Spieghe varie

Ho ricevuto oggi la richiesta di commentare la politica tedesca (immagino vi riferiate al congresso dei delegati SPD di ieri) e altri mi hanno chiesto come funzioni di preciso il voto disgiunto tedesco, che ha ammazzato la FDP (o meglio ,il rifiuto di Angela Merkel  di chiederlo agli elettori) e cambiato faccia al parlamento.

Andiamo alla prima parte. Che e’ successo?
La Merkel ha chiesto a SPD e Grüne la disponibilita’ a formare una coalizione di governo. Le coalizioni possibili sono tre, ma quella rosso-rosso-verde e’ impossibile perche’ avrebbe solo cinque voti di vantaggio e perche’ Linke e SPD non vanno d’accordo.
La Merkel ha bisogno di cinque voti, e puo’ procurarseli in due modi: SPD e Grün.
I pro ed i contro:
  • SPD: PRO un partito piu’ grande garantisce continuita’ per 4 anni, avendo piu’ del 60% dei voti in parlamento. IN piu’  , offre una “longa manu” verso Bruxelles. Contro: avendo piu’ da offrire, chiederanno piu’ ministeri.
  • Grüne: PRO garantiscono un certo margine di manovra in casa, meta’ di quello della SPD, ed essendo piccoli chiederanno poche poltrone. Contro: ma hanno frange che preferirebbero un governo rosso-rosso-verde e sono contigui alla Linke.
 Allora, sia SPD che Grüne hanno fatto campagna contro la Merkel. Quindi, siccome i tedeschi non amano che tu sia alleato E anche avversario di qualcuno, perche’ sia possibile l’alleanza, devono dimettersi i vertici. I vertici dei Grüne si sono dimessi, e adesso sono disponibili al dialogo.
SPD non poteva chiedere un’alleanza con lo stesso leader, Steinbrück , che ha fatto campagna CONTRO la CDU, visto che dovranno governare insieme. I tedeschi non capirebbero come mai chi diceva “La Merkel ha sbagliato tutto” adesso pensi che si possa governare con lei. (a questo punto mi chiedo come siano i matrimoni tedeschi, mi informero’)
Cosi’, Steinbrüch si e’ ritirato dalla vita politica pubblica, in modo da lasciare spazio a Gabriel, il segretario della SPD. Egli ha riunito i 200 delegati territoriali chiedendo loro il “via libera” per un governo con la CDU.
Tuttavia, le leggi tedesche pongono dei limiti al modo in cui i partiti prendono le decisioni (1) e questo produce un grosso cambiamento “culturale” nel modo di fare. Insomma per una cosa del genere i 200 delegati non bastano,  e dovranno votare i 470.000 aventi diritto. Ma per fare questo ci vuole un mese circa, per cui i 200 hanno deciso per tutti.
Questo e’ il punto di rischio estremo di Gabriel: se i 470.000 aventi diritto sconfesseranno la linea della SPD e diranno che NON deve allearsi con la CDU, dovranno dimettersi TUTTI i 200 delegati , e Gabriel stesso.
E’ difficile pensare ad un partito decapitato a partire dai primi 200 uomini dei suoi vertici, per dare un’idea potrei dire ” un partito decapitato all’altezza dell’ ombelico”.
Per questo la Merkel dice che le trattative saranno lunghe: qualora tra un mese l’intera classe dirigente dell’ SPD dovesse venire sconfessata dalla base, e dovesse dimettersi in massa indicendo un nuovo congresso, SPD non potrebbe formare nessuna coalizione di governo per mesi e mesi, col risultato che l’unica coalizione possibile sarebbe coi verdi. I quali lasciano fare dal momento che in tal caso potrebbero, ovviamente, alzare il prezzo.
Succedera’? Difficile. Il tedesco ha stampato bene in mente il concetto di RealPolitik, come piano B se non c’e’ la forza di fare una IdealPolitik. E’ assai difficile che il partito sconfessi l’intera classe dirigente, quando sanno benissimo che cosi’ facendo rimarranno fuori gioco per ANNI.
Comunque, siccome dall’altro canto la Germania e’ la terra del “sage nein!” , non e’ un rischio da sottovalutare.
Andiamo alla domanda sul voto disgiunto. I tedeschi votano con due schede, una ove votano il candidato della loro circoscrizione (Steinbrück si portava proprio nella mia circoscrizion btw (2) ) e una dove votano il partito. Ah, si: non si puo’ mettere il nome del candidato nella scheda riservata ai partiti.
