L’odio facile.

Mia madre e’ un’immigrata: per quanto la distanza sia relativamente piccola, quella culturale era (ed e’ ) enorme. Non  e’ una del periodo in cui l’immigrazione era gia’ un problema: la differenza all’epoca (siamo nel 1949) era tra mangiare una volta ogni due giorni o una volta ogni tre giorni. I problemi erano altri: si faticava a distinguere un affamato dagli altri. Questo mi ha insegnato una cosa: quando si confrontano popoli, la posizione da cercare e’ l’equidistanza, e non la preferenza. Chi insegue la preferenza , cioe’ chi cerca di stabilire quale popolo sia buono e quale sia cattivo, generalmente produce un disastro. Un esempio e’ il mio scorso post sui tedeschi, che e’ diventato una specie di luogo per la propaganda dell’odio, cosa che intendo bloccare. E che ho fatto bloccando i commenti.
In quel post ho solo rappresentato un altro punto di vista.
Ho rappresentato le ragioni , il punto di vista, di una popolazione. Non era mia intenzione prendere posizione, o dimostrare che i buoni siano tutti da una parte e i cattivi tutti dall’altra. So che non e’ MAI cosi’.

Quando arrivai qui in Germania, andai da una parrucchiera. La ragazza che mi tagliava i capelli mi raccontava che era stata in giro per l’europa, ma non le era piaciuto. Perche’? Perche’ ovunque andasse nessuno la avvicinava. Se consideriamo una bionda ventenne alta 1.80, gli occhioni azzurri a faro ,  con le lentiggini e tutte le curve che ci vogliono – e parlo di quelle che piacciono alla moda, non quelle che piacciono a me che sono un caso particolare-  la cosa mi insospetti’.

La ragazza era convinta che tutti odiassero i tedeschi, e a me la cosa sembro’ strana. Dopo lo scorso post – e ho filtrato roba da codice penale- mi sto convincendo del contrario. Non si tratta di fare carnefici e vittime, ma semplicemente di notare come effettivamente avesse ragione lei: c’e’ odio verso i tedeschi come persone.

Certo, e’ possibile avere esperienze negative coi tedeschi. Credetemi, lo so bene. Molto bene. Non sono perfetti, per nulla. Avete avuto una brutta esperienza coi tedeschi? Quindi sono malvagi? Bene. Dove lavora mia moglie, gli italiani brava gente che hanno i valori della famiglia e sono tanto, ma taaaaanto umani stanno licenziando una donna perche’ e’ rimasta incinta. Non serve neanche la letterina prefirmata, e’ una piccola azienda.

Il mio collega tedesco e’ appena partito per i tre mesi – i primi tre- che gli spettano per paternita’, ovvero per aiutare la moglie a casa. Allora, mettiamola cosi’: detta in questo modo, i malvagi sembrano altri. Sete sicuri di essere brava gente?

Capita di avere scontri, e i tedeschi sono abituati, sin da scuola, ad essere criticati e giudicati con toni molto bruschi. Ho indagato un attimo sulla loro scuola: giudizi ed esami continui, e le scuole migliori sono anche piu’ severe.

Allora, se un tedesco attacca il vostro lavoro e’ difficile che non trovi un appiglio. Questo li rende sgradevolissimi in alcune discussioni. Quello che si aspettano e’ esattamente quello che succede nelle loro scuole: che la persona stia zitta e non si difenda, qualora il difetto corrisponda al vero. Considerate che quando mia figlia avra’ nove anni dovro’ decidere il percorso scolastico: qui non dicono “il bambino si deve formare”. Questi dicono “il bambino lo formiamo”: scegli tu come.

Questa e’ una cosa che da’ molto fastidio. Come italiani prendiamo sul personale qualsiasi attacco.  Qualcuno ci critica => qualcuno ci attacca. Ma questa e’ una cosa su cui riflettere, perche’ o sei perfetto, o hai dei difetti. E se hai dei difetti, essi sono criticabili.

