Ok, ok, ancora MPS

A quanto pare i post precedenti su MPS non vi sono piaciuti perche’ non c’era “la mia opinione”, ove suppongo che “la mia opinione” sia qualcosa che vi suggestioni. Cosi’ scrivo un post a riguardo, ma ricordate che quando si “suggestiona”, il risultato e’ che si sta andando oltre cose che un fact-checking puo’ confermare. Immagino che questa fame di suggestioni sia causata dalla campagna elettorale: gli italiani diventano “strani” in campagna.

Allora, iniziamo.

La prima sensazione che ho sull’inchiesta riguardante MPS e’ che sia gestita in maniera massonica, ovvero gestita in modo da poter decidere in qualsiasi momento una “svolta” e portarla dove si vuole. Perche’ lo dico?

Semplice: non c’e’ traccia di intercettazioni telefoniche o fughe di notizie.

La procura indaga da mesi sulla questione e ha prodotto faldoni su faldoni, sequestrato metri cubi di carta, ci sono prove, si parla di una “lettera” tra manager. Ok, ok.

Abbiamo gia’ visto enormi indagini: per esempio quelle su Berlusconi, o quelle su Garlasco, o quelle sul caso di Sara Scazzi. Pero’ notiamo una differenza: qui mancano sia le fughe di notizie sia le intercettazioni che vanno ovunque.

Come mai?

Beh, diciamo cosi’: se senti in una intercettazione che un tizio ride del terremoto -non e’ reato ridere dei terremoti, BTW: e’ odioso, e’ orribile, ma non e’ un reato – e l’intercettazione viene diffusa, hai gia’ deciso l’esito dell’inchiesta. Qualsiasi cosa quel tizio dica o faccia, innocente o colpevole, verra’ condannato dai giudici, e al massimo qualche anno dopo in appello verra’ assolto.

Mandare in pasto alle folle delle notizie , come si fa con le fughe di notizie, di fatto manifesta una volonta’ chiara di decidere sin da prima l’esito del processo. A meno che il tribunale non sia monocratico e il giudice unico non viva su Marte -cosa che non puo’ essere per processi di questo genere- si inneschera’ tutto il flusso di “liberi convincimenti” che portano alla condanna.

Allo stato attuale , invece, nell’ inchiesta sul MPS c’e’ un riserbo che – seppure dovrebbe essere la norma – non somiglia affatto a quello mostrato per le intercettazioni contro Napolitano, e il comportamento e’ lontanissmo da quello sui processi contro Berlusconi, per dire.

Col che, la prima cosa e’ chiara: non hanno ancora deciso come finira’ la questione, e la decisione verra’ presa a tavolino, absque strepitu advocatorum.

Altrimenti avremmo sui giornali mesi di intercettazioni e documenti d’indagine come se piovessero. La decisione, dunque, SARA’ MASSONICA, se non nel merito, ALMENO NEL METODO.

Detto questo del processo, andiamo ai fatti.

Ho scritto qualche tempo fa che la politica, alla fine dei conti, segue pochi teoremi noti. Uno di questi teoremi dice una cosa semplicissima: “il prezzo della corruzione e’ in continuo aumento”.

Cosa significa questo teorema, e come si applica? Supponete che un partito abbia successo perche’ corrompe, in qualche modo, gli elettori. Anche inondare una provincia – tutto sommato industrialmente irrilevante – come Siena di denari e’ una forma di corruzione se la corruzione va a consolidare un percorso per il quale a capo della fondazione che elargisce i denari c’e’ gente decisa dal comune: e’ facile capire che tutti coloro che vivono , direttamente o meno, dei soldi della fondazione vorranno che il comune continui a premere per la loro elargizione alle loro specifiche persone. E quindi, il giro si chiude.

Allora, il problema e’ questo: il prezzo della corruzione e’ sempre in aumento.

Se oggi il nostro partito eroga tot euro, diciamo 100, per avere la prevalenza.Domani quanto paghera’, se serve ancora una conferma della prevalenza? Per forza paghera’ piu’ di 100.

Cosi’, supponiamo che un partito domini un luogo con la corruzione: il primo anno ha bisogno di 100 per dominare, il secondo di 110, poi di 120, e cosi’ via. Che cosa deve fare un simile partito se vuole sopravvivere per decine di anni? E’ semplice: deve disporre di sempre piu’ risorse se vuole avere sempre piu’ risorse per governare.

Quindi, ricapitoliamo:

Poiche’ i costi della corruzione possono solo crescere nel tempo, una fazione puo’ dominare un territorio con la corruzione SOLO se
L’economia locale e’ in crescita e la fazione partecipa alla crescita.
Il partito nel ri-confermarsi si impossessa via via di ulteriori risorse da usare per corrompere ancora.
Domanda: che cosa succede se si ferma la progressione “2”? Succede che il partito puo’ continuare a mantenere la corruzione solo finche’ l’economia cresce. Ma cosa succede se l’economia NON cresce per anni e il partito ormai ha le mani in pasta ovunque?

Succede che il meccanismo corruttore ha costi insostenibili e si rompe: per sopperire alla crescita dei costi della corruzione non basta piu’ gestire le risorse locali, occorre RUBARNE ALTRE, o trovare il modo di impossessarsi delle risorse che servono.

