Oh yes, Gangnam

A quanto pare i Flash Mob di Roma e Milano, per ballare Gangnam Style, hanno fatto il giro del mondo per la dimensione. Cosi’ un giovane collega mi ha chiesto di questa cosa, e sono andato a vedermeli su YouTube. Poi ho cercato notizie sui giornali, e mi sono trovato le solite polemiche coi giovani “impegnati” nella consueta rivoluzione del sabato (di solito dalle 13:15 alle 19:30) , che accusano quelli che hanno ballato in piazza di essere troppo leggeri e di non pensare alle cose serie. No, non la penso cosi’.

Innanzitutto, ogni fottuto anno c’e’ un nuovo movimento studentesco. Feci l’universita’ con la Pantera I e II, poi continuarono con l’ Orsa, e poi via via sino all’ Onda, e non so che diavolo venne dopo. Ma il punto e’ che puntualmente, ogni anno, ad ogni riforma della scuola, ad ogni circolare del ministero, ad ogni filo di vento, c’e’ un movimento studentesco di protesta perche’ la scuola e’ il loro futuro e loro vogliono lottare per il loro futuro.
Essenzialmente, mano a mano che questo rituale e’ diventato una liturgia, mi viene da chiedere a questi signori cosa abbiano ottenuto. E non e’una domanda retorica, anzi: potreste persino considerarla propedeutica al mondo del lavoro.
Vedete, nel mondo del lavoro il vostro capo -che paga- verra’ a chiedervi che cosa avete fatto del vostro tempo , e specialmente che cosa abbiate ottenuto.Ora, se perdete tempo in attivita’ molto altisonanti, in qualche grande azienda si potra’ dire che fate visibilita’, ma se l’azienda e’ ben organizzata e ha delle buone metriche, notera’ ugualmente che non state ottenendo una cippa.
Cosi’, se vi dico che non avete concluso un cazzo, non dovete prenderlo come un insulto. Dovete prenderlo come un presagio: licenziamento. Perche’ quando, negli ultimi 15 anni, nessun movimento studentesco ha ottenuto un cazzo, il nome di questa attivita’ e’ “progetto fallimentare”. Punto e basta.
Queste proteste non hanno mai preso in mano il vostro futuro, non lo hanno mai migliorato, non hanno mai migliorato lo stato della scuola italiana. Se anche fosse vero che le intenzioni erano buone, il risultato e’ stato catastrofico. Ma e’ costato milioni di ore-uomo. Un fallimento catastrofico.
Cosi’, visto che scendete in piazza perche’ volete che la scuola vi formi per il mondo del lavoro, beh: nel mondo del lavoro siete dei palesi falliti. Punto. Non avete nulla da insegnare a nessuno, e in queste condizioni siete nella lista dei licenziandi.
Il secondo punto e’ l’intento rivoluzionario. Questi studenti che ogni anno scendono in piazza per “cambiare le cose” in genere non fanno altro che sostenere di essere parte di chissa’ quale cambiamento. Ma non fanno nulla di rivoluzionario.
In un paese come l’ Italia, c’e’ una sola cosa che e’ rivoluzionaria: la felicita’. La gioia. Il ballo. Il cazzeggio.
Cosi’, la scorsa settimana c’erano due piazze. Una inutile, inconcludente, vana , che nasconde la propria palese inconcludenza dietro al fatto di occuparsi di cose “serie”. In realta’ non infastidisce piu’ nessuno da 30 anni buoni. Non fa rivoluzioni. Non cambia nulla.
Poi c’era una seconda piazza. Non cambia a sua volta nulla, non si occupa di cose “serie”, ma e’ di gran lunga piu’ rivoluzionaria. Perche’ in Italia

L’unica cosa rivoluzionaria oggi e’ la FELICITA’.

Al sistema politico non importa che voi siate arrabbiati, in lotta, violenti, protestatari o altro. Non frega niente a nessuno, tantevvero che la repressione e’ sporadica e non viene pubblicizzata. Ma c’e’ una lotta che e’ pubblicizzata di continuo, che e’ capillare, che si applica con tutti i mezzi, in tutti i luoghi, su ogni persona: la guerra contro la felicita’.
Comuni che combattono la movida piu’ della prostituzione illegale, politici che vietano concerti perche’ troppo rumorosi ma lasciano gli ultras di calcio liberi di devastare citta’ ogni domenica, religiosi che tuonano piu’ contro il gay pride che contro i cortei dei neofascisti. E’ abbastanza chiara quale sia la tendenza, quale sia l’idea, quale sia l’obiettivo perseguito cosi’ sistematicamente: guerra alla felicita’.
