Peering.

Per fortuna qualcuno mi ha fatto una domanda “tecnica”, su una questione informatica(1). E’ sempre abbastanza doloroso dover scrivere quel che si pensa di una nazione che si e’ amata. La questione del depeering riguarda Telecom Italia, ed e’ relativa ad una tecnica, il peering, che e’ tipica del BGP. Siccome le associazioni dei consumatori si sono gia’ inalberate – ma lo fanno sempre, quindi chi le ascolta piu´? – mi chiedono un parere terzo. 
Per prima cosa, occorre capire un attimo il problema.

Quando si parla di reti geografiche, il paragone che viene spontaneo e’ la rete stradale. Il fatto pero’ e’ che in un paese come l’italia la rete stradale e’ cosi’ pervasiva e capillare che un esempio del genere risulta difficile da capire.

Allora, supponiamo di essere al tempo dei romani e di dover costruire una rete stradale. Per dove la lasciamo passare? Ovviamente tutte le strade passeranno da Roma, perche’ quello e’ il centro amministrativo e piu’ risulta vicino a tutti meglio e’, ma il problema e’ che ci sono anche dei centri minori. Cosi’ potreste pensare di aggiungere come centri le principali citta’ . Adesso aggiungiamo, momentaneamente, un altro dettaglio: dalle strade non potete uscire, se non all’arrivo.  Cosi’, se dovete andare ad Arezzo, avete la scelta di uscire a Firenze o a Bologna. Diventa complicatino.

Se poi volete andare a vicenza, con questo metodo potete uscire a Milano (e poi andare per boschi) oppure a Venezia. Anche qui, non e’ proprio il massimo perche’ andare per boschi e’ difficile.

Allora adesso supponiamo che Vicenza ed Arezzo si organizzino e dicano “ehi, io pago di tasca mia la strada che porta sino alla tua via Roma-Bologna. Va  bene, dice l’impero, ma chi paga per la maggiore manutenzione dovuta al maggiore traffico che aggiungi? 

Allora, esistono alcune risposte possibili per Arezzo:

  1. Quel traffico porta vantaggi anche a te, perche’ porta gente a Roma. Quindi paghi tu.
  2. Pago io perche’ Arezzo ha bisogno di Roma ma Roma non di Arezzo.
  3. L’imperatore ha deciso che per facilitare lo sviluppo di tutte le possibili strade , paga Roma.
Ovviamente vinceva l’imperatore, e come ai tempi di Roma, vinse anche con Internet.

Quando Telecom Italia acquisi’ Video on Line , per buttarsi nel settore Internet – che non avevano mai bazzicato – la rimanente parte dei provider italiani insorse. Innanzitutto, Telecom offriva sia servizi di hosting, email, e compagnia bella, che servizi di rete. Siccome l’inglese era (come e’ ancora) poco diffuso, gli italiani andavano principalmente su siti italiani, hostati specialmente dal Telecom. Ma dal punto di vista degli ISP, il problema era che il traffico in uscita dal loro ISP doveva fare un giro lunghissimo per arrivare ad un host nella rete telecom, perche’ doveva normalmente girare per Garr, UUnet, MiX , e poi andare nella rete desiderata. 

Al contrario un utente telecom poteva raggiungere rapidamente qualsiasi sito ospitato dai piccoli ISP, poiche’ il cavo era in mano a telecom. In pratica, il traffico di un ISP di Bologna , diciamo DSNET, che doveva raggiungere un sito web hostato che so da CalabRia net, doveva prendere la via di UUNet (in seguito Cable & Wireless) , arrivare al Mix a MILANO, venire girata sul backbone del Garr, che poi raggiungeva la Calabria. In alternativa, doveva chiedere se Telecom accettava di far girare il pacchetto sulla sua onnipresente rete, cosa che NON conveniva a Telecom, che era un concorrente dei due ISP, fornendo sia accesso che servizi di hosting.

