Opposizioni ed alternative.

Chi si occupa di produrre ideali di societa’ alternative sviluppa spesso una tendenza macroscopica a criticare l’esistente, e dimentica di poter venire criticato a sua volta. Lo dico perche’ tutti gli “antagonisti” si sentono nel diritto di criticare l’esistente mostrandone i lati negativi. Stranamente, non tollerano che si critichi il loro operato allo stesso modo.

Nei pressi di casa mia, ma in un luogo assai piu’ impervio, vive una comunita’ di persone che hanno scelto di vivere in modo alternativo. Essi avevano (e hanno, credo) le idee chiare su come un sistema “alternativo” dovrebbe essere. E ce le hanno cosi’ chiare che per prima cosa lo hanno realizzato.
Si tratta di persone che vivono di cio’ che coltivano, assolutamente vegetariane, praticano una democrazia totale priva di gerarchie, eccetera. Tale comunita’ esiste ormai da diversi decenni.

Ora: il concetto di base e’ che le due comunita’ (quella che si chiama “sistema” e quella che possiamo definire “alternativa”) vivono a stretto contatto. Se questo modo di vivere fosse “migliore” per la maggior parte della popolazione del “sistema” , con ogni probabilita’ la nostra comunita’ “alternativa” avrebbe ricevuto adesioni sino ad occupare l’intero sistema: nessuna legge puo’ vietarmi di rinunciare ad ogni cosa, nessuno puo’ obbligarmi a mangiare carne, ne’ di dormire su un pagliericcio con una coperta di lana di capra fatta a mano.
Nella realta’, invece, questa comunita’ non cresce cosi’ tanto, tranne il “normale” ritmo demografico di una comunita’ che pratica sesso libero senza usare anticoncezionali. (1)
Il concetto di base, comunque, e’ che tranne le visite dei soliti modaioli alternativi (che ci vanno, guarda caso, solo d’estate: dormire a -23 °C senza riscaldamento non fa per questi “radicali”, o non sono abbastanza “radicali”) la proposta di vita “alternativa” non sembra tanto attraente. Dunque, lasituazione che abbiamo realizzato e’ che le due idee di societa’ , cosi’come le due societa’ (quella “normale” e quella “alternativa”), sono giunte ad un equilibrio stabile senza che una prevalga sull’altra.
Non si tratta di un esperimento isolato: in Piemonte c’e’ una comunita’ alternativa molto piu’ grande chiamata Damanhur. A quanto ne so, ha raggiunto svariate migliaia di individui nel suo apice. Anche costoro praticano uno stile di vita “alternativo” , leggermente piu’ modernizzato, e battono addirittura la propria moneta.
Anche in questo caso, pero’, dall’ambiente “normale” non ci sono state defezioni, almeno non molte. Il che significa che la loro “alternativa” non appare cosi’ paradisiaca al mondo circostante. I due mondi si confrontano (quelli di Damanhur fanno una notevole attivita’ di marketing) ma nessuno dei due sembra attrarre i membri dell’altro.
Eppure, ci si aspetta che le persone migrino dai sistemi “ove si sta peggio” a quelli “ove si sta meglio”: i flussi di immigrati che vediamo testimoniano questa tendenza.
Tuttavia, anche nel caso di Damanhur non ho nulla in contrario: anche questi signori hanno le idee sufficientemente chiare su come dovrebbe essere una societa’ e su come dovrebbe essere un’economia. Idee abbastanza chiare da realizzarle.
Ho una diversa opinione sui vari “alternativi” che propagandano una societa’ radicalmente diversa pur continuando a vivere nella societa’ cui, a parole, si oppongono.
Facciamo un esempio , i comunisti degli anni ’70, quelli che credevano nei “collettivi”. Nessuna legge italiana vietava loro di mettere in comune ogni bene (basta un semplice atto dal notaio) e di vivere tutta la vita secondo i dettami di una societa’ comunista. E per la verita’ ci hanno provato: le loro “comuni” hanno impestato la societa’ italiana per anni. Prima di fallire.
Perche’ a differenza degli Elfi di Pistoia e di Damanhur, questi signori delle comuni non sono nemmeno riusciti a mantenere un equilibrio decente. Piano piano loro stessi sono migrati dalla loro societa’ “alternativa” a quella “sistema”.
Questo non e’, cari signori , un bel risultato.
