Storicismi assurdi.

Ogni volta che posto qualcosa sulla Germania, vengo poi raggiunto da commenti che mi fanno pentire di avere scritto, ed il fatto che la gente li mandi a me personalmente anziche’ discuterne testimonia il sentimento di odio che una stampa serva ha seminato in Italia. Tuttavia la colpa di quanto accade e’ molto piu’ profonda, ed e’ insita in una precisa visione della storia che gli italiani hanno, inculcata dalla scuola, che impedisce alle persone di ragionare di fatti attuali. La verita’ e’ che non solo gli italiani non capiscono il futuro, ma faticano a capire il presente.

Lo potete vedere innanzizutto sui giornali, quando vengono interpellati gli intellettuali. Ho letto numerosi articoli riguardo alle elezioni tedesche, e tutti questi articoli partono a descrivere la Germania dal 1918. I tedeschi hanno paura dell’inflazione? E’ per via dell’inflazione che porto’ Hitler al potere(1), e non per il fatto che l’alto numero di famiglie monoreddito li rende molto sensibili all’andamento dei prezzi.

Ma se prendiamo due dati:

  1. Qui ed oggi il sistema fiscale tedesco rende le famiglie del ceto medio molto sensibili all’andamento dei prezzi, modificandone la conformazione lavorativa.
  2. Settant’anni fa una crisi economica spinse Hitler al potere.
l’italiano quale chiave di lettura sceglie? Ovviamente, la seconda. Perche’? Perche’ e’ storica, e quindi e’ piu’ facile farci un temino di due pagine , temino che poi finisce sui giornali come “editoriale”. Ma il fatto e’ che questo approccio alla lunga contagia l’opinione pubblica, ottenendo un italiano che non riesce piu’ a parlare di qualcosa senza parlare di qualcosa d’altro: un individuo auto-distraente.

Non avete bisogno della TV come sistema di distrazione di massa, perche’ avete ormai imparato dalla stampa italica l’arte di distrarvi da soli. Appena appena io vi ponessi il problema dello spionaggio americano , mi sentirei nominare comunismo e fascismo, DoD e guerra fredda. Aha. Si, io c’ero alla fine del periodo, mia madre ne ha visto la parte centrale, mia nonna (95 anni) ne ricorda l’inizio. Mia figlia non ha mai visto un “comunista” in vita sua.
Qualcuno nella zona dei commenti ha scritto che gli italiani “hanno litigato coi fatti”, ed e’ vero: sembra che l’opinione pubblica italiana sia INCAPACE di discutere di OGGI senza iniziare a parlare di ieri, al punto da eliminare del tutto l’oggi.

Non succede solo con la Germania: il guardare in continuazione alla storia senza osservare il presente fa si’ che l’intelligenzia italiana sbagli di continuo le previsioni , e continui a credere che la storia sia prassi.

Il fenomeno un tempo trasformava gli accademici italiani in persone che potevano parlare a lungo di qualcosa ed essere interessanti per le citazioni, ma si trattava di tempi diversi, nei quali le trasformazioni erano lente e conservative, e quindi il passato era interessante quanto e piu’ del presente.

Il problema del mondo di oggi e’ che cambia in maniera distruttiva, ovvero opera cambiamenti che cancellano i resti del passato.  Questo atteggiamento, lo storicismo,  diventa del tutto devastante quando si cerca di capire il presente.

Quando si nomina roba tipo AfP , il partito dei professori, come lo chiamano, si parla di nuovo nazionalismo. Ma questo si fa ricordando, ovviamente, il nazionalismo hitleriano. Il guaio e’ che la Germania non sta diventando nazionalista, sta diventando semplicemente un paese involuto nel proprio sistema sociale ed economico.

E’ semplice capirlo quando si osservano parlamenti locali e nazionali fare sempre piu’ riferimento alla lettera delle leggi, quando si parla di integrazione contro (gegen vuol proprio dire contro, non ci sono sconti) multiculturalita’. Ma il processo NON e’ hitleriano, dal momento che anzi la Germania sta cercando di attrarre professionalita’ da tutta Europa , e dico “Europa” perche’ contemporaneamente e’ sempre piu’ difficile arrivare qui da fuori europa.

Servono 6 milioni di nuovi lavoratori specializzati entro il 2020. Un milione in piu’ ogni anno. Se considerate che i “vecchi” immigrati meno specializzati stanno andando via al ritmo di 500/700 mila all’anno, di fatto stanno progettando una Germania culturalmente “europea”, ma senza melting pot: integrazione per assimilazione.

