Ne e’ valsa la pena?

A quanto pare ieri e’ (forse) finita una guerra, e cosi’ provero’ a tirare le somme. Avevo 21 anni quando inizio’, e i magistrati tentarono il colpo di stato. L’italia usciva dagli anni ’80 come potenza industriale e i governi Craxi, dopo aver riformato la scala mobile e il fisco , si apprestavano a riformare la Giustizia, dopo una stagione di veleni , corvi, gufi, e tutto quanto.

Forte di un referendum per la responsabilita’ civile dei magistrati e di una evidente supremazia sul PCI, dovuta alla caduta del Muro di Berlino, il PSI di Craxi insieme alla DC di Forlani si apprestavano a mettere mano alla giustizia.
E cosi’ nacque Mani Pulite. I magistrati ed i giudici, che pure avevano partecipato al grande pasto come tutti gli altri – di certo Berlusconi non ha trovato l’ unico giudice corruttibile del paese, era uso comune, come lo e’ oggi, dover pagare per i propri diritti (1) – decisero che due punti, separazione delle carriere e responsabilita’ civile piena, non gli andavano giu’.
Cosi’, inizio’ una guerra per il potere, culminata con Di Pietro che si dimette e va a fondare un partito illudendosi di prendere il potere eliminando con la galera ogni avversario politico. Peccato che l’avversario politico fosse un osso duro, durissimo.
Per venti anni e’ imperversata una guerra che ha distrutto un intero paese.
Quando avevo 21 anni, ti chiedevi cosa studiare per fare quale lavoro. Ti iscrivevi all’universita’, e poi cercavi lavoro. Un paese quasi normale. C’erano alcune obsolescenze, ma il PSI aveva gia’ affrontato la scala mobile, avega gia’ affrontato la fiscalita’ dei negozianti con la legge Visentini, aveva affrontato il nodo politica estera con De Michelis e l’affare Sigonella, e avrebbe messo giu’ anche gli altri problemi.
I comunisti erano diventati aggressivi e volevano effettuare un golpe mettendo Cossiga sotto Impeachment, col risultato di trovarsi con quattro anni di picconate in testa.
Da qui, una guerra civile che duro’ venti anni e rotti. Il paese che era , una potenza industriale , e’ tornato a sprofondare nel terzo mondo. Persino regioni che davano lezioni di buona amministrazione all’europa, come Emilia e Toscana, sono ormai ridotte a mostrare le glorie del passato, a parlare di 20 anni fa come se fossero ancora oggi. Mentre il deserto avanza.
La dimensione persecutoria e vendicativa del diritto penale fascista, ancora presente nel diritto post-fascista, fu esagerata al punto che principi cardine della giustizia come il garantismo , la non retroattivita’, il segreto istruttorio, la presunzione di innocenza, vennero gettati al macero da quegli stessi partiti che , pur dicendosi partigiani, non riconoscevano il ritorno in grande stile del codice fascista.
Ogni violazion dei diritti di qualsiasi imputato divenne lecita, nel nome di una legalita’ che ormai era diventata una oscena libidine persecutoria.
Dall’altro lato, ogni principio del garantismo veniva distorto sino a diventare irresponsabilita’, cosi’ che oggi nessuno possa sperare di avere giustizia per un torto subito: il torto non esiste piu’ e si perde nella polemica.
Ogni principio giuridico civile fu stravolto da due folle incivili ed urlanti, ognuna delle due oscenamente eccitata all’idea della sconfitta dell’altra fazione; a sinistra si evocava la galera con la stessa facilita’ dei tribunali speciali del Duce, a quarant’anni dalla fine del fascismo torno’ l’abitudine di sbattere gli atti di indagine sui giornali per diffamare l’imputato gia’ prima del processo. E nessun antifascista dei miei coglioni si accorgeva di applaudire da una pratica che ebbe come inventore un certo Mussolini Benito.
A “destra” si applaudiva ogni astuzia, ogni distorsione che rendeva irresponsabili i colpevoli di un reato. Ogni volta che qualcuno di loro veniva accusato di un reato, anziche’ contestare gli orribili metodi, come la carcerazione preventiva usata a mo’ di tortura, si buttava tutto in polemica e si legittimavano i reati con la scusa del garantismo.
Il risultato e’ una popolazione ormai avvezza alla completa incivilta’, divisa tra coloro che per principio avversano l’idea di venire puniti per le proprie malefatte e coloro che per principio godono in maniera quasi sessuale di ogni condanna, anche precedente al processo.
Quando inizio’ la guerra si veniva da un periodo di crescita, causato dalle politiche di Craxi, che aveva tolto al paese il peso mostruoso della “scala mobile” voluta dai sindacati, e aveva imposto , negli anni 80, con la legge Visentini, il registratore di cassa ai negozianti.
