Scalfari, VATTENE! (Serra, Mauro, anche voi degli ultimi banchi, scio’).

Ho atteso la smentita ufficiale (da parte della Casa Bianca) delle fandonie riportate da Repubblica , riguardanti altre fandonie riportate dal “tempio della buona stampa anglosassone“  , per scrivere questo post. L’ho scritto gia’ ieri, mi mancava solo il link sulla smentita, che SAPEVO sarebbe arrivata. Andiamo al sodo: come italiano, e italiano fiero di esserlo, chiedo che Eugenio Scalfari si dimetta da editorialista (nonche’ totem della testata), e che scompaia dalla vita pubblica di questo paese, come atto dovuto per essersi prestato a questo patetico tentativo di infangare il nostro paese, ma specialmente, per un PESSIMO giornalismo ed una co-direzione del giornale ancora peggiore.(se possibile). Insieme a lui, Serra ed Ezio Mauro.

Prima di iniziare: so benissimo che il direttore sia Ezio Mauro, ma so anche chi sia il totem, lo spirito, il maitre a penser. Il fondatore: agnosco stylum.Mi rivolgo a te , Scalfari, perche’ non sono cosi’ stupido da pensare che il fondatore, quando lancora avora al giornale, non sia di fatto l’ispiratore  ,o per lo meno il censore , di  ogni decisione.

La correttezza professionale vorrebbe , nel caso del giornalismo, che si verificassero le fonti. Che si mettesse in dubbio, quando cosi’ evidente, almeno quella notizia che risulti abnorme, inverosimile, impossibile persino a prima vista. Era davvero impossibile credere, per un giornalista che abbia seguito i lavori di preprazione del G8, credere che l’agenda non fosse pianificata e concordata. Come avviene in ogni summit.

Prima domanda: visto che riporta tali ASSURDE voci, la Repubblica ha seguito i lavori di preparazione del G8? Se non li ha seguiti, e’ un caso di pessimo giornalismo, un giornalismo cialtrone che parla guardando le cose con un binocolo, da lontano, come si fa nel mondo del gossip. Se invece li ha seguiti, appoggiando vistosamente la campagna di diffamazione straniera , Repubblica ha mentito sapendo di mentire.

In entrambi i casi, uno spettacolo di giornalismo miserabile, piccolo, pezzente, quale Scalfari nelle sue messe accusa di essere l’Italia odierna. Ecco, caro Scalfari, stai confondendo l’italia con il tuo giornale. Il tuo giornale, e non il paese, e’ in declino. Il vostro  giornalismo , e non il paese, e’ sempre meno credibile, sempre piu’ straccione, approssimativo, mendace. Vi sarebbe bastato seguire da vicino la preparazione al summit per sapere che cosa , se fosse stato vero, non andava nell’agenda.E questa e’ la summa del vostro cattivo giornalismo: non vi siete neanche degnati di seguire da vicino la preparazione dell’agenda , e vi siete trovati con nulla da obiettare alle fantasiose menzogne dei giornali stranieri.

Anche ammesso che quanto riportato dai giornali stranieri fosse stato vero, Scalfari, non pensi che ci saremmo chiesti come mai loro ci siano arrivati prima di te e del tuo giornale? Anche ammesso che l’agenda fosse stata una sorpresa per i leader (che notoriamente si presentano ai summit senza conoscerla e concordarla) , perche’ tu lo hai imparato dal Times? Ai lettori giudicare la professionalita’ con la quale il tuo giornale ha seguito da vicino (sic!) i lavori di preparazione del G8. Oppure no. In entrambi i casi, c’e’ del marcio in Danimarca.(sono “figo” anche io, Eugenio, faccio le citazioni da liceale, vedi?)

Il tuo giornale ha appoggiato , amplificato e tollerato senza ritegno una campagna denigratoria che riguarda il paese tutto (e non solo Berlusconi, perche’ non si e’ chiesto a Berlusconi di dimettersi ma al PAESE di uscire dal G8).Il mio paese caro Scalfari: e anche se ti fa cosi’ schifo, anche il tuo paese.

E il vostro (tuo) giornale ha agito per odio, per quel rancore bilioso , oscuro, tombale che e’ diventato proprio della sinistra degli anni ‘70. Di quegli anni possiamo discutere tutto, Scalfari, ma non una cosa: che sono passati 40 anni da allora. Perche’ questo sei: vecchio.

