Scioperi & licei.

C’e’ una certa discussione circa uno sciopero degli immigrati lavoratori, che ha come obiettivo quello di ottenere riconoscimenti e diritti. Personalmente credo che in linea di principio sia giusto, e che semmai il problema e’ che si debba organizzare in circostanze eccezionali , fuori dal sindacato confederale (ehi, belli, dove dormivate sino a ieri?) e specialmente che lo debbano fare solo gli immigrati.

Lo dico sia per questioni tattiche che per questioni di principio.
Innanzitutto, lo sciopero ottiene qualcosa solo in misura del danno che opera, o che minaccia di operare. Se un giorno di sciopero costa X al “padrone”, e la posta in gioco e’ 10X, stiamo minacciando il padrone di un 10% del fatturato di un giorno. E’ chiaro che se questa cifra e’ irrisoria o piccola, e le probabilita’ che lo sciopero si ripeta sono basse, una tale azione non ha alcuna probabilita’ di fornire potere di trattativa aggiuntivo.

Lo sciopero ha un’efficacia dovuta a due punti:

    1. Il danno causato da un giorno di sciopero.
    1. La possibilita’ di reiterarlo, che permette di usarlo come minaccia.

Cosi’, uno sciopero deve evitare due errori:

    1. Quello di riguardare una parte piccola o poco influente del fatturato.
    1. Quello di essere un’iniziativa “una tantum”.

Lo sciopero, insomma, non dev’essere una grande manifestazione di piazza, ma un’azione che produca una pressione di tipo economico ed una MINACCIA di tipo economico. Cosi’ come e’ stato organizzato, cioe’ come manifestazione piu’ che come sciopero, e senza grandi speranze di venire ripetuto, e’ del tutto inutile, e non sortira’ alcun effetto se non quello di lasciar schedare gli immigrati piu’ attivi nel campo sindacale. Li state mandando al macello.

Non la trovo, insomma, una buona idea. Non nel senso ideale,  ma riguardo al dilettantismo e all’improvvisazione con cui sta venendo fatto. Cosi’ come e’ fatto, sembra essere un’iniziativa da liceali, lo sciopero per far vedere che si sciopera, una manifestazione piu’ che uno sciopero.
A questo punto, pero’, la domanda e’: dove sono quelli che non sono dilettanti, quelli che non improvvisano, quelli che sanno fare? Insomma, dove sono i sindacati? Quelli italiani, la Triade.
Vediamo di intenderci:

    1. La mancanza di diritti degli immigrati non e’ un problema degli immigrati. No, non sto facendo un discorso astratto o un discorso di principio: se ci sono dieci immigrati disposti a fare gli schiavi in campagna, tu italiano non hai alcuna chance di lavorare onestamente in campagna. Sic et simpliciter: per ogni immigrato che perde i propri diritti, lo stesso succede agli italiani. E’ sbagliata l’idea di NON aggregarsi a tale sciopero. Non esiste una legge fisica che leghi la perdita dei diritti al colore della pelle, ne’ alla nazionalita’, e sto parlando di effetti materiali di cause materiali: finche’ ci sono schiavi , nessuno trovera’ mai un lavoro decente. Perche’ si preferira’ lo schiavo. Fine. Ragion per cui, di fronte a mezzo milione di schiavi, ci sono TUTTE le ragioni per uno sciopero generale, e di quelli cattivi forte.
    1. Fare lo sciopero dei neri e’ stupido e fuorviante. Sia per le ragioni di cui sopra, sia per il messaggio che si sta dando loro: siete soli. E’ a mio avviso vitale che le principali organizzazioni sindacali aderiscano a questo sciopero. Col massimo vigore. Che non sia un “black out”, dove black significa nero. Nel fare questo i sindacati italiani si condannano a morte. Se l’iniziativa riuscisse, cosa che auguro ma purtroppo non credo,  i sindacati dei neri si dimostrerebbero piu’ efficaci , ma quelli italiani si mostrerebbero inutili e razzisti. Se invece i sindacati dei neri fallissero, e temo falliranno, il sindacato italiano si mostrera’ impreparato al mondo del lavoro attuale, un sindacato condannato a diventare la realta’ di riferimento di pensionati e statali, e niente piu’. In entrambi i casi, se non partecipa il grande sindacato firma la propria condanna a morte: prima non ha saputo rispondere al precariato introdotto da Treu, e poi alle esigenze dell’immigrazione: di quali problemi del lavoro si occupa, si puo’ sapere? Il sindacato intende occuparsi solo dei problemi del lavoro dell’anno 1965? E no, le loro mille iniziative da salotto per i neri e i precari non fanno testo: c’e’ bisogno ora e subito, muovano il culo.
    1. Contemporaneamente alla perdita di diritti dei neri, c’e’ stata una perdita di diritti di tutti gli altri. Il caporalato in Calabria e in altri luoghi non e’ nato l’altro ieri e non e’ nato con i neri. Con un tasso di disoccupazione come quello che c’e’, e una lunga tradizione di caporalato, se anche buttassimo fuori i neri dai campi, ci andranno dei bianchi. Gli stessi che subivano il caporalato prima che arrivassero gli immigrati. Comportarsi come se il problema di Rosarno sia nato coi neri e/o per colpa dei neri e’ assurdo e falso: e‘ stato alimentato dall’immigrazione clandestina, ma non creato da essa. Non c’e’ ragione per non scendere in piazza, perche’ anche se il problema e’ scoppiato coi neri non e’ limitato o correlato in maniera particolare a loro. Lo e’ se discutiamo di immigrazione clandestina, NON lo e’ se discutiamo di lavoro. Se quello e’ un problema del mondo del lavoro, esso risale all’inizio del secolo,  e il caporalato ha ucciso e schiavizzato ben piu’ bianchi che neri. Il sindacato non ha scuse: scenda in piazza, e in massa.
    1. Il sindacato, in questa storia, ci ha piantato una figura di merda. I sindacalisti sembrano vivere in un mondo salottiero nel quale si lotta per dieci inutili euro l’anno lordi, da trattare a tavolino dentro un comodo stanzone riscaldato a Roma, e perde di vista problemi lavorativi cosi’ gravi da essere  negazione di diritti umani. Non capisco perche’ io debba subire uno sciopero dei controllori di volo, e gente che muore di fatica e insicurezza produce soltanto retorica. Perche’ i controllori di volo non possono scioperare per solidarieta’? Credono che la cosa non li riguardi? Pensano che non ci siano 10,100,1000 neri disposti a fare il loro lavoro per un decimo del loro stipendio?

