Sensazioni. ( Macht’s gut, und danke für den Fisch )

Spesso osservo in giro la politica tedesca, e dopo aver ascoltato per diversi anni – faticavo a capirla – inizio ad avere le prime sensazioni che di solito si realizzano. Quindi, poiche’ (come ho scritto) non ho intenzione di oppormi alla politica suicida che i Tre Clan (Agnelli, Berlusconi, De Benedetti) impongono all’italia attraverso i loro media, voglio iniziare con qualche post sulla politica tedesca. Voglio farlo anche e principalmente perche’ sto iniziando a vedere strani segnali venire da tutto il governo tedesco, o meglio da tutti i partiti della Gr

oKo ( come e’ chiamata la GroßeKoalition).

Innanzitutto, sebbene SPD e CDU abbiano lavorato a definire nei minimi dettagli il programma di coalizione per ben tre mesi, sembra che a questo NON stia seguendo alcuna azione in parlamento. Questo e’ strano, perche’ di solito i governi tedeschi applicano quasi subito il loro programma, per poi “aggiustarlo” dove serve, mano a mano che i problemi arrivano come feedback.

Si tratta di un comportamento anomalo, soprattutto perche’ i socialisti si stanno logorando in alcuni scandali – uno legato alla presunta pornografia minorile, anche se probabilmente e’ destinato a risolversi in un nulla di fatto – , e avrebbero tutto l’interesse a far passare subito alcune leggi, come quella sul minimo retributivo.

Anche la CDU avrebbe interesse a far passare alcuni provvedimenti per legare a se’ il territorio prima delle europee, come i 23 miliardi  – che lo stato ha in cassa per via di entrate fiscali record l’anno scorso – da stanziare per nuove infrastrutture.

Stranamente, pero’, stanno fermi. E’ ormai visibile come stiano aspettando le prossime elezioni europee, ma questo significa una cosa: la politica economica tedesca potrebbe cambiare enormemente a seconda del risultato di quelle elezioni. Se consideriamo che i 23 miliardi alle infrastrutture e il salario minimo sono – di fatto – un addio alla “Austerity” (1) , significa che tale addio e’ ancora in forse, per via delle europee.

In soldoni:
Entrambi gli schieramenti hanno progettato l’uscita dall’austerity, ma per metterla in pratica aspettano le europee, e per ora e’ in forse. Dipende dalle europee. Il che e’ inspiegabile, visto che annunciare ora la fine dell’austerity e la spinta ai consumi interni potrebbe cambiare l’esito delle elezioni.
Questo significa che si stanno tenendo in tasca i 23 miliardi, nel caso non si possano fare alcune cose. Interessante, perche’ indica che le elezioni europee verranno USATE COME MOTIVAZIONE per cambiare il programma di politica INTERNA.
Un’altra cosa che noto e’ l’adesione  – non ufficiale ma evidente – dei partiti di governo tedesco al fronte euroscettico. Quando una persona come Schroeder se ne va a parlare in un congresso di euroscettici, sebbene non rifletta le opinioni ufficiali, sta pur sempre dicendo che il Guru economico di SPD, inventore del modello renano moderno, nonche’ attuatore dell’ Agenda 2010, ovvero la il fiore all’occhiello della politica di SPD, sta andando a mettere la sua faccia sulle tesi degli euroscettici.
Anche sul fronte della CDU, diversi segnali sono chiari: sebbene la Merkel non parli, sono un pochino troppi i suoi esponenti ed i suoi giornali che parlano dei 150 miliardi che la Germania terrebbe per se’ qualora non ci fosse la UE. Parlo in genere di giornali locali, che qui abbondano http://www.onlinenewspapers.com/germany.htm e che iniziano , quelli di destra, a parlare insistentemente del fatto che la Germania spenda 150 miliardi di euro nel bilancio europeo, senza ricevere indietro soldi. Questo continuo avallare di continuo “quante cose si potrebbero fare con quei 150 miliardi – cifra che sembra diventata simbolica, sembra che non siano cosi’ tanti ” sta iniziando ad essere insistente.
La Merkel, peraltro, e’ nota per la sua capacita’ di cavalcare le idee dei suoi avversari politici, per cui e’ molto facile pensare che intenda farlo anche durante le elezioni europee. Il punto e’ che i dibattito sull’ Europa ha preso, negli ultimi tempi, una piega strana. Sebbene i partiti ne parlino ufficialmente poco, e diano risposte evasive o molto diplomatiche a riguardo, sembra che le loro gerarchie si stiano preoccupando di formare un’opinione pubblica interna “educatamente euroscettica”.

