Simulazioni.

Un paio di persone mi chiedono che cosa dovrebbe fare Silvio Berlusconi per sconfiggere la magistratura e riportare il paese in uno stato normale, ovvero fuori da questo golpe silenzioso dei giudici. La risposta e’ che, per evidenti ragioni di eta’, Silvio non puo’ farci niente, quindi al massimo potrei rispondere con “che cosa avrebbe dovuto fare”. O meglio, che cosa farei se fossi il prossimo vincitore delle elezioni
La situazione e’ semplice: la magistratura si e’ trasformata in un movimento eversivo, che ha come scopo di propinare al paese la solita minestra americana, quella riservata ai paesi latini.

 

In una prima fase i giudici sbattono sui giornali il marcio, (e del marcio c’e’ sempre). La gente si nausea e chiede moralita’, ovviamente ai nuovi eroi che sono i giudici. Dopo qualche tempo di effettivo “regime dei giudici” , si nota che la nazione agonizza perche’ il semplice rispetto delle norme penali non garantisce una buona conduzione del paese, e si scopre che una nazione agonizzante e’ ancora piu’ immorale e corrotta: corrompere i poveri e’ piu’ facile.

 

A quel punto, siccome la toga non garantisce piu’ la moralizzazione che la gente chiede, si passa alle divise, e si ottengono stati di polizia o dittature militari, a seconda dei casi. E’ quanto accaduto grazie al prezioso contributo della CIA in sudamerica, e quanto sta per accadere in Italia. Ancora qualche anno di magistrati che lottano contro la corruzione e sara’ chiaro che il paese non si risolleva solo per questo, ma la quantita’ di marcio sbattuto sui giornali avra’ nauseato ancora di piu’ la popolazione. A quel punto, se le toghe hanno fallito agli italiani sembrera’ quasi di potersi fidare, che so io, dell’ Arma. E vi troverete un carabiniere a capo del governo, in un bel regime di polizia.

 

Questa e’ una minestra nota , e’ la minestra della CIA, e’ la minestra che e’ toccata ai paesi del sudamerica, ed e’ quella che sta toccando all’ Italia.

 

Del resto, affermare che i giudici siano “di sinistra” e’ ridicolo, dal momento che intercettavano D’Alema e Consorte e che (fosse stato per loro) le telefonate sarebbero finite sui giornali(1), e non dimentichiamo che l’ultimo governo di Prodi e’ collassato avendo come pretesto un’inchiesta contro Mastella. Il quale Mastella ha  eliminato De Magistris dalla magistratura, non seghe.

 

In generale e’ inutile illudersi: destra o sinistra la magistratura NON permettera’ MAI un governo solido e stabile, perche’ non e’ cio’ che la CIA vuole. Se colpiscono di piu’ a destra che a sinistra e’ solo perche’ ci sono piu’ governi di destra che di sinistra. Guardate la fine di Del Bono a Bologna, se non ci credete.

 

Stabilito il genere di nemico da fermare, adesso vediamo dove farlo e dove Berlusconi ha sbagliato, o almeno omesso. Essenzialmente, il problema di Berlusconi e’ quello di non conoscere bene la storia politica di Roma.

 

Nella Roma imperiale le entita’ difficili da controllare non erano poco comuni, anzi. Si andava dalle Vestali (2) al Pontefix Maximus, in tarda era ai Fratres Arvales (il culto fu ripristinato e furono richiamati a Roma quando si senti’ il bisogno di “ripristinare i vecchi valori”) , cosi’ come ai tribuni della plebe.

 

Che cosa poteva fare il potere per limitare questo genere di intrusioni? Ovviamente esistevano strategie estremamente complesse e sofisticate, ma  una era eccezionalmente efficace: i Pretoriani. In teoria si trattava della guardia personale del capo, ma in pratica si comportavano come un vero e proprio servizio segreto, spesso coprendo l’azione dei sicari, e spesso avevano   “liste di proscrizione(3)” come quelle inventate anni prima  da Silla.