Questo non ha niente a che vedere col sentimento hitleriano, o con il nazionalismo: ha a che vedere con la determinazione incredibile di mantenere “tedesca” al Germania. Qualsiasi altro stato, con una mancanza di manodopera di 6 milioni di unita’, parlerebbe di delocalizzazione, o almeno di mobilita’. Ma questo significherebbe cambiare radicalmente la struttura della societa’: preferiscono mantenerla cosi’ com’e’, e chiedersi “mancano 6 milioni di persone altamente qualificate se vogliamo continuare cosi'”. Ma anziche’ dedurne che non possono continuare cosi’ perche’ ci vorrebbero altri 6 milioni di lavoratori specializzati che non hanno , semplicemente migliorano la qualita’ del lavoro sino ad attrarre persone per averli: un ragionamento politico che inizia dicendo “dando per scontato che non vogliamo cambiare, come facciamo a coprire le lacune che servono A RIMANERE COME SIAMO?”.

Questo non e’ nazionalismo, e’ semplicemente una forma di introversione culturale.

Ma nessun intellettuale italiano capisce questa cosa, perche’ non appena un intellettuale italiano vuole capire l’ OGGI, tira fuori i libri di storia e vi parla di IERI. Per esempio un decennio di ingegneria sociale merkeliana hanno stravolto la cultura tedesca : nella zona ove vivo, i “vecchi” immigrati italiani sono stati confinati in alcune zone-ghetto, e nelle zone piu’ ricche stanno arrivando nuovi professionisti, persone radicalmente diverse (e molto piu’ civilizzate) , la percezione degli stranieri italiani (sino a quando non si comportano come i “vecchi” immigranti) e’ enormemente aumentata. Sono sorpreso da quanti tedeschi, per dire, pagano per studiare l’italiano: e non e’ certo il consolato a “spingere” , dal momento che le prestazioni dei consolati e delle ambasciate e’ perlomeno “deludente”. MA questo atteggiamento e’ cambiato in seguito a fenomeni di ingegneria sociale voluti e massivi, ed avviene laddove tali ingegnerie sono state attuate. Presto avverra’ anche a Berlino, che sta venendo “ripulita” a dovere.

Pero’, se io andassi da uno storico italiano a dire “ehi, in NRW lo studio dell’italiano sta crescendo, si studia anche come lingua straniera nelle scuole, e c’e’ addirittura richiesta di insegnanti bilingui”, lo storico italiano prenderebbe i suoi libri di storia e mi direbbe “beh, mi sembra un’ovvia conseguenza dell’ Asse stipulato tra Mussolini e Hitler“. Ma solo 30 anni fa, la situazione a riguardo era MOLTO diversa, e non credo che qualcuno ricordi ancora l’ Asse quando vi affitta una casa.

Anche le speranze riposte su AfD sono assurde. E’ uno dei tanti partiti neo-nazionalisti supportati da reduci della DDR e professorame vario: i Republicaner che parlano Ex Cathedra. Certo ci sono meno teste rapate, ma a destra non c’e’ spazio, e si tratta evidentemente di un partito di estrema destra, solo che e’ un’estrema destra in giacca e cravatta.

E’ possibile che prenda qualche percentuale, meno probabilmente che superi lo sbarramento del 4%, ma anche cosi’, la partita si gioca tra i grandi partiti, o almeno i piu’ grandi. la CDU non intende allearsi con AfD , e nessuno a sinistra li vorrebbe in una coalizione, e lo stesso vale per FDP. Se anche quelli di AfP crescessero, si otterrebbe una GroßeKoalition allargata magari ai verdi.

Nutrire grande speranze di cambiamento da un partito di nazisti senza svastica mascherati da professori non ha alcun senso storico: certo, ricordando il 1933 e’ facile parlare di “allarme nazismo” ogni volta che un partito di estrema destra supera il 3%, ma se solo si osservasse la struttura economica della Germania odierna, o la sua struttura culturale, una simile istanza non ha neppure senso: e’ il solito partitino di estrema destra che fa uno spot e poi scompare.

Guardiamo la storia recente: se andiamo a vedere dei fatti, mi sapete dire quale sia stata l’influenza reale sulla politica tedesca, una sola legge dello stato, una sola svolta nella politica del governo, voluta od ottenuta da uno di quei soliti partitelli neonazi che ogni tanto mandano uno o due deputati in qualche camera? La risposta e’ : ZERO negli ultimi 30 anni.  E’ assolutamente chiaro: questi partiti nascono, compiono brevi parabile e poi scompaiono senza fare nulla di nulla.

Fatti? Non menzionate fatti! Arrivera’ lo storico italiano e mi dice “si, ma nel 1933, pero’ li sottovalutavano”. Si, ma nel 1933 io non c’ero, mia madre non c’era, e nemmeno il 75% di quelli che parlano di 1933 c’erano. E neanche il 95% dei tedeschi, se escludiamo gli incredibilmente longevi criminali nazisti(2) ancora in vita.

