Scimmie, teoria del Gender, e transumanesimo (Post H+).

di Uriel Fanelli

Subito dopo la giornata per i diritti degli omosessuali, si sono viste le solite levate di scudi del solito cardinale, che si scaglia contro la teoria del gender (quello che lui chiama cosi’) , con una motivazione interessante: si sta costruendo il transumano, si sta andando oltre l’umanita’.

Si tratta di un postulato interessante, per diverse ragioni.

Innanzitutto, esistono diverse teorie del Gender. Il motivo per il quale alla chiesa stanno antipatiche tutte e’ che la Chiesa non vuole alcuna teoria del gender, qualsiasi sia. Le teorie del gender hanno tutte una cosa in comune: un layer di astrazione che fa risalire i ruoli sociali non tanto al sesso biologico della persona, ma ad un’astrazione piu’ complessa, che contiene sia il dato biologico, ma e’ formata in gran parte da opinioni e tradizioni.

Non e’ necessariamente una cosa moderna: anche nell’antichita’ il concetto di donna era composto dal sesso biologico piu’ uno strato di tradizioni.

Se per esempio traducessi “donna” ad uno svedese e ad un arabo, avrei sempre comunicato il dato di una femmina adulta di Homo Sapiens, ma avrei indicato figure molto diverse. In quel caso, il sesso biologico di una donna saudita e di una donna svedese sono identici, ma sono diversi i “gender”: il “gender” donna in arabia saudita e il “gender” donna in Svezia contengono ambedue il dato biologico, ma esso e’ molto poco significativo rispetto al resto delle tradizioni e alle convenzioni sociali associate al fatto di essere delle femmine adulte.

Il concetto di donna e’ diverso nei due esempi, nonostante il sesso biologico sia identico. Prova che tale concetto deriva specialmente da altro. Dunque, esiste un livello di astrazione che va oltre il sesso biologico. Detto appunto: genere, o gender in inglese.

La chiesa pretende che non ci sia alcuna differenza tra “gender”, ovvero donna e uomo come sono visti da una societa’ , e sesso biologico. Insomma, se in occidente le donne indossano i tacchi mentre gli uomini e’ dovuto al sesso biologico e non ad una convenzione sociale: da qualche parte nei cromosomi c’e’ il gene del tacco.

E’ chiaro che le teorie del gender siano piu’ adatte a descrivere la realta’, visto che non si capisce quale sia la differenza biologica tra l’essere donna a Oslo ed essero a Gedda tale da causare due ruoli sociali cosi’ diversi.

Ma non e’ questo il punto: il punto e’ che il cardinale tal dei tali ha detto che si sta andando oltre l’umano, e questo pone un problema interessante. Ma come sono i generi H+, e che diavolo succede quando una specie si evolve?

Andiamo indietro nel tempo e prendiamo uno di quegli ominidi, che sono predecessori dell’uomo, ma ancora molto simili (anche esteticamente) ad una scimmia.

Immaginiamo che un maschio di questa scimmia e una femmina di questa scimmia ci osservi oggi. E che abbia qualche giudizio a riguardo. Che cosa pensano di noi?

Il maschio non ci considerera’ mai e poi mai molto “virili”. Voglio dire, questa pelle senza pelliccia, unghie cortissime , quasi infantili. Il nostro soffrire il freddo al minimo cambio di stagione, la nostra incapacita’ nel bere acqua sporca, la facilita’ con la quale muoriamo se veniamo lasciati nudi in un ambiente naturale.

Insomma, diciamolo: dal punto di vista della scimmia pre-umana noi, compreso il piu’ ficaccione dei Marines, siamo un bel branco di patetiche checche. Certo, il nostro eroe dei Marines gli mostra che lui sa mangiare, se necessario, le cavallette e le lumache crude. Una prova di forza considerevole, un pochino come entrare in una scuola media del Bronx e mostrare che puoi persino mangiare due Mac Burger in un giorno. Applausi. Che uomo. Che star.