Io penso che sia un’ideologia. Di certo non e’ ufficiale, non avra’ partiti o libri di riferimento perche’ e’ ormai diffusa capillarmente e sistematicamente in ogni cervello. Ma una cosa e’ certo: si fa e si fara’ sempre di piu’ per limitare la felicita’, il diritto alla felicita’, a pochi eletti, mentre NON CI SARA’ tolleranza verso chiunque altro che, senza appartenere a qualche elite, voglia essere felice.
C’e’ chi dice che nello stesso momento a Roma c’era il corteo degli studenti medi. Per la consueta, inutile rivoluzione delle 15.00. Ovviamente i dirigenti degli studenti medi si sono arrabbiati perche’ i ragazzi sono andati al flash mob: di base, stanno boicottando la loro carriera politica.
Uno, figlio di politici, inizia a fare manifestazioni da studente, in qualche associazione studentesca di partito.Poi passera’ a fare politica in universita’, e se si fa notare a fare molta caciara, complice papa’ che lo consiglia, potra’ entrare nella politica con la P maiuscola. E ovviamente, andare a fare un FlashMob anziche’ la manifestazione degli studenti medi, toglie a questi aspiranti politici la massa critica che serve a farsi notare.
Personalmente ritengo che flashmob come questi debbano ripetersi. Al puro scopo di divertirsi. E questo perche’ innanzitutto si deve chiarire che il mondo giovanile non e’ un branco di pecore il cui impegno fornisce una comoda “scuola guida” a coloro che poi faranno politica. Certo, la carriera politica comincia dalle associazioni giovanili: quelle ove si fa pratica. Si fa pratica portando studenti in piazza: la scuola guida dei partiti.
Il flashmob di Roma e’ stato fatto BENE, e proprio in concomitanza della manifestazione degli studenti medi, scuola guida di qualcuno che poi fara’ carriera politica, e l’ha svuotata di 30.000 giovani, ridicolizzandola. Molto bene. Eccellente. Se volete una scuola guida, ve la trovate altrove.
Il secondo punto e’ che l’Italia deve liberarsi dalle cose piu’ serie. Sul serio: nazioni come la Germania, che sono dipinte come seriose e sempre arrabbiate, in realta’ a viverci mostrano una popolazione spesso piu’ sorridente e serena di quello che dovrebbe essere l’ Italia, dipinta come  il paese del ‘core e sentimento’ , e che invece non sa piu’ gioire e divertirsi.
Qualsiasi cosa si faccia, in qualsiasi modo si spendano ore felici, arriva sempre qualche arcigno rompicoglioni a dire che ci sono cose “piu’ serie” cui pensare. Secondo alcuni, queste cose serie dovrebbero diventare OSSESSIONI, tormentarvi ogni minuto della vostra vita, togliervi il sonno, trasformare la vostra esistenza in un inferno di penitenza, solo perche’ non siete dispiaciuti e addolorati abbastanza.
E’ vero. La gente che vuole “cambiare le cose” si divide in due gruppi: i rivoluzionari e i rompicoglioni. Il problema e’ che in Italia non c’e’ alcuna rivoluzione. Quindi, uno dei gruppi non c’e’. Chi vuole cambiare le cose e’ solo un rompicoglioni.
Questo genere di atteggiamento e’ considerato con disprezzo tra gli “impegnati”. Quelli che da 40 anni credono di fare delle rivoluzioni e non ne hanno mai conclusa una. A dire il vero, non ne hanno nemmeno mai INIZIATA per davvero una.
Mi spiace, ma ho brutte notizie per voi: un giovane che balla e si diverte e’ molto piu’ importante di uno “impegnato”. E’ molto piu’ rivoluzionario in un paese ove in nome delle “cose serie” si sta uccidendo il diritto alla felicita’.
Oh, certo, la scuola e’ una cosa seria. Molto seria.Perdeteci pure il sonno. Passate pure le giornate arrabbiati. Tutto quello che ci guadagnerete e’ che i membri del coordinamento degli studenti medi avranno un bel posticino in politica tra qualche anno. Niente di piu’.
Oppure limitatevi a studiare le cose che dovete studiare. Fatelo bene. Senza rovinarvi il fegato con la Fornero. Senza rovinarvi il sonno. E poi uscite di casa e andate a ballare.
