Tavola periodica degli elementi umani, II.

Quando ho scritto il primo post a riguardo (ripeto: questo e’ un blog personale, se non vi piace potete anche non leggerlo) ho esposto una semplice tassonomia, e non una teoria dell’umanita’. Una tassonomia e’ qualcosa che posso fare , senza particolari errori logici, a patto di associare un nome ad una qualita’ univocamente definita. Se so distinguere chiaramente il biondo da cio’ che non e’ biondo, posso sempre chiamare “biondo” tutto cio’ che lo e’. E questa e’ solo una tassonomia, non un modello della fisica.

La differenza, in generale, e’ che un modello della fisica puo’ agire completamente a priori, nella misura in cui non ho bisogno di lasciar cadere qualcosa per sapere che cadra’. Al contrario, quando fai una tassonomia prima devi veder cascare qualcosa, e solo a quel punto lo puoi chiamare “grave”.

Perche’ mai fare delle tassonomie? Per la stessa ragione per la quale si fanno le mappe. Nessuna mappa spiega il perche’ ed il percome del territorio: le mappe si limitano a descrivere il territorio. Se io dicessi “quando vedi la valle in ombra sai che ci sara’ una montagna” avrei dato una teoria che mi permette di dedurre un’informazione da un’altra. Se io dico “li’ c’e’ una montagna ” sto dando una mappa, cioe’ l’informazione stessa, rappresentata in un certo modo. Se anziche’ la mappa portassi con me un plastico della zona avrei la stessa informazione, forse piu’ dettagliata. Il problema e’ che portarsi dietro un ettaro di plastici non e’ il massimo , se vuoi anche attraersarci l’asia. La mappa e’ importante perche’ e’ sintetica ma allo stesso tempo significativa.

Ecco quindi la risposta: fare delle tassonomie serve ad avere delle mappe, cioe’ delle informazioni, rappresentate in un modo da rendere sintetico un qualche ammontare di informazioni. Ovviamente , l’utilita’ astratta diventa guadagno reale quando la mappa ci permette di evitare guai.

Prendiamo per esempio il peone. Il peone vive in un mondo completamente fantastico, nel quale e’ il massimo che una persona possa desiderare di essere, e possiede il massimo che si possa desiderare di possedere. Il problema che gli si presenta di fronte, pero’, e’ come mai nonostante tutta questa figaggine i risultati materiali siano cosi’ mediocri. Molti dei miei colleghi hanno la percezione di essere dei veri propri manager , e descrivono se’ stessi in posizioni lavorative che in realta’ non hanno. Ad un certo punto, dovranno spiegare (anche a se’ stessi) come mi guadagnino meno di un tecnico d’alto bordo come me. IL risultato di questa domanda sara’ una rosicata del tipo

“sbroc sbroc mondo di merda sbroc sbroc niente meritocrazia sbroc sbroc sbroc azienda di merda sbroc sbroc sbroc societa’ di merda sbroc sbroc sbroc paese di merda sbroc sbroc sbroc governo di merda sbroc sbroc sbroc”

Il problema di queste rosicate e’ che sono estremamente complesse e di un contorto incredibile. Cosi’, quando parlate col peone, dovete stare molto attenti a non offenderlo a morte urtando il suo castello di teorie. Se per esempio dite “ho conosciuto una ragazza ebrea, un tocco di figa della madonna” non sapete mai che cosa scatenerete: se il peone giustifica la distanza tra l’immagine che ha di se’ ed il fatti reali con un grande complotto degli ebrei, allora state andando ad incrinare il suo stesso modo di esistere. Affermare che una ragazza ebrea sia una semplice ragazza da corteggiare e non “il membro di un complotto che vuole distruggere la razza ariana abbassando la natalita’ delle famiglie cattoliche (cosa che spiegherebbe come mai il suo reddito sia cosi’ basso che non puo avere figli) ” sta di fatto demolendo la sua giustificazione esistenziale: se gli ebrei sono persone normalissime , come si spiega che il nostro peone sia uno sfigato? Se non sono stati gli ebrei a complottare contro di lui riducendolo ad una vita da call-center (onde non farlo riprodurre, lui forgia genetica di eroi), come si spiega altrimenti il suo fallimento?