Certo , un Marines sa uccidere. Yawn. Uccidere era un’attivita’ piuttosto comune per la scimmia. Sa combattere. Noia. E sa anche mimetizzarsi. E dormire in una buca. Ma niente di questo impressionera’ la nostra scimmia primitiva. Tutte queste prove di virilita’ sono cose normali, dal punto di vista scimmiesco.

Alla nostra scimmia primitiva, che non comprende le armi , un marines nudo appare un attimo come una specie di ridicolo bamboccione che si crede chissa’ chi perche’ puo’ sopravvivere persino un mese (che maschio!) nelle condizioni che la scimmia trova normali per tutta la vita. Chi, quello li’? Maschio? Ma se non sa neanche strappare una jugulare a morsi! Maddai.

Un patetico finocchietto insomma, una checca incapace persino di riconoscere i compagni sottovento dall’odore delle chiappe: come pensa di andare a caccia in gruppo, un pirla del genere, se non sente l’odore dei compagni?

Immagino che una scimmia femmina avrebbe la stessa opinione delle donne attuali. Pretendono di saper allevare i cuccioli quando la meta’ di loro considera traumatico il parto? Pretendono di saperli nutrire quando non sanno nemmeno trovare delle larve decenti da masticare per vomitarle in bocca ai figli? Non sanno distinguere una bacca velenosa da una buona e si fanno chiamare madri? Maddai! E quella cosa di sanguinare ogni mese, lasciando una scia che attira i predatori, ce la vogliamo mettere? E come pensano di portare a spasso i figli senza pelo sulla schiena? Dove si dovrebbero aggrappare questi ragazzi?

Ovviamente sto esasperando la cosa, ma se immaginate che evolversi da scimmie a cio’ che siamo oggi fosse stata una proposta politica, discussa tra le scimmie, e’ facile pensare che SAREBBE STATA CLAMOROSAMENTE BOCCIATA. Il maschio homo sapiens appariva effeminato , debole ed inetto, e lo stesso doveva apparire la femmina homo sapiens: “contronatura”.

Questo e’ molto importante, perche’ se pensiamo che la chiesa teme il post-umano possiamo vedere l’ homo cattolicus come la scimmia che rimane a guardare l’ Homo Sapiens che si evolve. Certo, loro dicono che non si deve arrivare all’androgino, mentre nel tempo la differenza si assottiglia.

E’ assolutamente chiaro che, da un certo punto di vista, l’opinione che il cattolico/fascista ha dell’umanita’ del futuro e’ la medesima che la scimmia pre-umana potrebbe avere dell’ Homo Sapiens. Ma il problema sta nel fatto che la scimmia pre-umana non puo’ capire quanto abbia guadagnato la specie perdendo il pelo , in cambio della possibilita’ di costruire case riscaldate.

E’ assai probabile che, per via delle tecnologie crescenti e della genomica incombente, l’ Homo Sapiens sia sull’orlo di un salto evolutivo. Ed e’ assai facile pensare che qualcuno decidera’ di rimanere a terra e non salire a bordo.

Adesso poniamo un ipotetico punto di discrimine. Il transumanesimo tecnologico fa arrivare il momento con la “Singolarita”, ma io vorrei introdurre un possibile transumanesimo “genetico”. Una specie di G+, genoma Plus.

La “Singolarita”, l’evento di svolta, sara’ il momento nel quale entra in commercio un farmaco, od un prodotto, che danno al singolo la possibilita’ di cambiare (in maniera ereditaria) il proprio codice genetico. Quello trasmissibile, appunto: ho scritto “in maniera ereditaria”.

Una volta entrati nell’ Epoca del G+, il nuovo uomo si trova ad arricchire/cambiare il proprio genoma. E se la tendenza e’ di diventare piu’ androgini, prima o poi qualcuno tirera’ fuori il gene T+, meraviglioso prodotto che rende androgini.

In occidente ci sono delle “linee guida etiche” perche’ l’eugenetica nazista ci spaventa ancora, ma gia’ i cinesi hanno sperimentato su embrioni umani, quindi il taboo non durera’ ancora molto.

