Potere e comando, volonta’ e richiesta.

Ogni volta che parlo di politica casco sempre nelle stesse inutili discussioni. Sembra che per l’italiano medio sia impossibile distinguere il potere dal comando, e che sia impossibile distinguere la volonta’ dalle richieste. Andiamo un attimo nel dettaglio.

Nessuno capisce quello che intendo dire quando dico che Obama sta fallendo perche’ non e’ un uomo potente. Tutti dicono che e’ Presidente, quindi e’ potente. No.

La democrazia NON da nessun genere di potere agli eletti. Da’ soltanto la posizione di comando. Che non e’ automaticamente una posizione di potere.

Facciamo un esempio stupido: le leggi del presidente devono venire approvate dal senato. Cosa succede se un senatore democratico vota contro? Obama non gli puo’ fare nulla di nulla, e la legge viene respinta o modificata.

Adesso supponiamo che al posto di Obama ci sia Hillary. E il senatore democratico dell’ Oklahoma  vuole votare contro. Hillary lo convochera’, e gli fara’ sapere che e’ il suo clan politico e la sua rete di networking a decidere chi sara’ il prossimo candidato democratico in Oklahoma. E se il signore desidera continuare a sedere sulla sua sedia, e’ meglio che voti la legge di Hillary.

Questa e’ la differenza tra potere e comando: la democrazia ha dato a Obama il comando. Ma non il potere. Il potere esiste a prescindere dalle elezioni, e puo’ diventare comando se il cittadino vuole.

Ma attenzione: il cittadino NON puo’ decidere chi avra’ il comando, ma quale potente avra’ il comando. Perche’ se si illude che il comando produca il potere, mettera’ al comando un individuo impotente come Obama. E il comando sara’ inutile.

Lo stesso vale per le lobby. Se la lobby delle assicurazioni si oppone ad Obama, lui puo’ farci poco. Se la lobby delle assicurazioni si oppone a Hillary, Hillary puo’ semplicemente dire: signori, grazie allo spoil system(1) il direttore/altro pezzo grosso dell’ IRS e’ uno del mio clan. Siete in regola col fisco?

Magicamente, la Lobby le obbedira’.

Morale della storia: il popolo non puo’ davvero decidere chi mandare al governo. Se vuole un governo ce faccia delle cose, deve garantirsi sia il comando (col voto) che il potere (un candidato con un grosso clan di amicizie e alleanze alle spalle).

Ovviamente, il popolo puo’ cortocircuitare il processo e mandare un uomo senza potere al comando. Il risultato sara’ che dopo due anni di “change” non si e’ ancora visto nulla. Perche’ Obama e’ al comando ma NON ha il potere.

Questa e’ la ragione per cui approvo l’attuale sistema elettorale italiano: poiche’ il partito decide chi candidare e chi no, ha potere sui parlamentari, tranne alcune finestre nelle quali si apre una trattativa coi gia’ eletti, prima delle elezioni amministrative.

In questo modo, i parlamentari devono marciare allineati e coperti, e chi ha il comando ha anche il potere. Inoltre, Berlusconi e’ gia’ potente senza elezioni, quindi ha ancora piu’ leve.

Anche se vincesse la sinistra, essendo praticamente un partito privo di potere, non combinerebbe una cippa, come e’ sempre stato sinora. In Emilia governano perche’ oltre al comando hanno un certo potere collaterale: altrimenti , non hanno speranza.

Non votero’ mai, alle politiche, un candidato che non abbia potere, perche’ so come finira’.

In definitiva,

Governo = Comando * Potere.

Se il potere e’ nullo, non si governa: pur avendo ricevuto il comando dalle elezioni. Il vero requisito alla candidatura dovrebbe essere il potere gia’ in mano al candidato. Altrimenti, questo rendera’ inutile il comando. E si mandera’ al comando un inutile temporeggiatore.

Le elezioni possono dare un posto di comando, ma non il potere.

Secondo punto: la democrazia fa sempre quello che il cittadino VUOLE.