Andiamo avanti con la storia dell’ Europa. La cultura tedesca attuale non-ne-vuole-sapere di dominare l’europa. Ovviamente le loro decisioni causano conseguenze enormi, ma sia la Merkel che il governo, cosi’ come l’opposizione che vuole governare, propongono un’immagine di Germania che continua ad essere tedesca cosi’ ed anche piu’ di cosi’, ovvero la “consuetudine aumentata” , dal momento che gli altri governi europei “devono fare i compiti da soli”. Questa non e’ voglia di dominio, e’ semplicemente voglia di non essere coinvolti da quanto accade fuori dai confini: il tedesco ha semmai una grande voglia di tenere fuori dai suoi confini un mondo che non approva piu’, ed intende farlo imponendo DENTRO ai confini una cosi’ stretta aderenza alle consuetudini piu’ germaniche da trasformare il confine in un muro culturale vero e proprio.

Per questo sono completamente stupidi ed incompetenti politici e giornali che tentano di dire alla Merkel e ai tedeschi che insistendo sulla austerity tutti li avranno in antipatia: e’ il muro che vogliono alzare. Antipatici va bene, se questo e’ il prezzo da pagare per sancire la differenza: “vergrößert Kostüm”.

Il sogno della Germania, cosi’ come quello dell’ europa del nord, e’ di continuare ad essere cio’ che sono sempre stati, e di usare la riaffermazione letterale del loro modo di fare come strumento per ricostruire i confini. Potete commerciare quanto volete, muovervi quanto volete, ma in ultima analisi useranno il loro modo di essere , amplificato in ogni modo, per ribadire che loro sono loro mentre  voi siete voi. A meno che voi non andiate a vivere insieme a loro, e allora applaudiranno ogni vostro progresso per assomigliare a loro. Nessuno e’ piu’ disposto ad aiutarvi di un tedesco che nota che vi sforzate di parlare tedesco: chiedetegli di parlare inglese e vi odieranno, provate con un tedesco anche imperfetto e li avete dalla vostra parte.

Se dovessi fare previsioni basate sull’attuale, credo che inizieranno ad attaccarsi alla letteralita’ delle leggi interne esistenti per differenziarsi. Se in un paese si usa concedere qualche diritto a qualcuno, che in altri paesi non e’ consentito, potrete scommettere che tale diritto sara’ ingigantito al solo scopo di creare un confine. Useranno le loro costituzioni, la loro enunciazione dei diritti, il loro modo di intendere il welfare NON per imporlo, ma per differenziarsi.

Questo e’ il punto che NON si e’ capito dei paesi nordici: essi stanno ribadendo continuamente il loro modo di pensare o il loro modo di vivere la costituzione o le loro leggi NON allo scopo di imporle, ma allo scopo di alzare un confine tra loro e gli altri.

Quando tutta europa ignora prism e invece i provider tedeschi criptano la posta facendo “email made in Germany” lo fanno non perche’ vogliono imporre lo standard in tutta europa, o perche’ imporranno in tutta europa di fare lo stesso, anzi. Lo fanno per essere DIVERSI dal resto dell’europa, per alzare un confine fatto di differenza.

La stessa austerity e’ stata un argomento sostenibile nel momento in cui solo i paesi del nord europa ne erano i sostenitori, il che ha ribadito la loro tradizionale nordicita’. Se tutta europa avesse aderito entusiasticamente , probabilmente avrebbero tirato fuori la loro tradizionale idea di welfare , e questo non allo scopo di imporre qualcosa, ma di differenziarsi.

Se tutta europa desse un Kindergeld alle famiglie, per avere un welfare piu’ “nordico” loro ne darebbero il doppio, o lo darebbero in maniera piu’ “nordica” – qualsiasi cosa voglia dire nelle loro menti – al solo scopo di  sancire che loro sono nordici.

Questa decisione e’ dovuta al fatto che se escludiamo l’ Olanda, l’ “anglizzazione” che si e’ verificata nel resto d’europa nei paesi nordici e’ appena iniziata: il fatto di parlare lingue poco studiate e dalla fonemica totalmente aliena ad altre lingue , con una letteratura cosi’ involuta (provate pure a leggere un romanzo danese, se volete. Sembrano i marziani di Heinlein) li ha portati a vivere in una bolla culturale. Adesso la bolla sembra aprirsi, la reazione e’ “continuiamo a vivere nella nostra bolla, dal momento che ci si sta meglio che in ogni altro posto”. Solo che , firmato Schengen, i confini ufficiali non esistono piu’ : il modo di proteggere l’identita’ moderna e’ quello di ribadire letteralmente ogni componente di tale identita’, rendendolo evidente ed obbligatorio.