L’Italia ha iniziato a diventare un paese orribile quando e’ morta la felicita’. Quando le cose sono diventate, tutte e sempre, cosi’ serie che non avete piu’ avuto il diritto di sorridere senza sentirvi in colpa. Quando le cose sono diventate cosi’ serie che non avete piu’ avuto il diritto di essere felici senza sentirvi in colpa. Quando non avete piu’ avuto il diritto di fare nient’altro che lavorare, dormire, faticare, lavorare di piu’ e faticare di piu’. Quando le cose erano cosi’ serie che ogni sera dovete attardarvi in ufficio altre 2-3 ore.
Siete diventati schiavi quando ognuno dei vostri DOVERI e’ diventato una cosa troppo seria e si e’ ingigantita sino a riempire la vostra vita, mentre la vostra felicita’ non e’ piu’ una cosa abbastanza seria da dedicarci del tempo. Come sarebbe dire che vuoi mezz’ora per ballare? VAI A LAVORARE, BARBUN!
Chi di voi non e’ cresciuto in campagna o non proviene da una famiglia di contadini, che pure ha benedetto la vita da operai (mio padre) perche’ a fine orario si staccava -anziche’ la fila interminabile di cose da fare dei contadini- , quegli operai che hanno benedetto la sirena della fabbrica, non lo sa. Ma le mucche non possono MAI uscire dal loro box, perche’… perche’ fare latte e’ una cosa SERIA, lo sapete? Troppo seria per permettere alle mucche di andarsene dal box. E’ vitale che facciano latte.
Credetemi, la manifestazione degli studenti medi non era niente di serio. Era solo una scuola guida di giovani , futuri portaborse che si allenano a guidare un corteo. E voi siete la scuola guida. Era molto, molto, molto piu’ importante far notare ai politici una cosa nuova: i giovani vogliono TEMPO LIBERO.
Voi non lo sapete ancora. Ci sono le prime statistiche che lo dicono: gli italiani passano al lavoro molto piu’ tempo di chiunque altro. Sapete perche’? Perche’ lavorate con strumenti arcaici, metodi arcaici, una classe dirigente incompetente. Ci mettete 10 ore a fare cio’ che altri fanno in due. Cosi’ siete quelli che lavorano piu’ di tutti in europa, con un indice di produttivita’ penoso.
Perche’? Perche’ siccome il tempo libero e lo svago NON SONO cose serie, mentre lavorare lo e’, ogni volta che i conti di un’azienduccia vanno male la risposta e’ sempre quella: lavorate piu’ tempo. Non si fanno investimenti: si toglie altro tempo libero ai lavoratori.
Questa spirale e’ enorme, e ormai sconfina in ogni settore. Se in Germania i negozi sono aperti la domenica perche’ i dipendenti ricevono fior di tempo libero durante la settimana, voi state per varare il solito “lavorate di piu'” interamente a carico dell’esistenza del lavoratore.
Presto non vedrete piu’ i vostri figli, non parlerete piu’ con vostra moglie, perche’ passerete tutta la vostra vita a compensare, col vostro tempo libero, il vostro tempo PRIVATO, le carenze organizzative, tecnologiche, produttive delle vostre aziende. Ogni volta che un macchinario sara’ obsoleto e la concorrenza straniera ne avra’ di ancora migliori, vi chiederanno un’ora in piu’. Ogni volta che un capo sara’ incompetente e fatichera’ per questo a raggiungere gli obiettivi, vi chiederanno “un piccolo sforzo in piu'”.
Presto non avrete piu’ una vita e sarete rinchiusi dentro le cose SERIE, troppo serie perche’ vi possiate permettere di dire di no. Il vostro tempo verra’ assorbito completamente dal lavoro, e questo perche’ il vostro tempo libero non sara’ mai un problema SERIO quanto il deficit, quanto le tasse, quanto questo e quello.
Beh, portare 30.000 persone in piazza a ballare, magari bloccando anche il traffico, e’ rivoluzionario.
Significa dire che no, voi il tempo libero lo volete. E che lo considerate piu’ importante del MERDOSO corteo degli studenti medi, che ha RUBATO ad altri studenti del tempo che potevano passare ad essere felici insieme.
Per abituarli, sin da giovani,  a cose “piu’ serie”  che toglieranno loro TUTTO il tempo libero che hanno. Se cadete nel gorgo delle cose “piu’ serie”, scoprirete presto che ci sono cose piu’ serie che stare con la famiglia, con le persone che amate, con gli amici, che c’e’ comunque qualcosa di piu’ “serio” che dovreste fare, e che non potete essere persone cosi’ poco serie da preferire il divertimento.
beh, no.
Questo e’ un messaggio chiaro: che non rinuncerete mai a vivere per cose “piu’ serie”.
E credetemi: a qualcuno, questo messaggio fa una paura enorme, una paura  che non potete neanche immaginare.
Uriel