Non c’e’ alcuna altra forma di legittimazione, per lo stato, se non il fatto di esistere e di avere forza militare. Lo stato non si legittima mediante teorie, bensi’ mediante una ratio completamente pratica. “Io esisto e sono piu’ forte di te”.

Come nasce lo stato? Essenzialmente, il gruppo umano non fa altro che riunirsi con diversi scopi:

  • Divisione dei compiti. (scopo economico)
  • Protezione reciproca. (scopo militare)
  • Gestione delle risorse. (scopo economico).

Come si puo’ notare, lo stato ha -almeno in origine- due compiti economici ed uno militare. E la democrazia? E la liberta’? Questi non sono scopi dello stato, ma del governo. Quando di discute di COME lo stato fa le cose, non si discute piu’ di stato, ma di governo, ovvero si sta scegliendo tra varie alternative , o tra vari modelli di stato, del comportamento dello stato, e tante altre cose. MA sta di fatto che lo stato , una volta creato da un gruppo di cittadini, prevale su di essi.

Quindi, adesso supponiamo che il 90% della popolazione crei uno stato, e lo finanzi sino al punto in cui controlla il territorio, la divisione dei compiti, le risorse, e ha forza militare. A quel punto, la domanda e’: il rimanente 10% della popolazione che cosa puo’ fare a riguardo?

Un tempo, potevano scegliere. Quando il rapporto tra popolazione e territorio era enorme, succedeva semplicemente che chi non era d’accordo se ne andasse “un pochino piu’ in la’” e lasciasse chi voleva lo stato a bollire nel suo brodo.

Oggi quasi tutto il territorio e’ antropizzato. Quindi non e’ possibile per l’individuo che non vuole lo stato di spostarsi in un luogo dove non ci sia. Henry David Thoreau lo fece in un posto chiamato Walden, ma basta riflettere un pochino per capire che Thoreau non si libero’ affatto dello stato, semplicemente ando’ in un posto ove non lo notava a prima vista.

La risposta corretta alla domanda “puoi dimostrare teoricamente che io devo dei soldi allo stato” e’ semplicemente “e’ un fatto. Come tale non ha bisogno di dimostrazioni teoriche, perche’ basta quella sperimentale: lo stato esiste ed ha la forza di chiedere le tasse”.

Sul piano etico, il punto potrebbe essere: ehi, ma adesso soltanto perche’ il 90% della popolazione crea uno stato e finanzia il suo esercito, allora lo stato ha diritto di imporre tasse a tutti? Onestamente, il diritto non e’ altro che la volonta’ della fazione militarmente dominante, comunque tale volonta’ si origini, quindi la domanda e’ del tutto irrilevante. Lo stato ha la forza di farlo.

Prendiamo un gruppo umano, e supponiamo che un cittadino si armi contro le tasse. Tutto quello che potra’ fare sara’ di entrare con un fucile a pompa dentro un ufficio e minacciare gli impiegati. Ma in definitiva, lo stato ha un esercito piu’ potente, quindi perdera’ comunque.

Quindi si: nel momento in cui buona parte della popolazione si dota di uno stato, tutti gli altri sono fottuti.

A quel punto, esclusa l’opzione dello scontro militare , rimane l’elusione. Ma anche qui ho cattive notizie.

Poiche’ nella media tutti gli stati si propongono di proteggere i cittadini, quando il cittadino ha voce in capitolo considera la guerra come una minaccia alla sua sopravvivenza.(1) Pertanto,  preferisce che lo stato -quando possibile- eviti la guerra. Nascono cosi’ i rapporti diplomatici tra stati, che servono ad evitare che ogni maledetta tensione si trasformi in uno scontro militare. E cosi’ arrivano i trattati.

Come si affronta allora la concorrenza fiscale? Si affronta in diversi modi, ammesso che sia necessario affrontarla.

Per esempio, tempo fa si decise di avere white list e grey list di nazioni che erano delle off shore. Facendo questo, molti stati che prima esibivano tale status sono improvvisamente diventati piu’ disposti a collaborare, e persino la svizzera ha dovuto capitolare di fronte alla minaccia americana di finire in greylist, cosa che avrbbe di fatto ristretto molte transazioni finanziarie richiedendo il visto del governo.

Morale: puoi sfuggire dallo stato per andare da un altro, ma se lo fa TROPPA gente, lo stato ti inseguira’ per riavere i soldi. In che modo si possano riavere i soldi e’ materia di discussione, ma anche qui se tutto il mondo e’ fatto di stati , l’idea di cambiare stato non e’ quasi mai geniale. Sembra efficace nel breve termine, ma poi presenta il conto.

La fuga di milionari e’ quasi sempre limitata da molti fatti, quali beni immobili, quali il fatto che il milionario per essere tale deve lavorare e ha l’azienda in loco, eccetera. Anche sui liquidi, non e’ quasi mai un’idea geniale per una ragione: state spostando i soldi, ma sono pochissimi quelli che hanno un reddito alto senza avere legami in un posto, legami necessari al reddito. Tra quelli che evadono mettendo soldi all’estero, pochissimi sono quelli che seguono i soldi. Quindi, in ultima analisi, lo stato ha ancora potere militare sulla persona.

