Messaggio alle veterofemministe di ogni tipo e genere.

Prima di parlare di questioni economiche vorrei rispondere a tutti,anzi a tuttE quelle che mi hanno scritto dopo il mio post sull’ 8 marzo. Punto primo: allo scontro che avete perso non ho partecipato. Per mia scelta sono stato fuori, per tutta l’adolescenza, da quella “guerriglia dei sessi” che porta (al maschio) solo nevrosi ed umiliazioni,  che lo riduce ad un questuante affettivo, e ne sono fuori oggi perche’  ho avuto la forza di giocare a modo mio.

VOI avete perso, e non mi sembra neanche che abbiate perso con onore: vi siete vendute al vostro “nemico di classe”, anima e corpo. Specialmente corpo. Quanto all’anima, l’avete trasformata in un comodo paravento per nascondere la piccolezza del gioco. Quando l’uomo ricco prende il troione di turno al proprio fianco, sa cosa vuole e sa come ottenerlo. Sa che vuole un trofeo popputo ad uso sessuale, e sa che il cervello questa tizia e’ meglio se lo lascia a casa. Sa di avere di fronte una prostituta d’alto bordo, che offre un contratto a medio termine e uno SLA adeguato. Non dubita nemmeno per un istante di avere a fianco una prostituta. Sa cosa vuole. E sa come ottenerlo: un trattamento economico adeguato. Nessun uomo ricco che venga corteggiato da una donna con 20 anni di meno si e’ MAI illuso di non avere a che fare con una prostituta.Credete forse che Hefner ami le sue “fidanzate?”O che le rispetti?  La risposta e’: almeno quanto viene ricambiato da loro.

