Palle Naziste

No, non mi riferisco al delirio di Ahmadinejad (ormai ha cosi’ tanti problemi interni che vive l’estero come proiezione della sua politica interna) , ma ad un comunicato che e’ rimbalzato per tutta internet, fornendo un presunto risultato degli “stress test”, sovrapponendosi peraltro a notizie che non necessiterebbero di stress test per essere notate. Poiche’ il link e’ arrivato sin qui, vedo di fare chiarezza.

Chi scrive di fantascienza, compreso me (che ci provo) sa che la fantasia ha un vincolo pesantissimo, che la realta’ non ha: a differenza della realta’, infatti, la fantasia deve sembrare plausibile, cioe’ corrispondere all’esperienza passata. Questa caratteristica viene ereditata anche dalle palle, ed e’ quasta la principale ragione della diffusione della leggenda metropolitana come genere: la bugia deve spaziare nel campo del plausibile.

In secondo luogo, una buona leggenda metropolitana deve rappresentare le paure, piu’ o meno giustificate, diffuse tra grandi masse di persone, deve interessarle, parlare della loro realta’ quotidiana. Di conseguenza, una buona panzana deve rappresentare contemporaneamente un evento plausibile e deve avere come argomento una realta’ materiale che tocchi moltissime persone.

Andiamo al lato di “presumibilita’ ” della notizia riportata dai nazisti dell’ Illinois:

  1. Non c’e’ bisogno di stress test per sapere che la qualita’ del credito negli USA stia crollando rapidamente. Continui fallimenti di banche di sportello sono un’evidenza piu’ che sufficiente. Essenzialmente, il dato ufficiale confermerebbe (e probabilmente confermera’) che la qualita’ del credito negli USA sia in ribasso. Con gli insolventi in aumento , il costo delle case in ribasso e la disoccupazione in crescita non puo’ essere diversamente. Il documento del sito nazista non fa altro che dire “ehi, e’ peggio di quanto pensavate”. Ma sia chiaro: tutti sanno che dagli stress test usciranno notizie brutte. Non puo’ essere diversamente. Dov’e’ la notizia?
  2. In passato, per via di amicizie in ambienti paramilitari, un documento classificato fini’ su quel sito, dando credibilita’ all’autore. Questo, unitamente al fatto che il giornalismo via blog sta dilagando negli USA (1) ha prodotto la palla. Ma la palla, come ho detto sopra, si e’ diffusa perche verosimile e non perche’ veritiera.
  3. Il blog ha un nome che richiama quello di una fonte molto credibile del giornalismo americano (Truman).

Adesso mi chiederete: pensi che quanto detto su quel blog sia vero? Quanto di quanto scritto e’ vero? E’ vero che il tonfo di borsa e’ stato dovuto a quel sito?

La risposta e’: NI. Nel senso che chi ha scritto quell’articolo ha, IMHO, mischiato sapientemente dei rumors  , le paure piu’ diffuse e alcuni dati evidenti. Probabilmente, come nel caso delle amicizie paramilitari, il gestore del blog ha amicizie nel mondo della finanza, ed ha cucinato un bicotto verosimile e impattante. Il tonfo di borsa e’ stato dovuto non al fatto che quella notizia circolasse, ma alle circostanze materiali che la rendono verosimile. Se io dico che un 99enne sta morendo, il motivo per cui la gente si veste a lutto non e’ nella precisione della mia notizia: 99 anni sono la notizia reale che rende plausibile la palla. Anche se la palla e’ appunto una palla, il rischio e’ reale.

E quindi chi vive di rischio (come la finanza) non distingue tra la notizia e il rischio che sia vera. Il solo fatto che la notizia potrebbe essere vera (anche se non lo e’ ) e’ sufficiente a deprimere le borse. Sono le contingenze materiali che rendono plausibile la notizia a deprimere la borsa: che la notizia sia vera o meno e’ quasi irrilevante, visto che il rischio che sia vera e’ reale.

Mi si chiede: secondo te come sara’ il VERO risultato degli stress test, comparato con quanto riportato dal sito? Ad occhio e croce (anche per far capire come si possa costruire una simile notizia) mi aspetto (potrei sbagliarmi) qualcosa di questo genere.