Il fenomeno della “fuga di milionari”, cioe’, non e’ quasi mai una minaccia per lo stato: esiste una relazione enorme tra relazioni personali , interazione sociale, e ricchezza. Chiusi dentro una stanza buia non potete arricchire, e probabilmente moltissimo del vostro lavoro dipende da qualcosa che si trova dove lavorate e non in Svizzera.

In generale, lo stato non si preoccupa quasi mai di chi dice “e io lascio”, perche’ in ogni caso lasciare davvero e’ difficilissimo ai piu’. Non e’ un caso se storicamente una delle punizioni inflitte DALLO stato sia proprio l’ esilio: esso colpisce, mediamente, piu’ chi se ne va che lo stato che rimane.

Un altro punto e’ che lo stato che fa pagare meno tasse non sempre e’ il migliore. Il signor McAfee per esempio si e’ spostato in Belize. Posto fantastico, si pagano pochissime tasse. Sfortunatamente, qualche giorno fa la polizia gli e’ entrata in azienda, ha ammanettato tutti, ha picchiato tutti, ha sfasciato roba per perquisirla, e questo perche’ il sig McAfee ha “dimenticato” di dare la consueta mazzetta ad un poliziotto del luogo.

Cosi’, se cambiare stato sembra attraente, alla fine dei conti la cosa si riduce ad una piccola pletora di stati. Ora, di sicuro la Svizzera si trova nella condizione di essere un bel posto ove andare, ma siccome alla fine questi paradisi sono pochi, il risultato e’ che tutti vanno li’. E tutti vanno li’ sino a quando non succede che sono troppi. Quando sono troppi, si muove il tuo governo, e il governo svizzero si piega, come ha gia’ fatto coi concordati fiscali che stanno stipulando con mezza europa.

Il punto fondamentale , cioe’, e’ che lo stato tollerera’ che una piccola parte delle persone vi si sottraggano, a patto che questo NON minacci davvero la sua esistenza. Nel momento in cui l’esistenza viene minacciata, lo stato mette in campo tutte le forze che ha, compresa la forza di pressione verso altri stati, e normalmente anche in questo caso lo stato vince sul singolo.

Poi c’e’ un secondo fattore, che non e’ legato tanto allo stato ma al singolo elemento “governo”, che e’ distinto dallo stato. Ed e’ il problema della responsabilita’ civile.

Prendete Equitalia. Equitalia usa delle strategie estremamente violente per ottenere quello che chiede, partendo dalla presunzione assoluta di avere a che fare con un malfattore che mentira’ o tentera’ di fuggire al pagamento.

Ora, il problema non e’ se la presunzione assoluta sia sempre vera o sempre falsa: il problema e’ QUANTO e’ vera. Se il 99% dei casi di Equitalia e’ fatto da malfattori, e’ perfettamente razionale che Equitalia usi questa assunzione.

Cosi’ voi direte: ma anche se il 90% dei “clienti” di Equitalia e’ malfattore ha senso l’assunzione? Ovviamente la risposta e’si. Dipende dal rischio che si vuole correre.Se si dice che si intende correre solo il 5% di rischio di perdere il pagamento, qualsiasi cifra che non sia ALMENO il 95% di onesti e’ insufficiente.

In definitiva, questo significa una cosa: dentro una comunita’, grande o piccola, TUTTI pagano per il comportamento di TUTTI.

Quello che potra’ succedere e’ che ci saranno effetti mitigatori, quali il debito pubblico. Il cittadino italiano non ha mai dovuto pagare le conseguenze dell’evasione, perche’ quando allo stato mancavano soldi semplicemente faceva debito.

Il cittadino italiano non ha mai dovuto pagare l’oscena spesa pubblica, di cui godeva (assunzioni facili, raccomandazioni, appalti sono tutti soldi chefiniscono in mano a cittadini) , perche’ c’era il debito. Il debito, cioe’, mitigava il fenomeno della responsabilita’.

Se non ci fosse stato il debito, o la possibilita’ di farsi prestare soldi, cosa sarebbe successo? Sarebbe successo quello che STA succedendo, ovvero che le conseguenze del malcostume piombino immediatamente sulla popolazione sotto forma di tasse o, a parita’di tasse, di diminuzione di servizi.

Il fatto che il 17 aprile il fiscal compact di fatto sia diventato legge, o il fatto che adesso viene imposto il pareggio di bilancio, non fa altro che togliere al cittadino uno dei fattori mitiganti: adesso se si pagano poche tasse godendo dei servizi, la reazione e’ praticamente  immediata. O piu’ tasse o meno servizi.

Anche questo sara’ un meccanismo che i sostenitori dei porci comodi non vogliono sentire. La ragione e’ che dicono “ma perche’ se sono piu’ ricco devo pagare piu’ tasse?”. E la risposta e’ che usufruisci di piu’ servizi.