Diversa e’ la recita della prostituta, che ha bisogno di tirare in ballo l’amore , l’intelligenza del compagno, la vicinanza e l’affetto, dunque l’anima. Per questo tipo di donna, che oggi e’ un modello, l’anima e’ solo il marketing della figa, una foglia di fico, un tentativo di nobilitare la propria prostituzione.Le fidanzate di Hefner che dicono che lui piace loro perche’ e’ intelligente e spiritoso, e le fa ridere, in un rapporto che invece per lui e’ piu’ che chiaro.
Alcune di voi mi hanno urlato contro, in commenti che ho censurato, questioni religiose: beh, ho una notizia per voi. L’anima di queste signore ( e di chi le ritiene vincenti) farebbe schifo anche a Cloaco. Questa e’ la dimensione religiosa della vostra condizione: che cazzo parlate di religione quando siete vestite, anche spiritualmente, come patetiche imitazioni di donne che , spiritualmente e specialmente spiritualmente, sono in vendita?
Ero troppo giovane per dire la mia quando avete deciso di iniziare una guerra che generazioni di adolescenti (anche adulti, ma quelli erano presenti al momento) hanno pagato con nevrosi e ferite di ogni genere. E dopo aver trasformato i rapporti uomo-donna in un inferno nevrotico e politicizzato (oh, il privato e’ politico, vero?) , vi lamentate se qualcuno ha opposto resistenza , combattuto e distrutto il cumulo di merda politica che avete costruito.
E non solo: siccome avete perso la battaglia contro i maschi della VOSTRA generazione, adesso vi incazzate coi maschi della MIA generazione (per esempio, con me) se vi ignoriamo bellamente e vi lasciamo nella condizione che avete raggiunto con le vostre belle “lotte”, quella condizione che oggi scoprite non essere piu’… quella figata che sembrava.
E che cosa volete da me? Che cosa volete da uno che e’ arrivato in citta’ per fare l’universita’, si e’ trovato  a chiacchierare con una di “Artemide e le sue furie” che gli spiegava che bel mondo di lesbiche partenogenetiche ci sarebbe stato dopo lo sterminio di ogni maschio, e si e’ chiesto “ma che cazzo ho fatto a questa, che mi vuole ammazzare?“. VOI avete costruito questa merda, questa ondata di odio. E avete pagato l’odio con la sconfitta: il soldato combatte perche’ ama la bandiera, non perche’ odia il nemico. Il soldato che odia il nemico e’ destinato a perdere. Come voi.
La vostra lotta richiedeva che ogni donna scendesse in armi contro il compagno, che iniziasse a fare un vero e proprio lavaggio del cervello ai propri figli. E perche’? Per dire cosa? Per dire che ogni donna, solo perche’ ha la figa, merita rispetto. No, signore: il maschio non pensa che qualsiasi altro maschio meriti rispetto. Il maschilismo non e’ , nemmeno nelle sue peggiori degenerazioni, una “fratellanza” di qualsiasi maschio: il rispetto occorre meritarselo. Il vostro messaggio invece e’ molto diverso:  “ogni donna ha diritto al rispetto”, che lo meriti o meno.
No, signore: per il maschio il rispetto e’ qualcosa che devi guadagnarti. Non tutti i maschi rispettano ogni altro maschio, ne’ c’e’ questa “fratellanza”: voi volevate andare anche oltre, e dire che bisognasse rispettare qualsiasi donna.No. Alcune donne sono degnissime di rispetto. Altre no. E il mio rispetto non lo avranno MAI.
Questo e’ lo scoglio col quale vi siete scontrate , questa e’ stata la linea gotica che non siete mai riuscite a superare: l’idea che nel mondo maschile  il rispetto bisogni guadagnarselo con la condotta personale. Ogni gruppo di maschi ha i propri valori, esecrabili o positivi. Molti sono esecrabili, lo so benissimo. Ma non avevo bisogno di voi per saperlo!
In ogni gruppo , qualsiasi gruppo umano, si viene rispettati a seconda dell’aderenza (nell’agire quotidiano) a questi valori. Voi volevate , invece, un mondo in cui una donna viene rispettata a prescindere, solo perche’ ha l’utero. Come se fosse un merito.
Avete distorto ogni rapporto, preteso che vi fosse una guerra dei sessi, e adesso che l’avete persa volete anche accusare di chauvinismo chi ha reagito ad un mondo, quello che stavate ideando, fondato su una supremazia di genere ove un genere dei due e’ sempre e comunque al di sopra di ogni giudizio perche’ ha l’utero? No, non ci sto. In qualsiasi gruppo si viene rispettati a seconda dell’aderenza ai valori del gruppo, giusti o sbagliati che siano. Si viene quindi giudicati, e il rispetto viene da questo giudizio. Voi avete chiesto l’abolizione del giudizio ,avete chiesto il rispetto per qualsiasi donna, per qualsiasi persona avesse un utero.
E cosi’, oggi avete tutte lo stesso rispetto: zero. Perche’ c’e’ un unico numero che e’ contenuto in qualsiasi somma, ed e’ lo zero. Aveste almeno chiesto che ognuna di voi fosse giudicata e rispettata a seconda, forse alcune di voi godrebbero di qualche rispetto. Ma voi volevate di piu’: volevate che qualsiasi puttana capricciosa  fosse rispettata quanto una persona leale, una di cui puoi fidarti. Che OGNI donna fosse considerata brava sul lavoro, perche’ dire altrimenti  di qualsiasi donna, anche una palese incapace, era discriminazione.

No, il rispetto bisogna guadagnarselo: io non ho alcun problema a chiamare “miserabile coniglio” un uomo pavido che arriva alla slealta’ per paura. Perche’ voi non avete il coraggio di chiamare “miserabili puttane” queste signore dal labbro salvagoccia? Perche’ ovviamente, anche il loro essere prostitute in spirito viene attribuito a noi, perche’  quelle  estetiche sono “scelte personali che vanno rispettate”, perche’ “non e’ scritto da nessuna parte che una debba essere stupida solo perche’ e’ bella”: neanche quando e’ evidente che si tratti di una stupida!