Ho scritto e penso, caro Scalfari, che la cultura di massa si distingua da qualsiasi altra cultura perche’ obbliga ciascuno a prendere una posizione zelota, intollerante, tifosa e fanatica nei confronti di una fazione opposta. Questa e’ la massa, questo distingue una MASSA da un popolo: la massa, di fronte a qualsiasi cosa, sente il bisogno di dividersi in due fazioni furenti e rabbiose, una a favore  ed una contro. E di questo pensiero di MASSA, di questa coazione ad essere massa che e’ nata negli anni ‘70, quelli della contrapposizione ideologica, il conservatore sei TU.

Si’: conservatore.Conservatore.

Perche’ uso e ripeto questo termine?

Ho letto la tua velleitaria biografia. La definisco velleitaria perche’ si sforza di spacciare qualcosa (te) per qualcosa d’altro , “L’uomo che non credeva in Dio”. Un tentativo, miserabile persino sul piano letterario, di dare un’aria di fascino vintage ad un’esistenza culturalmente piu’ che mediocre: tutto, in quel libro, e’ di seconda mano.

E’ di seconda mano il ridicolo tentativo di imitare l’amarcord felliniano, cosa per la quale ti mancano gli ascendenti romagnoli. Da romagnolo mi spiace dirtelo: lascia perdere, quel genere di romanticismo non e’ per te. Sono certo che dalle tue parti vi sia qualche altro genere ,altrettanto nobile e persino piu’ credibile sul piano letterario, di sicuro migliore del tentativo di imitazione che hai prodotto. Quale tronfia presunzione ti ha portato a credere di poter ricreare un’atmosfera della quale non fai parte, non hai mai fatto parte, perche’ ti manca una terra che non hai mai vissuto, ti manca gente che non hai mai capito, alla tua vita manca la Romagna di Fellini?

In questo patetico tentativo di amarcord , ci sono alcuni particolari che rendono disgustosa la condotta del tuo giornale negli ultimi tempi: disgustosa perche’ ipocrita. Eugenio Scalfari che porta in spiaggia la sera le ragazze (dopo la parentesi bordello, un classico di cui quelli della sua età vanno sempre fieri), Eugenio Scalfari che vive simultaneamente due diversi approdi sentimentali (“mai come allora ho invidiato il dono dell’ubiquità”).

Ecco, Scalfari, qui c’e’ la misura della tua ipocrisia. Ai tuoi tempi, le prostitute non erano quelle ragazze da 10.000 euro a notte che hai denunciato in questi giorni. No, erano disperate che lo facevano per FAME. E la fame, caro Scalfari, e’ una minaccia. Come quella della forza. Che differenza c’e’ tra una donna costretta al sesso con la minaccia della forza e una costretta con la minaccia della fame? Nessuna.

Oh, certo, per la legge era legale. Non ti accuso di alcun crimine, ovviamente. Ma io vengo da una generazione che il sesso lo ha imparato mediante attivita’, si direbbe oggi, “ONLUS”: senza fini di lucro. E se la legge ti assolve la mia morale, quel rispetto per le donne di cui straparli, invece ti condannano. Non c’e’ alcuna differenza tra una donna costretta a fare sesso con la minaccia della forza (come in uno stupro) e una costretta a fare sesso con la minaccia della FAME, come nei bordelli che frequentavi.(1) Per la legge non e’ stupro. Lo so, sei innocente.

Ma per il mio giudizio personale (e ne ho diritto), invece,  usare la prostituzione che viene dalla fame e’ una colpa. E grave. Pagare una psostituta che ha bisogno dei tuoi soldi per vivere, caro Scalfari, e’ piu’ grave che pagare una donna che usera’ i tuoi soldi per un’automobile di lusso. Nel primo caso ottieni sesso obtorto collo, nel secondo e’ un do ut des. (Piaciuta la reminescenza del liceo? Siamo capaci tutti, sai?)

Mi spiace, Scalfari, questi sono i guai che vengono dalla differenza di eta’: sei vecchio. Quella patina “romantica”, cosi’ vintage che hai cercato di dare alla tua esistenza e’ ormai incomprensibile, perche’ non sei vintage: sei obsoleto. Nessuno ricorda piu’ il valore delle cose che ricordi tu.

Il tono “leggero” che hai cercato di dare alla tua biografia ti tradisce, ti tradisce nel pesante narcisismo del vecchio che ha raggiunto una posizione di rendita e chiede di essere venerato (si vede in tutto il libro), ti tradisce nello sguardo pesantissimo del tradizionalista che pretende rispetto per i particolari del passato: la tradizione, caro Scalfari, e’ solo lo strumento con in quale il conservatore cerca di ottenere potere tramite la conoscenza dei particolari.

