Signoraggio di qui e signoraggio di la’. Ma visiete bevuti il cervello?

Mi chiedono di parlare di “Signoraggio”, una bufala che circola per la rete, secondo la quale tutti i mali del mondo derivano dal fatto che esiste il signoraggio, e che la banca centrale e’ una societa’ privata, e che Hitler avrebbe fatto una politica nuovissima e che  , tanto per cambiare, e’ tutta colpa dei banchieri ebrei.

Ho cercato delle informazioni in rete su questa dialettica, e ho scoperto  una tale massa di merda ideologica da far impallidire David Icke.

Non e’ possibile perdere tempo a confutare la massa di stronzate che viene propinata da questo ridicolo branco di imbecilli. L’evidenza dovrebbe bastare.

Dovessi spiegare come mai i signori del “signoraggio” dicono delle palesi cazzate dovrei usare il linguaggio in uso quando si parla con mongoloidi in overdose , ovvero fare … dei disegnini.

Conviene, a questo punto , chiarire alcune verita’ di base, poi le cazzate ci si scontreranno automaticamente.

Partiamo dalla fine. I banchieri ebrei. I banchieri ebrei sono, su scala mondiale, meno dell’ 1 per mille del totale dei banchieri. Non ci sono banchieri ebrei in tutta l’area mussulmana, uno o due nell’area slava, nel mondo anglosassone detengono circa l’ 1.5 per mille delle banche. La stragrande maggioranza delle banche USA sono proprieta’ del mondo cosiddetto “WASP”, seguito da investitori cinesi e arabi. Gli ebrei sono una ristrettissima minoranza; alcuni nomi hanno lustro, ma se andiamo a contare i soldini non sono questa potenza che viene dipinta.(1)

Se contiamo i ricchi italiani, in Italia e all’estero, troviamo una massa finanziaria molto maggiore. Ma nessuno parla del complotto pastafazoolio: non ci prendono abbastanza sul serio, probabilmente.(2)

Secondo: Hitler non ha fatto proprio nulla di originale in campo economico. Innanzitutto perche’ Hitler di economia non capiva un cazzo. L’artefice della politica economica postbellica tedesca si chiamava Hjalmar Horace Greeley Schacht.

Per capire quanto Schacht fosse figlio di Hitler, bastera’ pensare che era il responsabile economico della Repubblica di Weimar. Era cosi’ nazista che non fu mai iscritto al partito, neanche quando era al potere.

Ah, fu membro della Dresdner Bank, quella che i fuffologi neonazisti definivano un “centro del potere ebraico”.  Ed era cosi’ tanto contrario alla finanza anglosassone che era amico di J.P.Morgan e di Roosevelt.

Ma non e’ questo il punto: il punto e’ che Schacht era un keynesiano. Proprio cosi’: era un seguace di una teoria economica che veniva da in signore INGLESE, e la applico’ proprio come fece Roosevelt.

100% Ariano, is not?

La politica di Schacht fu una classica politica keynesiana, basata su investimenti per opere pubbliche CARTOLARIZZABILI, e finanziate con buoni del tesoro. Una classica politica del debito pubblico, insomma.

La STESSA politica economica prese il nome di “New Deal” quando l’amico di Schacht, Roosevelt, la applico’ tale e quale.

Schacht era cosi’ nazista e cosi’ avverso al potere degli ebrei che litigo’ per tutta la vita con Juluis Streicher, gestore dell’ antisemita Der Sturmer. Ed era cosi’ hitleriano che venne dimesso da Hitler perche’ non approvava la gestione economica dell’economia di guerra.

Poi, sempre perche’ era nazista, fu accusato di aver partecipato ad uno dei complotti per uccidere il Fuhrer.

Comunque, Schacht fu nominato plenipotenziario per l’economia per una semplice ragione: Hitler non sapeva che pesci pigliare, e cosi’ si rivolgeva al ministro che nella repubblica di Weimar aveva retto il medesimo dicastero.

