Sullo sfaldamento dell’ Impero Americano

Parlando di Assange ho nominato il declino dell’impero americano, che avevo menzionato anche quando avevo parlato della via della Seta. Si tratta di un fenomeno di ridistribuzione del potere, che segue inevitabilmente il fenomeno della redistribuzione della ricchezza. Non potete pensare che altre nazioni come Cina, India ed altre accrescano la propria ricchezza , e niente cambi nella distribuzione del potere in senso geopolitico.
Non e’ possibile pensare che un attore come la Cina passi da “paese del terzo mondo” a “superpotenza economica” e la situazione delle zone di influenza nel pacifico non subisca dei drastici cambiamenti. Lo stesso dicasi per la crescita economica in diverse aree del pianeta: non possiamo credere che l’economia del pianeta cambi drasticamente, da una decina di attori a due dozzine, e gli imperi rimangano gli stessi, con le stesse zone di influenza.
Quindi, e’ chiaro che andiamo incontro ad un drastico ridimensionamento della zona di influenza americana. Il problema e’ chiedersi fino a dove potra’ mai retrocedere. Quando avete un impero, avete diversi tipi di “alleati”.
  • Alleati veri e propri, coi quali avete un rapporto di scambio politico, economico e culturale. Essi condividono in pieno i vostri valori e si impegnano a difenderli in quanto propri.
  • Sicofanti. Si tratta di stati che non condividono pienamente (o per nulla, come i sauditi) i vostri valori, ma si alleano con voi per convenienza , perche’ sostenete il governo, o perche’ guadagnano status nello scenario locale.
  • Stati Vassalli. Si tratta di stati che subiscono cosi’ tanto la vostra influenza che il governo rimane in carica solo se lo volete. Non ricevono nulla ma in cambio devono darvi qualcosa.
  • Governi fantoccio: si tratta di pseudonazioni il cui governo viene imposto da voi.
Quando in una zona appare una nuova potenza, e gli equilibri cambiano, per prima cosa cadono i governi fantoccio. Alcuni diventano stati vassalli guadagnando in indipendenza, mentre alcuni stati vassalli diventano governi fantoccio. Potrebbe anche succedere che qualcuno decida di scambiare lo status di fantoccio o di vassallo, semplicemente cambiando padrone.
Ma il problema viene coi primi due tipi di alleato. I sicofanti , di fronte al vostro indebolimento, chiederanno un prezzo piu’ alto, ovvero quello di diventare “il primo dei miei amici”, di avere piu’ appoggio militare e/o politico. E l’impero sara’ obbligato a concedere tutto quanto chiedono, perche’ questi sono dei pedoni importanti. Un esempio sono Arabia Saudita e Turchia, che stanno giocando una partita per ricevere dagli stati uniti uno status migliore nella zona di pertinenza. La Turchia poi e’ un caso particolare, perche’ deve competere con i sauditi e gli israeliani.
Il guaio , il guaio vero che viene con il declino, riguarda gli alleati. Per una ragione: gli alleati sono quelli con cui si condividono e si difendono dei valori. Gli alleati, infatti, sono parte di una “missione civilizzatrice” che ogni impero si accolla, e da quel momento la condivisione di tale missione, e la condivisione del concetto di realta’, sono di fatto l’alleanza.
Il guaio e’ che questa similitudine di valori tra USA e alleati europei si e’ rotta.
Questo e’ dovuto al fatto che gli USA stanno prendendo una direzione diversa da quella avuta sinora, che e’ sfociata con l’elezione di Trump, ma non sono solo gli USA: in generale, l’intera “anglosfera” si sta allontanando sempre di piu’ dai valori che gli europei sentono come propri.
Non e’ la prima volta che succede: anche ai Romani successe la stessa identica cosa. Ed e’ qui il punto. Succede che ad un certo punto gli alleati si sentano obbligati a servire dei valori che voi come impero non seguite piu’. Che questi siano stati in passato i vostri valori, e nella propaganda lo siano ancora, e’ rilevante perche’ vi obbliga a tenere “un doppio standard”: e il doppio standard e’ proprio quello che nelle masse (specialmente se hanno il potere del voto) causa la prima crisi politica. Che poi spinge i governi a cambiare classe politica di conseguenza.
Prendiamo per esempio il gasdotto North Stream II. Solo ieri la UE ha approvato le linee guida che consentono di costruire opere di questo genere insieme ai russi, e questo fa infuriare molto l’Impero. E ovviamente l’Impero si danna a dimostrare che dovremmo comprare il gas dagli USA (anche se costa di piu’) perche’ Putin usa il gas e l’energia come strumento di potere geopolitico.
Aha.