Sei vecchio. Si e’ visto nel tuo modo di scendere nell’agone politico, credendo che la stampa sia solo un megafono, come quelli che si usavano nelle manifestazioni dei tuoi tempi.Hai un’idea di cultura che e’ quella dei licei dei tuoi tempi, ove andavano solo i rampolli delle famiglie-bene: cultura per provinciali.

Ignori le dinamiche principali dei media moderni perpetuando con la tua obsolescenza stessa l’inferiorita’ strutturale, antropologica se non quasi biologica, l’incapacita’ della sinistra di usare i media moderni: gli ultimi due che la TUA sinistra ha usato con successo sono stati la musica degli anni 60 e 70, e il cinema degli anni ‘50. Il resto e’ un treno che hai perso, tu come la sinistra, la sinistra come te, e spesso per colpa tua e di quelli come te. Siete vecchi.

Sei vecchio, obsoleto, la tua biografia sa di abaco e di abbecedario. Persino il tuo modo di fare web, il  tuo giornale, online e’ vecchio. Un portale. Sai che novita’! Io installavo il mio primo phpnuke qualche anno prima della vostra “nuova” impaginazione, e non ero il solo, e tu ci regali una struttura… a portale! Accidenti, siamo abbagliati da tanta modernita’: mi raccomando, rimani fedele a quella legge della sinistra che accetta  il nuovo solo quando e’ gia’ vintage.

E cosi’, con la tua misera cultura politica di 40 anni fa, con un passato ipocrita che hai confessato nella tua pretenziosa biografia pretendendo che l’aria “retro’” rendesse accettabili le stesse cose che critichi in Berlusconi (dall’uso di prostitute -ma le tue lo facevano per fame – sino ai tradimenti , per non parlare del  misticismo pseudofrancescano da tre euro al chilo), che diventasse un amarcord invece di uno spettacolino di piccole miserie umane (mi spiace, io sono nato dopo la Merlin, non afferro il fascino da vestito gessato dei bordelli) con questo bagaglio culturale miserabile e sciatto sei entrato nell’arena politica,   pensando che spalare merda su tutto il paese avrebbe finito, alla fine dei conti, con lo sporcare anche Berlusconi.

Beh, forse avrai sporcato lui, ma tutti noi italiani (e io lavorando all’estero lo leggo negli occhi altrui) ne hanno sofferto molto di piu’. Perche’ mentre tu gioisci, eccitato come dovevi esserlo nei bordelli dei tuoi tempi, delle disgrazie che capitano al paese con Berlusconi presidente, ci sono persone che lavorano all’estero e vedono negli occhi di questi paesi-bene, dei loro abitanti, un complesso di superiorita’ che stai stuzzicando, fomentando, nutrendo con il tuo giornale.

Il giornale da te fondato ha appoggiato una campagna che puzza di superiorita’ ariana lontano un miglio, e ti dici antifascista! Hai riportato come verita’ delle palesi BALLE , balle che sarebbe bastato leggere con senso critico per smascherare. Hai portato sul paese una vergogna che non meritava, troppo spinto dall’odio che provi per un avversario politico da pensare che le macerie di questo bombardamento mediatico le avremmo scontate tutti. Specialmente chi sta all’estero.

Stai combattendo contro il tuo stesso paese , stai appoggiando chi ci spara addosso nella speranza codarda e opportunista che qualche colpo arrivi a Berlusconi; e non ti preoccupi di quanti ne arrivino sul paese. Tanto, darai a Berlusconi la colpa anche di quelli.

Ma il dito sul grilletto era anche il tuo, “agnosco stylum” si sarebbe detto in passato. Non bisogna essere dei geni per notare che i giornali ariani che ci sparano addosso attingano dal prezioso repertorio che il tuo giornale fornisce. Tu(e Serra, e Mauro come frontend)  stai combattendo contro il tuo paese una battaglia a base di menzogne e pessimo giornalismo, nella speranza che abbattendo il paese si abbatta anche il tuo avversario politico.

Oggi la casa bianca ha SMENTITO le MENZOGNE  che hai deciso di sbattere in prima pagina. E ora?

Certo, sei vecchio. E per quelli della tua eta’ la stampa anglosassone e’ Watergate , e’ l’inviato in Vietnam. Sei vecchio, appunto. Ma non si sei accorto, nella tua senescenza, che quella stessa stampa anglosassone oggi e’ ridotta ad  una sconfinata distesa di piccoli feudi , dominati dagli affari e dalle piccole miserie umane. Lotta nel fango, e poco piu’. Bottegai della stampa.

