Ok, ok, ti rispondo.( Dichiarazione di intenti. )

C’e’ un tizio che mi spamma da anni dandomi prima del comunista, poi del clericale, poi del leghista e poi del darwinista e credo che ormai si sia spazzolato tutti gli -ismi senza trovarne uno che si adatti. E questo perche’ non c’e’ ancora un nome per la “mia ideologia”. Anche perche’ non e’ mai stata enunciata. Allora la enuncio, cosi’ lo faccio contento, e forse la smette di scassare.

Il manifesto personale di Uriel Fanelli.
  • Il motore principale della storia e’ la tecnologia. Non e’ l’economia perche’ qualsiasi settore dell’economia puo’ essere spazzato via da una nuova tecnologia. Non e’ la politica perche’ la tecnologia , con i suoi nuovi mass media, di volta in volta trasforma la politica in cose diverse. Non e’ la societa’, perche’ la stessa societa’ assume forme diverse a seconda delle tecniche di comunicazione, di gestione cittadina, delle tecniche mediche, delle tecniche produttive, delle tecniche abitative. Tutta la storia umana non e’ stata altro che la storia della tecnologia umana. Tutti gli altri fattori sono di ordine inferiore e completamente irrilevanti.
  • Il marxismo e’ un ammasso di fesserie. Nell’identificare nell’economia e nel lavoro il motore della storia dimentica che sia l’economia che il lavoro sono sottomessi all’innovazione tecnologica. Sia una questione economica sia un metodo lavorativo possono scomparire non appena si sia inventata una tecnica per fare lo stesso lavoro prima e meglio, o appena non i sia inventata una tecnica che risolve una questione economica. Studiare il marxismo e’ tempo perso.
  • Lo storicismo e’ un ammasso di fesserie. L’evolversi della storia non e’ altro che una conseguenza dell’innovazione tecnologica. Nessun governo, impero, stato sarebbero mai esistiti se non avessero avuto le tecnologie adeguate a gestire il proprio interno e quelle necessarie a non soccombere contro competitori esterni. Solo la storia delle tecnologie puo’ spiegare la storia umana.
  • Studiare l’ambiente a se’ stante e’ inutile. L’homo sapiens ha abbandonato l’ambiente sin dalla costruzione del primo tetto, con cui ha rinnegato la pioggia, con l’accensione del primo fuoco, col quale ha rinnegato il clima rigido, con l’invenzione del vestito, dello scudo, degli strumenti di caccia e di agricoltura, coi quali ha rinnegato ogni ritmo naturale, allontanandosene definitivamente.  Esiste un solo ambiente, ed e’ un ambiente inevitabilmente trasformato dalla tecnologia umana.
  • Studiare l’uomo a se’ stante e’ inutile. Esso non esiste piu’ come tale, sin dall’invenzione del primo attrezzo. Con il primo martello di selce l’uomo e’ andato oltre i limiti del braccio e del pugno, con la prima clava e’ andato oltre il proprio debole corpo, con il primo coltello ha superato le proprie unghie ed i propri denti, con la prima stampella ha aggiunto al corpo una primitiva macchina, la leva. L’uomo come tale non esiste piu’ sin da quando e’ arrivata la tecnologia. Da quel momento l’uomo e’ diventato un misto di uomo e macchina, di uomo e strumento, di uomo ed arma. L’uomo e’ fatto in larga parte di tecnica, e poiche’ la tecnica segue la propria via, non esiste nessun vantaggio nello studiare l’uomo in se’, perche’ non esiste alcuna parte costante della natura che si possa chiamare “essere umano”, se non si considerano parte di lui anche le proprie tecnologie. La storia dell’uomo e’ la storia delle sue tecnologie.
  • Studiare la psiche a se’ stante e’ inutile. Intesa come tale, la psiche e’ il prodotto dei sensi umani e della conoscenza che traggono dal mondo, e come tale viene estesa con l’avanzare della tecnica. Dall’invenzione della scrittura sino alle mappe, dall’invenzione dei numeri sino alla trasmissione di immagini, la psiche umana dispone di sensi sempre piu’ potenti da cui trarre informazioni. La psiche e’ un prodotto del sistema nervoso umano, che si e’ esteso mediante l’uso di tecniche umane, e ha cosi’ potuto acquisire stimoli e fatti che prima non poteva raggiungere. In seguito, prima le tecnologie dei media di massa prima e delle reti informatiche poi, hanno aggiunto ancora piu’ banda passante al sistema nervoso umano. Oggi la psiche umana e’ qualcosa di completamente diverso da quelle che l’hanno preceduta, e la ragione sta ancora nelle tecnologie umane, dal primo alfabeto sino ad internet.