Alla fine succede che un partito elegge N candidati e prende M voti. E qui viene il bello. La costituzione tedesca dice (e la corte costituzionale tedesca lo ha ribadito qualche anno fa cancellando una norma della legge elettorale) che “nessun voto possa valere piu’ di un altro”. Cosi’, il numero di eletti deve essere rappresentato per intero in parlamento. Chiunque sia stato eletto ha un seggio. Tuttavia, nessun voto vale piu’ di un altro, quindi ANCHE le percentuali dei partiti devono essere rappresentate in parlamento.
Cosi’, se un partito ha il 42% dei voti e il 30% dei candidati deve rappresentare SIA il 42% dei voti SIA il 30% dei candidati. E anche un partito che ha il 30% dei voti ma il 40% dei candidati deve poter fare lo stesso. Come risolvono i tedeschi questa cosa?
Lo risolvono con una cosa del genere: i candidati eletti stabiliscono il numero MINIMO di seggi per ogni partito; dopodiche’ si contano i voti ricevuti nella seconda scheda, e se necessario si ALLARGANO gli schieramenti, calcolando le eccedenze col metodo di Sainte Laguë , e allora si arriva al numero MASSIMO di seggi per partito.
Cosi’, se un partito vuole “salvare” un avversario che e’ dato in crollo, puo’ chiedere agli elettori il “voto disgiunto”. Cioe’, sapendo che al proporzionale si prendera’ il 42%, e volendo salvare la FDP, si chiede all’elettore di votare CDU sulla scheda proporzionale e FDP su quella personale: in questo modo CDU portera’ in parlamento il 42% per via dei voti al proporzionale, e FDP andra’ li’ con la “potenza” degli eletti della CDU.
La Merkel, ben sapendo che FDP stava per scomparire, NON ha chiesto ai propri elettori il voto disgiunto, col risultato che FDP e’ scomparsa. Come mai la Merkel non ha voluto salvare il suo alleato? Perche’ sono liberali tatcheriani, e li considerava una specie di male necessario, essendo troppo vicini a Londra e all’ideologia liberista. Per colpa di FDP e dei suoi ricatti la Merkel e’ dovuta andare a Londra e ha dovuto dichiarare che “e’ necessaria l’ Inghilterra nella UE”, quando poi nella politica europea ha agito in maniera da cacciare i capitali inglesi dal continente, e cosi’ via.
Per la stessa ragione non ha preso mai in considerazione, ne’ mai nominato o commentato, il partito AfD, i gli Oskar Giannino di Germania, (che e’ cosi’ chiaramente finanziato da Soros&co che se avesse avuto Soros come candidato nessuno avrebbe battuto ciglio). (3) Non le piacciono i liberisti, che considera l’altro lato del muro comunista, stessa ragione per cui non va d’accordo con le due grandi banche private tedesche.
La domanda lecita e’: la Merkel aveva progettato sin da subito di allearsi con SPD, e per questo non li ha attaccati molto in campagna, preferendo parlare di se’? Probabile: il potere rappresentato da Schulz in seno al parlamento europeo le fa gola, e chiaramente unire le due cose in una coalizione unica e’ il suo progetto per la quadratura del cerchio.
Che cosa succedera’? A meno di clamorose sorprese con un SPD decapitato all’altezza dell’ombelico,  la Merkel trattera’ per un mese sino a capire quale sia la percentuale della base che sta coi 200 leaders che hanno deciso per la GroßeKoalition. Poiche’ non saranno mai il 100%, neanche in caso di risposta positiva, qualcuno dei 200 sara’ fuori dai giochi e la SPD ne rimarra’ indebolita.
A quel punto, chiudera’ la partita.
Se invece ci sara’ un disastro nella SPD, con i primi 200 capi del partito sconfessati clamorosamente dalla base, l’ SPD non potra’ rappresentare un’alternativa di governo – per colpa sua – e la Merkel fara’ la sua offerta ai verdi, che chiederanno molto ma mai quanto SPD.
In tal caso avra’ meno “presa” in europa  – quanta ne ha oggi, diciamo – ma avra’ un alleato piu’ malleabile, dal momento che CDU, essendo forte in zone agricole, e’ sensibile alle politiche ambientali , purche’ vadano a tutelare (in parte o completamente)  gli agricoltori.
Uriel
(1) Un partito con Grillo e Casaleggio qui sarebbe illegale, per via della poca chiarezza sui meccanismi interni.
(2) Lo avrei pure votato, ma non ditelo a quelli che mi credono un fan della Merkel.
(3)Col nuovo governo in sella, mi aspetto che BND faccia una bella retata e cancelli quel branco di farlocchi dal continente.