E cosi’ , forte della tua vecchiaia , di un’idea vecchia della stampa anglosassone, hai cercato di spacciare una stampa ormai agonizzante, corrotta e degradata per un giudice super partes, affidabile e sicuramente veritiero. Sicuramente veritiero sinche’ la casa bianca (e ad una presidenza -costa- smentire i principali giornali del proprio paese) non lo ha smentito.

Falso, Scalfari, era tutto FALSO.

Ed era FACILE capirlo.

Vattene, Scalfari. E porta con te Serra e Mauro. Smetti di fare il giornalista. Smetti di condurre un giornale (sebbene da dietro le quinte) come se fosse un foglio ciclostilato degli anni ‘70. Smetti di versare merda sul paese soltanto perche’ speri che qualche goccia cada sul tuo odiato avversario: la gran parte arriva su di noi.

Che ti(vi) piaccia o che non ti piaccia, Berlusconi ha vinto le scorse elezioni (non piace nemmeno a me, per la cronaca). E che ti (vi) piaccia o meno, i risultati delle scorse elezioni lo hanno riconfermato. Tentare di scalzarlo a mezzo stampa e’ lecito, e’ lecito se si fanno gli interessi del paese. Se si fanno interessi eterogenei di paesi stranieri, se si amplifica la voglia degli ariani del mondo di sentirsi superiori a noi, beh, siamo al tradimento.

Oh, so benissimo che quel reato non esiste piu’. Non esiste piu’ come reato, ma ancora esiste come giudizio. E io ti giudico, nel mio personale giudizio,  come un traditore della tua nazione.

Vattene, e se proprio ti piacciono questi posti ove tutti si dimettono per delle fesseriee SOLO per quelle,  trasferisciti pure. Sono ragionevolmente certo, del resto, che i bordelli tedeschi di oggi abbiano lo stesso fascino che avevano quei bordelli di cui scrivi (un classico di cui quelli della tua età vanno sempre fieri) nella tua biografia. Anche se magari non sanno di gessato e di marchetta come quelli, suppongo, ma rimane una domanda (e non dieci): come si permette uno che ha orgogliosamente bazzicato i bordelli della fame, oggi, di fare il moralista verso uno che si dedica alle squillo di lusso?

E come si permette, uno che rimpiange il dono dell’obiquita’ per sottintendere elegantemente al tradimento, di andare ad appoggiare chi bacchetta Berlusconi perche’ non rispetta Veronica? (2)

E non voglio parlare del “fareste educare i vostri figli a Berlusconi”, cosi’ coerente con quello che scrivi nella tua autobiografia, ove la consanguineita’  “per chi la pensa come penso io è un errore grave”. Ah, ma guarda!

Incoerente, pretenzioso, velleitario e poco professionale: ecco il ritratto del tuo giornale, del giornale da te fondato, il ritratto che esce da questa vicenda. Ripeto: se il tuo giornale ha seguito la preparazione del G8, propagare le menzogne della stampa ariana e’ stato mentire sapendo di mentire. Se il tuo giornale NON ha seguito la preparazione del G8 al punto da ignorare lo spessore dell’agenda, beh, e’ la misura del tuo giornalismo.

Dimettiti, e vattene.E con te, i due frontend che ufficialmente dirigono la Repubblica.

Qualsiasi sia il destino del mio paese, tu non ci sei.

Sei solo un dinosauro cosi’ sordo da non aver sentito cadere un asteroide. Dev’essere l’eta’.

Sai , non fanno piu’ gli asteroidi di una volta. E neanche le orecchie hanno il sapore di un tempo.

Uriel

(1) E no, neanche all’estero e’ diverso. Chi ti scrive vive in Germania, e i bordelli sono legali. Ma dentro ci sono solo polacche, rumene, russe, africane, e poche tedesche dell’est. Chissa’ come, e’ un lavoro che le tedesche non vogliono piu’ fare. Sai perche’? Perche’ mangiano gia’ tre volte al giorno, senza prostituirsi.

(2) Tralascio per pura pena il fatto che , quando Veronica scrisse la prima lettera al marito, qualcuno ando’ in tutta fretta ad intervistare Cacciari: bel gesto, Scalfari Bel gesto. In un campionato di lotta nel fango, ti danno tre punti per questo. Forse quattro.

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