No, signore: non funziona cosi’. La vostra sconfitta e’ consistita in quella mentalita’ priva di meriti che albergava in quel periodo nel PCI, nel sessantotto, la mentalita’ del diciotto politico. Ecco, voi volevate che ogni donna passasse l’esame con il diciotto politico, solo perche’ essendo una donna aveva diritto a quel “diciotto politico” che era, a vostro dire, il rispetto dovuto.
No, signore. Non funziona cosi’. Non poteva e non puo’.
Il rispetto e’ un giudizio, essere rispettati e’ qualcosa che si ottiene. Ma c’e’ di piu’: per averlo bisogna anche darlo. Vi lamentate di essere mercificate, ma vi siete mai chieste QUANTO voi mercifichiate?  Posso fare tanti esempi. Uno tra tanti.
Mi e’ capitato di conoscere delle signorine in aereoporto,  erano qui in Germania per una fiera. Impiegate milanesi. Avevano una puzza sotto il naso da fare schifo. Chiuse nei loro vestiti trendy “finto ricco” , si comportavano come nobildonne tra la plebe. Un mio collega ha iniziato ugualmente a parlare con loro nonostante lo trattassero come un questuante (ah, la gioventu’ fa sopportare tante umiliazioni) e quando ha detto che eravamo in trasferta, la risposta e’ stata “allora guadagnate un sacco di soldi”. E cosi’,io stesso che me ne stavo per i fatti miei a spippolare sulla wifi dell’aereoporto, sono diventato interessante.
E’ emerso dopo che fossero due precarie da 800 euro al mese. Ma non e’ un problema di classe: il problema e’ che “solo in quanto donne” si sono comportate come principesse che tengono alla larga i questuanti , fino a quando hanno capito che i “questuanti” potevano fare lo stesso con loro. Lo chiamano “faiga power” .

Bella merda, che ci chiamate a rispettare.

Ditemi, signore femministe, devo rispettare anche due prostitute dello spirito come quelle li’?. Secondo voi si. Secondo me, no: non sono altro che prostitute, disposte a vendere le proprie simpatie a chiunque abbia un reddito sufficiente. Perche’ il loro modo di vedere l’uomo ci divide in “buon reddito” e “basso reddito”.

 

Questa non e’ mercificazione, care signore?  Classificare i maschi dal portafogli non e’ mercificazione?

Quando un uomo vecchio e ricco sta con una donna bella e giovane, si dice che la donna sia mercificata, comprata. Ma non si accenna al fatto che quando l’uomo viene visto in base al portafogli, anche l’uomo viene mercificato. Nella scena del miliardario che sta con una modella, i mercificati sono in due. Ma non vi ho mai sentito dire nulla contro questa cosa, anzi!

Pur di giustificare qualsiasi “sorella”, avete tirato fuori delle palle antiscientifiche secondo le quali la donna cercherebbe l’uomo piu’ ricco in quanto,  cercando un uomo ricco, avrebbe assicurato un migliore futuro alla prole.(quale brava madre! quale brava madre!) Una vita per la prole. Sacrificare se’ stesse con un vecchio , per la prole. Quale abnegazione! Quale eroismo! I figli sso’ piezz’e’core, davvero! Commovente.NO, OSCENO: la maternita’ come lavacro della prostituzione!