Oggi l’italia e’ un paese a pezzi, con industrie che chiudono, si spostano, gente che fugge, economia al tracollo, lo stato a pezzi, nessun governo credibile, una giustizia che fa scappare gli investimenti.
Oh, alcuni gioiranno. Il PCI dell’epoca, poi PDS, applaudiva la distruzione del PSI e della DC perche’ erano i due partiti del ceto medio, che NON votava PCI, ne’ PDS: il PSI, e non il PCI, era iscritto al Partito Socialista Europeo, e non lasciava che il PCI/PDS ci entrasse.
Ma dopo vent’anni di distruzione, che cosa avete ottenuto? Facciamo un bilancio?
  1. Una popolazione di “giustizialisti”, dal volto oscenamente distorto dalla libidine, che gode al solo pensiero di una condanna, qualsiasi condanna, purche’ possano masturbarsi pensando al carcere. E poco importa se la loro legge e’ semplicemente piacere per la persecuzione, poco importa se a questo occorre sacrificare il principio di innocenza o il diritto alla difesa. Ormai se qualcuno proponesse il codice penale fascista, essi applaudirebbero solo al pensiero di quanti andrebbero ai tribunali speciali.
  2. Una seconda fazione di “garantisti”, che hanno letteralmente paralizzato la giustizia. Approfittando del legittimo disgusto causato dai “giustizialisti in calore”, hanno fatto passare un principio secondo cui i crimini non vanno mai puniti, in quanto la vittima e’ colpevole e il colpevole e’ vittima dei giudici. E con giudici simili, difficile dar loro torto.
  3. La morte completa e totale di ogni civilta’, progresso ed aspirazione giuridica. Il diritto italiano oggi segue binari ancora piu’ iniqui, tirannici e sadicamente persecutori del diritto fascista, una casta di psicopatici incompetenti ed impunibili indossa la toga, e’ impossibile per il cittadino avere giustizia senza pagare un giudice,  l’ordine pubblico e’ un sogno, imputati muoiono in questura ammazzati di botte, oppure massacrati dalla polizia per le strade. Ogni speranza di giustizia e’ derisa dalle sentenze incompetenti e spesso illegali di giudici che spesso faticano a scrivere in un italiano decente.

 

Anche per le parti in guerra, le cose non hanno poi avuto la svolta sperata. Berlusconi tramonta in un mare di vergogna, per colpa della sua privincialita’. Egli aveva intuito il giusto pensando che per cambiare le cose doveva prendere il potere e cambiare la giustizia, ma ha sbagliato, per provincialismo, ad individuare il centro del potere, che non era Roma, ma Bruxelles.
Le sue leggi sulla separazione delle carriere e sulla responsabilita’ civile furono ostegiate e svuotate perche’ fatte a Roma. Se si fosse concentrato su Bruxelles, e anziche’ inviarci i farlocchi avesse fatto approvare una “direttiva Giustizia”, avrebbe avuto tutto, senza che i giudici potessero colpire il parlamento europeo.
Invece, Berlusconi ha inviato i rottami e le puttane , dai figli di Bossi a Mastella a svernare a Bruxelles, tentando di cambiare le cose da Roma, ove era alla portata dei magistrati. Se avesse basato la sua azione da Bruxelles, avrebbe facilmente ottenuto una direttiva che imponesse a tutti i paesi gli stessi principi di giustizia gia’ presenti ovunque, come segreto istruttorio, presunzione di innocenza, separazione delle carriere e  responsabilita’ civile.
Berlusconi ha perso per non avere mai voluto ampliare il fronte sino a Bruxelles: da milanese ignorante ha pensato che il centro del potere fosse Roma, senza rendersi conto che ormai era Bruxelles. Da Bruxelles sarebbe stato come un bombardiere strategico che colpisce da 10Km di altezza:  poteva colpire i giudici senza che i giudici colpissero lui.  Ma nel suo provincialismo lombardo , era gia’ tanto che vedesse Roma come centro del potere.
E i giudici? Stessa cosa. Pensavano di ottenere il potere con Di Pietro, e ci hanno persino provato con Ingroia,  e sono oggi fuori da ogni leva del potere. Nemmeno Violante li puo’ piu’ proteggere.
Hanno potere? No. Lo spread conta piu’ di loro. La finanza conta piu’ di loro. Bruxelles conta piu’ di loro. Se la Trojka entrasse in azione ridurrebbe del 70% il loro reddito, come ha fatto in Grecia con gli statali del luogo, e non potrebbero farci nulla.
La loro guerra , anziche’ dare potere a loro, ha aperto le porte ad OGNI potere straniero, e essendo poteri stranieri, sono fuori dalla loro portata.
Sono al sicuro? Adesso che Berlusconi e’ caduto i magistrati sono certi che non ci sara’ una riforma della giustizia? Tengono il parlamento italiano per le palle? Oh, si: solo che il parlamento italiano non conta piu’ nulla.