Ma specialmente: se indulgi troppo nel difendere i tuoi difetti , diventerai davvero bravo a farlo. E i tuoi difetti troveranno un bel posto ove mettere radici e crescere ancora. Vivi senza critiche, e ti terrai i tuoi difetti.

Pero’ . Pero’ succede che entri in un locale, un locale neanche di lusso, con una persona handicappata. Un cameriere grosso quanto un armadio si fa avanti e gli taglia il cibo nel piatto, senza che nessuno lo abbia chiesto. Insensibile? Disumano? A me sembra ancora un bel gesto.

Certo, sono strani. Mancano totalmente di linguaggio del corpo. Per noi che lo usiamo (e sembriamo loro degli attori di teatro) questo significa “vai via. Non voglio condividere niente con te. Stammi lontano”. Questa e’ la prima impressione che avrete di loro. Il primo impatto. Allo stesso modo, questo rende piu’ duri gli scontri: non riuscite mai a valutare il peso emotivo da assegnare alla discussione: noi lo facciamo attraverso la gestualita’, mentre loro lo fanno mediante la scelta dei termini e dei verbi. Con un tedesco imperfetto e’ impossibile comunicare coi tedeschi per davvero: solo la particolare tassonomia nella scelta delle parole permette di valutare il peso emotivo. E no, l’inglese non aiuta: si perde la tassonomia.

Cosi’ si: percepisco perfettamente la dinamica degli incidenti di comunicazione coi tedeschi. Sinche’ non sono completamente a loro agio con voi -ci mettono solo una ventina d’anni, dopotutto!- non useranno alcun linguaggio del corpo. Almeno, non qualcosa che noi consideriamo tale.

In definitiva, i popoli latini comunicano su tre strati:

  • Uno strato grammaticale: alfabeto, dizionario, grammatica, semantica.
  • Uno strato sonoro: tono e volume della voce dicono che peso dare alle singole parole.
  • Uno strato gestuale: serve a dire come noi viviamo , emotivamente, quel che vediamo.

Il tedesco ha tre livelli diversi:

  • Uno strato grammaticale: alfabeto, dizionario, grammatica, semantica.
  • Uno strato tassonomico: tra le parole a,b,c per dire questa cosa ho scelto quella e non l’altra.
  • Il tono della frase, che e’ la nota con cui parlano per tutto il tempo. Le donne per essere gentili parlano in farsetto, etc etc.

Mancando due livelli di comunicazione su tre, la comunicazione diventa complicatissima. Non so come facciano le coppie miste: o si parla un tedesco perfetto, o non riesco davvero.

Ma questo vi dice una cosa: esistendo una difficolta’ nel canale , la comunicazione deve avvenire su presupposti di estrema cautela.

Non mi piacciono tutti. Ma non devono piacermi tutti, cosi’ come non posso trattare tutti gli italiani come se tutti fossero Schettino. Giusto?

Questo ho imparato a farlo in una vita, nei miei primi 18 anni passati a casa, equidistante tra la cultura di mio padre e quella di mia madre – in confronto i tedeschi sono dei mattacchioni polleggiati: quando andai in Marina Militare le caserme mi sembravano dei circoli anarchici, in confronto alla crudele tirannide di casa mia – e quella di mio padre (emiliano, troppo emiliano).

Cosi’, do’ per scontato che nel confrontare popoli occorra cercare l’equidistanza, e non la preferenza.  Davo per scontato che fosse cosi’ anche per altri; mi accorgo che non e’ cosi’.

Ed e’ molto triste. Molto triste perche’ e’ assurdo.

Ho avuto problemi giganteschi, i primi tempi, con gli inglesi. Ok, nella rabbia erano un branco di porci senza onore, la cui parola non vale niente, capaci di ogni bassezza. Poi li ho incontrati e ho capito l’importanza che ha per loro il fatto di vedersi di persona e stringersi la mano. Finche’ ci parlate solo per telefono sono dei miserabili bastardi senza onore da cui dovrete aspettarvi il peggio: quando ci avete parlato, di persona, e avete passato quella linea che per loro e’ “socialita’”, cioe’ essersi conosciuti ed incontrati, allora cambiano radicalmente. Posso spiegare questo in diversi modi, ma il sunto e’ che ad un certo punto devi trovare l’equidistanza. Non la preferenza.

