Porta la frusta.

In questi giorni, ma dovrei dire negli ultimi mesi, sto focalizzando una cosa che pensavo di non incontrare piu’. O meglio, sto focalizzando sempre di piu l’origine del problema, il gruppo  che oggi e’ portatore di un male. Ho passato l’adolescenza su un banco degli imputati. Il processo era gestito dai “giudici” di una societa’ che si proponeva di essere sia tribunale che plotone d’esecuzione.

Ho poi attraversato un periodo nel quale sono andato via di casa, e di conseguenza il controllo si e’ affievolito. Sia per l’ambiente universitario, sia per la piu’ grande citta’ ove ero anonimo(1), sia perche’ avvezzo a muovermi in segreto in un ambiente di provincia, chiaramente in una citta’ piu’ grande era agevole diventare invisibile.

L’allentarsi della morsa che pesava su di me mi ha , in fondo, illuso che qualcosa fosse cambiato, ma non e’ cosi’. Quello che sto realizzando in questo periodo, specialmente leggendo blog e giornali italiani, e’ che il merdoso tribunale non e’ affatto chiuso. Ha solo cambiato giudici.

Se ho potuto pensare che il tribunale non fosse piu’ in funzione, in definitiva, non era perche’ esso fosse chiuso o avesse smesso di lavorare. Era perche’ io non stavo piu’ sul banco degli imputati, ovvero perche’ non riuscivano piu’ a sbattermici.

Questo periodo di separazione ha fatto si’ che io abbia perso di vista, un pochino, la composizione del tribunale. Perche’ in ultima analisi, sono cresciuto con un tribunale ed un plotone di esecuzione composti, nella stragrande maggioranza dei casi, da uomini, mediamente anziani. Cosi’, quello che avevo fatto era di identificare il controllo sociale, il bigottismo, il perbenismo e il moralismo con uomini anziani.

Le donne erano, all’epoca, quelle piu’ “aperte” , in quanto stavano ancora iniziando a beneficiare della “coda lunga” delle conquiste sociali appena arrivate e ne erano, almeno in emilia, le principali sostenitrici.

DI conseguenza, come notano spesso le mie amiche, ho un’opinione tutto sommato buona delle donne e mi aspetto una maggiore apertura mentale, ed una minore tendenza a giudicare. Questo perche’ nella mia giovinezza le donne erano cosi’ bersagliate da giudizi sociali (esci fino a tardi => puttana, porti una minigonna =>puttana, eccetera) che non desideravano altro se non chiudere il maledetto tribunale.

Cosi’ i perseguitati da questo tribunale sentivano una certa vicinanza specialmente con le donne (eccetto mia madre, che non e’ una donna bensi’ una versione sofisticata di vagone ferroviario) , e questa cosa in un certo senso mi ha formato. E cosi’ tendenzialmente mi fidavo abbastanza delle donne.

Ultimamente, pero’, a quanto pare la composizione del tribunale sta cambiando, o se volete e’ gia’ cambiata radicalmente.

Tutti avranno iniziato a notare il pullulare di carampane indignate che, di ritorno dal safari di cazzi di Sharm El Sheik, sono “indignate” per qualsiasi cosa. Passano il giorno con lo sguardo sdegnato, passano il tempo a giudicare e condannare tutto e tutti.

Un tempo, di fronte a cose come la prostituzione o le orge, erano le donne a rispondere “ancora cosi’ indietro?”. Oggi, sono quelle che si strappano i capelli. Come se le puttane non fossero mai esistite. Vediamo donne come la guzzanti accusare un’altra donna di essere ministro perche’ fa pompini (senza peraltro uno straccio di prova) .

Insomma, sembra che molte donne stiano volentieri salendo sul banco dei giudici, anzi, a dire il vero sembra che oggi ci siano solo loro. Per fare un esempio, ammesso e non concesso che siano avvenute le orge a casa di Berlusconi, perche’ sarebbero le donne ad essere offese come donne e non, per dire, gli uomini ad essere offesi come uomini? E’ piu’ umiliante per una bagascia fare il proprio lavoro o per un settantenne pagare bagasce? E’ uno spettacolo peggiore la bagascia scopata da silvio o silvio che scopa la bagascia? In realta’, si tratta solo di scuse, per nascondere l’immensa voglia che la beghina italiana ha di potere, il potere di giudicare e condannare.