Adesso il Pd non ha piu’ bisogno di loro, e non intende vivere certo con la spada di damocle dei processi. Sapete cosa faranno? Andranno nel PSE, e partira’ una proposta di “giustizia europea”. E arrivera’, bella bella, una direttiva che effettua proprio la riforma che i magistrati non vogliono. E se si oppongono? Lo spread sale, la giustizia frena gli investimenti stranieri, e blabla, e perdono.
In realta’, questa guerra e’ durata 20 anni perche’ Berlusconi ed i suoi erano cosi’ inetti e provinciali da non capire che per riformare la giustizia italiana era inutile partire da Roma. Se avessero agito da Bruxelles, con una riforma basata su semplici principi di civilta’ giuridica, avrebbero vinto la partita in una mossa sola. Una sola direttiva, con separazione delle carriere, responsabilita’ civile , segreto istruttorio e limiti alla carcerazione preventiva, e avrebbero vinto.
Ma allo stesso modo, questa guerra e’ stata possibile perche’ i giudici non si rendevano conto, e non lo realizzano a tutt’oggi, che con un paese piu’ debole loro stessi sono piu’ deboli; che oggi la finanza puo’ annullare le loro sentenze in nome di trattati, che lo spread puo’ cambiare le leggi ed i governi – che a loro piaccia o meno – e specialmente che sono ancora nelle mani del legislatore, solo che si tratta del legislatore di Bruxelles, la commissione europea.
Oggi una donna, Viviane Reding ha di gran lunga piu’ potere del CSM, della corte costituzionale, della consulta, del parlamento italiano, del ministro della giustizia:
Partito Popolare Europeo. Stesso partito del PDL.
e nessun magistrato italiano puo’ colpirla. Una “direttiva giustizia”, e 20 anni di guerra saranno inutili. Questa donna ha ancora il potere di fare la riforma che loro temono, e non ci possono fare NIENTE! Una guerra combattuta per NIENTE! Solo perche’ il magistrato medio e’ cosi’ provinciale ed ignorante da non saper riconoscere il legislatore.
Questi venti anni di guerra hanno distrutto un paese. Hanno cancellato dalla cultura italiana OGNI traccia di diritto civilizzato, tornando al vecchio “le leggi si applicano sui nemici ma si interpretano per gli amici”, per la quale nel SEL ci si masturba pensando alle manette di Silvio, e si protesta contro le manette ai mafiosi No Tav.
Vent’anni di guerra hanno sospeso il governo, portando il paese sul lastrico economico e strutturale. La classe politica di guerra e’ stata cosi’ pessima che il popolo italiano e’ ignaro del concetto di classe dirigente, al punto da votare Grillo quando grida che qualsiasi casalinga puo’ fare il ministro. Beh, coi ministri degli ultimi 20 anni, e’ possibile. Ma erano ministri di guerra.
I magistrati credevano di ottenere il potere,  e oggi lo spread, la finanza straniera, le agenzie di rating, una famiglia di costruttori di automobili, tutti, TUTTI , TUTTI comandano piu’ di loro, compreso il potere di Bruxelles.
Oggi finalmente Berlusconi sembra sconfitto, e gia’ per le file del PSE si sta scrivendo una “direttiva giustizia”. Pochi mesi, forse uno o due anni, e “Magistratura Democratica” sara’ un ricordo: i rossi non hanno mai diviso il potere con nessuno.
Valeva la pena?
Valeva la pena, di distruggere un paese che era in piena crescita, anche culturale, per far emergere le piu’ ripugnanti pulsioni persecutorie da un lato, e la piu’ oscena magnacceria dall’altro, in una guerra che NON HA VINTO NESSUNO?
Certo, adesso vi state masturbando perche’ avete “la certezza del diritto”. Aha. Appena arresteranno il primo No Tav, e lo terranno qualche mese in carcere fino alla confessione, e lo diffameranno trovando “materiale pedopornografico” sul suo PC, cosa che finira’ puntualmente sui giornali, gli stessi che vogliono “la legge uguale per tutti” sbraiteranno contro lo stato fascista che hanno contribuito a costruire in questi venti anni di appoggio scimmiesco a magistrati sbirroidi.
Se credete che adesso il paese cambiera’, fate una cosa, e date un’occhiata al vostro conto in banca. Ai vostri debiti. Alla vostra disoccupazione. Al debito pubblico. A tutte le macerie di questa guerra.
Oh, Silvio adesso e’ finito. E voi siete disoccupati, usciti da una scuola inutile che non vi dara’ lavoro neanche all’estero, passerete la vita da precari e arriverete alla menopausa guardando il vostro seno inutile e le vostre pance sterili, e tutta la vostra vita che NON avete avuto in un paese coperto da macerie.
Bella, la guerra, vero?
Uriel
(1) Si, i propri diritti.