Quando dico questo, nasce un gigantesco malinteso tra cio’ che il cittadino “vuole” e cio’ che il cittadino “chiede”. La richiesta e’ l’argomento politico, che permette al partito di fare politica. La volonta’ e’ il risultato oggettivo che il cittadino desidera sperimentare nella vita quotidiana.

Tutti i cittadini di Milano chiedono al comune meno traffico e meno inquinamento. Esistono in commercio automobili ibride che consumano, sul tratto urbano, circa un terzo delle altre.(2) Se tutti usassero auto ibride in citta’, sarebbe come fermare il traffico due giorni alla settimana.

I cittadini che chiedono meno inquinamento si sono tuffati a comprare auto ibride? Lo hanno fatto i verdi? No. Il cittadino CHIEDE meno inquinamento, ma VUOLE guidate un’automobile inquinante.

I cittadini chiedono un traffico migliore. Quando il cittadino di Milano parcheggia in doppia fila, che cosa vuole? Vuole , ovviamente, che nessuno gli faccia una contravvenzione.

Molto bene: torniamo alla mia affermazione. Il governo democratico fa quello che il cittadino VUOLE e non quello che il cittadino CHIEDE significa che accontentera’ il cittadino quando compra auto inquinanti in citta’ e quando parcheggia in doppia fila. Se possibile, si sforzera’ anche di migliorare il traffico, ma la priorita’ e’ quanto il cittadino VUOLE.

Se tutti CHIEDIAMO piu’ meritocrazia ma contemporaneamente ci presentiamo agli esami con tesine copiate e appunti nascosti ovunque, quello che vogliamo e’ MENO meritocrazia. E la democrazia fa sempre quello che VOGLIAMO.

E’ semplice: non sempre si chiede cio’ che si vuole. Non e’ possibile fare un partito che dica “voglio parcheggiare in doppia fila”, il partito puo’ solo “chiedere meno traffico”.

I governi democratici hanno imparato bene questa differenza, e sanno bene che se non danno al cittadino quel che chiede, bastano due o tre chiacchiere e il cittadino li rivota. Se invece non danno al cittadino cio’ che VUOLE, egli viene colpito nella sua esistenza quotidiana, e si infuria.

Il cittadino essenzialmente VUOLE delle cose che esistono gia’, ma CHIEDE delle cose che non esistono ancora. Ovviamente, e’ molto piu’ sgradito al cittadino il governo che colpisca l’esistente, piuttosto che un governo che non realizzi l’inesistente.

Se il comune di Milano non da’ un traffico migliore, si rimane cosi’. Il cittadino valuta se accettare o meno le scuse per il mancato miglioramento. Se invece iniziamo a multare chi parcheggia in doppia fila, atappeto, il cittadino perde qualcosa che ha gia’: la possibilita’ di fare  i propri porci comodi

  • Il cittadino VUOLE le cose che effettivamente fa o ha fatto o fara’, con i relativi vantaggi.
  • Il cittadino CHIEDE cose che non ci sono ancora e delle quali piacerebbe godere.

E’ ovvio che disattendere la prima richiesta colpisce direttamente il cittadino nel quotidiano, mentre disattendere la seconda si limita a mortificare i suoi desideri o i suoi ideali.

E’ ovvio che un governo basato sul consenso badera’ alla prima delle richieste, e si dedichera’ alla seconda solo se resta tempo, o restano risorse.

Se le due richieste sono incompatibili, perche’ e’ impossibile avere un traffico migliore (richiesta) se tutti parcheggiano in doppia fila impuniti (volonta’) allora vincera’ la volonta’ sulla richiesta.

E’ semplicissimo, e mi meraviglia di dover puntualizzare questi due semplicissimi concetti ogni volta che parlo di politica.

Uriel

(1) In italiano: lottizzazione. Ma in USA e’ figo perche’ si chiama spoil system, provincialotti che non siete altro.

(2) Ho chiesto conferma di questa affermazione ad alcuni tassisti, che la usano e ne sono entusiasti. Tra l’altro apprezzano molto la sua silenziosita’, cosa che capisco perche’  abitano l’auto per molto tempo.

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