Capisco l’ “educatamente”. I nazionalisti tedeschi sono terrificanti per l’europa, e quindi non vogliono andare a stuzzicarli: ma conoscendoli, quando si muovono tutti insieme e ordinatamente in una specifica direzione, e’ perche’ e’ arrivato un ordine dall’alto. Non hanno una cultura politica sufficientemente machiavellica da agire con due facce, in genere fanno altro con una faccia,e  l’altra la nascondono. Piu’ o meno cosi’: http://www.zeit.de/politik/deutschland/2014-03/politischer-aschermittwoch-csu-spd-europa  , o cosi’ http://www.zeit.de/2014/10/europa-wahl-ulrich-beck .  E ancora questi: http://www.sueddeutsche.de/politik/europa-unter-ungleichen-1.1854223 , e anche i finanzieri tedeschi iniziano a lavorare con la stessa musica: http://www.finanzen.net/nachricht/aktien/Mittelbayerische-Zeitung-Leitartikel-von-Reinhard-Zweigler-zu-CDU-Gruene-Europa-3287712 , sino a giornali molto popolari come http://www.wienerzeitung.at/nachrichten/europa/europastaaten/597873_Schreckgespenst-zur-Wahl.html .

Non si tratta di articolo esplicitamente antieuropeisti: sono quelle azioni politiche con le quali si “prepara” l’opinione pubblica ad accettare una svolta, a pensare al pericolo che milioni di rumeni arrivino in Germania per abusare del welfare, – quando in realta’ se ne stanno andando in massa, come tutti i lavoratori poco qualificati – e sono supportati da elementi politici di spicco, come per esempio qui http://www.mittelbayerische.de/nachrichten/politik/artikel/scharfe-anti-bruessel-toene-von-der-csu/1027884/scharfe-anti-bruessel-toene-von-der-csu.html . ( Toni fortemente aspri a bruxelles  dalla CSU).
In pratica, e’ come se sui giornali che tutta la stampa straniera legge i politici di primo piano tenessero posizioni europeiste, mentre sui giornali piccoli, che la stampa straniera non legge e non riporta, le loro prime linee stesser battendo sul martello euroscettico, e con molta forza. Stanno parlando ai cittadini “di nascosto” dalla grande stampa internazionale.
In secondo luogo, la cultura tedesca ha il difetto di non avere quasi mai il piano B. Recuperano in due modi: cambiando in tempo il piano A, oppure correggendolo in seguito, secondo uno schema preparato (piu’ o meno) in segreto. Un pochino come successe per il nucleare: inizialmente si doveva continuare, poi arriva Fukushima, e spunta  dal nulla un piano per l’energia preparato da anni, che non comprende il nucleare, e zac: un solo decreto,  e via il nucleare.
Questa assenza di lavoro sul programma, quindi, mi lascia presagire una cosa: stanno preparando una brusca sterzata, e sospetto che sia una bruschissima sterzata in senso euroscettico. Inoltre, stanno “facendo odorare” ai tedeschi 150 miliardi di soldi non pagati alle casse UE, spiegando che ci dimezzerebbero il debito in pochi anni, che ci potrebbero fare questo e quello,  che potrebbe tornare tutto “come una volta” (prima della UE, insomma) , e blablabla.
Non mi preoccupa , e non mi preoccuperebbe, se a fare queste affermazioni fossero la Merkel o Gabriel. Si tratterebbe di cavalcare la tigre, e sarebbe normale. Il problema invece e’ che la Merkel e Gabriel non parlano di Europa da mesi, e quando il tedesco tace e’ per non mentire su qualcosa ma non essere costretto a svelare cio’ che pensa, ma contemporaneamente stanno muovendo localmente i loro partiti per preparare gli iscritti alla possibilita’ di una politica “piu’ tedesca”.
Altra cosa buffa, che sta sul personale, e’ che sono stato informato dal Kreis che il mio status qui e’ equivalente ufficialmente (per via di una legge del Lander) ad una Blaukarte automatica. Il che e’ un atto amministrativo legato all’aggiornamento dei database del governo , ma dall’altro significa una cosa: un caso di fine di Schengen, io sarei immediatamente un GasteArbeiter con BlauKarte, ovvero qualcuno si sta preoccupando di farci rimanere qui , “in caso che”.