Ovviamente l’esempio e’ (volutamente) estremo (anche se esistono tipi cosi’) , ma il concetto e’ quello: ognuna delle parole che dite puo’ far crollare quella che definirei “la giustificazione esistenziale del peone”, cioe’ l’espediente teorico che il nostro peone usa per giustificare la distanza tra l’immagine che ha di se’ ed i risultati reali.

Aizzare un branco di peoni contro qualcuno, quindi, e’ semplicissimo: basta fornire loro un espediente teorico che spieghi l’universo intero e giustifichi il fatto che loro, cosi’ speciali, siano rimasti alla finestra dell’esistenza  per tutta la vita. Hitler, per dire, fece proprio questo: prese un popolo di peoni , appena usciti sconfitti da una guerra, ridotti in miseria dalle conseguenze della guerra stessa, e racconto’ loro che la colpa del loro misero vivere fosse degli ebrei(1). Il resto e’ storia.

Questa e’ la ragione per la quale il peone fa branco, e deve far branco per forza: per quanto una teoria sembri efficace, la forza dei fatti e’ normalmente superiore. Se non ci fosse qualcuno che fa da “ripetitore-amplificatore” , il peone inizierebbe a dubitare persino della teoria che usa per giustificare la differenza tra i propri risultati e l’immagine che ha di se’.

Avere qualcuno a fianco che ci aggiunge i propri due centesimi, che conferma la validita’ della teoria, li conforta: il branco di peones e’ semplicemente un accordo di mutuo soccorso esistenziale; nel quale ognuno fa la propria parte per sostenere la teoria che giustifica i fallimenti di tutti.

Cosi’, a destra sono tutti convinti che sia colpa delle grandi lobby gay, degli ebrei, dei comunisti e non so chi altri se viviamo in questa societa’, o meglio se loro vivono le proprie esistenze cosi’ lontane dalle immagini esagerate che essi hanno di se’ medesimi. Quando l’uomo di destra viene lasciato dalla fidanzata e’ colpa dei comunisti che hanno messo certe idee in testa alle donne; se l’uomo di destra si trova con un lavoro misero e’ perche’ gli ebrei vogliono ridurre alla fame la razza ariana, se non riesce a pagare il mutuo e’ colpa delle banche , eccetera.

E a sinistra attribuiranno ognuna delle proprie sfighe esistenziali (fallimenti lavorativi, sentimentali, etc etc) ad analoghe teorie giustificative. Chi e’ di sinistra e non trova lavoro ovviamente non lo trova perche’ questo governo di merda blablabla, se non riescono a trovare un/una compagna e’ per colpa della destra che ha dato come modello solo i soldi e le belle tette, se non riescono a pagare il mutuo e’ perche’ il capitalismo di destra vuole schiacciare le classi lavoratrici, se non trovano un lavoro e’ perche’ la mentalita’ di quelli li’ non contiene la meritocrazia, e blablabla.

Quando si parla coi peones, quindi, bisogna stare bene attenti ad evitare di sfiorare qualsiasi discussione sui massimi sistemi: nel caso migliore il peone si inalberera’ sulla propria teoria, in quello peggiore scatenera’ il suo odio e vi classifichera’ come nemici. In un certo senso lo siete, perche’ volete distruggere quanto ha di piu’ caro, ovvero la propria teoria apologetica.

Niente discorsi sui massimi sistemi coi peoni, a meno che non siano completamente apologetici verso le loro esistenze. Al peone puoi dire “in un mondo diverso tu saresti un grande generale”, ma solo dire “a questo mondo esiste una giustizia” gia’ lo urta: se esiste una giustizia, perche’ lui non e’ un grande generale? State insinuando che non lo meriti, forse?

Allo stesso modo ci sono delle cose che vanno evitate coi cosiddetti “secondi”. Il “secondo” vive di due cose. La prima e’ la luce riflessa di un elemento alfa. Ora, il problema e’ che se l’alfa emette poca luce (ne esistono anche da poco, sia chiaro) se ne dovrebbe dedurre che anche lui splenda poco.

Di conseguenza, non bisogna MAI sminuire gli alfa di riferimento di fronte ad un “secondo”. Se solo provate a dire che, per fare un esempio, il vostro manager non e’ altro che un piccolo manager di una piccola azienda italiana , e non dovrebbe darsi tutte quelle arie per questo, immediatamente avrete contro tutti i secondi. I peones vi daranno ragione perche’ alla fine quel piccolo pezzo di merda fatto manager significa che il mondo e’ ingiusto, e ogni ingiustizia spiega, a maggior ragione , come mai loro siano solo dei peones.