Poiche’ la politica del New Deal applicata sulla Germania funziono’, Hitler lo nomino’ plenipotenziario per l’economia. Ma non si dica che Hitler abbia capito qualcosa di quel che fece Schacht, perche’ non appena Schacht si oppose all’economia di guerra di Hitler venne giudicato incompetente e fallimentare, e linciato dall’apparato propagandistico di Goering.

QUindi, chi racconta cazzate circa una presunta politica economica di Hitler , che abolendo il signoraggio avrebbe risollevato la Germania sta raccontando favole. L’autore del miracolo economico fu Schacht, che era un keynesiano (cioe’ applicava una teoria anglosassone) e il nome di questa teoria si chiama New Deal, e fu applicata tale e quale da Roosevelt negli USA.

Adesso andiamo alla panzana piu’ grossa, e cioe’ la “teoria” del signoraggio. Non dovrei neanche dirvi che sia una panzana, in quanto essa e’ evidente. Poiche’ spesso l’evidente si trascura, lavoriamo ab initio.

Siamo in un mondo senza denaro. Voi siete macellai e potete solo barattare la carne con quel che vi serve. Senonche’ il medico del vostro villaggio e’ vegetariano, e quindi non vi cura. E voi avete un certo dolorino li’.

Allora, avete due strade da perseguire: andare dal fruttivendolo, scambiare della carne con della verdura, e poi andare dal medico. Ma il fruttivendolo ce l’ha con voi, e poi siamo in inverno, e di verdura ne ha poca.

La verita’ e’ che quel che vi serve e’ una merce di valore universale, che si possa scambiare con chiunque , ovvero con qualsiasi cosa.

Vorrei sottolineare il concetto di merce di valore universale: la moneta NON ha un valore puramente convenzionale, nonostante quello che vogliono far credere i fuffologi.

La moneta e’ merce come tutte le altre, con la sola ed unica differenza di essere una merce il cui valore nominale coincide col valore reale. Un euro vale sempre e solo un euro, qualsiasi sia la quantita’ di cose che potete comprarci.

Essa e’ una merce perche’ corrisponde ad un preciso lavoro, ovvero ad un servizio: quello di costringere o convincere chiunque ad accettarla.

Se infatti doveste barattare, la vostra controparte potrebbe rifiutare i termini del baratto: i reggiseni che producete sono ottimi; il camionista bulgaro al quale chiedete di portare le casse non sa che farsene, di un reggiseno. Inoltre il valore della merce sarebbe continuamente soggetto a trattative: quante medicine vale una bistecca? Dipende da quanto bisogno avete di una medicina.

Il fatto di poter usare i soldi con chiunque e di non doverne mercanteggiare il valore (come dovete fare in alcune nazioni dalla banca centrale debole quando cambiate “al cambio nero”) e’ il cosiddetto corso legale, che e’ un servizio mica da poco, e che e’ esattamente cio’ che giustifica pienamente il valore della moneta.

E qui siamo al dunque: nel vostro imperfetto mondo basato sul baratto, un tizio vi offre delle “monete”.

Grazie alle “monete”, voi potrete andare dal medico vegetariano e farvi curare, anche se vendete carne. E succedera’ perche’ questo signore che vende “monete” si e’ sbattuto un sacco a convincere il medico ad accettarle, cosi’ come ha convinto tutti ad accettarle.

Comodo. Ma voi avete solo carne e non avete monete. Come avere delle monete?

Problema: per avere delle monete dovrete dare qualcosa in cambio a questo signore che le produce, anche perche’ senza di lui il medico potrebbe non accettare la “moneta” in cambio della cura.

Ed ecco l’inghippo: il reddito da signoraggio(3) non e’ altro, in ultima analisi, che il costo di tutto l’apparato che fa si’ che un pezzo di carta valga quanto una bistecca.

Perche’ questo sia vero, e la moneta “funzioni” lo stato ha dovuto costruire il mercato, istituendo tre cose:

  1. Il contratto, ovvero il diritto privato.
  2. La moneta, ovvero una zecca UNICA.
  3. Proprieta’, ovvero la relazione tra persone e beni.