 

Quello che voglio dire e’ che Berlusconi sta cercando di vivere in una palude romana, e sta cercando di nuotarci senza lo strumento principe della storia del potere romano, ovvero i pretoriani.

 

La prima cosa che farei se fossi il nuovo vincitore delle elezioni, quindi, e’ di creare un corpo simile. Non e’ cosi’ difficile nell’ordinamento italiano, in quanto il presidente del consiglio dal 2007 e’ gia’ comandante dei servizi segreti. Con un provvedimento amministrativo , forse addirittura un regolamento ministeriale, e’ possibile passare ad uno squadrone scelto dei servizi segreti MILITARI la protezione fisica del presidente del consiglio.

 

Ovviamente per ottenere un corpo di pretoriani manca ancora una cosa, che e’ l’impunita’. MA nemmeno questa, nell’ordinamento italiano, e’ difficile da ottenere. Esistono due modi per farlo, che sono il segreto di stato e il segreto militare.In seguito alla pronuncia del 2009 della corte costituzionale, infatti, il parlamento ha una enorme discrezionalita’ nel fornire il segreto di stato. Il che significa, essenzialmente, che sarebbe possibile  con una certa tranquillita’ piazzare il segreto di stato nelle conversazioni telefoniche tra Berlusconi e i suoi pretoriani. Cosi’ come sull’organigramma dei pretoriani. Cosi’ come sulla loro posizione nel tempo, e sul loro operato e sui loro metodi.

 

Per questo occorrerebbe un pronunciamento del parlamento, ma non essendo specificatamente una legge contro i magistrati e supponendo di essere appena stati eletti, si potrebbe calendarizzare immediatamente. A quel punto, si ottiene un corpo dal potere immenso e praticamente impunibile.

 

Essendo secretate anche le procedure di arruolamento e la composizione del corpo, e trattandosi di un corpo militare (abbastanza impenetrabile anche al COPASIR, quindi, a patto di secretare con un altro strato di segreto, quello militare, tutti gli atti)  , in pratica sara’ agevole arruolare fanatici di provata fede.  Ma non solo: il giudice che provi ad intercettare si sentira’ dire che quel numero e’ di un uomo della sua scorta, e quindi c’e’ il segreto di stato. Quanti numeri ha la scorta? Quali ha? Segreto di stato. In teoria, potrebbe fornire numeri coperti da segreto anche alle mignotte. O addirittura arruolarle. Non sarebbero certo  le prime mignotte sul libro paga dei servizi.

 

Una volta ottenuto un corpo di pretoriani, si facciano sparire nel nulla un paio di magistrati. Li si prenda, li si torturi per farsi dire il nome del loro contatto nella CIA, e poi li si fiondi in mare. Si prenda il loro contatto in CIA, lo si torturi, lo si fiondi in mare e si faccia avere la sua testa sulla scrivania dell’ambasciatore americano in Italia. “don’t fuck with us”. Anzi, si potrebbero anche far sparire nel nulla un paio di soldati di stanza in Italia, a casaccio, tanto per chiarire chi e’ il padrone di casa.

 

Una volta fatti scomparire nel nulla il capo di magistratura democratica, la relativa famiglia, e qualche magistrato tra i piu’ famosi, ovviamente sara’ loro chiaro che devono stare cagati. Certo, potrebbero anche investigare. Ma i pretoriani possono far sparire i verbali, possono far sparire prove, possono intimidire testimoni, e qualsiasi attivita’ si fermera’ di fronte ad un bel segreto di stato. (e’ gia’ successo con l’inchiesta sulle abductions americane, e se la sono presa in saccoccia: Prodi ha piazzato il segreto di stato, e vaffanculo).

 

Intimidita la magistratura, a quel punto c’e’ poco tempo per una riforma prima che si riorganizzino e inizino a demolire la credibilita’ dei servizi agendo come hanno agito, che so, a Palermo con le indagini sulla mafia. occorrera’ anche potenziare i pretoriani sul piano militare, perche’ la CIA a quel punto usera’ il solito “attentato” per cercare di farvi fuori.