Il secondo, invece, si sente attaccato:  se il suo “sole” non splende cosi’ tanto, se ne dedurrebbe che lui come satellite a sua volta non splende cosi’ tanto. Il secondo, insomma, e’ sempre un portabandiera. Lui parla sempre bene dell’azienda, perche’ in fondo se l’azienda splende lui sente di splendere. Lui difendera’ sempre il proprio alfa di riferimento perche’ se quello splende, anche lui sente di splendere di luce riflessa.

Un altro problema coi “secondi”, per esempio, e’ quello della distanza che essi credono di aver posto “crescendo”.Si tratta della classica sindrome del caporale, per la quale una volta avuto un piccolo grado (2) fara’ di tutto per comportarsi come se quell’inesistente differenza sia qualcosa di incredibilimente importante. Qualsiasi cosa diciate e che possa far sottintentere (direttamente o meno) che quei gradi siano una patacca  ve li mettera’ contro.

Tempo fa un consulente junior mi diceva che gli sarebbe piaciuto vedere altro, che gli sarebbe piaciuto crescere, eccetera eccetera. Era un classico “secondo”, e l’elemento alfa percepi’ la sua irrequietezza, facendo la cosa giusta: pur lasciandogli le sue mansioni nella quadra (ovvero senza cambiare di una virgola il suo lavoro ne’ lo stipendio), lo “nomino” con un grado ufficioso di “SPOC” (che sarebbe Single Point OF Contact). Si trattava di un grado inesistente, in quanto essendo lui lo junior piu’ esperto della piattaforma , era comunque quello che veniva interpellato a riguardo: in una “squadra” di tre -tre- persone, del resto, anche interpellando gente a caso, ed escludendo l’ultimo arrivato, le cose non sarebbero state molto diverse.

Essendo lui un secondo genetico, questi gradi da caporale furono sufficienti a soddisfare i suoi desideri, e smise di desiderare corsi di aggiornamento, smise di desiderare esperienze lavorative in ambienti internazionali, smise di desiderare tutto. Quando dissi che partire per l’estero mi faceva piacere perche’ volevo fare altre esperienze su progetti internazionali , mi si rivolto’ contro:  mi aveva detto che gli sarebbe piaciuto , ma solo quando non aveva i suoi gradi da caporale. Avuti quei gradi di caporale de facto di un team di 3 persone, sostenere che ci fosse di meglio sminuiva il grado che aveva ricevuto. Vade retro, satana: non mi ha mai piu’ rivolto la parola.

Personalmente credo che ci abbia rimesso, scambiando dei gradi di latta con qualcosa che gli avrebbe potuto insegnare qualcosa.Per lui no. Per il secondo genetico, quei gradi di latta sono la cosa piu’ importante del mondo. Non lo fanno per cattiveria o per invidia: lo fanno solo perche’ quei gradi, come la casa in “quasi centro”, come il condominio “con finiture di pregio”, come tanti altri insignificanti “merdus symbol”, la macchina “millessette”, il “ceto medio”, venire al lavoro con la “power suite” (2), non sono le perline colorate che sembrano a noi solitari, ma sono tra le cose piu’ importanti del mondo. Sostenere che queste perline dorate  valgano poco, insinuarlo o sottintenderlo ve li mette contro immediatamente.

La stessa mappa puo’ essere utile quando vi rapportate con gli alfa. Ci sono due cose da tenere presenti, quando vi rapportate con un elemento alfa: la prima e’ che per lui nulla e’ personale. L’elemento alfa vive con gli occhi puntati sui propri obiettivi. Egli percepisce gli altri ed il mondo attorno in termini di utilita’. Non potete essere amici di un elemento alfa, non potete essere suoi compagni , mogli, eccetera. Potete essergli utili o meno, tutto qui. Molti dicono di aver capito che per l’elemento alfa non c’e’ nulla di personale, ma dimenticano spesso di leggere quella frase come si deve: per l’elemento alfa non c’e’ NULLA di personale, il che significa che illudersi di avere un rapporto personale con lui e’ del tutto inutile.