La risposta e’ semplice: il nuovo tribunale della sessualita’ (specialmente maschile) , il relativo plotone di esecuzione e la relativa inquisizione  sono oggi interamente composti da donne.

Se un tempo il giudice era maschio (di solito un prete) oggi il prete puo’ contare su una torma di cagne che urlano ancora piu’ forte. Se un tempo il moralismo era fatto da uomini di una certa eta’, oggi il plotone di esecuzione e’ composto da donne.

In questo momento mi sento deluso, per via di una fiducia evidentemente mal riposta. Vedo che il mondo e’ cambiato molto, e nella direzione opposta a quella cui ero abituato. Quindi, devo cambiare direzione anche io.  Prima diffidavo specialmente degli uomini piu’ anziani, che erano i piu’ ipocriti, bigotti e moralisti. Mentre tendevo a fidarmi delle donne , che almeno con me erano piu’ tolleranti. Ora, evidentemente devo fare il contrario: semplicemente, invertiro’ le aspettative. Per la semplice ragione che si sono invertite le parti.

Il genere femminile si e’ trasformato nella sede di ogni istanza bigotta, moralista, perbenista. Il genere femminile e’ diventato il depositario di tutta quella serie di “nausee” di cose che “mi schifano”, parole da pronunciare con la consueta boccuccia a culo di gallina, insomma, oggi il tribunale della sessualita’ e’ fatto da giudici donne e il plotone di esecuzione e’ composto ancora da donne. Le quali sono giudici perche’ ognuna do loro rappresenta “tutte le donne”, se ne offendi una hai offeso “tutte le donne”, ovvero molto semplicemente perche’ dispongono di un utero.

Qualche tempo fa, avevo creato un gruppo segreto su facebook per postare foto di tettone, hentai ed altri contenuti porno. Lo statuto del gruppo diceva che era vietato giudicare i gusti altrui (c’erano anche immagini futanari, cioe’ di transessuali) e che il gruppo era ispirato alla liberta’ assoluta. Si supponeva essere un gruppo di soli uomini, e sinche’ lo fu le cose andavano bene.

Improvvisamente, a qualcuno venne la geniale idea di far entrare una donna nel gruppo. Passarono due o tre giorni , e la tipa se ne usci’ “ma davvero vi piacciono queste donne?”, con aria schifata. Ora, il problema non e’ l’argomento del giudizio ne’ la persona da cui veniva (da una tipa che si vanta di essere lesbica il moralismo mi nausea: come se non ne avessero subiti abbastanza ) , il problema e’ che questa pensava di essere nelle condizioni di giudicare , solo per il fatto di avere un utero.

La reazione soddisfacente che ho trovato e’ stata di creare un gruppo “donne” , e di far si’ che non potessero piu’ leggere update con alcuni contenuti. Molto semplicemente, di default le donne non leggono quel che scrivo, e devo essere io a rimuovere il blocco per far vedere le cose.

Dopo qualche settimana, devo dire che funziona. Ho potuto postare circa quello che voglio, e ho letto un numero molto minore di giudizi. Non mi interessa far sapere chi ci sia dentro o meno. Non me ne frega niente di chi trovi offensivo essere classificato cosi’: ho le mie ragioni, e non cambiero’ idea oggi. Non devo spiegare al giudice per quale motivo non lo riconosco come tale: se non lo riconosco come tale, non devo spiegargli proprio niente.

Ovviamente sono uscito dal gruppo inquinato dalla stronza, ed in futuro evitero’ di frequentare gruppi o ambienti ove si posti materiale erotico, che non siano popolati di soli maschi. Questo ovviamente ha un sapore antico, perche’ non e’ la prima volta nella mia vita che alzo un bel muro verso “l’altra meta’ del cielo”. Ovviamente ci sara’ un’eccezione, che e’ Lady Uriel, ma per quanto mi riguarda tutto il resto puo’ anche sparire.