Per fare queste tre cose, lo stato ci ha messo un sacco di risorse: ha dovuto costruire polizia e tribunali perche’ i contratti vengano rispettati, ha dovuto reprimere qualsiasi fesso volesse stampare altre monete, ha dovuto creare e mantenere degli appositi registri per stabilire chi sia proprietario di cosa, nonche’ usare la polizia e i tribunali per  evitare che tale diritto venga violato.

Tutti questi servizi hanno un valore, e non e’ altro che il valore della moneta.Se lo stato cessasse di erogare polizia, tribunali, se i contratti diventassero carta straccia e la proprieta’ non fosse riconosciuta come diritto (ovvero chiunque piu’ forte di voi potesse sottrarvi ogni bene) ecco che la moneta non avrebbe nemmeno senso e sareste al baratto.

Di conseguenza, il valore nominale di una moneta non e’ semplicemente il costo di stampa, ma l’insieme degli sforzi collettivi (di solito statali) per far si’ che la moneta venga accettata, che sia unica , che si possa usare nei contratti, che abbia dei proprietari.

Joe potrebbe stampare la sua moneta? Certo, ci sono prove di “buoni amore” fatti in Giappone, per dire, che si sforzano di sostituire la moneta. Non funzionano, perche’ non hanno dietro lo stato, ovvero tutti quegli sforzi coi quali e’ garantito che la moneta funzionera’ quale merce universalmente accettata.

Non e’ vero, e non corrisponde a niente di niente, che la moneta al momento dell’erogazione abbia semplicemente il valore della stampa. Ha il valore corrispondente al costo di tutto quell’apparato che la rende valida come strumento per il commercio.

Affermare il contrario significa non essere capaci di distinguere una banca centrale da una zecca.

Che cos’e’ allora il reddito da signoraggio?

Semplice: torniamo indietro all’esempio del villaggio che campa di baratto. Ad un certo punto per andare dal medico vegetariano avete bisogno di soldi. Avete la carne da scambiare. Cosa fate? Andate dal banchiere ed in cambio del suo prezioso strumento col quale potrete pagarvi le cure offrirete della carne.

Altrimenti per quale motivo il banchiere dovrebbe concedervi il frutto del suo lavoro, ovvero la preziosa merce di valore universale senza la quale non potrete curarvi?

Ed ecco il punto: quando la banca centrale emette dei soldi DEVE per forza di cose venire ricompensata. Deve venire ricompensata perche’ l’apparato che trasforma un biglietto di carta in una bistecca o in una medicina non e’ “naturale”, non “esiste da solo”, ma c’e’ soltanto se lo stato investe enormi quantita’ di energie perche’ funzioni.

E queste energie hanno un costo.

Di conseguenza, per darvi della moneta la banca vorra’ in cambio della carne. Poi, scambierete la moneta in cure. Del resto, il medico per poter usare la moneta ha dovuto a sua volta promettere di curare il banchiere.

I soldi che la banca si prende in cambio del servizio che vi offre, “la moneta”, sono il cosiddetto “reddito da Signoraggio”.

Un tempo, questo reddito finiva direttamente nelle casse dello stato, poiche’ lo stato era il sovrano e il Signoraggio consisteva nel diritto a mettere la faccia del Re sulla moneta. E questo perche’ la quantita’ di oro contenuta nelle monete spesso era inferiore al valore nominale della moneta; in tal caso si stampava la faccia del Re sulla moneta e si diceva che “c’e’ un tallero d’oro, ma vale DUE talleri. Se non sei d’accordo, il Re (la vedi quella faccia li’?) ti fa decapitare”.

Il raddoppio del valore della moneta era , ovviamente, il valore del servizio “faccio decapitare chi non e’ d’accordo”. Il quale garantiva i possessori di moneta di non doverne trattare il valore di continuo.

Di conseguenza, all’epoca il Re (che spesso era solo il capo della famiglia di nobili piu’ ricca del regno) risparmiava oro per farci le monete, e tutto funzionava lo stesso.