In Irlanda ho conosciuto in genere gente simpatica. Non ci ho mai litigato, pero’ . Chissa’ come sono gli irlandesi quando ci litighi. Magari lo scopriro’.

Avete litigato con un tedesco? Anch’io. Per tre anni di fila ho combattuto una guerra con lui. Ed ero circondato da tedeschi, quindi lui giocava in casa. Aveva il vantaggio -col tedesco e’ enorme- della lingua.

Si, mi sta sui coglioni. Questo Dirk mi sta sui coglioni. Gliel’ho giurata, e ho una memoria di ferro. Pero’ Andreas e’ una bravissima persona. E anche Markus.

L’Italia attualmente e’ tra i primi dieci paesi del mondo (secondo lo studio di Confindustria) nella produzione di circa 1000 prodotti. E’ bello. Ma per fare questo occorre vendere nel mondo. Occorre andarci. Occorre parlare con lo straniero. Occorre capirlo.

La grande forza dell’ Italia e’ stata quella di approcciare lo straniero con un certo rispetto. Era rispetto dovuto anche al bisogno, ma almeno era rispetto. Di solito, quando il venditore italiano va a spasso a vendere per un’azienda, si fa degli amici che poi ritrova. Meta’ dei venditori italiani , e ne conosco sugli aerei che prendo per tornare a casa, sono letteralmente innamorati dei paesi ove vanno a vendere, delle persone e della cultura locale.

Che fine ha fatto questa nazione?

State odiando tutto e tutti. Svegliatevi. State cadendo in un abisso.

Chiedetevelo: dove porta questa strada?

Avrete migliaia, milioni di aneddoti sui tedeschi cattivi. Sapeste quanti ne hanno loro sugli immigrati italiani: non erano mica tutti qui per lavorare e basta.

Voi pensate di rispettare gli anziani? No, non e’ rispetto. Esiste almeno un altro punto di vista, che e’ “certo, gli date del lei e gli parlate con deferenza. Ma la deferenza non e’ rispetto. Se rispettate gli anziani, perche’ marciscono di fame con delle pensioni da vergogna?”.

E’ un punto di vista. E’ una domanda che da’ fastidio: non piace. Perche’ ti fa notare la foglia di fico: l’ Italia non rispetta gli anziani, li fa marcire con pensioni da fame. Certo, la risposta italiana  sara’ che  che un sentimento di rispetto. Qualcuno potrebbe ribattere che col sentimento non ci compri le medicine. Ed e’ vero.

Mi parlerete allora degli italiani buoni che fanno volontariato per gli anziani. Tutto vero. Voi, voi personalmente, quante ore di volontariato avete fatto? Vi state attribuendo i pregi di altri?

C’e’ una donna in Italia che ha appena perso il lavoro perche’ gravida. Le colleghe danno ragione alla titolare, che e’ una donna. Se qualcuno denunciasse, testimonierebbero contro. Tremendo. Eppure, non e’ solo quella: quella e’ la persona di cui ho sentito raccontare la storia.

Questa e’ la storia -e la sostanziale spinta ad una decisione difficilissima – che mi spinge. Il popolo dei buoni sta schiavizzando una generazione di giovani. I figli degli italiani sono schiavi dei loro padri. Cocopro, partite iva, tutto quanto, ma il dato e’ quello: un paese sta usando i propri figli come schiavi. 

Io devo guardare mia figlia negli occhi e dire che questo e’ quello che l’aspetta. Oppure portarla via.  Se l’avesse fatto mio padre, forse molte cose sarebbero andate diversamente.

Non so quanti di voi abbiano una figlia. Io ce l’ho. Questo fine settimana andro’ a casa -dopo tre settimane, per via della neve- e sara’ li’ per farmi vedere qualcosa che ha fatto. Per lei io sono Dio, o giu’ di li’. Si fida totalmente di me.