Cosi’, siccome inizialmente l’intenzione era di facilitare lo sviluppo di Internet e dei piccoli ISP, la scelta fu di obbligare Telecom al peering.

Il peering consiste nella capacita’ di far girare sulla rete di B il traffico da A verso C, senza che B ne abbia alcun guadagno economico, SOLO PERCHE’ E’ IL TRATTO PIU’ BREVE. Nessuno deve pagare nessuno per il traffico.

Fatto un contratto simile, entrano in gioco dei dettagli. Uno dei piu’ buffi e’ decidere se il traffico sia una “patata fredda” o una “patata bollente”. Patata Fredda significa che se esiste un percorso via Telecom Italia lungo fino alla destinazione NON telecom, Telecom accetta di portarlo sin “sotto casa”. Patata Bollente significa che il tuo pacchetto sono costretto ad accettarlo, ma me ne libero non appena c’e’ un’uscita possibile.  Sembra difficile da definire, ma se considerate che il routing ha un costo, patata bollente significa “te lo ospito ma solo finche’ non costa tot”, mentre patata fredda significa “te lo ospito comunque al meglio che posso anche se costa”.

Il processo con cui si decide se far passare o meno il traffico e per dove si chiama “peering”, e la tecnologia usata in genere e’ BGP, anche se esiste una galassia di metodi alternativi, come tutta la famiglia MPLS, la colorazione delle fibre, etc.

Insomma, nella prima fase dello sviluppo della Internet italiana si e’ deciso di fare peering, ovvero che chiunque doveva lasciar passare il traffico per la propria rete, ogni volta che era il percorso piu’ breve.

Telecom ha preso la decisione di fare depeering  , o unpeering, per diverse ragioni.

La prima ragione e’ che oggi ci sono diverse alternative , come backbones, in Italia. Quindi l’obbligo di peering e’ abbastanza anacronistico. I piccoli ISP investano, si lascino comprare oppure si federino. Si tratta di una motivazione ragionevole. Anche perche’ oggi i concorrenti di Telecom Italia si chiamano Infostrada, Wind, Vodafone, Tiscali, Fastweb  e non sono propriamente dei principianti squattrinati che non possono pagarsi i backbones. E’ ora che comincino a  camminare con le proprie gambe e posare fibra, cosa che tra l’altro stanno facendo, in modo da realizzare un mercato competitivo.

La seconda ragione si chiama Prism. Piu’ una rete usa sempre le stesse rotte, piu’ e’ facile intercettare il traffico. Molte nazioni stanno reagendo alla storia di Prism agendo sui PCE (Path Computing Engines) allo scopo di rendere imprevedibili le rotte. In una topografia complessa a grafo, prevedere da dove passera’ il pacchetto e’ difficile, con la sola esclusione del segmento vicino all’origine e alla destinazione. Questo riduce a due i punti da sorvegliare e criptare per i servizi segreti, per il resto, sorvegliare intere reti e’ piu’ difficile. 

Non e’ la soluzione, ma e’ un passo avanti. Peraltro, diverse aziende stanno separando i diversi “plan” dei dispositivi, e i PCE stanno finendo nel cloud per sopportare meglio il carico.

Terza ragione: la quantita’ piu’ grande di traffico oggi va verso Google, Facebook, Twitter & co. Non si capisce perche’ fornire banda a questa gente facilitandone i servizi, quando loro non cacciano una sola lira in cambio. In fondo la rete italiana e’ abbastanza interconnessa, se ci saranno latenze verso google o facebook sono problemi di google e facebook. Non si deve piu’ verificare la situazione per cui le telco investono in fibra  e i soldi li fanno google e facebook.  I provider italiani sono piuttosto interconnessi per cui non temono di dare disservizio ai loro clienti business , e quanto ai clienti domestici, che pagano sempre meno ma non usano IPTV od altro perche’ vogliono tutto gratis… se vogliono tutto gratis, si prendono quel che passa il convento. Come e’ giusto che sia.