Oggi non c’e’ piu’ una famiglia di nobili piu’ ricca, e quindi le banche centrali sono delle societa’. Esse vengono costituite con il capitale di altre societa’, e in cambio forniscono loro moneta.

Sicuramente, il MontePaschi potrebbe stampare un biglietto “il miniassegno circolare MontePaschi” e fare da se’ la propria moneta. Il guaio e’ che in Mediolanum non sono obbligati ad accettarla. E ci troviamo ancora nella condizione del nostro macellaio e del medico vegetariano: qualcuno non accetta lo scambio.

Cosi’, tutti forniscono i loro titoli alla banca centrale, che in cambio da’ loro moneta -nonche’ il servizio di renderla valida per tutti-  servizio per nulla scontato E PARECCHIO COSTOSO. Tutti accettano lo scambio perche’ qualcuno eroga questo preciso servizio: il corso legale. E questo servizio COSTA.

Ed e’ qui il trucco: la banca centrale scambia titoli delle singole banche (che hanno valore ma NON per tutti, e non tutti sono costretti ad accettarli al valore nominale) con una moneta, aggiungendo un servizio: TUTTI la accetteranno al vero valore nominale.

Quando questo potere viene meno, per dire, succede come succedeva in Russia durante il periodo Yeltsin: un dollaro valeva X rubli in banca, DIECI VOLTE tanto sul mercato nero. La banca centrale NON riusciva ad erogare il servizio “valore”, sebbene erogasse la moneta.

L’esistenza di un cambio nero testimonia PROPRIO il VALORE che la banca centrale eroga nel fornire moneta: quando la banca centrale NON riesce a fornire questo servizio, la moneta perde valore NOMINALE IMMEDIATAMENTE.

Il trucco dell’imbonitore delle teorie “signoraggiste” e’ proprio quello: far finta che il valore nominale della moneta sia una cosa “naturale”, fingere che non costi nulla. Poiche’ in Italia non abbiamo vissuto delle situazioni di cambio NERO della moneta (se non chi va in vacanza) , non abbiamo ben chiaro che una moneta da 100 potrebbe anche valere 50, se la banca centrale non fosse abile nel difenderlo.

I “signoraggisti” sembrano fingere di credere che una moneta abbia il valore nominale solo perche’ viene stampata con quel valore; fingono di ignorare che se la banca fallisse nel fornire quel servizio sorgerebbe immediatamente un mercato NERO della moneta , il cui cambio seguirebbe un valore diverso da quello nominale.

Nella Russia di Yeltsin le cose andavano cosi’: con un dollaro ci facevate 20 Rubli, ma con un dollaro compravate merce…. per 200 Rubli. E quindi al mercato nero, un dollaro valeva 10 volte di piu’.(4)

Di conseguenza, la teoria del signoraggio e’ una palla bella e buona, sarebbe vero se bastasse scrivere “100” su una moneta perche’ essa valga 100: il fatto che siamo abituati a vederla funzionare cosi’ non significa che sia una cosa naturale ne’ che sia gratis: se foste persi nel deserto con una valigia di dollari, potreste scoprire che lontani dal potere (e dal servizio) della BCE, un milione di euri vale un bicchiere d’acqua. Venuto meno il potere della BCE di erogarvi il servizio, infatti, il valore della moneta e’ nelle mani del piu’ forte.

E questo fa capire quanto valga quel servizio.

Andiamo alle assurde proposte di questi signori:

  • Statalizzare la banca centrale.

Non cambierebbe proprio nulla: in cambio della moneta, la banca centrale vorra’ qualcosa. Se e’ statale, lo vorra’ lo stato. Per la semplice ragione che nel chiedere un prezzo la banca centrale stabilisce il valore della moneta. Nell’esempio cui sopra, la carta ha valore solo quando avete dato in cambio della carne,e  SOLO quando il medico accetta di curarvi in cambio della moneta, ovvero… quando potra’ comprarci verdura.