Io devo pensare che in Italia oggi una giovane ragazza entra in azienda con una lettera di licenziamento. Quando si sposa entra nella rosa delle sospette, e spesso il regalo di nozze e’ il licenziamento: pericolo gravidanza, se arriviamo tardi ci fa un culo tanto. Quelle che resistono, vengono licenziate appena si sa della gravidanza. Le colleghe denunciano regolarmente la cosa: nel senso che denunciano la gravidanza all’azienda.

E questo per le fortunate, che hanno il contratto,  perche’ per i giovani c’e’ la schiavitu’. Mentre la generazione dei loro padri si fa le sei ore e quaranta da statali, ce ne sono a 50-60 ore per sei-settecento euro, da precari.

E oggi un’altra donna, il meraviglioso ministro tutto lacrime e distintivo,  BEN SAPENDO questo, propone di rendere piu’ liquido il lavoro. Piu’ attraente per le aziende. Vi dice che lo vuole l’ Europa, mentre qui si sta legiferando (un governo di centrodestra- partitoliberale) di dare ai precari lo stesso trattamento dei dipendenti: vi stanno raccontando PALLE!

Io ho avuto in mano un contratto tedesco. Dovevo scegliere. Devo tornare da mia figlia sapendo che ho scelto per lei. Lei si fida.

Onore. Non e’ una cosa di grandi imprese eroiche. Onore significa che -qualsiasi cosa succeda- , comunque finisca -vivo o morto-, chi si fida di te non deve MAI essere deluso da quello che hai fatto. MAI. Questo e’ il lato egoistico: l’onore e’ il mio. Voi ne avete uno?E come guardate in faccia i vostri figli?   Questa idea di onore me l’ha insegnata in marina il mio ex comandante, di cognome faceva Sauro. Tutta roba italiana. 100%, come voi. “Made in Italy” , come voi: allora ce l’avete un onore? E come guardate in faccia i vostri figli?

Poi c’e’ l’amore per mia figlia: che destino avra’? Cosa sto facendo per migliorarlo?

Mia figlia si fida. Io scendero’ in Italia e devo guardarla in faccia. Pensando a cosa? Al suo futuro da precaria? Alla lettera di licenziamento in bianco che dovra’ firmare?

Devo pensare a mia figlia come ad una delle tante giovani donne che non possono avere un lavoro , per cui non possono avere figli, e arriveranno alla menopausa con un ventre vuoto e un seno inutile? No, spiacente. Non ce la faccio. Ho una coscienza. E la mia coscienza si chiama onore.

Ero tra i fortunati d’Italia, avevo un bel lavoro e una casa, ma MIA FIGLIA NO.

Cosi’ ho firmato il contratto tedesco.
Ho dato a mia moglie la soddisfazione di licenziarsi da un posto di infami puttanelle pronte ad applaudire un licenziamento del genere. Sono piccole cose: ma porca troia, almeno la soddisfazione di POTER fare, per una volta, quello che e’ giusto.
Adesso direte che se in italia manca questo e quello allora e’ colpa dei tedeschi. Degli americani. Degli ebrei. Degli inglesi. Di chiunque stia meglio: sicuramente sta togliendo qualcosa a voi.

Aha. E’ da Mussolini che e’ cosi’. E’ da Mussolini in poi che se l’italia ha dei problemi la colpa e’ di uno straniero.

Scriveva gia’ Ennio Flaiano:

Il fascismo conviene agli Italiani perché è nella loro natura e racchiude le loro aspirazioni, esalta i loro odi, rassicura la loro inferiorità.  Il fascismo è demagogico ma padronale, retorico, xenofobo, odiatore di cultura, spregiatore della libertà e della giustizia oppressore dei deboli, servo dei forti, sempre pronto a indicare negli « altri »le cause della sua impotenza o sconfitta. 

“Sempre pronto ad indicare negli altri le cause della sua impotenza o sconfitta.”: non vi riconoscete ? Siete voi.