Qui siamo al secondo punto che e’ difficile spiegare dello stato. Lo stato nasce come soggetto che ha due compiti economici e uno militare. Poi si e’ accollato altri compiti (educazione, welfare, etc), ma alla fine il “core” rimane quello.

Se si intende usare la forza militare per proteggere la proprieta’ privata, ovviamente chi ha piu’ proprieta’ andra’ difeso di piu’: sia perche’ il ricco e’ piu’ spesso bersaglio, sia perche’ offre piu’ bersagli.

Ma se andiamo oltre, scopriamo che la moneta ha valore SOLO perche’ lo stato ha deciso di darglielo, e di tutelare in maniera diretta od indiretta il suo valore. Se quindi possedete piu’ soldi, state usando di piu’ un servizio dello stato. Da soli, i soldi valgono quanto i biglietti del monopoli.

Altro punto, i contratti privati. Se siete ricchi, avete certamente un certo numero di contratti con molti privati: anche quando tenete i soldi dentro una banca, di fatto state stipulando un contratto con la banca. Se rivolete indietro i soldi la banca deve darveli, ma non perche’ sia un vostro diritto: perche’ lo stato obblighera’ la banca a farlo.

Cosi’, se siete ricchi, state usando servizi dello stato (proprieta’ privata, contratti privati, moneta) piu’ di altri. E per questo, lo stato si prende piu’ soldi da voi. Potrebbe farlo in molti modi, sia chiaro. Potrebbe per esempio chiedere una tassa sull’uso dei soldi. Basta mettere una data di scadenza sulle banconote, e se vuoi che te le rinnovi mi dai il 5%, non e’ difficilissimo ed e’ gia’ stato fatto.  Anzi, viene ancora fatto: quando le banche fanno prestiti a breve verso la banca centrale, si fa ESATTAMENTE cosi’.

Vi siete mai chiesti , per dire, dove scappereste se i vostri soldi avessero una scadenza sopra e aveste bisogno di rinnovarli, e l’unico capace di farlo fosse lo stato stesso? Lo stato potrebbe anche obbligarvi a spenderli tutti, in questo modo, semplicemente non rinnovandoli. O li spendete o li perdete. (2)

Quindi, in realta’ lo stato puo’ fare tutto cio’ che e’ capace di fare. Il governo, in realta’, puo’ porsi dei limiti, ma occorre capire che lo stato e’ per definizione piu’ forte del cittadino, e se lo stato stesso viene minacciato nella sua esistenza, puo’ succedere che il cittadino stesso gli chieda di eliminare la minaccia.

Torniamo quindi al gruppo umano di prima: il 70% delle persone si tassa, e crea lo stato. Lo stato usa le tasse per costruire un esercito, con cui impone leggi. Il rimanente 30% puo’ tentare di lottare con lo stato (come le rivolte di schiavi a Roma) , oppure semplicemente sottomettersi.

Siccome ho fatto l’esempio degli schiavi, mi si dira’ che lo stato moderno si pone dei limiti, ma questo e’ falso: a porsi dei limiti e’ IL GOVERNO, e non lo stato. Lo stato inteso come organizzazione i limiti non li ha: nel momento in cui lo stato dice “ehi, quel 30%di schiavi ribelli minaccia la mia esistenza”, quel 70% di cittadini che lo finanziano dira’ “crocifiggine 6000 sulla via Appia per dare l’esempio” e se il governo ha la forza di farlo, lo stato ricevera’ l’ordine di farlo.

Questo e’ in effetti il riassunto di tutto il discorso:

  • Lo stato nasce per volonta’ di un (sotto)gruppo che intende difendersi, possedere le risorse di un territorio ad uso esclusivo, dividere i compiti.
  • Se viene finanziato adeguatamente, a chi non e’ d’accordo non resta che andarsene per sottrarsi al suo potere militare. Se possibile. Altrimenti finira’ sotto il potere militare di un altro stato. Tenendo bene conto che l’ esilio non e’ una punizione per lo stato, ma per chi lo subisce. Questo dice nulla?
  • Una volta costituito uno stato, si costituisce il suo governo. Mentre lo stato non ha responsabilita’, il governo le ha. La responsabilita’ e’ del cittadino, perche’ egli materialmente subisce le conseguenze della cattiva conduzione del governo.
  • Il rapporto tra stato e cittadino e’ la principale ricaduta che collettivizza gli effetti del comportamento individuale. Se il cittadino mente e truffa lo stato, lo stato non si fidera’ di lui. Se una parte dei cittadini mentono e truffano, lo stato non si fidera’, e gli effetti di tale sfiducia (Equitalia)  sono il prezzo del comportamento di pochi, prezzo  che ricade su tutti.

Tutto questo non deriva da alcuna considerazione teorica. Si tratta solo di osservazione di una prassi: le cose stanno cosi’ per la semplice ragione che la prassi osservabile e’ questa.

Uriel Fanelli

(1) Oppure considera invincibile la propria nazione.

(2) Anche questo si fece. Quando la banca di Francia passo’ dal franco vecchio al franco nuovo, moltissimi risparmi “inconfessabili” vennero semplicemente spesi, e l’effetto impatto’ sull’ economia per anni.

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