E’ ovvio anche per i neonati che la moneta DEVE esigere una controparte in beni o servizi per avere valore, altrimenti finirebbe col valere… quanto costa un foglio di carta stampata.(5)

  • Evitare che le banche possano comprare moneta dalla banca centrale.

Questo e’ del tutto irrilevante. I signoraggisti fingono di ignorare che esistono diversi mercati (EURIBOR, EURLIBOR , etc) ove comprare moneta. Se anche le banche non potessero comprare moneta dalla banca centrale se la scambierebbero tra loro con un interesse (come fanno gia’, mai sentito parlare di tasso euribor?) , o userebbero lo swap o il forex per approvvigionarsi, o emetterebbero bond. Tutte cose, tra l’altro, che fanno gia’.

Le emissioni della banca centrale a favore delle banche socie sono brevissime (nell’ordine di pochi giorni nella gran parte dei casi) , non si vede proprio come dovrebbe cambiare qualcosa solo perche’ le banche non comprano il denaro dalla banca centrale.

In definitiva, i “signoraggisti” sembrano in difficolta’ nel percepire la differenza fra una zecca ed una banca centrale; ignorano completamente il lavoro e lo sforzo necessari per fare si’ che un euro costi e valga un euro, per far si’ che i contratti in euro siano validi , per fare si’ che le proprieta’ di euro sia riconosciuta.

Essi credono che sia sufficiente avere una zecca per costituire una banca centrale, che basti stampare soldi perche’ essi abbiano valore nominale, e poiche’ non vedono il passo successivo, cioe’ il costo della struttura necessaria a dare ad un foglio di carta il valore di una bistecca, sparano stronzate a casaccio.

Uriel

(1) Ah, si’: non tutti quelli che di cognome fanno Levi, in Italia, sono ebrei.

(2) Se facciamo una proporzione fra le reali risorse militari ed economiche del mondo ebraico e il potere che viene loro attribuito, viene da pensare che gli ebrei siano uno dei popoli piu’ “presi sul serio” del mondo.

(3) Nell’esempio, il reddito da signoraggio e’ il fatto che per avere monete (che vi fanno comodo) ed usufruire del servizio di valore universale dovete pagare qualcosa a chi ha convinto il medico ad accettarle. Suppongo che a quell’epoca si usasse la clava , per convincere il medico. In questo caso la moneta valeva in virtu’ dei costi dell’apparato di persone con la clava.

(4) E’ un esempio. Le cifre in ballo erano ben altre, come gli sfortunati russi ricordano bene.

(5) In realta’ la moneta non costa cosi’ poco come vogliono far credere i “signoraggisti”. La moneta metallica ha un reddito da signoraggio piccolissimo, e la moneta su carta non e’ per nulla cosi’ economica per via dei costi di manutenzione della massa valutaria.

10 Commenti


Commento N° 10:: Scritto da Uriel @ 22 Oct 2007 10:36 pm

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Proprio per questo tale “costo” dovrebbe essere “pagato” da chi utilizza la moneta (i diversi attori economici) a chi costituisce l’apparato (lo Stato), e non – di nuovo, come dici tu – a chi semplicememnte stampa le banconote (la Banca).
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Aridaje: a stampare le banconote e’ la zecca, e non la banca. Circa una cinquantina di stati del mondo si rivolgono ad un’azienda svizzera per la stampa dei biglietti, vedi tu: coloranti speciali, carte raffinatissime, tecniche antifalsificazione. LA zecca non e’ la banca centrale!

Ma la cosa che non e’ chiara e’ che nessuno da’ niente a nessuno: le banche cacciano titoli per 10 euri, ricevono soldi per 10 euri. Il bilancio e’ nullo. Nessuno “paga” proprio nulla.

Il costo di cui parli e’ anche, guarda caso, il valore della moneta. Anche qui il bilancio e’ nullo. Anche se la banca fosse dello stato, cambierebbe zero: il bilancio sarebbe nullo: le banche danno 10 allo stato, lo stato gli da’ moneta per 10.

