Non c’e’ piu’ gusto ad essere il Dalai Lama al giorno d’oggi.

Non si fa altro che parlare di quel “sant’uomo” del Dalai Lama che se ne va a spasso a parlare di diritti umani e di quei malvagi cinesi che invece non lo vogliono vedere neanche scritto su un muro.
Saro’ molto sincero: non ho proprio nulla contro il fatto che il Tibet sia stato cancellato dalla faccia della terra. Anzi, credo che il mondo sia un posto molto migliore, da quando questo e’ successo.

Facciamo un esempio: domani la Cina invade l’ Iran. E per prima cosa, decide di cancellare dalla faccia della terra quella cricca di preti che sono oggi al potere e tagliano teste come hobby.

A qualcuno dispiacerebbe? Ci metteremmo a piangere? No.

Non ci metteremmo a piangere perche’ il sistema iraniano e’ un sistema infame, arretrato , oscurantista, medievale , dove la donna e’ na varieta’ scadente di merda, dove si uccidono gli oppositori, dove si impiccano i gay.

CI metteremmo a piangere per gli Imam ammazzati? No. Perche’ sappiamo che si tratta di un clero privilegiato, oscurantista, crudele, bigotto, oppressore, medioevale, tirannico, sadico.

Benissimo.

Che cos’era il Tibet prima dell’invasione cinese?

Era una monarchia. Fin qui niente di male, dopotutto l’acme della civilta’ europea si raggiunse con Luigi XIV, e non fu mai superato. Forse il periodo vittoriano, ma non ci vedo lo stesso gusto per il bello.

Ma il Tibet non era solo una monarchia. Era anche una teocrazia. E non era, come sembrerebbe ascoltando il Dalai LAma, una teocrazia buonista nonche’ predicatrice di sani principi di amore universale. Era un luogo infame e medioevale ove era vietata qualsiasi nuova idea, ove chi osasse andare contro una qualsiasi delle vessazioni che servivano a mantenere una classe di parassiti (i monaci) veniva ammazzato.

Ah era anche un sistema feudale, ma a differenza di quello europeo, era ufficialmente in vigore la schiavitu’. Con la sola piccola differenza che nel periodo romano lo schiavo poteva divenire liberto, e comunque non lo si poteva uccidere. Li’ invece lo schiavo era schiavo, (al limite se ne parlava nella prossima vita) e se qualcuno te lo ammazzava dovevi metterti d’accordo con lui.

Nella societa’ tibetana tradizionale la donna era, tanto per cambiare , una varieta’ scadente di merda. Non come in quella iraniana, dove e’ una varieta’ scadente di merda: diciamo che il Tibet era PIU’ uguale all’ Iran di oggi. Tanto per essere piu’ uguali, anche nel Tibet tradizionale l’omosessualita’ era punita con la morte, ma anziche’ appendere una persona ad una gru, la si torturava prima: propedeutico per la prossima vita.

Questo era il Tibet prima che arrivassero i cinesi. Non ci sono molte testimonianze scritte, dal momento che scrivevano solo i monaci: ci avesse provato un cittadino qualsiasi, era la pena di morte. Imitando i mandarini cinesi, la scrittura era  esclusivo appannaggio dei monaci. Ma i mandarini ottenevano questa esclusiva con una complessita’ enorme della lingua scritta , che necessitava una vita di studi solo per saper leggere tutti gli ideogrammi, mentre i Tibetani andavano per le spicce. Via la testa.

Non ci sono neanche fotografie, toh: il progresso era, come dire, vagamente osteggiato. Si’, ti tagliavano la testa. Che strano.

Ora, ha fatto bene il governo cinese a spazzare via quella sconfinata montagna di merda? Si, ha fatto benissimo. Se anche l’avesse fatto per altri motivi, il mondo senza il Tibet “libero” e’ un mondo migliore.

Adesso voi mi direte: ma la cultura tibetana sta scomparendo, i cinesi la stanno cancellando.

Certo. E fanno BENISSIMO. Perche’ la “cultura tibetana” non e’ altro che la cultura che giustifica e mantiene una teocrazia feudale medioevale di cui sopra. Non e’ altro che un ammasso di arcaiche cazzate le quali predicano che una classe di monaci debba mangiare a sbafo mentre il 60% della popolazione e’ in schiavitu’, che qualsiasi progresso e qualsiasi novita’ siano il male, che la donna sia una bestia da soma, eccetera.

Non peggiora , il mondo, se questa merda scompare. Non ci perdiamo proprio niente.

Ed e’ irritante vedere questo ipocrita individuo andare in giro per il mondo a lagnarsi di essere stato cancellato, come avrebbe meritato centomila volte, spacciandosi per una persona pia ed attenta ai diritti umani quando la teocrazia medioevale che rappresenta NON NE RISPETTAVA UNO.

E’ disgustoso vedere masse di fricchettoni che pur di avere la patente di “buono” vanno a genuflettersi ai piedi di un individuo che se potesse restaurerebbe un regime cento volte peggiore del periodo dell’inquisizione cattolica. Nemmeno nelle fantasie erotiche piu’ spinte di Ratzinger il clero ha i privilegi e il potere che aveva il clero tibetano prima di venire giustamente cancellato dalla faccia della terra.

Auspico che i cinesi imparino dai vicini giapponesi l’arte di inviare micidiali killer ad ammazzare la gente. Si’, certo, morto il Dalai Lama si reincarnera’ nel successore. Ma reincarnarsi con una sensazione di piombo nel cranio secondo me perde molto del proprio fascino, specialmente sapendo che altri due killer stanno venendo ad ammazzarti. E che loro hanno piu’ munizioni di quante preghiere abbia tu.

Uriel

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