  • Studiare la cultura umana a se’ stante e’ inutile. Le aspirazioni umane sono sempre state limitate dalla tecnologia carente o realizzate da una tecnologia nuova; tertium non datur. Le paure dell’uomo di mille anni fa , come pesti e carestie, sono state cacciate dalla tecnica, e nuove paure hanno preso il loro posto. Sin dall’invenzione della lettera scritta, e dei mezzi di trasporto, dalla nave alla carrozza trainata, le culture umane hanno iniziato ad interagire in maniera diversa da prima, essendo le stesse interazioni legate a nuove tecniche. E maggiormente si raffinavano le tecniche per trasportare conoscenze, strumenti e intellettuali, maggiormente e diversamente si evolveva la cultura umana. La cultura umana e’ un prodotto delle tecniche usate dagli uomini per scambiarsi idee.
  • La spiritualita’ e’ inutile. Essa propone come massimi momenti dell’umanita’ dei rituali che non ne migliorano il destino. I massimi momenti dell’umanita’ sono l’invenzione e la scoperta, e tutte le religioni si sforzano di nascondere questi due momenti creando momenti fittizi (nativita’, feste religiose, rituali di ogni genere) che non migliorano affatto l’umanita’.
  • La religione e’ inutile. Nessuna delle punizioni divine descritte nei testi sacri, come fame e malattie, rappresenta ancora un pericolo per l’uomo tecnologicamente evoluto. L’angelo con una spada di fiamma e’ nulla se confrontato al moderno cacciabombardiere, il demone degli abissi piu’ profondi e’ una piccola frazione del pericolo rappresentato da un sottomarino nucleare; mandino pure il loro Leviatano: abbiamo le munizioni per ucciderlo, non ci fa piu’ paura. Parlino pure di inferno, oggi la morte e’ di molto rimandata, un giorno sara’ scacciata. Oggi il drago sarebbe una specie protetta dall’estinzione. Molti dei premi che la religione prometteva nel Paradiso – niente piu’ fame, niente piu’ lebbra – sono oggi a portata di mano dell’uomo tecnologico. E altre ne verranno: la tecnologia costruira’ quel paradiso che la religione puo’ solo promettere.
  • LA storia dell’arte e’ la storia delle tecniche realizzative. Dalla chimica dei colori alle tecniche di scultura, ai materiali a disposizioni, sino agli strumenti musicali ed alla loro evoluzione tecnica, ogni forma di arte non e’ altro che il prodotto di un preciso universo tecnologico.
  • Ogni reddito legato ad un lavoro che non migliora le proprie tecniche e’ un reddito rubato al futuro. Chi non migliora le tecniche con le quali vive sta semplicemente aspettando che altri gli tolgano di che vivere. Ogni forma di poverta’ materiale e’ legata alla mancata adozione delle tecnologie adeguate per combatterla. Ogni forma di poverta’ intellettuale e’ legata alla mancata adozione delle adeguate tecniche di trasmissione e conservazione del sapere.
  • Ad ogni nuovo paradigma della tecnica corrisponde un nuovo uomo, una nuova psiche, un nuovo ambiente, una nuova societa’ ed una nuova economica. Tutte le visioni precedenti dell’uomo, della storia, della politica, della socierta’ e dell’economia sono obsolete, inutili e dannose. Chi si ostina a seguire tali visioni e’ destinato a scomparire , soppiantato dal nuovo mondo appena creato.
  • Governi, organizzazioni, religioni, intellettuali, che propagandino o spieghino di fermare qualche tecnica o qualche branca della tecnica stanno solo preparando la propria morte per sopraffazione, ovvero la scomparsa loro e dei gruppi umani che li seguono, per inedia da obsolescenza.
  • L’opposto di tecnologia e’ religione. La tecnologia definitiva e’ la genomica, che consente all’uomo di disegnare se stesso come evoluzione delle proprie tecniche. Pertanto, la genomica e’ il nemico principe di ogni religione. Pertanto, la religione e’ il nemico principe della tecnologia definitiva. La scienza genomica cancellera’ la religione cancellando le sue ragioni di essere, ovvero controllando totalmente la nascita, la riproduzione e la morte.
  • Dal punto di vista dell’uomo di oggi, esiste un punto in cui l’uomo del futuro avra’ attributi oggi considerati divini, e fara’ cose oggi considerate ancora miracoli.
Ecco, questa e’ in totale la mia visione del mondo: adesso puoi scatenarti cercando un -ismo che rappresenti il mio pensiero e la mia visione delle cose.
Ma ti avviso: non accettero’ NESSUNA etichetta che provenga dal passato. Sai, io non credo nel mondo del passato. Secondo me’ e’ gia’ finito.

 

Uriel