Adesso voi direte: “eh, ma cosi’ va bene su facebook, non nella vita reale”. In realta’ non e’ vero, perche’ e’ possibile uscire da qualsiasi discussione a patto di dire esplicitamente che lo state facendo. Cosi’ come e’ possibile dire “non rispondero’ a questa domanda”, oppure “non partecipero’ a questa discussione”, cosi’ come “non cambiero’ idea oggi”.

Cosi’, ho semplicemente esteso la regola: non parlero’ piu’ di qualsiasi questione relativa a sessualita’ o rapporti tra uomini e donne con nessuno che non siano uomini o mia moglie. Tutte le altre donne sono escluse.

Non ho intenzione di salire ancora sul banco degli imputati. Non ho intenzione di avere a che fare con persone  che intendono trasformare qualsiasi discussione in un comizio, solo per poter emettere la loro sentenza.

Vedo negli occhi di queste donnette la stessa malattia, il piccolo potere di condannare qualcuno, che un tempo vedevo nei preti e nei vecchi bigotti.

Oggi, in Italia, l’intero genere femminile e’ diventato il tribunale, l’inquisizione e il plotone d’esecuzione della sessualita’, specialmente quella maschile. Non c’e’ campo nel quale una donna, solo per il fatto di avere l’utero, non si ritenga giudice e boia di qualsiasi cosa sia sbagliata, nel nome di “mi sento offesa come donna”.

Bene, se tu ti senti offesa come donna, io invece ne ho le palle piene come uomo. E se hai l’offesa facile, immagina che due palle ho io, invece. Se ogni volta che parlo con una donna sto parlando con “tutte le donne”, proprio non mi interessa parlare. Io parlo con persone, non con entita’ collettive o politiche. Quando parlo con Lady Uriel parlo con lei, e quindi se si sente offesa si sentira’ offesa come Lady Uriel. Che io debba tenere conto di recare offesa “a tutte le donne”, beh, mavaffanculo, non accetto le regole di questo gioco, quindi non ci gioco.

Il punto, in effetti, e’ molto semplice: se escludiamo pochissime donne della nostra vita, i rapporti uomo-donna non sono indispensabili. Possono essere interessanti, possono essere quel che volete, ma il punto e’ che “possono” essere. Ma anche no.

Se si instaura invece una regola per la quale il gioco diventa diverso, e tutto quello che si ottiene e’una stronza che fa il giudice per l’alto tribunale dell’utero, se ne puo’ anche fare a meno. Non sono obbligato a chiacchierare con una donna di questioni relative ad erotismo, prostituzione, rapporti uomo-donna, emancipazione femminile, questione femminile nella societa’, e roba del genere.

Le regole del gioco sono insopportabili. Fortunatamente il gioco non e’ obbligatorio. La soluzione piu’  semplice e’ uscire dal gioco.

Cara signora giudice, il banco degli imputati adesso e’ di nuovo vuoto. Si diverta.

Lo stesso vale per questo blog: qualsiasi post verta o parli di rapporti tra uomo e donna, questione femminile, argomenti che implichino e richiedano valutazioni sul ruolo della donna come genere, non accettera’ commenti da donne che non siano Lady Uriel. Se vi piace giudicare, lo fate a casa vostra. Ammesso che ci saranno post in materia.

Per il resto, solo silenzio. Godetevi il vostro mondo, cosi’ decoroso e rispettoso “della donna”. Io, in queste germaniche lande, so gia’ come finisce la storia: hanno cominciato cosi’ anche loro. E no, non vi piacera’. Ma questo e’ un altro discorso.

Applichero’ la cosa con la mia consueta autodisciplina, la stessa per cui non ho la Tv da oltre 10 anni,  e tra qualche mese (forse) vi faro’ sapere come va.

UPDATE: non cercatemi su facebook, ho disabilitato l’account. Non voglio discussioni su “ma io sono nella lista si/no/perche’”. Non e’ impossibile che io decida di chiudere il blog. Dopotutto, durante una dittatura gli oppositori stanno in clandestinita’, no?

Uriel

(1) Non perche’ Bologna sia metropolitana , ma perche’ a Bologna lo studente e’ solo un numero. Piccolo. Insomma, gli studenti non sono anonimi. Non sono nessuno, ecco tutto.

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