Quarta ragione: la rete di accesso Telecom va scorporata allo scopo di realizzare una situazione di concorrenza corretta, e in una situazione di concorrenza di favori non se ne fanno. Se vuoi la rotta breve la paghi, punto. Altrimenti cacci i soldini e ti tiri un cavo, visto che i concorrenti di Telecom non sono esattamente degli straccioni.

Adesso andiamo alla vexata quaestio: cosi’ facendo il servizio peggiorera’?

Per prima cosa, chiediamoci QUALE servizio. Se siete fuori dalla rete italiana, dipende dall’ ISP. Siccome non tutti gli ISP sono connessi allo stesso modo con facebook, google, spotify, etc, il risultato sara’ che alcuni ISP andranno meglio ed altri peggio.

Ma adesso supponiamo di essere uno spotify o un netflix e di voler prendere, che so io, un datacenter in 

Italia per trasmettere contenuti italiani. Senza peering, potrebbe essere molto difficile avere qualita’ di servizio decenti su TUTTE le reti. Quello che dovrete fare e’ di avere un diverso accordo con OGNI provider, e collegare OGNI provider al vostro datacenter, avendo cura di avere una buona rete verso tutti i possibili clienti.

Questo rende l’ Italia meno competitiva? No. La rende meno “profittevole” ? Si. 

Cosa significa non essere meno competitivi? Significa che problemi simili si incontrano quasi ovunque, e per questo Spotify sta prendendo accordi per dire in Germania con i singoli ISP. Quindi, se dovranno farlo anche in Italia, non sara’ una cosa nuova. Ovviamente salgono i costi, quindi gli utenti poi pagheranno questi costi nascosti in qualche modo.  Fa bene quindi l’associazione dei consumatori ad inalberarsi.

Cosa significa pero’ per le aziende italiane nascenti che vogliono – ammesso che esistano – proporre un prodotto simile a spotify o a netflix – ci potrebbe pensare RAI, o mediaset, o una radio tipo Radio 105, insomma una radio con molti utenti e una grande banca dati digitale di musica? Questo e’ il brutto. Netflix puo’ avere tranquillamente l’attenzione di Telecom o Vodafone o Wind o Infostrada perche’ essenzialmente puo’ muovere molti soldi, ma specialmente puo’ minacciare di andare in Svizzera, Francia, Austria, Croazia, e di fare streaming da li’, bombando i collegamenti internazionali e pagando zero.

Aziende come Radio 105, o altre, che sono raggiungibili da un vendicativo servizio di “aiuto poliziesco all’amico in difficolta’”, sono meno potenti. Devono pagare, ma sono piu’ piccole.

Quindi, il fatto di rendere l’italia meno competitiva e meno profittevole significa che il servizio che lavora su grande scala tipo Netflix o Spotify puo’ ancora penetrare il mercato spendendo per investire e aspettando qualche anno.  Puo’ pagare un lancio in grande stile , che penetra il mercato, quindi puo’ partire con una grande base utenti.

Chi , come le aziende locali, non ha questa potenza di fuoco, anche finanziaria, avra’ il terreno in salita.
Quale sarebbe la soluzione migliore? Una serie di backbones nuovi, in consorzio, dedicati al solo scopo di fare peering. tra ISP, mantenuto proprio da un consorzio di ISP.

Ma le soluzioni migliori normalmente non vengono mai adottate.

Uriel

(1) La Merkel ha scritto nella sua biografia di aver scelto fisica, perche’ nella ex DDR, come in tutto il mondo sovietico, le materie tecniche erano politicamente neutrali, e quindi c’era meno controllo politico tra gli studenti delle universita’ tecniche. Di questo passo, finiro’ col parlare di questioni tecniche per evitare dolorosi rimbrotti per un paese che sento sempre piu’ lontano e onestamente sempre meno simile a me.