Perche’ non usciremo mai da questa crisi.

Per molti intellettuali americani, la crisi europea non e’ una crisi: il crollo del costo del lavoro, i tagli alla spesa sociale, i pochi ricchi piu’ ricchi mentre le masse si impoveriscono non significano “crisi”, ma solo uno stato piu’ sano dell’economia. Per molti intellettuali europei, gli USA non sono affatto in crisi: poiche’ sono maggiormente i ricchi a soffrirne, poiche’ consumano meno benzina e poiche’ lasciano il SUV in garage molti pensano che l’america in crisi sia un’america piu’ giusta.

Adesso immaginate questi intellettuali attorno ad un tavolo, che discutono su come uscire dalla crisi, pensando ognuno che l’altro stia diventando migliore proprio per via della crisi stessa. Pensateli, mentre discutono convinti che l’unica crisi sia in casa propria, mentre l’altro stia semplicemente tornando coi piedi sulla terra. Gli americani convinti che l’ Europa non potesse procedere cosi’ ancora per molto, con i suoi stipendi alti, la sua sanita’ pubblica e la sua spesa sociale, e gli europei convinti che gli USA non potessero reggere ancora a lungo, con la loro ostinazione a non guardare le classi piu’ povere , l’ambiente e la bilancia commerciale.

Capirete subito che non sara’ mai possibile una soluzione comune. L’unico modo di uscire da questa crisi e’ “ognuno per se’”. Il motivo per il quale non usciamo dalla crisi , e non ci usciremo mai, e’ che non esiste una definizione comune di “crisi” che sia valida sia per gli economisti che per i politici di entrambe le parti. L’unico modo sensato di affrontare questa crisi globale sarebbe quello di procedere in ordine sparso, ognuno per se’. Invece, come non mai il mondo pretende di risolvere questa crisi procedendo “uniti”, “tutti insieme”.

Come se questi sloagan, buoni per una squadra di calcio, lo fossero automaticamente per la geopolitica.

Uriel

(da ooriel.wordpress.com)

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