Credo che lo sciopero in questione sia un punto critico, molto critico per i sindacati italiani. Che esso fallisca o meno, in entrambi i casi se la triade non si unisce a tale sciopero, si condanna a morte.
Si condanna a morte perche’ sembra distinguere lavoratori neri da lavoratori bianchi, si condanna a morte perche’ sembra pensare piu’ alle rose di alcune categorie che al pane di altre, si condanna a morte perche’ ormai non sembra piu’ capace di rispondere alle nuove sfide del mondo del lavoro: il precariato e l’immigrazione. E no, non bastera’ qualche statistica sui neri iscritti  alla CGIL per cancellare la vergogna di uno sciopero che si chiama black out, uno sciopero solo per i neri.

Chi ha organizzato questo sciopero e’ un dilettante allo sbaraglio. Probabilmente in buona fede, ma rischia di diventare un utile idiota. Sul piano politico, “black out” e’ un insulto alla democrazia, e a qualsiasi valore civile. E’ un misto di unionismo e capitalismo compassionevole, che fornisce un messaggio sbagliato e pericolosissimo: sono problemi dei neri. Il messaggio e’ sbagliato perche’ dice il falso sul piano materiale, ed e’ pericolosissimo perche’  lascia soli dei lavoratori discriminandoli per pelle e storia mentre tratta dei problemi che sono di tutti: tra i lavori che gli italiani non vogliono piu’ fare c’e’ lo schiavo, ma oggi come oggi non sarei cosi’ certo che nessuno vorrebbe piu’ farli. Dobbiamo vedere italiani tornare schiavi sui campi per muoverci? Esiste un sindacato dei bianchi e uno dei neri? Questa e’ la catastrofica domanda cui il sindacato sembra sordo.

In realta’, precariato degli italiani e sfruttamento dell’immigrato vanno di pari passo; si sono precarizzati maggiormente i settori ove c’e’ sempre un nero disposto a lavorare per meno. Se il sindacato confederale lascia fare al “black out” e l’iniziativa vince, non vedo perche’ i precari italiani non dovrebbero iscriversi ad un sindacato che sara’ anche di neri, ma e’ piu’ efficace: e la busta paga non ha colore.
Se invece l’iniziativa fallira’, come temo, si enuncera’ sempre che esistono due sindacati, uno per i neri e uno per i bianchi, e che i sindacati dei bianchi non hanno voluto aiutare quelli dei neri. Il che, sul piano dei principi, e’ una catastrofe.
I signori della Triade si decidano, e facciano in fretta, perche’ stanno decidendo del loro futuro e della loro morte. Aderiscano, e in fretta. E in massa. Oppure, taceranno per sempre. E’ necessario che allo sciopero dei neri si aderisca con un’iniziativa di massa. E se qualcuno notera’ che si risponde ai problemi dei neri con piu’ forza che a quelli dei bianchi, beh, un motivo in piu’ per fare ancora di piu’ ed uscire da questo inutile torpore corporativo.
Non conta niente che del comitato organizzatore facciano parte anche i sindacati. O si sciopera tutti, o nessuno. Non ha alcun senso che i sindacati dei bianchi siano nel comitato, e lo sciopero lo facciano i neri. Non ha senso, mai e per nessun motivo. Certo, si dice che cosi’ facendo la gente si renderebbe conto di quanto siano importanti gli stranieri nell’economia: aha. I lavoratori italiani, invece, sono inutili? Eppure, perdono diritti allo stesso ritmo, e proprio per via della schiavitu’.
Cosi’, tutto si perde nell’ambiguita’ : e’ un’iniziativa sindacale per un problema del mondo del lavoro, e in tal caso si capisce il perche’ dello strumento dello sciopero, oppure e’ uno sciopero malformato per parlare di razzismo (anche in questo caso non si capirebbe perche’ alcuni debbano scioperare e altri no)?
Queste sono le ambiguita’ di una simile iniziativa, ambiguita’ che rendono piu’ figo lo sciopero, perche’ tutti crederanno di essere negli USA delle rivolte dei neri e si sentiranno fighi (i Wu Ming staranno stappando una bottiglia di champagne, suppongo) ma in realta’ si sta introducendo un ghetto sindacale. Poche storie, o si sciopera tutti o nessuno. E poiche’ gli immigrati sono sfruttati in tutti i settori e cosi’ facendo perdono diritti tutti quanti, lo sciopero dovrebbe essere generale. Tutti.  Oppure, il sindacato firma la propria condanna.
O indicete uno sciopero generale,  e lo fate funzionare, o vi scavate la fossa.
Statali e pensionati , alla lunga, non bastano a nessun sindacato. Ne sono gia’ morti di piu’ grossi, per obsolescenza.
Uriel