Del resto, se cosi’ non fosse e la moneta venisse erogata “gratis”, il tasso di inflazione che ne risulterebbe la renderebbe semplicemente inutile.
Uriel



Commento N° 9:: Scritto da Uriel @ 22 Oct 2007 05:58 pm

@sofx: ti stai inloopando in un circolo vizioso, cadendo nel tranello dei “signoraggisti”. La banca centrale rilascia valuta in cambio di titoli. La valuta va dal cazzo di banca centrale alle banche che poi la usano. Ma questo meccanismo e’ un meccanismo DI BREVE TERMINE.

Non esiste alcun debito o pagamento o credito, la banca centrale registra come crediti e debiti i flussi in questione, quasi fosse un’azienda qualsiasi.

La banca centrale produce questa roba, se tu che sei una banca la vuoi allora lasci dei titoli alla banca centrale e in cambio ti viene data liquidita’ pari al valore dei titoli diminuito del tasso di scambio e a seconda del rating dei tuoi titoli.

I titoli che tu come banca lasci alla banca centrale sono attivita’ di bilancio della banca centrale, mentre i soldi che la banca centrale ti ha dato sono uscite della banca stessa.

NESSUNO ha debiti con la banca centrale per questo. Quando si parla di debito si intende il fatto che sul bilancio della banca centrale questi movimenti vengono contabilizzati in questo modo.

Il VALORE del denaro, ovvero il fatto che un pezzo di carta valga una bistecca (cosa che in natura NON e’) e’ dato dal cazzo di fatto che uno stato fa si’ che la moneta sia in circolo. Ma piu’ che spenderci soldi in questo senso, non fa null’altro.

Se domani l’ Algeria decide, puo’ versare titoli e titoli alla BCE e farsi stampare abbastanza euri da eurizzarsi.
Una banca STRANIERA che voglia degli euri puo’ dare i propri titoli alla BCE e farsi dare degli euri.

CHIUNQUE paghi in titoli alla BCE puo’ comprare euri.

Se uno stato aderisce all’euro, non fa altro che prendere tutti i titoli della sua banca centrale , le riserve forex e tutte le attivita’ e conferirle alla BCE, a quel punto la BCE dara’ ai paganti una quantita’ corrispondente di euro, commisurata al valore dei titoli meno il costo del denaro a meno del rating dei titoli, eccetera.

E’ possibile anche eurizzare una moneta, cosi’ come diversi stati hanno Dollarizzato la loro: basta che tutte le banche di un paese versino titoli, anziche’ alla banca centrale del loro paese, alla BCE: in quel caso tutte le banche di questo paese lavoreranno in euri.

La differenza rispetto all’adesione ufficiale e’ che la BCE ha il mandato di ridurre l’inflazione dell’area euro , e senza un’adesione ufficiale la tua nazione e le tue banche non vi appartengono, pertanto la politica valutaria non terra’ conto di te.

NESSUNO versa soldi pubblici alle banche centrali per avere la moneta in circolo, sono le banche a comprare la valuta.
Uriel



Commento N° 8:: Scritto da sofx @ 22 Oct 2007 04:16 pm

Ti ringrazio per le risposte, e mi permetto di chiederti un’ulteriore precisazione.

Al di là delle paranoie complottiste, credo che il problema sia questo: il “costo del denaro” serve – come dici tu – a coprire i costi di costituzione di quell’apparato materiale (mercato, polizia, tribunali, ecc.) sul quale si fonda l’immateriale fiducia collettiva che fa sì che un pezzo di carta diventi moneta avente corso legale.
Proprio per questo tale “costo” dovrebbe essere “pagato” da chi utilizza la moneta (i diversi attori economici) a chi costituisce l’apparato (lo Stato), e non – di nuovo, come dici tu – a chi semplicememnte stampa le banconote (la Banca).

A sentire alcuni, però, sembra che non sia così (ossia che non solo il valore della stampa delle le banconote, ma il valore del corso legale della moneta, cioè dell’apparato, venga “pagato” alle banche). E’ falso tutto ciò?