In definitiva, il loro sogno non e’ la grande Germania, il loro sogno e’ la Grande Svizzera.

Ma se tiriamo in ballo di continuo il 1933, non capiamo che non si tratta di un sogno involutivo, attribuiremo il tutto ad una mira espansionistica inesistente.  Questi signori non stanno agendo  per gridare al mondo “dovete essere tutti come noi”, ma per dire “non siete come noi, e non siamo come voi”.

E qui andiamo alle chances dei partiti anti-euro o anti-EU: potrebbero avere delle chances se e quando proponessero la distruzione reale di questa identita’ , di questo confine culturale. Se, come ha detto l’incompetente Letta, si proponesse un sistema scolastico comune o un sistema televisivo comune, esiste la seria possibilta’ che essi sentirebbero minacciata la loro identita’, e allora potreste avere dei problemi di defezione.

Se si proponesse un indebolimento del sistema giuridico e del sistema dei diritti, allora probabilmente avreste defezioni immediate dei paesi nordici prima e di tedeschi ed austriaci dopo. Se proponeste di cambiare di un minimo le loro nordicissime abitudini , cosi’ identitarie, otterreste una defezione quasi immediata. Ma questo perche’ in un’europa ove la democrazia e’ minata, loro puntano sulla tendenza opposta, ovvero un “fondamentalismo democratico” spinto sino a ricostruire i confini demoliti dal trattato di schengen.

Ma tutto questo non puo’ essere spiegato parlando del 1933, del 1945, della guerra fredda e della caduta del muro. Puo’ essere spiegato solo andando da Schröder in poi.

Potrei dire lo stesso degli USA, dei quali non si parla sui giornali italiani se non ricordando Kennedy, il Vietnam, la Guerra Fredda e Reagan, quando gia’ Clinton e la sua cultura bipartisan sono scomparsi dalla societa’ americana. Il resto e’ ormai preistoria.

Potrei dire lo stesso della Russia, che si vuole spiegare citando l’ URSS, e non si capisce invece di avere di fronte una nazione che sta cercando di ricostruire una strategia geopolitica (perche’ e’ cosi’ estesa da non poterne fare a meno) mentre qualcun altro vuole ridurla ad una potenza locale: ma come cazzo potete pretendere che una nazione che si estende per 13 fusi orari POSSA essere una “potenza locale”? NIENTE della Russia e’ “locale”, con quell’estensione. Ne’ puo’ esserlo: chi sogna di ridurre la russia ad una potenza “regionale” e la trova resistente ed ostile non vede le carte geografiche?

No, perche’ gli storici prendono i libri e tirano fuori l’ URSS: che cosa contano i fatti, quando c’e’ la storia?

Anche l’incompetenza nello spiegare le primavere arabe ed il mondo islamico deriva da questo: parlate di Egitto e vi tirano fuori Sadat. Parlate di islam e vi tirano fuori il Califfato e l’ Impero Ottomano. Cosi’ non si sono accorti dell’espansione saudita (si aspettavano Saladino, probabilmente) e ancora non sanno spiegarsi come mai OGGI i sauditi stiano cercando di eliminare ogni regime che potrebbe indebolire la teocrazia locale.

In generale, il mondo puo’ essere spiegato MEGLIO se si DIMENTICA la storia , dal momento che in un mondo fatto di grandi cambiamenti non conservativi del passato tirare in ballo la storia equivale a inserire nel discorso dei fattori completamente fuori contesto.

E questo vi impedisce di parlare di europa moderna, dal momento che tirerete sempre e comunque la seconda guerra mondiale in ballo, vi impedisce di percepire il mondo multipolare odierno perche’ tirerete sempre di mezzo la guerra fredda, vi impedisce di capire il mondo della tecnologia perche’ tirerete fuori Tesla, e cosi’ via.

Se volete capire cosa succede QUI ed OGGI, il libro di storia dovete BRUCIARLO.

Qualcuno ha scritto che chi dimentica la storia e’ condannato a riviverla, ma la verita’ e’ che chi se la ricorda e’ condannato a non vivere il presente ed il futuro. Spetta a voi scegliere cosa perdere.
Uriel

(1) In realta’ fu il successivo periodo di deflazione, ma lasciamo stare i dettagli.

(2) A giudicare dalle statistiche, sembra che essere un criminale nazista alzi l’aspettativa di vita di 15 anni, circa. La vita media dei gerarchi nazisti colpevoli di crimini , e sopravvissuti oltre il 1960 e’ 15 anni superiore a quella del tedesco medio.