Immagino che sia una coincidenza. Cosi’ come sara’ stata una coincidenza che Elster ( www.elster.de ) mi abbia “tolto” la moglie a carico, per farmi andare al Finanzamt con la moglie per rimettere a posto le cose. Ovviamente mi risarciranno il mese in classe 4, ma intanto si sono aggiornati il database di tutti quelli che veramente vivono qui con la famiglia. Hanno gia’ (il database ormai e’ unico per tutti gli uffici pubblici) mia figlia perche’ va a scuola, mancava loro soltanto mia moglie.
Saranno solo segnali, ma qualcosa mi dice che si stiano preparando ad andare per i cavoli loro. O meglio: si stanno preparando a cogliere questa opportunita’ se si dovesse presentare. Stanno decidendo chi resta e chi va, stanno contando chi e’ davvero qui con la famiglia e intende rimanere e chi no,  e hanno preparato l’espressione “piu’ tedesco” per dire “euroscettico”.(2)
Ovviamente non sto dipingendo scenari apocalittici: i 150 miliardi di cui si parla possono essere risparmiati semplicemente se un parlamento europeo diventato euroscettico NON riesce piu’ ad approvare un bilancio, per dire. Siccome la legge tedesca vieta di dare i soldi senza la possibilita’ di controllarne l’utilizzo, dopo una bocciatura del bilancio europeo, sarebbe facile per loro tenersi i soldi.
Cosi’ come, dopo un voto estremamente euroscettico contro la BCE, sarebbe semplice per loro impipparsene dei richiami della BCE, e boicottare gli stress test sulle banche tedesche. Con quale autorita’ Draghi punterebbe i piedi, dopo un vero e proprio referendum popolare CONTRO l’ Euro?
Tutte queste variabili ovviamente permettono un disimpegno forte, ovvero una politica “piu’ tedesca”, senza per questo richiedere una svolta euroscettica ufficiale o una rottura ufficiale dei trattati. Una volta che l’europarlamento fosse una palude euroscettica, e la commissione fosse di fatto delegittimata, la parola passerebbe agli stati, ed ai relativi equilibri tra stati.
Ma un’europa ove i rapporti tra stati sono dettati dai rapporti di forza non e’ un’europa ove le nazioni in difficolta’ sono piu’ forti, anzi: e’ proprio un’europa senza ammortizzatori tra forti e deboli, ove vince sempre il piu’ grosso.
Tendenzialmente, quindi, non mi preoccupa molto una svolta “piu’ tedesca” della Germania. L’associazione degli industriali ha gia’ chiarito che i lavoratori stranieri , almeno quelli qualificati, li vogliono dentro per n motivi. Il parlamento ha gia’ chiarito cosa succederebbe se Schengen saltasse a chi e’ gia’ qui.
Quello che mi sembra miope e’ che , sebbene la partecipazione di SPD e CDU a congressi locali di euroscettici sia conclamata,  e sotto gli occhi di tutti, e sebbene il governo tedesco stia fermando il programma a dopo le europee, mettendo in forse la fine dell’austerita’, gli osservatori internazionali non si stiano occupando della cosa.
I tedeschi stanno aspettando le europee per decidere se mettere in atto la politica concordata in tempi in cui l’europa c’e’, o se metterne in atto un’altra. Sottinteso, quindi, “in un tempo in cui l’ europa non c’e’”. Stanno pianificando, e il lavoro che fanno alla base e sul territorio i partiti e’ ormai evidente. Stanno preparando le elezioni preparando i propri elettori ad una eventuale politica “piu’ tedesca”, nome gentile per una politica meno europea.
Questo umore peraltro sta diventando chiaro a Bruxelles, ove si iniziano a vivere momenti di palese nervosismo. Si sa benissimo che se i tedeschi bloccassero i versamenti in seguito ad una guerriglia degli euroscettici sul bilancio, la partita sarebbe persa.