  1. La qualita’ del credito in USA si e’ abbassata per via del peggioramento delle condizioni economiche di contorno e della contrazione del PIL. Non ho bisogno di fonti per dirlo, e’ una conseguenza ovvia di notizie note. Chi ha costruito la notizia sul sito nazista ha semplicemente usato dati noti. Non mi stupiro’ quindi nel sapere che le piccole banche  statunitensi sono fortemente a rischio perche’ l’utente di sportello e’ in difficolta’: ne sono fallite mediamente (ed ufficialmente, con tanto di titoli sui giornali americani) 13 al mese nel primo trimestre dell’anno: dov’e’ la notizia? Nelle paure degli investitori.
  2. Gli stress test simulano il “worst case scenario”: di conseguenza mi aspetto dati molto negativi. Se io prendessi una popolazione di marines e mi chiedessi quanti sopravviverebbero dopo un giro nel microonde, un pochino di bollitura, un giretto di 60 km in Alaska d’inverno (in costume adamitico), probabilmente otterrei dati devastanti sulla loro fragilita’. Cosi’, i requisiti degli stress test (la perdita degli asset principali, il crollo del PIL, etc etc) sono tali che la maggioranza degli enti finanziari dara’  in output esiti scoraggianti. Tuttavia, bisogna considerare anche l’entita’ della simulazione: stiamo simulando l’equivalente di Chernobyl, non un picnic. Una frase come “ not even one can withstand any disruption of cash flow at all or any further deterioration in non-paying loans.” e’ come dire “nessuna delle automobili esaminate resiste se viene lanciata dall’altezza di 4000 metri”. Interessante, certo. Ma lo sapevo gia’. Dov’e’ la notizia? Nelle paure degli investitori.
  3. Bank of America. Bank of America ha i propri asset fondamentali tra quelli maggiormente colpiti dal credit crunch. Non occorre un indovino per sapere (come gia’ si sa) che diversi tra i suoi dipartimenti denunceranno un deterioramento. Ma anche su questo: dov’e’ la notizia? Una frase come “Five large U.S. banks have credit exposure related to their derivatives trading that exceeds their capital, with four in particular – JPMorgan Chase, Goldman Sachs, HSBC Bank America and Citibank – taking especially large risks.” non mi impressiona molto. Si tratta di aziende che facevano molta assicurazione (Citibank) e che hanno gia’ denunciato perdite, di aziende che lavorano sugli hedge fund e sul venture capital, eccetera. I nazisti mi dicono che sono esposte a rischio. Certo: cosi’ come un pizzaiolo e’ esposto alla pizza: ci lavora. Dov’e’ la notizia? Nelle paure degli investitori.
  4. L’affermazione “Put bluntly, the entire US Banking System is in complete and total collapse.” fa ridere. Gli stress test SIMULANO una situazione di worst case senario, dunque dovrebbe scrivere “Put bluntly, the entire US Banking System WAS in complete and total collapse.” Ed e’ verissimo: se le assunzioni degli stress test fossero vere, cioe’ se ogni rischio si avverasse secondo le probabilita’ nominali, il sistema americano sarebbe al collasso. Non che stia bene, ma nemmeno cosi’ tanto male.

Per capire il significato degli stress test non basta dire che essi hanno in mente la situazione peggiore: non si tratta di qualcosa come un test di carico (che sarebbe un load test). In realta’ si tratta semplicemente di fare un discorso di questo genere:

“la tua casa resisterebbe male ad un incendio, crollando 3 volte su 4 . Potrebbe anche allagarsi,  e c’e’ il 20% di probabilita’ che il solaio cederebbe oltre il mezzo metro d’acqua (500 Kg/mq). Un terremoto del 7° richter potrebbe abbatterla, con il 25% di probabilita’. Un uragano del quinto ordine la scoperchierebbe  col 50% di probabilita”. Tutta questa somma di rischi ovviamente si riferisce al fatto che avvenga un incendio, che si allaghi, che ci sia un terremoto, eccetera. I quali ovviamente accadono (se si escludono situazioni come il credit crunch) piuttosto raramente. Ma accadono. Per questo si valutano i rischi.

A che cosa servono gli stress test? In realta’ questo genere di test serve a prioritizzare l’intervento, cioe’ a stabilire chi sia piu’ a rischio. E’ ovvio che dovendo intervenire (il governo USA ha un budget ancora da spendere per il TARP) si dovra’ iniziare dalle situazioni piu’ a rischio. Di conseguenza, e’ fondamentale conoscere la situazione RELATIVA delle aziende: fare una classifica di fragilita’, in modo da aiutare le aziende piu’ fragili per prime (o aiutare solo quelle, o aiutare maggiormente quelle, etc).