Ovviamente ci sara’ un’altra umanita’ che non puo’ permettersi o non vuole comprare questi nuovi farmaci. Una che teme “l’oltre uomo”, ed una che inevitabilmente comincia a prendere farmaci genetici per essere piu’ forte, piu’ bella, piu’ intelligente, e cosi’ via.

Adesso andiamo ad un decennio DOPO il momento del G+, della singolarita’ genetica. Ci troviamo nel mondo nel quale umani e post-umani convivono.

Che succede se i post-umani decidono di definire se’ stessi come “umani”? Succede che:

  • Dal punto di vista della vecchia umanita’ abbiamo umani e post-umani.
  • Dal punto di vista della nuova umanita’ abbiamo pre-umani e umani.

ovvero, il mio esempio di cui sopra sta parlando di come le scimmie pre-umane vedono noi, ma esiste una seria probabilita’ che dal punto di vista dell’australopiteco , si stia parlando di “come gli uomini vedono il post-umano”.

Sembrerebbe una semplice speculazione, una specie di relativismo temporale, ma c’e’ un interessante punto da non sottovalutare: tutti i predecessori del genere umano attuale si sono estinti.

I primati in vita sono “parenti”, ma non “progenitori”. Tutti i progenitori sono estinti. Come mai? E’ semplice: l’evoluzione procede a piccoli passi. Il successore e’ piu’ abile e piu’ adatto , ma condivide le risorse vitali, i bisogni. In caso le risorse vitali siano poche, si arriva alla competizione per le risorse. Che il nuovo arrivato vince sempre.

Supponiamo cioe’ che arrivi domani la cura genetica che rende piu’ sani. E poi piu’ longevi. E poi piu’ forti. E poi piu’ intelligenti. (e magari piu’ androgini, ma non importa) . La nuova specie continuerebbe a lottare per le nuove risorse , con la differenza che la nuova specie vince, statisticamente parlando, ogni competizione per le risorse stesse. E’ chiaro che la vecchia specie, alla lunga, sia condannata all’estinzione.

Se il timore della Chiesa di essere sorpassati da un “androgino” non sono molto comprensibili, e’ emersa in maniera esplicita la paura del trans-umano, ovvero del post-umano. Ovvero la paura che dietro alla nuova evoluzione del “gender” non si celi soltanto una serie di nuove tradizioni sociali, ma una nuova classe antropologica,se non una nuova specie.

Trovarsi ad essere le scimmie in un mondo di neo-umani e’, a mio avviso, la cosa che li spaventa. Se gia’ oggi osserviamo determinati elementi della galassia che orbita attorno a chiesa & fascio, spesso la differenza antropologica e’ evidente persino a prima vista. Spesso si direbbero specie diverse, persino quando si vuole rifiutare in toto l’idea lombrosiana.

Se vado in giro per Google a cercare “cattolici tradizionalisti” e punto alle immagini, mi trovo di fronte questo:

rexona

Oppure questo:

rexona

Mentre se vado a vedere sull’altro fronte mi trovo cose come questa:

rexona

Mentre nel mondo dei media esistono da anni stereotipi come questi:

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Se credete che queste differenze siano ovviamente differenze di comportamento, forse non avete mai cercato di leggere come siano nate le “tassonomie” nel mondo della biologia quando non sapevano leggere il genoma: principalmente,l’osservazione dei tratti somatici e del comportamento.

Vi faccio presente che un biologo pre-genetica, trovando due gruppi cosi’ diversi, LI CLASSIFICAVA COME SPECIE DIVERSE. E nessuno trovava nulla da obiettare.

Avrebbero scritto qualcosa tipo:

“Homo Clericus e’ brachitipo, moderatamente peloso, ha occhi piccoli e sopracciglia folte, il verso e’ cavernoso, il comportamento e’ aggressivo.”

“Homo Fahionis” e’ longotipo, completamente glabro, si distingue per gli occhi piu’ grandi e le sopracciglia sottili, emette versi piu’ striduli e il comportamento e’ meno aggressivo”.