Gli stranieri sono cambiati molto. Siamo passati dalla guerra fredda al mondo unipolare, e oggi al mondo multipolare. Sono cambiate le cartine geografiche, da quando andavo a scuola. Possibile mai che ci sia  sempre, in qualsiasi mondo, in qualsiasi assetto, in qualsiasi cazzo di configurazione internazionale, uno straniero che e’ causa dei problemi italiani?

Possibile che ci sia un malvagio straniero che riduce l’ Italia a quel che e’ quando c’e’ USA-URSS, che ci sia ancora un malvagio straniero che riduce l’ Italia a quel che e’ quando c’e’ solo USA, e adesso c’e’ USA-CINA, e sara’ ancora cosi’, e poi ci sara’ CINA-USA-BRASILE e sara’ ancora qualche malvagio straniero? La UE nasce come CECA, per volonta’ americana. E gia’ e’ colpevole dei mali dell’italia. Gli americani di qui e di la’. Poi diventa CEE, ed e’ dominata da inglesi , francesi e tedeschi. E gia’ e’ colpa loro dei mali dell’italia.

Adesso arriva una germania sempre piu’ forte: ovviamente bara, ovviamente gioca scorretto, ovviamente e’ causa dei mali italiani. Ora arriva la Cina, e dagli con la cina che ci fa concorrenza. (E che devono fare, rimanere a guardare mentre gli altri, a tavola, mangiano a crepapelle?) Ma e’ colpa di qualcun altro.

E se per caso la colpa fosse, diciamo, anche un pochino dell’ Italia?

Ma di che cazzo ha bisogno, l’ Italia, di un pianeta tutto per se’?

Volevo, prima o poi, fare un post sulla Germania. E raccontare anche dei tedeschi migliori, quelli che mi piacciono. Del mio padrone di casa che mi suona alla porta per dirmi che c’e’ una grande svendita in un grande magazzino qui vicino, e di approfittarne e se il mio tedesco non e’ il massimo mi aiuta lui.

I tedeschi che mi piacciono criticano l’italia. Ma poi dicono che a fronte di alcuni difetti, alcuni pregi la fanno perdonare. Voi non perdonate piu’ i difetti degli altri: ne negate i pregi per spargere fango. I tedeschi buoni per voi non esistono, ma vi lamentate se qualcuno vi accosta a Schettino. Ovvove, ovvove! Razzismo! Pero’ voi potete farlo con loro, eh?

Pero’ poi fate cose cosi’: http://bandi.miur.it/bandi.php/public/fellowship/id_fellow/8503

Odio facile
ADESSO DITEMELO, CHE SONO GLI ALTRI POPOLI MALVAGI CHE VI BOICOTTANO IL SETTORE AGROALIMENTARE, DAI! Dal pecorino al coito da tergo, giusto?
E’ TUTTA  colpa di quei bastardi che vi imitano il vino, vero?

Dal pecorino alla pecorina. Aha. Tradotto con “Doggy style”. Traduttore automatico? Non lo so. Ma spero che NESSUN inglese lo legga mai. (Grazie ad un lettore per la segnalazione: se vuoi scrivo il tuo nome, non so cosa rischi di preciso col lavoro che fai). Pero’ magari voi credete che se c’e’ crisi nel settore agroalimentare la colpa e’ di qualche straniero, ovviamente. Sara’ Mc Donald’s, ovviamente.
E se invece fosse un’universita’ dove nessuno parla inglese? 

(Il blog della finanza italiana, detto Corriere della Sera, mi spiega per favore perche’ il governo di supertecnici e supercompetenti fa ancora figure di merda del genere? Non era tutta colpa di Berlusconi?)
Mi spiace, io continuero’ a cercare l’equidistanza. I paesi nordici non mi piacciono del tutto. Molte cose non mi piacciono. Ma qui mia figlia ha futuro. E io devo tornare a casa, e guardarla negli occhi. Devo poterle dire che ho fatto la cosa piu’ giusta pensando anche a lei.