Perche’ l’unica giustificazione che vedo per questo fallimento e’ questa: non potete riuscire a propagare le vostre idee per confronto rispetto alle altre, perche’ non reggono il paragone. Avete bisogno di una presa di potere che imponga a tutti le vostre idee.
L’unico modo che proponete per ottenere la societa’ che volete  e’ di imporre una societa’ “diversa” agli altri, e di impedire agli altri di “migrare” abbandonando il progetto (come avete fatto voi) mediante una dittatura.Stranamente, non vedo alcun bisogno di una dittatura per trattenere la gente in un paradiso.
Certo, abbattendo il “sistema” per costruire l’ “alternativa” nessuno potra’ piu’ abbandonare l’alternativa per il sistema: ma questo processp non e’,  propriamente , quel che definirei un “indice di bonta’” delle vostre idee.
Cosi’, ogni giorno censuro  messaggi da parte di persone che mi propongono “economie alternative”, “concetti diversi di proprieta’ pivata” , “economie basate sulla solidarieta’”, “sistemi commerciali basati sul baratto”. Stranamente non ho alcun messaggio che viene dagli Elfi di Pistoia (suppongo che senza corrente elettrica postare su internet sia difficoltoso e poi internet non va su token ring (2) )  ne’ messaggi provenienti da Damanhur: forse hanno troppo da fare per costruire l’alternativa  ,invece di propagandarla senza costruirla?
Cosi’ chiedo a chi ha idee alternative , semplicemente,  di formare una comunita’ che funzioni a quel modo.  A quel punto, se state costruendo questa figata pazzesca, la gente attorno a voi emigrera’ dalla comunita’ “sistema” alla vostra, e voi svuoterete il sistema per semplice confronto.
Ma non lo fate. Non lo fate perche’ ci credete abbastanza da spaccare le palle ma non abbastanza per fare quello che predicate. Del resto, la vostra performance “rivoluzionaria” e’ penosa: potrei capire se non foste riusciti a demolire un “sistema” che e’ robustissimo e funziona bene. Ma voi non riete riusciti a dare una spallata nemmeno ad un sistema come quello che ha prodotto il credit crunch: un sistema che e’ crollato in meno di 20 anni senza bisogno di un filo di vento avverso. Ha fatto tutto da solo anche nel crollo: e voi non siete riusciti a superare nemmeno questo baraccone cialtronesco e malfunzionante.
Neanche oggi che c’e’ la crisi e molta gente sta malissimo riuscite a costruire uno straccio di comune, una comunita’, un villaggio, un gruppo  ove la gente possa essere tentata di emigrare perche’ la vostra alternativa appare migliore.
Ricapitolando, quindi, voi propagandate di avere un mente un’alternativa al “sistema”. Questa alternativa e’ un paradiso. Nemmeno tra voi adepti, pero’, siete disposti ad abbandonare il “sistema”  per costruire (ora e qui) questa benedetta alternativa.
E non solo fallite in sistemi che lo vietano di costruire alternative, come potrebbero essere la Cina,l’ Iran o Cuba: non lo fate neanche in sistemi che sono estremamente permissivi e ci vonsentirebbero di farlo, come fanno (in Italia, qui ed ora) gli Elfi di Pistoia o i signori di Damanhur, o la decina di comunita’ alternative che ci sono in Italia (dagli Hare Krishna ai Neo Cristiani ai nonsocche’ anarchici vari).
E questo non vale in una situazione di vacche grasse: vale in una situazione con il 6% di disoccupazione media e una crisi economica gigantesca in atto. In pratica, le vostre idee migliori non riescono a competere con le idee peggiori del “sistema”: assai scadente, come performance ideologica.
Ma voi siete troppo abituati a criticare il “sistema” per accettare di accettare il confronto. Bene, la risposta per voi e’ semplice: il sistema ha costruito ogni cosa che abbiamo, bella o brutta che sia.

Voi non avete costruito nulla.

Ecco perche’ non vi credo.
Uriel
(1) La comunita’ montana ha deciso di inviare, usando una jeep della Forestale, alcune maestre per evitare che i bambini ivi nati cadano nell’analfabetismo.
(2) Il metodo di dibattito collettivo degli Elfi di Pistoia consiste nel fatto che in una riunione un tizio ha in mano il “bastone della parola” ed e’ l’unico che puo’ parlare sinche’ ce l’ha in mano. Quando cede il bastone per far parlare un altro, deve tacere perche’ tutti quelli che NON hanno il bastone della parola non possono parlare. In pratica, e’ il protocollo “Token Ring su bastone di legno”.