L’elemento alfa non si affeziona a nulla, perche’ e’ pronto a cambiare quel che ha con qualcosa di meglio. Il rapporto personale richiede che si creda nell’unicita’ della persona , nella sua umanita’ e quindi nella sua non-intercambiabilita’. Palle. L’elemento alfa ritiene tutti intercambiabili, per la semplice ragione che tutti gli sono utili, ma qualcun altro puo’ essergli ancora piu’ utile. NULLA e’ personale. Essi non hanno rapporti personali, e chi se ne illude finisce male.

Se ne illudono spesso i suoi secondi, che ci rimangono male quando vengono sostituiti da secondi piu’ utili. Se ne illude spesso la sua squadra, il suo branco, quando tutti credono di aver raggiunto il “tran-tran” ideale, e gli alfa si riuniscono e puf, smantellano e ricostruiscono.

L’elemento alfa NON si affeziona MAI al presente, perche’ ha in mente solo il futuro, e solo un futuro migliore e diverso del presente. Nessuno gli e’ caro, ma tutti gli possono essere utili. Niente gli e’ caro, al massimo puo’ essergli utile. I secondi e le femmine alfa spesso giurano fedelta’ eterna ai maschi alfa. Credo che nessun maschio alfa abbia mai pensato una frase come “fedelta’ eterna”, senza averci aggiunto “sinche’ non trovero’ qualcuno di piu’ utile”.

Il secondo punto degli elementi alfa, che non viene mai inteso dagli altri, e’ lo spaventoso appetito che li muove. Il motivo per il quale i peoni o i “secondi” non possono mai arrivare ai suoi livelli e’ molto semplicemente che mancano di una spinta tale da voler rimettere tutto in discussione ogni cinque minuti. Il secondo e’ tradizionalista perche’ il suo grado e’ un piccolo dettaglio, e solo la tradizione da’ potere a chi conosce i dettagli. Il peone e’ bigotto perche’ non puo’ modificare nulla dello scenario che ne giustifica l’esistenza ai propri occhi.

Ne’ un secondo ne’ un peone  cambierebbero di una sola virgola il primo risultato decente ottenuto.

Al contrario, l’elemento alfa ha un appetito spaventoso, e vuole di piu’. Piu’ soldi, piu’ donne, piu’ fama, piu’ gloria, piu’ potere: l’elemento alfa ha sempre fame. Per questa ragione, lo status quo non gli basta mai, e non manterra’ mai le cose come stanno (cosa che invece desiderano secondi e peoni). Il secondo ed il peone dicono: ma come , non ti basta quello che hai? A loro basta, dopotutto.

Ma all’elemento alfa no. Non illudetevi di potervi scavare una nicchia e mantenerla a lungo, se c’e’ un elemento alfa al comando. La squadra verra’ sciolta e rifatta in un altro modo, la struttura verra’ demolita e rifatta, i compiti verranno riassegnati. L’elemento alfa NON e’ conservativo verso cio’ che dirige , mai, per via dello spaventoso appetito che lo anima e lo costringe a far sempre di piu’ per avere sempre di piu’. Per avere di piu’ deve cambiare le cose una volta di piu’.

Forse non dovrei parlare dei solitari perche’ in fondo parlo di me stesso. Quindi non e’ detto che io sia obiettivo. Mi limitero’ quindi a dare dei consigli a tutti gli altri.

Ai peones: lo so che per voi il branco e’ importante. Per noi il branco e’ simbolo di mediocrita’. Il solitario, se acclamato da una folla, si chiede “ma se non ci fosse questa folla sarei ancora Cesare? E quanto ho bisogno, allora, di questa folla per esserlo?“. E noi non accettiamo di aver bisogno di altri per essere quel che siamo. Uscirsene  con un solitario  dicendo che quello che penso “lo pensi solo tu “, per voi significa averlo sminuito. Per un solitario e’, geneticamente parlando, il miglior complimento che gli possiate fare. Quando arrivate da noi e ci dite che “sei l’unico” a dire certe cose, quindi nella vostra ottica il solitario sarebbe quello che evidentemente non puo’ essere autorevole quanto un sapere consolidato e socialmente accettato, in realta’ ci state confermando di essere nel giusto.  Il vostro dio, “tutti”, quel “tutti” che “lo sanno tutti” o “lo dicono tutti” per noi non e’ affatto un dio, e’ la conferma della vostra inutilita’: avete bisogno di questo “tutti”  per avere ragione.Non siete autosufficenti.