 

Cosi’, occorre una riforma. E’ inutile tentare di attaccare la costituzione dove recita che la magistratura risponde solo alla legge: occorre troppo tempo per una riforma costituzionale. Quello che si puo’ fare appena eletti, invece, e’ una riforma del processo penale e del codice di procedura.

 

Diversi paesi del mondo non hanno , per fare un esempio, il magistrato che dirige e inizia le indagini. Per esempio negli USA, e’ la polizia ad indagare, e quando ha finito consegna il fascicolo al magistrato. Il quale a quel punto istituisce il processo, ma non e’ coinvolto nella fase precedente.

 

Avendo quattro corpi di polizia, non e’ cosi’ difficile trovare il consenso politico nel muovere il potere dell’iniziare le indagini (ovvero di scegliere su chi indagare) verso la polizia stessa. Una volta depotenziato il giudice rendendolo poco piu’ di un servizio slave rispetto alla polizia, non c’e’ nulla di male se rimane un corpo che “risponde solo alla legge”: di fatto, risponde solo alla legge ma agisce su direzione esplicita di qualcuno che invece risponde allo stato, come tutti, ovvero la polizia.

 

Ovviamente bisogna evitare stupidita’ come la discussione in aula e occorre arrivare al momento clou con la riforma in tasca. In pratica, non appena arrivati si istituisce il corpo dei pretoriani, con una delle prime sedute del parlamento. Nelle due o tre settimane successive uno o due giudici tra quelli piu’ noti alle cronache spariscono nel nulla (tanto, eventuali investigazioni rivelerebbero la loro servitu’ alla CIA, per cui non ci saranno mai indagini molto approfondite sui loro movimenti) , idem per il boss di Magistratura Democratica e qualcuno nell’ ANM. Eventualmente si possono anche colpire i loro familiari. Entro tre o quattro settimane devono sparire nel nulla due o tre soldati americani e qualche uomo della CIA in Italia deve finire sulla scrivania dell’ambasciatore, in comode rate mensili.

 

Ottenuto lo choc, si ha circa un mese di tempo per agire prima che si riorganizzino per eliminarvi con le cattive, ovvero un mese di tempo per trasformare i pretoriani in una brigata o in una divisione , dotarli di elicotteri, aerei, qualche barchetta e una squadra di incursori, e infine  varare una riforma della giustizia che sposti le indagini sul ministero degli interni e lasci ai giudici solo il processo. Infine, siccome le schegge impazzite sono pericolose, occorre ripulire dai residui, cioe’ dai giudici  troppo infognati dalla CIA. Saranno felicissimi di accettare il prepensionamento, specialmente se rivogliono vedere i figli sani e salvi. Si tratta di metodi che ricordano la mafia, ma non sara’ la prima volta che i servizi arruolano delinquenti, li usano e poi li eliminano (saggia abitudine che sembra sconosciuta agli americani, quella di eliminare i servi).

 

Ovviamente saranno possibili sfumature diverse, ma il succo degli errori di Berlusconi e’ questo: venendo da una cultura aziendale non ha mai ritenuto che una formazione politica potesse beneficiarlo. Cosi’ non sa come uscire da quella che Bossi chiama “la palude romana”.

 

La sua formazione aziendale, inoltre, lo porta a battersi contro gli enti avversari direttamente: e’ ovvio che scontrarsi con la magistratura sul loro terreno e’ difficilissimo. Non e’ possibile piegare il potere dei magistrati, per la semplice ragione che e’ garantito da una costituzione rigida. Ma Berlusconi a quel punto vuole cambiare la costituzione, perche’ la vede come un atto fondativo aziendale, che si cambia agevolmente. Quello che Berlusconi non fa e’ di capire che se non riesci a modificare il modo che un ente ha di gestire un preciso processo, la maniera migliore non e’ di modificare il comportamento dell’ente, ma di spostare il processo verso un ente che si comporta diversamente.