E’ possibile che gli stress test diano risultati come quelli del sito? Anche. Come ho detto, lo scopo dello stress test e’ di fare un “what if” per disegnare una classifica delle fragilita’ piu’ conclamate. Stiamo facendo qualcosa di simile all’ Aquila dopo il terremoto: una casa gia’ lesionata resisterebbe ad un ulteriore carico sui solai? Resisterebbe ad un altra scossa? Resisterebbe ad un incendio? Ad un allagamento? Ovviamente cio’che ci aspettiamo e’ di capire quanto fragile sia divenuta la casa, e non una predizione del futuro della casa stessa: non sappiamo se arrivera’ una scossa,un allagamento, un incendio. Ci chiediamo solo cosa succederebbe.

Dunque, il sito nazista ha preso le paure degli investitori e i rumors giornalistici (la crisi tiene banco sui media USA, c’e’ sovrabbondanza di voci che ne parlano) , ha preso notizie gia’ note ed ovvie, le ha mixate e le ha ricoperte di presunta ufficialita’, materializzando un verosimile babau, esattamente come quello che si teme. Ovviamente, si teme sul piano euristico: i tecnici conoscono bene lo scopo e l’uso dei risultati dello stress test, e sanno bene che dipinge una fotografia delle criticita’ in campo, e non costituisce una previsione del futuro. Del resto, chi fotografa una citta’ dopo un bombardamento sa che vedra’ macerie: ma la foto e’ sempre piu’ sconvolgente e nessuno e’ mai preparato.

E’ possibile quindi che il 4 maggio avremo notizie simili (solo un terzo di quanto prospettato dai nazi e’ sufficiente a farsi prendere dallo sconforto) ma siccome si tratta di uno strumento tecnico preciso con usi precisi, chi lo ha commissionato sa cosa aspettarsi e specialmente come leggerlo.

Ovviamente, la grande massa non sa come leggerlo. Ed e’ per questo che una fotografia del rischio puo’ venire spacciata dal sito nazista  per una predizione del futuro.(2) Ma le cose non stanno cosi’, perche’ manca una mappa chiara delle correlazioni.(2)

Uriel

(1) A chi avesse da contestare la qualita’ del giornalismo obietto che lo scenario USA non e’ fatto solo di grandi testate ad alta professionalita’, ma da milioni di giornali che titolano cose come “lo smog non e’ colpa delle auto ma di Satana”, con tanto di falsa intervista ad un professore universitario che avrebbe “fotografato” Satana nello smog usando uno speciale filtro infrarosso di sua invenzione. Il blog si inserisce nel cuneo di lettori (enormemente diffuso) descritto meravigliosamente da Man In Black. E’ come se in Italia giornali come Cronaca Vera avessero una percentuale di share diffuso del 90%.

(2) L’errore logico nello scambiare una valutazione di rischio per una predizione dell’evento fisico puo’ essere spiegata euristicamente cosi’: supponiamo che una statistica dica che le donne hanno 4 parti per milione di possibilita’ di precipitare durante un viaggio aereo. Supponiamo che gli uomini abbiano 6 parti per milione, perche’ siamo lontani dal ciclo teorico e la media statistica di 5 per milione e’ ancora da venire. Se una coppia uomo-donna sale sullo stesso aereo,un’assicurazione come deve comportarsi? Se prende per buone le 4 parti per milione ha detto che le donne portino fortuna agli uomini, il che non e’ accettabile sul piano della fisica. Se prende per buone le 6 parti per milione dice che gli uomini portano sfortuna alle donne. Se prende la media come buona, dice entrambe le cose. Nessuna di queste risposte ha un senso fisico (sebbene sul lungo termine e con molti clienti “5 per milione” sia la risposta migliore) per una semplice ragione: gli incidenti aerei non sono causati dal sesso dei passeggeri. E’ il modello fisico del fenomeno  a mancare di analisi, anche se la statistica e la valutazione del rischio SONO corrette. Cosi’ i dati sono formalmente corretti e rispecchiano la realta’, ma rappresentano un fenomeno fisico inesistente, cioe’ la relazione causa-effetto tra il sesso dei passeggeri e i guasti dei velivoli. Ovviamente tali dati possono venire usati per calcolare il prezzo della polizza, ma chi li legge SA che non c’e’ alcuna relazione tra sesso dei passeggeri e disastri aerei: e’ una STATISTICA sul sesso delle vittime di incidenti aerei, non un modello fisico di incidente aereo.

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