Il punto e’ che la differenza antropologica tra cattofasci e gli altri inizia ad essere evidente anche a vista. E questa differenza lascia ai fascioclericali il timore conclamato che presto, non appena arrivassero i primi “farmaci genetici” e poi i primi “cosmetici genetici”, una parte della specie si evolverebbe , lasciandosi alle spalle la “vecchia” umanita’.

Del resto, anche nel campo di quelli che si chiamano “uomini-uomini”, insomma quelli virilissimi con “i maroni che fumano”, una certa differenza si nota.

Questo e’ un “guerrigliero dell’ ISIS”:

isis

Certo, l’aspetto scimmiesco e’ esaltato dal particolare taglio di barba che mira a rendere evidente la componente evoluzionistica. Insomma, se tagliate la barba in quel modo, sembrate scimmie. Ma possiamo paragonarlo anche con il corrispondente soldato:

Occorre dirlo: non sembrano appartenere alla stessa specie. Uno dei due sembra piu’ vicino alla scimmia che all’uomo, e sino a pochi decenni fa c’erano gli estremi per metterli su un ramo diverso della tassonomia dei primati. Chiaramente dal punto di vista dell’uomo-scimmia, l’altro e’ effeminato.

Questo punto lo scrivo non tanto perche’ io creda nella teoria della razza: bisogna pero’ ammettere che esiste una chiara differenza antropologica tra i due. Ma l’altro punto e’ che l’ “effeminato”, poco peloso e dai tratti meno scimmieschi, non e’ necessariamente piu’ debole. Sicuramente l’elemento scimmiesco si sente piu’ virile, e quindi dara’ per scontato di poter sopravvivere meglio ad uno scontro. Ma tutto cambia quando si arriva all’organizzazione sociale, e alla tecnologia, che permette al Marine di fraggare l’uomo scimmia mentre e’ ancora in culla.

Per questa ragione la scimmia che considera Homo Sapiens come “incapace di sopravvivere”, pur avendo ragione, ha torto: Homo Sapiens e’ magari meno specializzato nel sopravvivere nello stesso ambiente, ma puo’ cambiare l’ambiente e puo’ costruirsi armi. La differenza cruciale, quindi, e’ quella che la scimmia non puo’ vedere.

Cosi’ come il marine, stando seduto a casa propria, puo’ guidare un drone dal joystick e far saltare in aria la mamma della scimmia di ISIS premendo un pulsante. La scimmia di ISIS non ha alcuna speranza di capire del tutto in cosa consista la propria incapacita’ di sopravvivere, che pure dava per scontata.

Dove porta tutto questo?

A dire che sono impressionato dalla capacita’ che ha avuto la chiesa cattolica di capire il problema, parlando di postumanita’ riferita alla “teoria del gender”. Dietro alla teoria del gender sta un fenomeno per il quale la componente biologica diventa MENO importante di quella astratta, ovvero culturale, ovvero intellettuale. Stiamo parlando di una nuova razza la cui capacita’ di astrazione sociale consente di andare oltre al semplice sesso cromosomico: per fare questo occorrono caratteristiche celebrali e psicologiche probabilmente mai sviluppate prima.

Un salto del genere e’, a tutti gli effetti, un salto evolutivo. Esso diventera’ materiale nel momento in cui la genomica ci consentira’ di modificare il nostro DNA, cosi’ per ora e’ soltanto antropologico. Ma gia’ come salto antropologico, siamo a differenze esteriori che in passato avrebbero spinto i biologi a parlare di specie diverse.

E siccome la cultura della chiesa risale allo stesso periodo di questi biologi, dal loro punto di vista con la teoria del gender sta nascendo una nuova specie.

E loro, le scimme, hanno paura di essere chiamate “pre-umane”. E non e’ una paura irrazionale, dal momento che tutti i predecessori di Homo Sapiens sono estinti .

Un precedente preoccupante, direi.

di Uriel Fanelli