Ora, se gli USA non avessero piu’ di 200.000 soldati nel mondo, di cui 85.000 dislocati in zone ove l’unico obiettivo e’ controllare il prezzo del petrolio, come obiezione potrebbe andare. Ma siccome , appunto, gli USA controllano manu militari le riserve principali di petrolio , a fine di potere geopolitico, viene difficile accusare il kremlino di usare petrolio domestico per avere influenza. I russi non mandano soldati in giro per controllare gas e petrolio: parliamo di gas e petrolio che hanno in casa. Perche’ non dovrebbero venderlo?
Chiaramente, questo genere di contraddizioni finisce con lo snervare la popolazione, cui si richiede una fermezza formidabile nel difendere dei valori che l’Impero poi mostra di tradire.
E la propaganda non fa altro che peggiorare le cose: dopo il caso Assange di cui ho parlato, la propaganda dell’apparato militare USA ha ordinato a tutti i giornali servi di diffamare assange. Il risultato e’ stato questo:
mentre alla popolazione europea viene chiesto di chiudere un occhio se Assange viene estradato verso un paese con la pena di morte, in seguito all’accusa di aver contribuito a svelare dei crimini di guerra americani, succede questo:

 

 

Cioe’, mentre nessuno fa caso (perche’ l’Impero ha detto che Assange e’ cattivo) al fatto che un essere umano sia estradato per qualcosa che dovrebbe valergli la medaglia, verso un paese che lo mettera’ in carcere a vita se non condannarlo a morte, i valori che dovremmo “condividere” con gli USA ci portano a preoccuparci del gatto.
Questo e’ un esempio (divertente) di come alla fine, la propaganda imperiale produca SEMPRE dei doppi standard. Ed e’ proprio il doppio standard a distruggere quella “condivisione di valori” su cui si basa l’alleanza stessa.
Un esempio un attimo piu’ pesante puo’ essere quello di un paese che pervicacemente si ostina a garantire come diritto fondamentale quello di “possedere armi”: ora, di per se’ un diritto in piu’ non fa mai male, ma dimentichiamo che lo stesso paese si preoccupa di negare che la copertura sanitaria sia un diritto di tutti. Sinora, questa differenza era tenuta negli USA, come un pittoresco aspetto dell’ Impero, che in fondo ti fa pagare le cure, ma ti garantisce che tu abbia i soldi per pagare. Il guaio viene quando negli USA l’ 1% dei piu’ ricchi possiede il 40% della ricchezza, e il 73% e’ indebitato sino al collo. E allora iniziamo a vedere sui social gli appelli disperati di famiglie che chiedono soldi per curare figli malati di cancro, perche’ diversamente non avrebbero il diritto alle cure. Ma, sia chiaro, possono possedere un fucile automatico.
Quando questa differenza di vedute diventa potente perche’ arriva anche tra gli alleati, che cercano di allentare i controlli per il possesso di armi (come in Italia), e per il loro uso, allora inizia a diffondersi dapprima un senso di disagio, e poi un senso di repulsione.
In che modo reagisce un impero quando gli alleati diventano titubanti perche’ non riconoscono piu’ i valori dell’Impero? Normalmente, cerca di trasformare gli alleati in vassalli, in fantocci o in sicofanti. Il guaio viene quando contemporaneamente alla divergenza di valori appaiono altri imperi, oppure le nazioni ex alleate si trovano nella condizione di vivere senza impero perche’ la sua influenza e’ bilanciata da quella di altri imperi nascenti.
Questo e’ il punto del declino dell’ Impero americano: i suoi valori fondanti si stanno sfaldando a furia di utilizzare un doppio standard: ci si lamenta di continuo che la strategia russa contro l’ Impero Americano sia quella di sottolineare le incongruenze nella difesa dei diritti umani e nella difesa dei diritti civili. Ma la mossa, da parte dei russi, e’ perfettamente sensata: i russi sanno benissimo che l’inconsistenza della “missione civilizzatrice” di qualsiasi impero porta alla fine dell’impero.
Ma la piu’ grande inconsistenza dell’ Impero Americano viene in una divisione fittizia tra economia e politica. Per gli americani, l’economia non ha nulla a che vedere con la politica: per esempio, Trump puo’ contemporaneamente imporre dei dazi alle industrie europee, accusando l’europa di essere nemica degli americani, e chiedere agli europei di contribuire maggiormente alla NATO.
Questo e’ perche’ gli americani vedono economia e politica come due ambiti completamente separati, e specialmente hanno elevato l’economia ad un livello tale di intangibilita’ morale che non solo puoi colpire economicamente qualcuno mentre lo chiami alleato, ma potresti addirittura fare grandi affari con quello che definisci un grande nemico (come la Cina).