Di tutti i commentatori politici italiani  ed europei che vedo, nessuno osa uscire dal dubbio , e supporre che la Germania non intenda difendere l’europa ad ogni costo, e si stia semplicemente preparando a tutte le opportunita’, ovvero che si stia preparando ad un forte indebolimento delle istituzioni.

Non credo che la BCE scomparirebbe dopo le elezioni. Credo semplicemente che ne uscirebbe cosi’ delegittimata da un referendum anti-euro che non riuscira’ piu’ ad imporsi contro nessuno, e non riuscirebbe a proporsi alla finanza come la banca che “fara’ qualsiasi cosa per salvare l’ Euro”. Non credo che l’europarlamento di scioglierebbe: semplicemente diventerebbe inutile, e a prendere le decisioni sara’ poi la nazione piu’ potente, senza possibili mediazioni. E lo stesso per la commissione, che con uno Schulz votato anche dalla CDU, diventerebbe di fatto un pasticcio di nazionalismi espliciti.

In definitiva, cioe’, l’assunzione che la Germania sia pronta a pagare qualsiasi prezzo per difendere Euro ed Europa , secondo me non e’ corretta. I tedeschi sono molto realisti in politica, e la mia personalissima sensazione e’ che TUTTI i partiti stiano preparando il loro elettorato per una brusca sterzata.
In tal caso, da Maggio il problema sara’ “che cosa siete disposti a fare VOI, per salvare l’ Europa da una Germania euroscettica”: perche’ dovete mentalizzarvi al fatto che se vinceranno gli euroscettici, la Merkel sara’ gia’ pronta – ha gia’ preparato i suoi elettori – ad essere la prima tra gli euroscettici. Come con le centrali nucleari: alla fine, di tutti quelli che hanno fatto tirate antinucleari, quella che ha chiuso le centrali con un decreto secco e’ stata lei.

Sarebbe meglio che qualche giornalista trovasse il modo di fare domande chiare ed esplicite alla Merkel e a Gabriel riguardo alla posizione tedesca DOPO le elezioni di maggio in caso di vittoria euroscettica, condizione nella quale non potrebbe mentire direttamente e chiaramente.

Ma qualcosa mi dice che i due saranno inavvicinabili ad interviste simili, almeno sino a maggio.

E nessuno, in Europa, prendera’ in considerazione l’idea di una Germania capace di dire “Arrivederci, e grazie per il pesce”.(cit.). Almeno, non prima che succeda.

E lo dico perche’ se stanno pianificando la cosa con mesi di anticipo, hanno tutto il tempo di pianificarla A LORO VANTAGGIO. Mentre gli altri governi si troveranno a subire l’iniziativa.

Uriel

(1) Lo so, i vostri giornali non vi hanno detto che col nuovo programma di governo la Merkel esca dall’austerity. I Tre Clan devono avere qualche scusa per portare l’italia al disastro, e accuseranno la Merkel di austerity per i prossimi 35-40 anni.

(2) La prima cosa che il politico tedesco fa nel preparare una svolta  e’ di agire sul linguaggio.

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