In secondo luogo: non ci apparite come credete di apparirci. La paccottiglia da quattro soldi che indossate ci appare come paccottiglia da quattro soldi, non vediamo nessun complotto universale volto esclusivamente a portarvi sfortuna perche’ non vediamo come voi possiate essere l’oggetto di una cosa cosi’ importante come un complotto universale contro di voi. Sappiamo che gli alfa si muovono per appetiti smisurati: questi complotti  (se esistessero) dovrebbero essere mandati avanti da degli alfa notevoli, e sappiamo bene che  costoro non si muoverebbero di sicuro per impedire a voi peoni di fare le grandi cose che credete di poter fare.

In generale, noi ragioniamo in termini di “achievements”, e non crediamo a nulla se non ai risultati ottenuti , misurati fuori da qualsiasi sistema dialettico o teorico. Vi vediamo come persone qualsiasi, e le vostre teorie ci appaiono semplici , patetiche giustificazioni. Non cercate di imporcele: il fatto che VOI ne abbiate bisogno non ci obbliga ad accettarle.

Per i cosiddetti  “secondi”: poiche’ noi non diamo valore al branco, farci notare i vostri gradi di latta non serve a nulla. Innanzitutto perche’ sappiamo (vedi voce “ai peones”) che sono gradi di latta. In secondo luogo perche’ non assegnando alcun valore al branco, o addirittura assegnandovi un valore negativo, quel grado per noi e’ semplicemente un simbolo di stupidita’: si tratta di un valore convenzionale, cioe’ di un valore che dipende da altri. Per essere caporali avete bisogno che esista una squadra che accetta quella particolare convenzione: dipendete, cioe’, dalla sua esistenza. Dagli altri.  E dalle convenzioni che  rendono possibile quel grado. In ultimo, quei gradi non valgono nulla perche’ ve li ha dati qualcun altro, come dire che la vostra soddisfazione dipendeva da lui: quanto potere ha, sulla vostra vita?

Una seconda cosa e’ che per noi le persone valgono solo singolarmente. Brillare di luce riflessa per noi non significa nulla. Quando vi vediamo brillare di luce riflessa perche’ siete vicini ad un alfa, tipicamente vi vediamo per quel che siete: parassiti. Zecche. Voi siete le zecche degli elementi alfa. Per noi la luce e lo splendore sono proprieta’ dell’alfa, e voi da bravi parassiti ne succhiate un pochino per vivere. Il parassitismo e’ sicuramente una discreta strategia di sopravvivenza: quello che non potete pretendere e’ che tale strategia paghi ammirazione. So che i parassiti esistono, so che l’ecosistema ne ha bisogno, ma non li ammiro.

Agli elementi alfa: in generale il grande fraintendimento tra noi deriva dal fatto che non condividiamo i nostri appetiti, e che al contrario di voi TUTTO e’ personale. Non riusciamo ad ammirarvi per i vostri appetiti: ne prendiamo atto, ma nessuno di noi si batterebbe cosi’ tanto per avere le stesse cose. Per arrivare a soddisfare questi appetiti molti di voi devono impegnarsi cosi’ tanto che c’e’ sempre qualcosa da imparare da voi. Il problema e’ che quando un solitario impara qualcosa da voi, non lo fa per metterlo in pratica e soddisfare un appetito. Lo fa per sentirsi migliore di prima. Voi non capire questo concetto, perche’ una persona non e’ migliore se non dovora la vita a bocconi piu’ grandi di prima.

Il secondo fraintendimento e’ che noi solitari viviamo in un mondo di persone, cioe’ di singoli individui. Gli obiettivi materiali valgono di meno, cosi’ come il potere, la gloria, o qualsiasi cosa debba esserci riconosciuta da altri.

Per noi un riconoscimento che viene da altri non serve a nulla: “e se sparisse questa folla che mi acclama, sarei ancora Cesare?. Ho dunque bisogno di loro, per essere chi sono?” Essere in buona salute, per noi, viene prima che essere imperatori: la buona salute e’ un fatto, l’impero… e’ una cosa per la quale servono gli altri.