Cosi’, Emilia e Toscana sono semplicemente dei depositi di munizioni pronti ad esplodere: ormai il partito ha messo le mani su ogni risorsa disponibile, e l’economia non cresce. Poiche’ i costi della corruzione sono SEMPRE in crescita, va da se’ che il meccanismo si incrudisce nelle attivita’ criminali, oppure si inceppa. Ordinaria amministrazione politica.

Ovviamente, questo riguarda i posti ove si e’ effettivamente usata la corruzione (portare vantaggi alle persone) anziche’ il consenso. Ora, affermare che a Siena uno schieramento fortemente progressista abbia dominato la politica usando il consenso e’ abbastanza pesante. A Siena si vede molto meglio uno schieramento cattolico e conservatore , al potere. Non si notano grosse affinita’ culturali tra la mentalita’ senese e uno schieramento conservatore.

In generale, quindi, nei periodi di crisi economica i sistemi di conseno basati sulla corruzione si comportano in due modi:

Diventano aggressivi e occupano le poche risorse rimanenti per coprire le spese crescenti, se ancora esistono risorse non colonizzate.
Diventano criminali per pagare i costi crescenti , con tutte le conseguenze del caso.

Mi aspetto quindi, vista la crisi perdurante, di vedere alcuni sistemi di consenso prendere il monopolio totale, ed altri invece soffocare sotto le inchieste. MPS e’ solo una punta dell’iceberg.

Altri mi parlano del tempismo dell’inchiesta. Curioso che oggi i sostenitori del PD parlino di “tempismo” e di “qualcuno che non vuole farli vincere”: mi sembra quasi di sentire una specie di “cribbio” so sottofondo, eh?

Comunque, confronti a parte, credo che il bubbone sia stato fatto scoppiare ad hoc. Perche’? Per diversi motivi. Il primo punto e’ che:

CHIUNQUE abbia iniziato a parlare di una riforma della giustizia in senso di renderla meno medievale , e abbia fatto delle mosse in tale direzione, e’ stato falciato da inchieste giudiziarie. Sia Craxi, Berlusconi, il secondo governo Prodi, appena si nomina di toccare alcuni privilegi il risultato e’ di una inchiesta che spazza via i governi.
Il PD ha terrorizzato i magistrati candidando Grasso: significa che cercano una faccia autorevole per lanciare una riforma della giustizia. Del resto, la Giustizia e’ uno dei motivi per i quali l’ Italia non attira investimenti e non produce crescita. I piu’ semplici diritti del cittadino vengono riconosciuti dopo decine di anni, in maniera schizofrenica, e la Cassazione e’ di fatto un ente legiferante che spesso contraddice la lettera delle leggi in vigore con le sue “interpretazion”. Se fate una legge che dice “non si possono usare cappelli rossi”, non e’ escluso che dalla cassazione arrivi una “interpretazione” che dice “e’ obbligatorio indossare un cappello rosso”, perche’ scriveranno che “la possibilita’ effettiva in senso transeunte e’ da interpretarsi come una sequenza di volonta’ implicite che sottintendono l’obbligo”. La frase non ha senso alcuno in italiano, esattamente come il 99.99% del diritto e del codice della penisola.

I margini di discrezionalita’ delle leggi danno ai giudici un potere assoluto ed arbitrario. La tale legge dice che chi fa la cosa X e’ punibile con una pena che va dalla multa di 50 euro sino a 2 anni di carcere, significa in pratica che il giudice dice di “seguire la legge”, ma di fatto se gli fai un pompino non vai in carcere, se no ti fai due anni, e la legge affida proprio a lui la scelta arbitraria. Gran parte delle leggi in Italia lasciano ai giudici tali intervalli di discrezionalita’ che di fatto gli amici dei giudici hanno leggi diverse rispetto ai loro nemici.

Come se non bastasse, i giudici sono come i gerarchi fascisti: cosi’ come i gerarchi fascisti rispondevano solo al fascismo , i giudici rispondono solo alla legge. In entrambi i casi, si risponde di fronte a cio’ che si amministra. Risultato: abusi e corruzione.

Questo castello enorme di privilegi non puo’ produrre che corruzione, ovvero la possibilita’ dei giudici di richiedere di essere corrotti: http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_gennaio_26/staffa-pm-roma-rimane-carcere-2113722983889.shtml . un personaggio che era uso rispondere agli avvocati difensori dicendo “ma se e’ inquisito qualcosa avra’ fatto”, dopo aver inquisito qualcuno, si ritrova oggi nella situazione per cui e’ chiaro il motivo di tanta arbitrarieta’.

Ovviamente questa giustizia va riformata, e viste le polemiche avute con Berlusconi, occorre essere autorevoli e credibili nel farlo. Per questo il PD ha acquisito Grasso come canditato. Ma questo ha terrorizzato i magistrati, che temono una riforma che tolga loro i privilegi e le entrate aggiuntive.

Cosi’ si, qualcuno vuole che il PD non vinca: la magistratura. E non lo vuole perche’ il PD e’ il partito che piu’ di tutti puo’ lanciare una sostanziosa riforma della giustizia. E quindi, verra’ assalito come e’ successo a tutti i partiti che hanno prospettato l’idea di una riforma della giustizia.

Quindi si, il tempismo c’e’: ma e’ solo il prezzo per aver goduto in passato delle vicende di Craxi e Berlusconi. Adesso la magistratura ha sempre ragione , e attaccarla e’ letteralmente impossibile.

Uriel

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