 

Allo stesso modo, Berlusconi ha il difetto di non essere abbastanza sanguinario. Sebbene sia estremamente vanitoso e vendicativo, non e’ mentalmente capace di ordinare un omicidio. Puo’ dire delle cose che i suoi zelanti servitori applicano alla lettera (ma gli zelanti servitori non sono mai controllabili, anzi. Spesso esagerano per eccesso di zelo e vanno oltre le intenzioni) , ma non e’ culturalmente capace di ordinare un omicidio. Cosi’ come non e’ culturalmente capace di ideare un corpo di pretoriani capace di proteggerlo; probabilmente pensa che sia un lusso che solo Putin puo’ permettersi, mentre la legislazione italiana offre millanta strumenti per crearsi un corpo di pretoriani.(Un altro partito se li e’ fatti, per esempio. Papalia ha smesso di rompere i coglioni da quando Bob Denard  ha iniziato a farsi vedere a Verona insieme al Zanata, e qualsiasi azione giuridica contro di loro si “fermava misteriosamente” da qualche parte.)

 

Cosi’, il principale problema di Berlusconi e’ quello di non essere un politico, nel senso che ignora completamente alcune tra le  logiche meno note del potere. Disinnescare la magistratura e’ perfettamente alla portata di un governo neoeletto, a patto che si muova in fretta e con le idee chiare. E con un minimo di brutalita’ militare.

 

Oggi e’ troppo tardi. Per poter attuare un simile piano, Berlusconi dovrebbe vincere di nuovo le elezioni con un ampio consenso, e avere in mente tutto il progetto sin dall’inizio, e come se non bastasse ha consentito che D’Alema andasse al COPASIR, quando avrebbe dovuto occupare immediatamente quel posto.

 

Essenzialmente, Berlusconi non fa un grande uso dei servizi segreti, che paradossalmente sono quelli che potrebbero davvero aiutarlo; il motivo e’ che ragiona in maniera aziendalista e non percepisce chiaramente che cosa facciano. Nel mondo di Berlusconi chi lavora fa di tutto per avere visibilita’, per cui Berlusconi non e’ abituato ne’ probabilmente capace di valutare una componente dello stato che lavora in silenzio: lui stesso ha dichiarato di considerare poco utili i servizi, perche “non mi hanno mai detto nulla di essenziale” ; si aspetta che tutto avvenga come in azienda, dove chi ha qualcosa da mostrare fa di tutto per farla arrivare al capo per farsi notare.

 

Cosi’ se Berlusconi valutasse a sufficienza la politica, potrebbe avere nella storia di Roma abbastanza ispirazioni per capire che il segreto della permanenza degli imperatori al potere, o almeno un fattore necessario, era la composizione di un adeguato corpo di pretoriani.

 

Senza pretoriani, a Roma non si sopravvive.

 

Uriel

 

(1) E’ curioso che il fratello di Silvio berlusconi sia inquisito per aver diffuso le telefonate di D’Alema e Consorte, quando le telefonate di Berlusconi con chiunque sono praticamente in diretta TV, o in diretta La Repubblica. MA la coerenza non ha mai abitato gli stati di polizia.

 

(2) Non del tutto neutre sul piano politico. Bastava che si presentassero al momento di un’esecuzione per annullarla e graziare il condannato. Chi comminava una sentenza doveva stare attento a non mettersele contro, perche’ era impossibile impedire loro di andare in un posto (toccarle senza permesso era punito con la morte per bastonazione) , e solo con la presenza annullavano una sentenza di morte.

 

(3) La lista di proscrizione fu un’invenzione di Silla nel periodo in cui fu dittatore. Era una lista di nomi che Silla e il suo entourage compilavano. Chi era su quella lista, entro pochi giorni trovava un sicario (=uomo armato di sica, piccolo pugnale facile da nascondere nelle vesti) ad aspettarlo, generalmente alla sera, sotto il portone di casa. All’epoca non c’erano ancora, formalmente, dei “pretoriani”, anche se spesso intere legioni dell’esercito erano considerate tali, oppure gli imperatori si facevano difendere da schiavi gladiatori. Si trattava di un’area grigia , almeno sino a Tiberio, nella quale il “pretoriano” era un generico milite destinato, con processi piu’ o meno chiari, a difendere fisicamente le autorita’ dello stato.

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