Dunque, tutto e’ personale. L’equivoco che capita piu’ spesso e’ che nella vostra mania di distruggere le cose per ricostruile in maniera piu’ redditizia finiate con il colpire le nostre vite personali. E poiche’ per noi TUTTO e’ personale, quello che rischiate e’ il solito tasso con un carattere di merda che vi lascia una tacca sulle manine. Certo, poi lo fate fuori, ma la tacca sulle manine vi ricordera’ a non scassare la minchia al prossimo tasso: non ci avete guadagnato nulla, in questo scontro, davvero vi conveniva?

In secondo luogo, a volte voi elementi alfa ci attraete perche’ si puo’ imparare da voi: ma non illudetevi che questo sia un patto di lealta’ di qualche tipo, e non scambiateci per semplici secondi. Noi non vogliamo avere nulla a che fare coi peones , e come se non bastasse non ci piacciono i parassiti che vivono di luce riflessa: rifiuteremo la luce che ci offrite ed eseguiremo controvoglia quegli incarichi che ci avete dato, insieme ai soliti gradi di latta, convinti di averci fatto un piacere.

Faremo qualcosa per voi in cambio delle cose che ci interessa imparare: non chiedete di piu’, possiamo discutere sul prezzo ma non sul tipo di contratto.

Se a volte ci vedete irrequieti non e’ perche’ abbiamo appetito e vogliamo di piu’, non scabiateci per vostri pari :  se siamo irrequieti e’ perche‘ ci annoiamo e vogliamo qualcosa di diverso.

In fondo, la differenza tra solitari ed elementi alfa sta nel fatto che il solitario e’ spinto  dalla noia ad avere qualcosa di diverso , mentre l’elemento alfa e’ spinto ad avere qualcosa di piu’ dall’appetito. Quando “qualcosa di piu’”  e “qualcosa di nuovo” coincidono, solitari ed elementi alfa si assomigliano. Ma non appena raggiunto qualcosa, l’obiettivo dell’elemento alfa e’ di averne due/dieci/mille volte tanto, quello del solitario e’ di avere qualcosa di completamente diverso.

Fame contro noia. Di voi elementi alfa ci annoia il fatto che dopo aver avuto una bionda vogliate DUE bionde, dopo aver avuto una villa vogliate DUE ville, dopo aver avuto un milione vogliate DUE milioni. Per noi, tutto questo “how much” e’ solo noia. Non riusciamo a rispettarlo ne’ a capirlo. Quando ne hai avuto uno, l’altro sara’ uguale, che senso ha volerne DUE?

Per voi, ovviamente, non siamo abbastanza costanti dal raggiungere obiettivi piu’ grandi: il problema e’ che per voi conta la quantita’, mentre per noi conta la diversita’ tra le cose. Dopo aver provato una cosa una volta, a noi non interessa piu’ averne due: siamo dei collezionisti cui basta UN pezzo per la collezione. Dal nostro punto di vista voi siete degli ossessivi che vogliono dieci, cento, mille volte la stessa cosa; di piu’, di piu’, ancora di piu’. Non ci capiremo mai per questo.

Ecco, fine dei consigli: non sto enunciando leggi della fisica, ne’ sto proponendo una societa’ basata su questi tipi.  Sto solo mostrando una mappa che mi e’ molto utile.

Perche’ su una cosa gli elementi alfa hanno ragione: l’utilita’ delle cose  conta.

Uriel

(1) Non concordo con quelli che sostengono che la Germania sia diventata nazista perche’ le condizioni di fine guerra furono troppo dure, corridoio di Danzica eccetera. Il modo con cui fini’ la prima guerra mondiale ed i trattati che ne seguirono furono, evidentemente, fin troppo misurati rispetto all’infinita stupidita’ delle ragioni per le quali la Germania era entrata in guerra. In quegli accordi non c’era nulla che la Germania non meritasse dieci volte.

(2) Nel linguaggio di Accenture, un vestito da becchino comprato alla Esselunga. Dico “vestito da becchino” perche’ ci sarebbe una regoletta del buogusto che vorrebbe gli abiti scuri o neri indossati di sera, specialmente se abbinati a scarpe nere lucide. Di giorno il vestito dovrebbe essere mediamente chiaro. Specie d’estate.

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