La mia generazione e’ figlia dei peggiori genitori della storia. E forse anche la vostra, se adesso avete 20 anni e siete alla ricerca di un lavoro che non trovate. Se siete schiavi , o per meglio dire “atipici”. Non so se i vostri padri abbiano mai avuto in mano il contratto e la scelta. Io si’. E io non voglio essere come quei bastardi egoisti che se la sono spassata a spese dei loro figli.

Se devo sacrificare la mia casa nel bosco,  i miei sogni per lei, lo faro’. Non mi comportero’ come la generazione che mi ha preceduto, e se anche sono impotente nel cambiare il paese,  come sono, almeno potro’ cambiare paese!

Pensateci: io rifiuto il contratto. Resto in italia, e ho il mio lavoro. Sono tra i fortunati. Mia figlia cresce. Esce da una scuola di merda e si trova ad essere una schiava -stagista o cocopro- . Io le dico che poteva essere diversamente, ma ho scelto cosi’ perche’ IO ho ritenuto che qualcosa fosse piu’ importante del suo destino. Cazzo, e’ essere uomini, questo? E allora che cos’e’ essere uomini? Io mi ritengo un uomo. E no, non staro’ li’ fermo ad aspettare che succeda questo a mia figlia.
Per uno scherzo strano del destino proprio in quel momento mia moglie stava conoscendo -non sulla sua pelle, per fortuna- le bellezze della sua titolare che (cosa incredibile: la titolare aspetta un bambino) licenzia la dipendente perche’ rimane incinta. Le colleghe dicono che e’ giusto cosi’  perche’ non e’ il momento per l’azienda di affrontare sacrifici, e poi e’ anche piu’ giusto nel mondo della moda, perche’ si sa che quando le donne fanno figli sono gia’ sui trenta o oltre, e il mondo della moda e’ giovane. Parole loro.

E’ stata una coincidenza che le due cose si siano sovrapposte. Pero’ qui c’e’ la KinderGeld, 184 euro al mese che vi danno per aiutarvi con le spese spicciole, sino a quando il piccolo ha 18 anni. 2400 euro/anno, circa.  Non e’ una fortuna, potrei farne a meno. Ma mi sembra un atteggiamento piu’ umano, a dire la verita’: piu’ umano di un calcio nel culo, diciamo.

Se sei single con un bello stipendio , vai nella prima fascia (prima di sei) e paghi quasi il 48% di tasse in busta. Se hai moglie e un figlio, allora sei in classe 3. Non vi dico la cifra di tasse da pagare, ma sappiate che e’ meno della meta’. E non vi dico cosa potete scaricare dal fisco. Si, scaricare: da dipendenti.

Mentre in Italia quella donna, ex collega di mia moglie,  affrontera’ la gravidanza da disoccupata. CAZZO.

Dovete rendervi conto che state sbagliando qualcosa, e di brutto! Dovete rendervi conto che dietro la retorica dei buoni sentimenti  ci sono comportamenti disumani, e che dietro alla “brava gente” sta crescendo una genia di bastardi egoisti che condannano alla schiavitu’ i loro stessi figli! 

E no, chi ve lo dice non e’ per forza un bastardo crucco. Non e’ per forza un imperialista di merda che vuole il dominio dell’europa. Non e’ per forza un malvagio ariano che ha secondi fini. Oh, certo, avete avuto brutte esperienze con qualche tedesco. Aha.

Mai quanto quelle che state per avere con qualche italiano.Il vostro datore di lavoro, per esempio.

Ma si sa, molti italiani odiano specialmente chi non ha fatto loro nulla, e amano chi li maltratta.

E’ un difetto che gli altri conoscono bene. I tedeschi che mi piacciono ce lo perdonano.

Vedete di imparare a farlo anche voi, verso gli altri. Perche’ la strada che avete preso porta all’isolamento , alla miseria e specialmente all’abbruttimento.

Questo post esce il 18. Ma va online oggi. Serve a tenere separati i post sulla home page. Il blog e’ mio, e lo gestisco io. Se non vi piace, cambiate blog. Tanto, non ci sono previsioni su questo post, e comunque potreste sempre verificare con google.

Uriel