Grazie ancora!
sofx



Commento N° 7:: Scritto da Uriel @ 22 Oct 2007 03:13 pm

@sofx: e ancora, solo una modesta parte degli scambi avviene mediante vere banconote o veri biglietti, la maggior parte avviene mediante titoli in moneta, cioe’ senza vere monete. Anche qui, basarsi sul costo della stampa di una moneta come fanno i signoraggisti e’ assurdo, dato che la stragrande maggioranza della valuta in circolazione NON e’ stata stampata perche’ non esiste materialmente.
Uriel



Commento N° 6:: Scritto da Uriel @ 22 Oct 2007 03:09 pm

@sofx: Se parli della BCE e specificatamente dell’euro, si e’ distribuita la quantita’ di euri sulla base delle masse valutarie precedenti e di accordi internazionali. Se non sbaglio il tasso fu stabilito gia’ a livello di SME.

Per le banche “normali”, succede che la singola banca che chiede denaro lascia dei titoli alla banca centrale, che in cambio gli da’ liquidita’.

Questo permette alla banca centrale di “punire” banche in disaccordo con la politica nazionale , che pagano la moneta a prezzo piu’ alto.

Nei sistemi sovietici invece vigeva la completa sovranita’ valutaria: sulla base dei movimenti stimati dal piano quinquennale si stabiliva quanta moneta la banca dovesse emettere e tenere in circolazione.

Non capisco cosa intendi quando dici che la moneta andrebbe allo “stato”. La moneta non va “allo stato”, va a chi la usa.

Ma questa focalizzazione sul meccanismo di emissione della zecca e’ sbagliata: la zecca emette banconote, non moneta. Perche’ le banconote diventino moneta in corso corrente occorre che una banca si presenti con dei titoli e dica “mi servono tot soldi per 5 giorni”. Allora la banca centrale emette questi soldi a termine , in cambio di titoli. La banca li prende, te li presta ad un costo superiore rispetto a quello a cui li ha avuti, e la differenza di solito si chiama spread.

Focalizzarsi sulla stampa di banconote e’ comunque sbagliato, per la semplice ragione che in un’economia SANA i soldi le banche se li scambiano tra loro, come avviene con euribor, per l’eurlibor londinese, eccetera.

C’e’ questa stravagante convinzione dei signoraggisti che la moneta “vada allo stato” che viene da marte. Nemmeno nei sistemi sovietici andava letteralmente allo stato, figurati da noi: la moneta viene emessa incamerando, in cambio, i titoli delle banche le quali vogliono usarla, cioe’ prestarla.

Ovviamente le banche devono andar bene perche’ i loro titoli abbiano un valore, altrimenti faranno fatica a comprare moneta,ça va sans dire.
Uriel



Commento N° 5:: Scritto da sofx @ 22 Oct 2007 01:34 am

Il Trattato di Maastricht (Articolo 105 A) assegna alla BCE e alle BCN (che ne costituiscono gli “azionisti”) il diritto esclusivo di emettere moneta. E quest ultime, o per lo meno Bankitalia, sono in mano a privati.

Allora come avviene il “passaggio” della moneta dalla BCE agli Stati?
sofx



Commento N° 4:: Scritto da Uriel @ 21 Oct 2007 11:11 pm

lo stato non compra un bel nulla dalla banca centrale. Almeno, non compra moneta. Il processo di creazione del debito pubblico NON avviene attraverso l’emissione di nuova moneta, ma attraverso l’emissione di titoli di stato, buoni del tesoro, eccetera.

Solo in alcune repubbliche sudamericane ci furono stati che per finanziare il debito pubblico stampavano moneta: come e’ ovvio che sia l’inflazione li uccideva.

Questa leggenda secondo cui lo stato pagherebbe alla banca centrale i soldi e’ una scemenza inventata dai signoraggisti: nella realta’ lo stato da’ corso legale alla moneta, e garantisce l’unicita’ della zecca.

Se entri coi dollari in un bar, il proprietario puo’ rifiutarsi di accettarli. Se entri con gli euro, per legge NON puo’ rifiutarli. Dare corso legale ad una moneta non e’ cosi’ semplice.
Uriel

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