Storiella di Natale.

Vi sparo una storia di Natale, cosi’ imparate ad essere tutti piu’ buoni, alla Germano Mosconi.

C’era una volta un paese, un paese di persone che lavoravano molto. Erano persone dure, ma parlavano dialetto e non avevano scuola. Capivano a malapena cio’ che gli veniva detto da chi parlava correttamente la lingua nazionale.

Ma un giorno vennero i liberatori. Essi chiesero di essere seguiti. Chiesero obbedienza, chiesero a tutti di essere soldati, di non fare domande, di non chiedere perche’.

Uno di questi soldati, parlando il dialetto, non ci stava, e chiese ugualmente.

    • Maestro, perche’ non possiamo farti domande? Perche’ non possiamo conoscere i motivi delle tue decisioni? Non sei forse tu che parli di dare il potere al popolo?
    • Vedi, mio prode soldato operaio, io non voglio umiliarti. Se ti spiegassi le ragioni del mio decidere, capiresti tu di geografia? E di storia? E di economia? No. E saresti doppiamente umiliato, per un’ignoranza di cui non hai colpa. Io lo faccio per il tuo bene: fidati di me, ci sono cose che non puoi capire.

Questa risposta basto’ a zittire il soldato operaio, ed egli continuo’ ad obbedire senza far domande.

Ma passarono gli anni, e vennero tempi migliori. Cosi’ il figlio del soldato pote’ studiare. Ma ancora non bastava, perche’ ancora non poteva capire le ragioni del Maestro:

    • Maestro, perche’ non possiamo farti domande? Perche’ non possiamo conoscere i motivi delle tue decisioni? Non sei forse tu che parli di dare il potere al popolo? Nemmeno oggi che so leggere e scrivere,Maestro?
    • Vedi, mio prode soldato operaio, io non voglio umiliarti. Se ti spiegassi le ragioni del mio decidere, capiresti tu di geografia? E di storia? E di economia? No. Certo sai leggere e scrivere, ma ancora non hai letto e scritto abbastanza per poter capire. Devo forse umiliarti proprio quando hai raggiunto il grande traguardo di saper leggere e scrivere?

Passarono altri anni, ed il nipote del soldato operaio pote’ finalmente studiare sino ai massimi livelli. Cosi’ egli si avvicino’ al nipote del Maestro, che ne aveva ereditato il titolo. Aveva fiducia in lui, perche’ il nonno del Maestro, pur senza spiegare le ragioni, aveva condotto suo nonno a far studiare la prole. E il padre del Maestro aveva condotto il padre del ragazzo a farlo studiare , fino al massimo livello.

Cosi’ si reco’ nella sala dove si trovava il Maestro, ed era gremita. Tre generazioni aspettavano le risposte. Tre generazioni avevano militato senza mai chiedere il perche’, ma ora alcuni di loro potevano sapere e potevano capire. I piu’ vecchi speravano che i loro nipoti, forti degli studi, potessero spiegare loro qualcosa, a tavola, in parole semplici.

Il giovane studioso si alzo’, e forte del proprio titolo di studio chiese:

    • Maestro, ora spiegaci. Finora non potevamo capire. Sinora non potevamo sapere. Ma ora possiamo. Spiegaci le ragioni.Il perche’, ed il percome. Ti ascoltiamo.

Il Maestro lo guardo’ con aria confusa, poi apri’ bocca e rispose alla folla adorante.

Marx Engels Lenin Stalin

    • Ecco…. cioe’. Insomma,l’anticonformismo… e’… cioe’. Insomma,parliamo della Cultura , cioe’…. della possibilita’ … insomma. Cioe’… il perche ‘storico…. nel karma. cioe’…. insomma. Capito? Ecco… cosi’. Si’,ma anche no. Ecco, e’ l’ispirazione. Si’. Cioe’. Il riformismo, capito come? E la Letteratura con la “L” maiuscola. Ecco. Cioe’…. capito?

Migliaia di persone uscirono dalla sala,pensose. Alcune deluse. Altre, la maggioranza, avrebbero chiesto lumi a tavola. Cosa che fece il nonno del ragazzo che aveva posto le domande al Maestro.

    • Mio nipote adorato – inizio’ il vecchio nonno – dimmi: che cosa ha detto il Maestro? Me lo sai spiegare con parole semplici?

Il nipote era titubante, ma senti’ che doveva una risposta al nonno.

    • Ecco… non ha detto proprio niente. Un CAZZO di niente, ha detto! NON HA DETTO UN CAZZO, ECCO TUTTO! E DUBITO CHE ABBIA QUALCOSA DA DIRE, QUEL FESSO!

Il nonno rimase pensoso.Passarono i minuti.Passo’ un’ora.Poi parlo’.

    • Parto – disse.
    • E dove vai?
    • In Romania
    • In Romania?
    • Si’. Mi resta qualche migliaio di euro di TFR, e prima di morire mi sfondo di Viagra e mi chiavo una minorenne con le tettine all ‘insu’. E vaffanculo!

Il nipote guardava il nonno mentre si preparava.

Non sapeva cosa dire. Non lo avrebbe mai piu’ saputo.

Uriel

P.S: qualcuno giuro’ di aver visto il maestro girare furioso per la sala vuota, gridando “Chi e’ quel fascista che ha fatto studiare questi stronzi?”