Il problema viene quando le altre nazioni, che nella propria storia hanno condotto fior di guerre per motivi economici, non condividono questa visione. I cittadino europeo, per dire, fatica molto a capire per quale motivo gli USA siano un alleato e un “paese amico”, quando poi ti uccidono posti di lavoro con il protezionismo. E’ davvero difficile far capire che due nazioni possano essere nemiche sul piano economico ma alleate su quello politico, perche’ nella storia d’Europa le due dimensioni sono SEMPRE state coerenti. Non e’ quasi possibile far credere ad un europeo che la stessa nazione che sta mettendo dazi in settori strategici sia anche un amico, tantomeno un alleato: specialmente in un periodo di malessere economico, gli USA appariranno come un mafioso che chiede di pagare una protezione quando dice agli alleati di finanziare la NATO e contemporaneamente applica dei dazi (=chiede un racket) alle industrie dei paesi alleati stessi.
Lo stesso vale per la questione privacy: dopo che con la vicenda di Snowden si era scopero negli USA un apparato spionistico tremendo che operava con la cooperazione delle principali imprese di IT degli USA, arrivano gli stessi USA e dicono che dobbiamo diffidare di Huawei “perche’ ci spia”. Come se Cisco, Juniper , Facebook, Google &co non cooperassero sin troppo volentieri con le autorita’ statunitensi per spiare paesi “alleati”: questo doppio standard non ha alcun senso per chi si trova in mezzo. Ma non solo: alle rimostranze dei paesi “alleati” dopo lo scandalo di Snowden, gli USA risposero che questo tipo di spionaggio e’ normale amministrazione e “lo fanno tutti”. Bene, ma allora cos’e’ questo strillare contro i cinesi di Huawei? Ancora una volta, l’unico messaggio chiaro e’ che agli USA non frega niente della riservatezza delle comunicazioni, perche’ quando tocca a loro spiare, lo fanno senza ritegno. Chiaramente, l’ “alleato” inizia a chiedersi se i valori dell’Impero siano anche i suoi. E quando risponde “no”, inizia lo sfaldamento politico.
In questo senso, l’Impero Americano mostra un processo di sfaldamento estremamente rapido. E’ capitato poche volte nella storia umana che un impero abbia perso alleati e consensi in maniera cosi’ rapida, nel raggio di meno di una decina di anni. Quando uno storico vede un impero sfaldarsi in maniera cosi’ rapida normalmente parla di “crollo” piu’ che di declino.
Ed e’ esattamente quello che sta succedendo. Un impero e’ , letteralmente, in crollo.
La classe politica europea iniziera’ a rendersene conto lentamente. Alcuni paesi, che vogliono costruire una difesa europea, hanno gia’ capito che la NATO non esistera’ piu’ entro dieci anni. Altri si cullano ancora nei loro anni ‘80, e continueranno sino a quando non arrivera’ con chiarezza la realta’ a bussare alla loro porta. In Italia, per esempio, ci si chiedera’ presto perche’ la Libia stia venendo portata nel caos da Haftar, alleato degli arabi, alleati degli USA. E prima o poi qualcuno si mettera’ a questionare questa “alleanza”. E’ solo questione di tempo, ma se la situazione precipitera’ in termini migratori non si potra’ continuare a dar la colpa ai francesi per qualcosa che viene dai Sauditi, amici degli USA.
E poi chiediamoci: se la Libia tornasse nel caos e a rimettere le cose a posto fossero , che so io, russi o cinesi, quanti ancora in Italia (persino tra i populisti) troverebbero utile la NATO?
Questo e’ solo un esempio per dire una cosa: l’impero USA e’ in pieno crollo. Usare il termine “declino” e’ ormai un favore che si fa ad un vecchio zio che non ci sente: la verita’ e’ che anche gli “alleati” europei sono spinti piu’ dall’abitudine che dalla fede.
E potrebbe succedere di peggio. Potrebbe succedere che dopo le prossime elezioni Europee, Putin vada a negoziare un trattato di pace con la UE, arretrando in cambio le proprie postazioni di qualche centinaio di kilometri. Potrebbe farlo solo DOPO che sono cambiati gli attori ai vertici della EU, cosa che succedera’, e solo se potra’ dire ai propri cittadini che la EU e’ cambiata. Se ci saranno queste condizioni, Putin potrebbe offrire la pace, ritirare indietro le proprie truppe, anche dall’ Ukraina (tenendosi la Krimea, ok) , e in cambio offrire un trattato di pace permanente all’ UE. Senza invitare gli USA al tavolo. Per fare questo a Putin serve un cambio di facce e di partiti in seno alla UE, che gli consenta di non apparire debole in patria. Se questo cambio ci sara’, Putin potra’ andare ad offrire la pace alla UE senza apparire debole in casa. E la UE, potete giurarci, accettera’ con entusiasmo.
A quel punto, le opinioni pubbliche europee rimarrebbero a chiedersi “ma a che serve la NATO, di preciso?”.
Pregate che Putin sia stupido, e che possiate tenere la stessa identica classe politica ai vertici UE. Se per caso Putin si trovera’ nelle condizioni di offrire un trattato di pace alla EU senza venire umiliato di fronte ai suoi elettori, dopo le elezioni europee, per la Nato in Europa la campana batte a morto.