C’e’  un solo piccolo problema: che di prole , queste donne, ne fanno assai poca.
Le famiglie piu’ prolifiche sono quelle a basso reddito. Le aree del mondo piu’ prolifiche sono quelle piu’ povere. No, signore: non c’e’ alcuna tendenza conclamata , a livello biologico, che porti le donne a fare figli col piu’ ricco e scartare il piu’ povero ,tutte le evidenze dicono il contrario.E queste signore che sposano un miliardario “per il futuro della prole”, di prole ne hanno meno della media.
Strano, per essere queste generose martiri che si sono sacrificate per il bene della prole, non avere alcuna prole.
Avete agito a senso unico. Avete preteso di non essere mercificate, di non venire ridotte a mero corpo, mentre difendevate quelle che mercificavano il maschio riducendolo a mero reddito. Eh, poverine, voi dovete pensare alla prole. Quella che non avete.
Oggi, voi veterofemministe non siete altro che seni inutili e ventri vuoti e freddi ,come la pancia di una rana d’inverno. Le altre hanno dovuto adattarsi alle conseguenze del massacro spirituale che avete iniziato, che avete voluto, che avete chiesto.
Io non c’ero quando avete iniziato. Mi sono trovato adolescente in un mondo fatto di rapporti tra uomo e donna gia’ viziati, viziati  da una guerra che avete voluto per sentirvi tanto katanga, per seguire una moda. Ho visto attorno a me uomini che cercavano in altri uomini un rispetto ed un affetto che non potevano ottenere da donne che prima guardano al tuo reddito e poi decidono se rivolgerti la parola: ma non e’ mercificazione, questa, oh no. Pensano alla prole , le povere martiri.
E qui, in mezzo alle macerie della guerra che VOI avete voluto, in mezzo ai resti di  quell’ingiustizia a senso unico che avete cercato di imporre, devo anche sopportare le vostre email di insulti perche’ non mi piego al “rispetto ad ogni costo” che volete imporre.
No, io non ci sto. Sul banco degli imputati del vostro processo per “lesa donnita’ ” io non ci salgo proprio, anzi : al massimo incendio il tribunale e vi rutto in faccia dopo. Tanto per spiegarvi quanto rispetto il vostro “tribunale”.
Io rivendico il diritto di qualsiasi maschio a mercificare qualsiasi donna che  mercifichi lui, ovvero tutte quelle “povere martiri che pensano al bene della prole” e ti scelgono guardando nel portafogli. Io rivendico il diritto di calpestare e umiliare qualsiasi donna si presti a quella guerriglia di nervi , quel rituale vessatorio ed assurdo che oggi passa per “corteggiamento”, il cui scopo e’ solo di esercitare il potere del desiderio in maniera vessatoria, calpestando ed umiliando la controparte, riducendola a mero questuante affettivo.

 

Perche’ cosi’ e’ trattato, da voi, quello che “vi viene dietro”: un questuante affettivo.Un pezzente che vi supplica di concedergli la grazia di degnarlo di qualche attenzione, un miserabile che deve subire vessazioni ed umiliazioni, sotto forma di ridicoli capricci,  al solo scopo di meritare cinque minuti della vostra regale attenzione. Questo e’ il rispetto che date! E che cosa vi aspettavate, in cambio?

E si, ho il diritto a trattare come una miserabile puttana quella che mi si presenta di fronte, ad un colloquio tecnico , vestita come se anziche’ mostrarmi le sue competenze su UNIX dovesse mostrarmi la cervice: anche venire trattati come quelli che ragionano con l’uccello e’ un venire mercificati.Puttana che poi raccontera’ di essere stata discriminata perche’ donna: non gli passa neanche per la testa, che forse e’ offensivo pensare di poter fare leva sugli ormoni altrui per influenzare le loro decisioni? E’ rispetto, questo? Per voi? Per noi? Per chi?
Cosi’ come  la venditrice di abbonamenti telefonici che mi esibisce la scollatura ,  per fare un altro esempio, sottintendendo in questo modo che io scelga di comprare o meno per pura ed incontrollata libidine, mi sta insultando. Eh, gia’.

Porsi di fronte ad un maschio come se fosse un animale , le cui scelte sarebbero guidate da istinti, istinti influenzabili mostrando centimetri di pelle, non e’ offensivo, care signore?

E tutte queste donne, e lo rivendico con forza, di rispetto non ne devono neanche parlare: non lo avranno perche’ non lo meritano. E perche’ non lo danno.

Perche’ il primo modo di ottenere rispetto e’ quello di darlo. E voi ne date assai poco.

E no, menzionare una religione  (mia o vostra) che si suppone femminista non cambia nulla.

Il credo quam absurdo non fa per me.
Uriel